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  1. #1
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    Predefinito La ballata di Renzo - Rino Gaetano

    Renzo viene investito da un'auto e muore dopo essere stato rifiutato da molti ospedali di Roma per mancanza di posti, mentre i suoi amici sono al bar.

    Nella canzone, scritta oltre 10 anni prima, vengono citati tre degli ospedali che rifiutarono Gaetano il 2 giugno 1981 per mancanza di letti: il Policlinico, il San Giovanni e il San Camillo....


  2. #2
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    Predefinito Re: La ballata di Renzo - Rino Gaetano


  3. #3
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    Predefinito Re: La ballata di Renzo - Rino Gaetano

    I MISTERIOSI POTERI DI RINO GAETANO



    [ ... ] Forse Rino correva troppo velocemente... Ma quale poteva essere il movente? Era riuscito a capire i meccanismi di questa potente organizzazione, i loro metodi e per non denunciarlo apertamente, col rischio di non essere creduto, ha voluto lasciare tracce nelle sue canzoni? In un suo album ci sono ben 3 canzoni, anche qui 3 coincidenze, dedicate alla Rosa, che oltre a far pensare alla naturale associazione con il fiore e con un nome di donna, potrebbe far pensare, se lette tra le righe, a curiose analogie con sistemi, metodi e affiliazioni massonico-esoteriche.

    Rosita

    La Rosa Rossa, quando te la presentano sembra bellissima, onori, gloria, soldi, potere, poi però un giorno scopri la verità. E allora la tua vita cambia radicalmente, perchè sei in trappola.

    Al compleanno della zia Rosina

    Vedo già la mia salma portata a spalle da gente che bestemmia e che ce l'ha con me.

    Cogli la mia rosa d'amore

    Cogli la mia rosa d'amore, regala il suo profumo alla gente, cogli la mia rosa di niente.

    I MISTERIOSI POTERI DI RINO GAETANO

  4. #4
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  5. #5
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    Predefinito Re: La ballata di Renzo - Rino Gaetano

    Rino Gaetano muore a Roma in un incrocio stradale preciso. Via Nomentana e Via 21 Aprile, data che si rifà ad un atto fondativo, nella fattispecie quella di Roma, fissata da Marco Terenzio Varrone per il 753 a.C.

    Ma anche Nomentana è da ricondurre a questo simbolismo essendo consolare di Mentana, strada che porta la massoneria della Breccia di Porta Pia (20 settembre 1870) a conquistare Roma in mano a Mastai Ferretti Pio IX.

    Cosa accade a Roma dunque? Siamo dopo Moro e a Roma si rafforzano le alleanze tra Banda della Magliana, personaggi della P2, e lo IOR oltre ai vari omicidi eccellenti. Che il cantautore abbia inaugurato l'atto di fondazione di questa "movimentazione"? Solo il 26 Maggio il governo e' costretto a dimettersi a causa degli sviluppi dell'inchiesta sulla loggia P2. Dunque RINO GAETANO è DENTRO LA P2, se non altro per la cronologia proposta.

    Gli anni 80, invece, registrano a livello internazionale la strade di Ustica.

    Non solo... il 20/21 aprile rappresenta una data rituale sanguinaria dedicata a Moloch / Baal...

    E ciliegina sulla torta, per gli amanti delle coincidenze a tutti costi, è il compleanno del venerabile Licio Gelli (nell'81 ha circa 62 anni).

  6. #6
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    Predefinito Re: La ballata di Renzo - Rino Gaetano


  7. #7
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    Predefinito Re: La ballata di Renzo - Rino Gaetano

    AIDA E’ L’ITALIA
    di Riccardo Venturi



    “Aida” è l’Italia. In questa canzone, difficile e splendida, Rino Gaetano ha saputo tracciare con il suo stile inimitabile e affidato alla simbologia, un affresco di tutta l’Italia contemporanea, dal fascismo alla guerra, dal dopoguerra agli scandali e alle difficoltà enormi degli anni ’70.

    Per farlo, Rino scelse già nel titolo un nome simbolico. Aida. L’opera di Giuseppe Verdi scritta per celebrare l’apertura del canale di Suez (e quando si dice canale di Suez, la memoria va a strategie, a guerre, ad affari planetari). Ma anche un nome portato da centinaia di vecchiette, sulla scia dell’opera di Verdi e di una presupposta glorificazione del “genio italico” (sebbene il canale di Suez fosse stato realizzato dal francese De Lesseps, i progetti originali sembra debbano essere attribuiti all’ingegnere italiano Luigi Negrelli, che non ricevette mai nessun riconoscimento ufficiale, ma che in Italia venne a lungo considerato come il “vero realizzatore” del canale). Quindi, di autentico colpo di genio si deve parlare per la scelta di questo nome da parte di Rino Gaetano.

    E si parte con i brevi versi della canzone, sciorinati uno dietro l’altro, raucamente urlati, inframezzati da alcune frasi musicali. Aida, cioè l’Italia, sfoglia il suo album di fotografie. I suoi ricordi. E non sono ricordi dolci. Sono ricordi di tabù, che vanno di pari passo con le “madonne” e coi “rosari” di una tradizione cattolica che rappresenta una parte decisiva della sua storia ed anche una parte decisiva della sua tragedia.

    I “mille mari” del “mare nostrum”, delle Repubbliche Marinare le cui bandiere campeggiano nel vessillo della marina militare, della retorica del paese dei santi e navigatori. Una retorica nazionalista che ha il suo sbocco naturale nell’ “alalà” del fascismo. I simboli della canzone procedono in concatenazione storica perfetta e non risparmiano il costume (i “vestiti di lino e seta” sono, pochi lo sanno, una citazione da un cinegiornale dell’Istituto Luce sul matrimonio di Edda Mussolini e Galeazzo Ciano: “vestiti di lino e seta, dopo la cerimonia si avviano al radioso futuro di novelli sposi”.) C’è Marlene (Marlene Dietrich o Lilì Marlene, poco importa), ci sono i Tempi Moderni di Charlot e con loro il periodo tra le due guerre.

    E “dopo giugno”, cioè dopo il 10 giugno 1940, data in cui Benito Mussolini si affacciò al balconcino di Palazzo Venezia per annunciare agli “italiani di cielo, di terra e di mare” che “l’ora scoccata dal destino” era giunta, ecco il “gran conflitto”, ecco l’ “Egitto” di altre retoriche guerresche (El Alamein, Giarabub…). Ecco le “marce e svastiche”, ecco i “federali” fascisti (come non tornare anche al film con Ugo Tognazzi?). Sotto i fanali, che potrebbero essere stati proprio quelli di Lilì Marlene, c’è solo oscurità. C’è l’oscuramento delle notti di guerra. C’è il buio di un futuro che non appare possibile. Il “ritorno in un paese diviso”, in un dopoguerra “più nero nel viso” in cui l’amore però ha un colore ben preciso: il rosso.

    Il primo ritornello: “Aida, come sei bella”. Il primo grido, al tempo stesso ironico e terribilmente sincero, di amore a questo paese di merda. Finisce la prima parte della storia ed inizia la seconda.

    La seconda parte, quella del primo dopoguerra. Battaglie e compromessi, un paese in preda alla povertà più nera, ai lavoratori che fanno la fame, allo spettro del “terrore russo” agitato a partire dal 1947. Il piano Marshall, l’esclusione dei comunisti dal governo, il 18 aprile. Con un solo brevissimo verso viene innestata la storia nei suoi mille rivoli. Basterebbe solo questo per far definire Rino Gaetano un grandissimo, e questa sua canzone un capolavoro assoluto.

    Cristo e Stalìn.
    Con quello “Stalìn” pronunciato popolarescamente (a volte si diceva anche “Stalino”). Il capo dell’Unione Sovietica, il faro dei lavoratori accentato come un contadino veneto. La scomunica dei comunisti da parte di Pio XII nel 1949. I carri armati russi in piazza San Pietro nel famoso manifesto elettorale della DC (“Volete che accada questo…?”).

    L’assemblea Costituente. La democrazia, seguita da quel disperato “e chi ce l’ha”, quasi a dire che la democrazia in Italia nient’altro è stata che un’illusione, una facciata dietro alla quale si nascondeva l’eterno fascismo che sempre riaffiora. Ed è storia di questi giorni. E’ storia che non finisce. Che sembra non finire mai.

    “Trent’anni di safari”, di caccia grossa. La depredazione. Qui non si può fare a meno di pensare a Pasolini. Gli scandali, dalle “antilopi” della Lockheed ai “lapin” di certe dame impellicciate che facevano da pendant ai detentori del potere e che a volte ne rimanevano vittime (chi mi viene a mente? forse la patronessa Maria Pia Fanfani, forse Wilma Montesi…o forse un qualcosa a metà tra entrambe).

    Aida, come sei bella. Già. Peccato che ora ti sia pure decisamente imbruttita, sconciata, istupidita. Chissà cosa avrebbe scritto Rino Gaetano se una maledetta notte di giugno non se ne fosse andato, peraltro aiutato ad andarsene proprio dallo schifo tutto italiano di non trovare un posto in un pronto soccorso. Chissà quale sarebbe stato il seguito di “Aida”. Ma è inutile chiederselo, forse. Rino Gaetano è stato rimosso. Ogni tanto si sente “Gianna Gianna”. Per situare finalmente “Mio fratello è figlio unico” nel posto dove deve stare, c’è voluto un film su una radio repressa. Il resto? Non si sa.

    Canzoni contro la guerra - Aida

  8. #8
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    Predefinito Re: La ballata di Renzo - Rino Gaetano


  9. #9
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    Predefinito Re: La ballata di Renzo - Rino Gaetano

    Rino Gaetano muore a Roma in un incrocio stradale preciso. Via Nomentana e Via 21 Aprile, data che si rifà ad un atto fondativo, nella fattispecie quella di Roma, fissata da Marco Terenzio Varrone per il 753 a.C.
    "Aida" in versione figurata. Ma il 2 giugno, giorno della sua morte, non è festa della repubblica? Altra "coincidenza"?

    "Se le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, le persone oneste devono fare lo stesso"
    (Lev Tolstoj)

  10. #10
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    Predefinito Re: La ballata di Renzo - Rino Gaetano

    L'Arciprete Domenico Angherà nella prefazione del 1874 alla ristampa degli Statuti Generali della Società dei Liberi Muratori del Rito Scozzese Antico ed Accettato, già pubblicati in Napoli nel 1820, afferma categoricamente che l'Ordine massonico è la stessa, stessissima cosa dell'originario Ordine pitagorico crotonese.

    Rino Gaetano da Crotone era un vero pitagorico, che usava la musica per elevare su nuovi piani di coscienza le tante menti ancora assopite nell'oscurità.

 

 
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