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    Predefinito Intervista a un Imprenditore Veneto (Da Leggere Assolutamente)

    Italia Vaffankulen: Intervista a un Imprenditore Veneto (Da Leggere Assolutamente)

    Di FunnyKing , il 21 giugno 2015 96 Comment


    (quando gli operai saranno tutti in pensione, giù la serranda… in ItaGlia)
    Mi hanno segnalato (grazie D.F.) un’intervista a Francesco Biasion, imprenditore Veneto (1000 adetti) sulle ragioni del suo garbato vaffa… all’Italia e del trasloco nella Malvagia Austria (dove si parala tedesco, Ovvove, Ovvove). Vi consiglio di leggere con una certa attenzione:
    dal Giornale
    …. ( Francesco Biasion, 76 anni) nello stabilimento di Mussolente tiene ferme altre due presse da 8.000 tonnellate ciascuna, prodotte dalla Sumitomo e giunte cinque anni fa dal Giappone, 17 milioni di euro chiusi nel cellofan coperto di polvere. «Dice che così ci rimetto? Me ne ciavo! Sono pieno di robe che non adopero. Se avessi comprato azioni della Banca popolare di Vicenza, ci smenavo di più. Intanto le due presse restano lì. Da qualche parte le manderò. Ma qui non le monto di sicuro. Basta! Con questo Paese ho chiuso. Mi trattano come un delinquente? E io smetto d’investire in Italia».
    Coerente con l’enunciato, Biasion è andato a costruire una fabbrica ad Althofen, pittoresca cittadina di 4.600 anime nel cuore della Carinzia, 345 chilometri da Mussolente, «tre ore e mezzo di auto», dov’è stato accolto con fanfara, majorettes e jodler cantati a squarciagola. «L’abbiamo tirata su in meno di 10 mesi. Da dicembre è in produzione, per il momento con 50 operai, tutti austriaci. A breve conto di arrivare almeno a 300. Invece a Mussolente, dove ne ho 450, scenderò a 200. Ma senza spargimenti di sangue. A mano a mano che i dipendenti vanno in pensione, non li rimpiazzo. Ribadisco il concetto: con il Belpaese, anzi brutto, ho chiuso per sempre»….
    Perché s’è fermato alla quinta elementare?
    «Non mi piaceva studiare. A 6 anni ero già alla forgia con mio padre. Sa, stiamo parlando del tempo di guerra. Martelli, tenaglie e zappe mica si compravano al Bricocenter. Li faceva il fabbro».
    La sua fuga dall’Italia è stata originata dal maglio, ho capito bene?
    «Benissimo. Nel 2006 dico al sindaco di Mussolente: vorrei farmi costruire il più grande maglio mai realizzato sulla faccia del pianeta. Lui non mi pone obiezioni. Così io, stupido, lo ordino alla tedesca Müller Weingarten, che ha sede vicino al lago di Costanza. Un bestione per lo stampaggio in acciaio di componenti aeronautici, visto che in Inghilterra ho avviato un centro di ricerche con la Boeing. Pezzi da 50 quintali, lunghi fino a 4 metri, che il maglio sagoma riducendoli a frittelle».
    Ostrega.
    «Eh, caro mio, ma per mettere giù un coso del genere servono fondamenta profonde 16 metri e larghe altrettanto. Un’opera d’arte. Faccio preparare il progetto. Regione e Provincia danno l’ok. Positivo anche il Via, valutazione d’impatto ambientale. A quel punto il Comune mi traccia per dispetto una strada proprio nell’area del nuovo capannone per il maglio».
    Ma tu guarda.
    «Protesto. Litigo. Alla fine, bontà loro, la strada non serve più, la tolgono. E mi concedono l’ampliamento dell’area industriale. Però il sindaco si accorge che il capannone è troppo alto: gli uccelli potrebbero sbatterci contro».
    Sta scherzando?
    «Mai stato più serio. Di conseguenza non mi firma la licenza edilizia. Due anni e mezzo persi a battagliare. Nel frattempo gli oneri di urbanizzazione salgono da 500.000 a 800.000 euro. Obtorto collo, accetto di pagare. Mi concedono una deroga per l’inizio dei lavori. Parto con gli scavi. Spendo milioni. Ma ancora non è finita. “In cambio devi farci il municipio nuovo”, mi ordinano. Non ci penso nemmeno! Allora rivoltano la frittata: “Ci firmi una convenzione senza riserve”».
    Vale a dire?
    «Dovevo accettare a priori eventuali modifiche del progetto, e relativi oneri, decise dal Comune in corso d’opera».
    Una follia.
    «Tenga conto che far arrivare il maglio dalla Germania a Mussolente mi costava 2,5 milioni di euro, perché, non essendoci strade adatte per un trasporto eccezionale di quelle dimensioni, bisognava fare il giro dell’oca per mezza Europa e poi raggiungere Venezia con una nave. E se, una volta consegnato, me l’avessero bloccato? Ho alzato il telefono. G’ho ciamà i me tosi a Houston. Ci conosciamo da 35 anni».
    E che cosa gli ha detto?
    «Di provare a chiedere allo Stato del Texas e alla Contea di Harris se ci sarebbero stati problemi nel caso in cui avessi deciso di collocare il maglio alla Boltex. La risposta è giunta in giornata: “A casa vostra fate quello che vi pare”. Il maglio l’ho mandato là. Dopo un anno era già funzionante».
    Non capisco perché ora tiene impacchettate due mega presse già pagate alla Sumitomo.
    «Senta, la Bifrangi è una società per azioni che non ha mai distribuito dividendi. Versate le tasse – quest’anno 5 milioni – ciò che resta, e le assicuro che è tanto ma proprio tanto tanto, l’ho sempre investito in nuovi macchinari. Un giorno chiedo la mia fedina penale al casellario giudiziale». (Tira fuori due fotocopie da un cassetto della scrivania). «Vede? Denunce, multe, processi per questo e per quello, lesioni, persino omicidio colposo. Un pendaglio da forca. Vorrei sapere in quale altra officina di simili dimensioni non sia mai capitato un incidente sul lavoro».
    Mi sfugge il motivo per cui in Italia tutti ce l’avrebbero con lei.
    «Dipenderà dal fatto che non ho mai unto le ruote a nessuno? Non so, me lo dica lei. Decido di costruire gli alloggi per i miei 50 dipendenti africani privi di casa, e mi stoppano il progetto. Pulisco qui fuori un prato pieno di sterpaglie e metto a dimora un po’ di piante con tre panchine, affinché d’estate possano trovarvi riparo dal sole i poveri autisti dei Tir che arrivano da tutto il mondo, e mi sequestrano l’area accusandomi di costruzione abusiva. Posiziono una recinzione metallica e m’ingiungono di arretrarla di 3 metri rispetto al fronte strada, mentre ai vicini è concesso stare a 3 centimetri, così finisco addirittura nelle grinfie dell’Agenzia delle entrate. Chiedo di ristrutturare la casa-fucina in cui sono nato, che cadeva a pezzi, però mi negano la licenza. Allora sa che cos’ho fatto? L’ho rasa al suolo, lasciando che ci crescano sopra le erbacce. Un bel presepio, proprio nel centro di Mussolente. La vergogna del paese».
    E se n’è andato in Austria.
    «All’arrivo ad Althofen ho trovato ad attendermi sindaco e vicesindaco. Mi hanno mostrato 5-6 lottizzazioni industriali, una più bella dell’altra. L’ultima sembrava una località di villeggiatura. Ho chiesto: quanto viene? “Già urbanizzata, 15 euro al metro quadrato”. Qui a Mussolente me ne chiedevano 300. Ho subito stretto la mano al sindaco: affare fatto. Non solo. Mi hanno regalato 3,5 milioni di euro a fondo perduto per costruire uno stabilimento che ne costa 33. Il governo austriaco mi ha concesso un mutuo settennale di 7,5 milioni al tasso fisso dello 0,5 per cento. E in più il sindaco me g’ha portà quatro piègore».
    Quattro pecore?
    «Sì, in dono, oltre ad alcuni innesti di meli rarissimi. Le tengo nella fattoria qui accanto, insieme con 30 vacche, 40 maiali, conigli, galline, oche. Mi hanno vietato di dichiararmi azienda agricola. Eppure produco in proprio la carne, l’olio extravergine d’oliva e il vino per la mensa aziendale, dove serviamo i pasti gratis in quattro turni, perché la fabbrica funziona 24 ore su 24. Cuociamo persino panettoni e colombe pasquali da regalare ai dipendenti. I quali si portano a casa anche frutta e verdura del podere».
    La Bifrangi lascerà Mussolente?
    «La questione è allo studio. Perché dovrei offrire un posto di lavoro agli italiani? Per prendermi scarpate nel culo ed essere trattato da criminale? Vadano a farselo dare da Landini e dalla Camusso! Ho licenziato per giusta causa quattro fancazzisti che si rifiutavano di svolgere alcune mansioni. Il giudice del lavoro mi ha ordinato di riassumerli. Ho dovuto pagargli pure i danni morali».
    Non è che nel resto del mondo non esistano giudici e sindacati.
    «Momento! A Lincoln e a Sheffield ho avuto a che fare con lo zoccolo duro dei metalmeccanici britannici. Da 500 che erano, ne ho mandati lo stesso a casa 250 che non si comportavano bene. In Austria un dipendente è licenziabile persino in malattia, se non ti serve più».
    Non mi pare una conquista sociale.
    «Infatti io mica lo licenzio. Ma provi a chiedersi perché posso conservargli il posto. Benché il suo costo orario sia uguale a quello di un operaio italiano, 25 euro l’ora, in Austria pago solo il 25 per cento di tasse. Tutto compreso. No Ici, no Imu, no Ires, no Irap, no Tasi».
    Ma i crucchi non guardano di malocchio noi italiani?
    «Al contrario, ti fanno sentire un padreterno. Al ristorante non riesco mai a pagare il conto: il pranzo me lo offrono loro».
    Perché non sta mai fermo? Non potrebbe concedersi un po’ di riposo, alla sua età?
    «È un vizio. Lo devo ai clienti. Guardi che cosa mi ha portato ieri un mio committente turco, assaggi». (Apre una lussuosa confezione di lokum prodotti da Bereket, pasticceria fondata nel 1923 a Istanbul, con l’immagine della Moschea Blu sulla scatola di seta).
    Pensa che il premier Matteo Renzi riesca a raddrizzare l’Italia?
    «Tante ciacole e basta. Picchia i più deboli e lascia stare i più forti. Non c’è speranza per l’Italia, dia retta a me. Puoi solo andartene»…


    Italia Vaffankulen: Intervista a un Imprenditore Veneto (Da Leggere Assolutamente) - Rischio Calcolato

  2. #2
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    Predefinito Re: Italia Vaffankulen: Intervista a un Imprenditore Veneto (Da Leggere Assolutamente

    il classico imprenditore veneto buono a fare impresa solo con i soldi degli altri

  3. #3
    Lo Stato è un furto!
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    Predefinito Re: Italia Vaffankulen: Intervista a un Imprenditore Veneto (Da Leggere Assolutamente

    Questo bravissimo industriale, perseguitato e trattato come un delinquente dallo Stato italiano, ha portato la sua azienda in Austria, dove gli hanno fatto ponti d'oro e lo trattano come un pascià.

    Quando la maggioranze delle aziende italiane seguirà il suo esempio, voglio vedere con quali soldi il clan degli statalesi pagherà gli stipendi e le pensioni dei propri affiliati, i dipendenti pubblici.


    Leggendo la storia di questo imprenditore (che opera in Veneto e non in Calabria) si capisce che lo Stato italiano e' una grande associazione a delinquere, capeggiata da politici e sindacalisti, dedita a taglieggiare i pochi che innovano e producono ai vertici della competizione mondiale, fino a farli espatriare.

    Di questo passo rimarranno in Italia solo politici e dirigenti pubblici superpagati e masse disoccupate che vorrebbero il bonus di 80 euro di Renzi se solo trovassero qualche ultimo eroe disposto ad assumerli legalmente in Italia, sottoponendosi alla persecuzione di uno Stato indifendibile.


    L'Italia, come Stato, deve morire, ma morire male.



  4. #4
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    Predefinito Re: Italia Vaffankulen: Intervista a un Imprenditore Veneto (Da Leggere Assolutamente

    Citazione Originariamente Scritto da Mister Libertarian Visualizza Messaggio
    Questo bravissimo industriale, perseguitato e trattato come un delinquente dallo Stato italiano, ha portato la sua azienda in Austria, dove gli hanno fatto ponti d'oro e lo trattano come un pascià.

    Quando la maggioranze delle aziende italiane seguirà il suo esempio, voglio vedere con quali soldi il clan degli statalesi pagherà gli stipendi e le pensioni dei propri affiliati, i dipendenti pubblici.


    Leggendo la storia di questo imprenditore (che opera in Veneto e non in Calabria) si capisce che lo Stato italiano e' una grande associazione a delinquere, capeggiata da politici e sindacalisti, dedita a taglieggiare i pochi che innovano e producono ai vertici della competizione mondiale, fino a farli espatriare.

    Di questo passo rimarranno in Italia solo politici e dirigenti pubblici superpagati e masse disoccupate che vorrebbero il bonus di 80 euro di Renzi se solo trovassero qualche ultimo eroe disposto ad assumerli legalmente in Italia, sottoponendosi alla persecuzione di uno Stato indifendibile.


    L'Italia, come Stato, deve morire, ma morire male.


    lo stato e'fatto dai cittadini...chi ha distrutto l italia e'stata la lega insieme al nano...e in veneto chi cazzo votavano?????

    chi e'causa del suo mal.....

  5. #5
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    Predefinito Re: Italia Vaffankulen: Intervista a un Imprenditore Veneto (Da Leggere Assolutamente

    Citazione Originariamente Scritto da Mister Libertarian Visualizza Messaggio
    Questo bravissimo industriale, perseguitato e trattato come un delinquente dallo Stato italiano, ha portato la sua azienda in Austria, dove gli hanno fatto ponti d'oro e lo trattano come un pascià.

    Quando la maggioranze delle aziende italiane seguirà il suo esempio, voglio vedere con quali soldi il clan degli statalesi pagherà gli stipendi e le pensioni dei propri affiliati, i dipendenti pubblici.


    Leggendo la storia di questo imprenditore (che opera in Veneto e non in Calabria) si capisce che lo Stato italiano e' una grande associazione a delinquere, capeggiata da politici e sindacalisti, dedita a taglieggiare i pochi che innovano e producono ai vertici della competizione mondiale, fino a farli espatriare.

    Di questo passo rimarranno in Italia solo politici e dirigenti pubblici superpagati e masse disoccupate che vorrebbero il bonus di 80 euro di Renzi se solo trovassero qualche ultimo eroe disposto ad assumerli legalmente in Italia, sottoponendosi alla persecuzione di uno Stato indifendibile.


    L'Italia, come Stato, deve morire, ma morire male.


    cazzo, mr libertarian...

    sto qui se n'è andato perchè lo STATO austriaco gli REGALA 3,5 mln di euro, un'area GIA' URBANIZZATA (senza fargli pagare un centesimo) e lo finanzia praticamente a tasso zero.

    più che libertarianesimo mi sembra statalismo....

  6. #6
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    Predefinito Re: Italia Vaffankulen: Intervista a un Imprenditore Veneto (Da Leggere Assolutamente

    Citazione Originariamente Scritto da München Visualizza Messaggio
    il classico imprenditore veneto buono a fare impresa solo con i soldi degli altri
    ?

  7. #7
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    Predefinito Re: Italia Vaffankulen: Intervista a un Imprenditore Veneto (Da Leggere Assolutamente

    Soldi degli altri?
    «La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremo sotto un ponte o in galera con l'accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel Lodo Mondadori»

  8. #8
    ascpe' mo' vengo!
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    Predefinito Re: Italia Vaffankulen: Intervista a un Imprenditore Veneto (Da Leggere Assolutamente

    Io non so con quale coraggio si può insultare o sbeffeggiare un imprenditore di quel calibro! Gente con le strapalle! Costretto ad andare via da una burocrazia cieca e sorda, che ha la pancia troppo piena. Ma fino a quando!?
    proverbi popolari:
    Il medico pietoso fa la piaga puzzolente
    Chi vuole, va; chi non vuole, manda
    Chi sa, fa; chi non sa, insegna
    Chi ha argomenti, spiega; chi non c'ha una mazza, insulta

  9. #9
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    Predefinito Re: Italia Vaffankulen: Intervista a un Imprenditore Veneto (Da Leggere Assolutamente

    cazzo, mr libertarian...

    sto qui se n'è andato perchè lo STATO austriaco gli REGALA 3,5 mln di euro, un'area GIA' URBANIZZATA (senza fargli pagare un centesimo) e lo finanzia praticamente a tasso zero.

    più che libertarianesimo mi sembra statalismo....
    Non hai capito una sega. Questo se ne va perchè gli hanno rotto le palle per anni. Comune, sindacati e cialtroni vari.
    Ultima modifica di maxbar; 22-06-15 alle 20:03
    «La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremo sotto un ponte o in galera con l'accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel Lodo Mondadori»

  10. #10
    ascpe' mo' vengo!
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    Predefinito Re: Italia Vaffankulen: Intervista a un Imprenditore Veneto (Da Leggere Assolutamente

    Citazione Originariamente Scritto da maxbar Visualizza Messaggio
    Non hai capito una sega. Questo se ne va perchè gli hanno rotto le palle per anni. Comune, sindacati e cialtroni vari.
    Guarda che ce l'avevo con chi ha fatto i commenti...
    proverbi popolari:
    Il medico pietoso fa la piaga puzzolente
    Chi vuole, va; chi non vuole, manda
    Chi sa, fa; chi non sa, insegna
    Chi ha argomenti, spiega; chi non c'ha una mazza, insulta

 

 
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