
Originariamente Scritto da
Charlie90
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Trovato l'esempio nel concreto: il mercato delle matite!
Lì, i prezzi, sono stabili, se nn con leggere variazioni. Il problema è che per aversi, un mercato in concorrenza perfetta richiede che siano soddisfatte diverse condizioni:
- tante piccole imprese che adoperano tutte la stessa tecnologia
- un certo numero, determinato, di consumatori
- poche, se non inesistenti, possibilità di differenziazione
- Eguali costi sostenuti
Se tutte le imprese producono lo stesso identico prodotto, la domanda incontrerà l'offerta là dove il bene sarà venduto al prezzo più basso. In conseguenza di ciò, tutte le imprese, in concorrenza sul prezzo, stabiliranno il prezzo più basso, lasciando i consumatori indifferenti se acquistare dall'impresa A, piuttosto che B, C e così via.
Le quote di mercato saranno quindi le stesse per ogni impresa fino a saturazione.
Il mercato avrà, da solo, e senza la mano
visibile dello Stato, aggiustato il prezzo e reso convieniente e accessibile il prodotto per tutti. In realtà, la teoria dice, che essendo troppe le imprese e quindi nell'impossibilità di creare cartelli, il prezzo finirà per eguagliare il costo, perchè ogni impresa cercherà sempre di offrire ad un prezzo più basso per aumentare la propria quota di mercato: nella realtà, questo mi sembra improbabile, altrimenti non si realizzerebbe alcun profitto. Però, il mercato delle matite, mi sembra l'esempio più vicino ad una concorrenza perfetta.
Lo sarebbe anche quello del petrolio se vi fossero tante imprese sul mercato: si tratta, infatti, di una materia prima, quindi senza possibilità di differenziare l'offerta.
Cosa fa la differenza? I costi sostenuti per l'estrazione, se questi fossero uguali in ogni parte del globo, allora, in presenza di molte imprese, il petrolio potrebbe essere venduto ad un prezzo stabile e basso e non volatile come oggi. I costi però non sono uguali: la manodopera costa diversamente da Paese a Paese, la tassazione è differente e via dicendo. Ancora una volta, l'intervento dello Stato genera storture all'interno del mercato. È anche vero che in realtà, tutta la colpa non va data allo Stato, nel mercato del petrolio i produttori sono pochi, quindi possibilità d'accordo, quindi cartelli e c'è chi riesce a produrre di più degli altri o perchè utilizza una tecnologia più avanzata per l'estrazione, o perchè. semplicemente, ha riserve più consistenti. Ciò non toglie, che anche la componente Stato fa del suo per creare inefficienze.
