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    Arrow Elezioni comunali: gli impresentabili e le liste al vaglio dell’Antimafia


    Elezioni comunali: gli impresentabili e le liste al vaglio dell’Antimafia
    Dovrebbero essere una quindicina i casi a rischio di incandidabilità per il mancato rispetto dei requisiti di onestà, trasparenza e compatibilità con la legge Severino. Entro quest’oggi la commissione parlamentare Antimafia, presieduta da Rosy Bindi, dovrebbe presentare, per la timbratura ufficiale, le proprie valutazioni scritte circa le liste dei potenziali candidati dei vari schieramenti politici, in corsa per le elezioni comunali di domenica prossima.
    Fonti interne assicurano che non vi saranno nuove ripercussioni eclatanti. La memoria corre a nemmeno tanto tempo fa quando si dovette affrontare lo spinoso profilo di Vincenzo De Luca, eletto successivamente presidente della Regione Campania. Eppure i numeri del resoconto della Commissione, circa un mese di indagini, promettono ancora qualche sorpresa per via delle ultime analisi di contesto. I quindici impresentabili paventati inizialmente, secondo Repubblica, potrebbero arrivare anche a venti.
    Elezioni comunali: l’analisi dell’Antimafia

    Nella relazione che la commissione parlamentare Antimafia presenterà entro la giornata odierna agli organi di vigilanza del Parlamento per la ratifica ufficiale, si dà conto di un lavoro tempestivo e unitario. Tale approfondimento, portato a termine con anticipo rispetto alla giornata deputata allo svolgimento delle prossime elezioni comunali del 5 di giugno, anche grazie al contributo delle prefetture delle varie entità urbane in questione, ha visto l’esame di oltre 3000 aspiranti. I casi sospetti e i profili ad alto rischio di incandidabilità, stando alle indiscrezioni trapelate dalle carte, sarebbero concentrati nelle zone geografiche relative ai Comuni di Battipaglia, in Campania, e di Roma. Ad ogni modo, la cartina politica dei controlli è veramente ampia.
    Dal collegio dell’Antimafia, presieduto dal parlamentare Pd Rosy Bindi, è arrivato forte apprezzamento per il lavoro svolto. In accordo con le forze inquirenti si è infatti parlato di un “sano effetto deterrente” e di un ampio spettro d’azione degli approfondimenti svolti, prova questa della capillarità del sistema di studio imperniato principalmente sul reperimento di eventuali dichiarazioni mendaci dei candidati, sui procedimenti in corso e sugli specifici casi di rinvio a giudizio da parte delle Procure.

    Elezioni comunali: le anomalie delle amministrazioni municipali e il caso di Platì

    L’Autorità di garanzia ha comunque tenuto a sottolineare la penuria di strumenti realmente efficaci per la lotta alla corruzione e alle infiltrazioni della criminalità organizzata negli enti pubblici e nelle amministrazioni comunali. Si è fatto specifico riferimento, ad esempio, alla mancanza di una banca dati ad hoc da cui poter partire per incrociare i dati sensibili dei singoli candidati, al fine di ottenere uno storico completo del loro cursus honorum.
    All’interno della relazione d’indagine, la Commissione ha inoltre voluto dedicare un capitolo a parte circa le vicende del Comune di Platì, il piccolo centro della Locride con alle spalle tre scioglimenti delle giunte in dodici anni ed una sibillina quanto resistente e pervasiva infiltrazione della ‘ndrangheta ad ogni livello dell’amministrazione. Il plenum del gruppo di controllo parlamentare ha voluto porre l’accento sulle preoccupanti anomalie del borgo calabro, una su tutte, l’impossibilità di dichiarare impresentabili, tramite atto giuridico pubblico, coloro i quali risultino parenti stretti di ‘ndranghetisti senza però essere coinvolti in alcuna tipologia di inchiesta.
    Ad oggi, Platì risulta ancora sotto una gestione commissariale straordinaria, avviata nel 2012, sancita di imperio dal governo a seguito dell’ennesimo scioglimento della giunta a causa d’evidenti condizionamenti di stampo mafioso. Dando uno sguardo al sito istituzionale ritroviamo soltanto due liste civiche in concorso per le prossime elezioni comunali. La prima guidata da Ilaria Mittiga, “Platì Res Publica”, la seconda, “Liberi di ricominciare”, da Rosario Sergi.*Recentemente la scena politica dell’abitato ha vissuto il ritiro, dalla corsa elettorale, del candidato ufficiale del Pd Anna Rita Leonardi.
    Riccardo Piazza

    Scritto da: Riccardo Piazza
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    Predefinito Re: Elezioni comunali: gli impresentabili e le liste al vaglio dell’Antimafia

    Regionali, una dozzina di impresentabili: 4 in Puglia. "Nessuno nel centro nord" - Il Fatto Quotidiano

    M5s: “Una pantomima”. Sel: “Sciatteria”
    Secondo quanto racconta il capogruppo del M5s in commissione Francesco D’Uva “manca una parte dei 7mila nominativi: erano sfuggiti dei nominativi, per esempio quelli della Regione Campania”. Secondo D’Uva aggiunge che è “inaccettabile il modo di fare antimafia del Partito democratico, avallato dalla presidente Bindi. Abbiamo assistito a una pantomima: gli unici a chiedere la pubblicazione immediata dei nomi di impresentabili raccolti finora siamo stati noi e il vicepresidente Claudio Fava (ex Sel, ora gruppo misto)”. “Rimandare tutto a venerdì – conclude D’Uva – significa far passare sotto silenzio tutti i nomi degli impresentabili perché da sabato si entra nel periodo di silenzio elettorale. Chi andrà al voto non saprà se le persone in lista hanno condanne per reati di mafia”.......

    Ma tra reati “sensibili” non c’è corruzione
    Di certo tra gli impresentabili non ci sarà Vincenzo De Luca, candidato del Pd alla presidenza della Regione Campania, condannato in primo grado per abuso d’ufficio. Il testo di riferimento della commissione Antimafia è infatti il Codice di autoregolamentazione dei partiti che prevede la non candidabilità per chi è stato rinviato a giudizio per i reati di stampo mafioso (legati all’articolo 416 bis del Codice penale) e alcuni reati cosiddetti “spia”. Tra quest’ultimi, il reato di riciclaggio e autoriciclaggio, racket, usura, traffico di rifiuti e traffico di essere umani. Tuttavia non ci sono l’abuso d’ufficio – per il quale è condannato De Luca – la corruzione, la concussione, il falso in bilancio, tutti reati tipici degli amministratori.




    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

 

 

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