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    Predefinito La teoria sismogenica di Raffaele Bendandi

    Raffaele Bendandi... l'uomo che prevedeva i terremoti

    Nacque nel quartiere tradizionalmente denominato Filanda Vecchia, da un'umile famiglia che non potè permettergli di andare avanti con gli studi superiori (ultimò le scuole elementari, un corso di specializzazione per il disegno tecnico e fece l'apprendista da un orologiaio); nonostante ciò all'età di 10 anni era già appassionato di astronomia e geofisica, tanto da costruirsi da solo un telescopio e alcuni giroscopi (in effetti, divenne uno scultore di legno per professione). In seguito al sisma di Messina del 28 dicembre 1908, si appassionò ai terremoti e riuscì, secondo lui, anche a predirli. Dopo l'esperienza come apprendista presso un orologiaio, si iscrisse a una Scuola d'Arte, in Emilia, per divenire un intagliatore di candelabri e statue sacre. Durante la Grande Guerra servì come meccanico in una squadriglia aerea. Si può definire il Bendandi come un ricercatore autodidatta, che nel 1920 formulò la propria teoria «sismogenica».

    Questa teoria ebbe origine durante una passeggiata lungo il bagnasciuga, mentre prestava servizio di guardia facendo la naja: nel 1919 intuì che la crosta terrestre, così come le maree, è soggetta agli effetti di attrazione gravitazionale della Luna. La sua teoria per la previsione dei terremoti (mai riconosciuta dalla comunità scientifica) era basata sul fatto che la Luna e gli altri pianeti (insieme al Sole) sono la causa dei movimenti della crosta terrestre; che effettivamente si rigonfia, deforma e pulsa con tempi e ritmi dipendenti dalla posizione dei corpi celesti. Andò avanti con gli studi anche sfruttando una sorta di mini laboratorio posto in una profonda grotta dell'Appennino tosco-romagnolo.

    Una sua prima involontaria previsione la fece per il terremoto della Marsica il 13 gennaio 1915, quando si accorse che il 27 ottobre dell'anno precedente aveva lasciato un appunto al riguardo.

    Fino ad allora erano in pochi a credere alle sue teorie; il 23 novembre 1923 davanti al notaio di Faenza decise di far scrivere una sua previsione: il 2 gennaio 1924 si verificherà un terremoto nelle Marche. Il terremoto effettivamente si verificò, ma due giorni dopo. Ciononostante il Corriere della Sera gli dedicò la prima pagina, chiamandolo Colui che prevede i terremoti; la sua fama così crebbe anche a livello internazionale. Nei suoi studi si occupò anche di astronomia, geofisica, magnetica, studi cosmici e atmosferici, e della radioattività atmosferica in relazione a scopi atomici.Oltre ai suoi personali, la sua principale attività era quella di falegname; grazie a questa attività costruì e riuscì a vendere alcuni suoi modelli di sismografi, anche in America. Riuscì nel suo piccolo a dotarsi anche di una piccola biblioteca scientifica.


    Durante il periodo fascista, precisamente nel 1927 dapprima fu nominato da Mussolini Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia, ma poi venne diffidato dal pubblicare ulteriori previsioni sui terremoti in Italia, pena l'esilio; in realtà egli continuò a farlo, ma su altri giornali americani.

    Dopo averlo studiato a fondo, nel 1931 Bendandi affida all'Accademia Pontificia il metodo da lui scoperto per interpretare il ciclo undecennale del Sole, e nel seguito riesce autofinanziandosi a pubblicare "Un principio fondamentale dell’Universo", dove descrive la sua precedente scoperta.

    Durante la sua vita, precisamente nel 1959, Bendandi scoprì anche un nuovo pianeta all'interno del sistema solare tra Mercurio ed il Sole, cui diede il nome della sua città natale, Faenza.

    Solo successivamente, nel 1972 l'astronomo americano Wood e nel 1976 l'astronomo inglese Smith portarono avanti il metodo elaborato dal Bendandi per la previsione dei movimenti tellurici, andando a migliorarne l'analisi ed i risultati.

    Anche il terremoto del Friuli nel 1976 fu previsto dalla sua teoria; inutilmente lui cercò di avvisare le autorità competenti, le quali lo trattarono come un ciarlatano.

    Venne trovato morto, forse per cause misteriose, il 3 novembre 1979, nella sua casa-osservatorio in via Manara 17 di Faenza.

    Bendandi, attraverso il suo metodo, ha anche predetto una scossa di terremoto devastante per la città di Roma e aree limitrofe per il giorno 11 maggio 2011, e un altro sisma di dimensioni ancora più apocalittiche per tra il 5-6 aprile 2012, quando parecchie scosse di terremoto colpiranno a macchia di leopardo tutta la terra.

    In questa ultima predizione, tra l'altro, molti vedono anche le catastrofiche profezie Maya per il 2012.

    Raffaele Bendandi... l'uomo che prevedeva i terremoti - Cronaca L'Aquila - Abruzzo24ore.tv

    Dal sito Abruzzo24 ore.tv >Quotidiano Online>Abruzzo Notizie,Video,TG,Elezioni
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 24-07-16 alle 01:39
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

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  2. #2
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    Predefinito Rif: La teoria sismogenica di Raffaele Bendandi

    In effetti nel terremoto del 6 aprile 2009 che ha colpito l'Aquila la luna piena era più luminosa del solito.

    Giuliani in proposito sosteneva che " ... I dati ottenuti in questi 9 anni di studi, ci hanno consentito di rilevare un rischio sismico maggiore nel periodo invernale che va da novembre ad aprile. Senza voler banalizzare, ma per semplificare i concetti, posso aggiungere anche che l'attività sismica è strettamente correlata alle fasi lunari. In particolare quest'anno, il sistema Terra-Luna, si è venuto a trovare al Perielio (Punto più vicino al Sole, in Inverno) con la Luna nello stesso periodo alla minima distanza dalla Terra, e con il Pianeta Venere allineato, in fase di Venere piena anch'essa vicina. L'attrazione gravitazionale delle masse sulla Terra hanno intensificato l'effetto marea sul nostro pianeta, rendendo gli eventi sismici più rilevanti, rispetto agli altri sciami, cui siamo stati interessati negli anni precedenti ... ".

    http://www.ecoblog.it/post/8056/terr...tati-del-radon
    Ultima modifica di GNU-GPL; 11-07-10 alle 17:23
    "La vera guida dei popoli sono le sue tradizioni. Senza tradizioni, vale a dire senza anima nazionale, non è possibile nessuna civiltà". Gustave Le Bon, Psicologia delle Folle [PDF GRATUITO]

  3. #3
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    Predefinito Rif: La teoria sismogenica di Raffaele Bendandi

    Raffaele Bendandi e la sua teoria sui terremoti.


    Raffaele Bendandi il 23/11/1923 predisse per il 2 gennaio, davanti al notaio di Faenza, un terremoto nelle Marche...e il sisma, in effetti, avvenne il 4 gennaio!

    Bendandi non spiegò mai le sue teorie, ma affermava che la causa dei terremoti è da ricercarsi nelle forze di attrazione dei pianeti e del sole, forze che non si trovano all'interno della Terra.

    Egli sosteneva che tutte le manifestazioni terrestri e solari sono causate da uno squilibrio gravitazionale, e che esiste un'influenza solare decisiva sulla salute degli organismi umani ed una spiccata influenza sulle cellule cerebrali.

    Bendandi, attraverso il suo metodo, ha anche predetto una scossa di terremoto devastante per la città di Roma e aree limitrofe, il giorno 11 maggio 2011, e un altro sisma di dimensioni ancora più apocalittiche tra il 5-6 aprile 2012, quando parecchie scosse di terremoto dovrebbero colpire, secondo tale teoria, a macchia di leopardo tutta la Terra.

    Lo stato attuale delle conoscenze scientifiche ufficiali non consente di spiegare i fondamenti su cui si basavano le teorie dell'uomo dei terremoti, come veniva chiamato Bendandi.
    Potrebbe darsi che una ricerca approfondita sui suoi lavori, unitamente ad ulteriori acquisizioni degli scienziati sull'universo, porti in futuro ad una smentita o ad una conferma delle teorie del faentino.
    Ai nostri giorni, la causa dei terremoti è attribuita alla deriva dei continenti, formulata nel 1912 da Alfred Wegener, e dimostrata verso il 1960,da cui derivò la teoria della tettonica a placche o tettonica a zolle.

    La comunità scientifica ha accettato dopo annose discussioni la teoria di Wegener, che rimane tuttora la più accreditata.

    E' risaputo che le teorie scientifiche sono in continua evoluzione e che gli scienziati sono alla ricerca di nuove prove a favore, e, nello stesso tempo, coltivano ogni forma di dubbio che possa essere di input a nuove scoperte.

    Per tali ragioni, la precisione delle previsioni del sismologo faentino dovrebbe stimolare l'attività di indagine degli scienziati ricercatori.

    La scienza ufficiale ha quasi sempre deriso le ipotesi di Raffaele Bendandi per la mancanza di prove scientifiche.

    Vi propongo un passo dal suo libro "Un principio fondamentale dell'Universo" - volume Iº - scritto e pubblicato nel 1931:

    "La forza di attrazione è dunque l'agente principale di ogni manifestazione del mondo fisico; è dessa che regola il corso dei pianeti e dei satelliti lungo la loro orbita; che presiede allo sviluppo evolutivo delle diverse masse planetarie; che mantiene con una semplicità ammirevole quella intricatissima teoria di orbite viventi che ogni corpo celeste ineluttabilmente descrive; è dessa infine la regolatrice e l'alimentatrice di ogni manifestazione radiosa corrispondendo ad ogni sua leggera variazione un conseguente accentuarsi di radiazioni e un divampare della luce.

    E questo soffio divino che anima di un movimento generale tutto il creato e ci offre la più eloquente testimonianza della vita dell'universo, può giustamente definirsi con l'alata parola del nostro Alighieri:

    "L'amor che muove il Sole e l'altre Stelle".

    Bendandi fu ignorato per molto tempo dalla scienza ufficiale del nostro Paese, che lo considerava quasi un ciarlatano, e si rifiutava di prestare attenzione alle sue teorie sull'origine cosmica dei sismi, esposte nei suoi libri.

    Nonostante ciò, Raffaele Bendandi ebbe in vita diversi riconoscimenti:

    - fu eletto membro della Società Sismologia Italiana, della Accademia Torricelliana di Scienze e Lettere, e della Artis Templum;

    - fu nominato da Giovanni Gronchi Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana;

    - Faenza gli ha dedicato una Scuola Media ( che conosciamo bene, vero ragazzi?).

    Oggi l'associazione culturale faentina "Bendandiana", formata da fisici ed esperti nel campo, ha raccolto la sua eredità, e tenta di far chiarezza sulla gran mole di materiale lasciato da Bendandi.

    Probabilmente, come affermano i suoi sostenitori, Bendandi aveva la "colpa", che scontò per tutta la vita, di essere autodidatta e, per di più, la sua teoria sui sismi era originale.

    Leggete su Wikipedia la pagina a lui dedicata, per conoscere i cenni storici sulla sua vita e sulla sua attività.


    Fonte: Scientificando
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 24-07-16 alle 01:35
    "La vera guida dei popoli sono le sue tradizioni. Senza tradizioni, vale a dire senza anima nazionale, non è possibile nessuna civiltà". Gustave Le Bon, Psicologia delle Folle [PDF GRATUITO]

  4. #4
    calici amari
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    Predefinito Rif: La teoria sismogenica di Raffaele Bendandi

    Discussione che si profila molto interessante.
    Ultima modifica di Regina di Coppe; 12-07-10 alle 16:16
    Corpo sano in ambiente sano.

    Chi avvelena una persona per vendetta viene condannato per veneficio.
    Chi avvelena milioni di esseri umani per profitto viene onorato come capitano d'industria.

  5. #5
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    Predefinito Rif: La teoria sismogenica di Raffaele Bendandi

    L'interno della terra trovandosi allo stato liquido è ovvio che risente dell'influenza gravitazionale degli altri pianeti.

    Maree solide: Influenze lunari sui terremoti, sulle eruzioni vulcaniche e sul magnetismo terrestre

    [...] Oltre alle maree oceaniche ed a quelle solide (leggeri spostamenti della crosta terrestre), alcuni dotti sono dell'opinione che la Luna debba produrre anche maree sotterranee sul nucleo interno della Terra, supposto liquido. Dall'urto di questa massa contro la crosta terrestre avrebbero origine i terremoti.

    Secondo Bainet "la forza di sollevamento della Luna non produrrebbe che pressappoco l'effetto causato dal peso d'uno strato di un terzo di metro di spessore" vale a dire quasi del tutto insignificante. Poisson ammetteva l'azione lunare e l'esistenza delle maree sotterranee.

    Il Perrey cercò di trovare una relazione tra la frequenza dei terremoti e le posizioni della Luna. Infatti prendendo in esame 47790 scosse riscontrò che queste presentano un massimo al perigeo ed un minimo all'apogeo, con due massimi nelle sigizie (novilunio e plenilunio) e due minimi nelle quadrature (primo ed ultimo quarto).

    Dalle ricerche dello Schmidt risulta un massimo di terremoti all'epoca del novilunio ed un altro massimo due girni dopo il primo quarto, mentre si ha una diminuzione di frequenza all'epoca del plenilunio con una minima nel giorno dell'ultimo quarto.

    Il De Rossi invece trova che la maggior parte dei casi sembra non avere nessuna corrispondenza con alcuna fase, quantunque parecchi di essi si siano verificati durante le sigizie. E manifesta l'opinione che le fasi lunari possono influire solo favorevolmente, ma non provocare il fenomeno, dovuto ad altre cause.

    Il Perret invece è del parere che il massimo dei terremoti si verifica nelle quadrature e specialmente quando queste coincidono con la Luna apogea e con minima declinazione solare; in tal caso l'abbandono delle masse terrestri, per la diminuita attrazione, darebbero luogo ad un aumento di pressioni laterali e di squilibri negli strati della Terra.

    Su queste probabili influenze l'Oldham è del parere che l'attrazione della Luna sugli strati terrestri potrebbe anticipare o addirittura provocare una rottura di equilibrio nelle rocce, i cui strati sotto la pressione dovuta alla contrazione della Terra si trovano continuamente in un equilibrio instabile che tende a divenire stabile da un momento all'altro. Questa ipotesi, asserisce l'Alfano, non manca di probabilità.

    Anche il compianto Grablovitz asserendo che la Luna oltre alle periodiche maree oceaniche produce anche nella crosta terrestre dei periodici movimenti, afferma che quando questa in alcuni punti non ha più mobilità e resistenza sufficiente a subire questi sforzi periodici si rompe dando luogo ad una scossa di terremoto che coinciderà con alcune speciali posizioni della Luna e del Sole.

    Recentemente il Brown, trattando nella teoria della Luna gli spostamenti di massa nell'interno della Terra, trova una corrispondenza fra il diagramma delle piccole deviazioni lunari e quello che dà la frequenza dei terremoti nell'Inghilterra, dal 1750 ai giorni nostri.

    Da tutte queste considerazioni apparentemente in contrasto tra loro l'Alfano opportunamente conclude: " Probabilmente una relazione fra posizione della Luna, marea e scosse consisterebbe in questo che l'aumento o la diminuzione di carico durante l'alta o la bassa marea può provocare o anticipare una rottura d'equilibrio nelle rocce terrestri ".

    Riportiamo, a titolo di curiosità, alcuni casi sporadici di terremoti: Il Sig. Chanvalon nel viaggio alla martinica nota molti terremoti verificatisi nell'ora dell'alta marea. Il terremoto che distrusse Lima il 28 ottobre 1746 si ebbe alle 3 del mattino, ora dell'alta marea. Il Bauguer asserisce che i terremoti nel Perù sono più frequenti dopo l'equinozio di autunno, ossia dopo le alte maree, le piogge e le procelle equinoziali.

    Il Toald conclude che questi fenomeni posso avere dipendenza dall'azione del Sole ed in particolare della Luna. Il terremoto di Calabria del 16 novembre 1894 avvenne con Luna perigea e le più forti repliche si ebbero sia nel perigeo che nelle sigizie [...]


    Maree oceaniche
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  6. #6
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    Predefinito Rif: La teoria sismogenica di Raffaele Bendandi

    La luna piena sposta le masse.

    Tutta colpa della luna?

    All’università di Northampton (Gran Bretagna) sospettano che lo tsunami del 26 dicembre 2004 sia stato innescato dalla luna piena.

    Secondo i ricercatori, che hanno monitorato per quasi un anno i movimenti tellurici di un pezzo di Oceano Indiano (tra le isole di Sumatra e Giava), la luna piena muovendo le maree – che aumentano e allentano la tensione sui fondali caricando e scaricando acqua - potrebbe dare inizio ai terremoti.

    E questo spiegherebbe anche come mai, sempre secondo i loro calcoli, l’86 per cento dei sismi si è verificato durante una fase di luna piena.

    Ma anche un’altra ricerca compiuta in Germania, all’università di Postdam, ha “imputato” all’acqua qualche responsabilità. Questa volta, però, colpevole sarebbe la pioggia.

    I ricercatori affermano che i violenti acquazzoni, smovendo alcune rocce sottoterra (a 4 chilometri di profondità), provocano i terremoti nelle zone più sismiche.

    Tutta colpa della luna? - Focus.it - Notizie e Curiosità
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 24-07-16 alle 01:34
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  7. #7
    calici amari
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    Predefinito Rif: La teoria sismogenica di Raffaele Bendandi

    Citazione Originariamente Scritto da Nostradamus Visualizza Messaggio

    All’università di Northampton (Gran Bretagna) sospettano che lo tsunami del 26 dicembre 2004 sia stato innescato dalla luna piena.

    :see::see::see:

    non c'è proprio limite alle fesserie che scrivono sui giornali...
    Ultima modifica di Regina di Coppe; 16-09-10 alle 16:30
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  8. #8
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    Predefinito Rif: La teoria sismogenica di Raffaele Bendandi

    Luciano Gianfranceschi

    IL PROFETA DEI TERREMOTI





    Del personaggio Raffaele Bendandi (1893-1979) che prevedeva i terremoti si è sempre parlato molto e scritto poco. Forse anche per questo, inviò lui stesso un articolo al Giornale dei Misteri, all'inizio del 1972, quale ideale regalo al primo compleanno di questa rivista. E fu un onore pubblicarlo sul numero 12 (marzo). Il "maestro" - come veniva chiamato - spiegò con parole sue, come faceva a prevedere "quando tira il terremoto".

    In sintesi: "I sisma non sono altro che scricchiolii della scorza terrestre, provocati dal variare della tensione gravitazionale esterna. Dunque, allorché la terra viene a trovarsi sottoposta alle attrazioni sommate del sole, della luna e dei pianeti, ne risente i più potenti effetti: la sua sfera si deforma leggermente e in tale circostanza del tutto particolare, i punti deboli della superficie cedono e avviene il terremoto". Per una successiva intervista, lo ricordo ultraottantenne nell'autunno 1976 a Faenza. Purtroppo, era un anno di terremoti: basterà ricordare il disastroso sisma del Friuli, in quel maggio circa mille morti (magnitudo 6,4 gradi Richter), tristemente rievocato quando c'è stato il tremendo terremoto in Abruzzo nell'aprile scorso (5,8 gradi).

    Quando s'è parlato - negli approfondimenti in televisione - della "impossibilità di prevedere i sisma" per salvare le vite umane se non le abitazioni, m'è tornato in mente Bendandi, che un metodo empirico l'aveva messo a punto. Da ricercatore indipendente, ovvero autodidatta: e per il suo non essere scienziato, veniva più temuto che considerato negli ambienti accademici. Viceversa, era tenuto in considerazione all'estero. Nessuno è profeta in patria? Eppure dopo ogni sisma lo interpellava anche la Rai tv: perché di terremoti se ne intendeva. Però sulle previsioni nessuno lo consultava: siccome ci prendeva... faceva paura? "La mia famiglia era di contadini poveri, analfabeti. Ho frequentato le elementari fino alla sesta - si sfogò - ma non ho smesso di studiare". C'è da credergli, visto che quando lasciò l'aula costruì a casa un telescopio.
    Parlava con orgoglio e il suo percorso incuriosiva. "Avevo quindici anni, quando alla fine dell'anno 1908 ci fu il disastroso terremoto di Messina e Reggio Calabria. Rimasi scioccato, costruii un sismografo, poi anni dopo attrezzai l'osservatorio geofisico. L'intuizione per prevedere i terremoti mi venne durante la guerra 1915-18, sul litorale ravennate, osservando la marea. Un fenomeno naturale, in grado di convincermi che come la luna esercita una forma d'attrazione sull'Adriatico, anche gli altri pianeti più lontani, ma anche più grandi del nostro satellite, potrebbero farlo, in determinate condizioni, nei confronti della superficie terrestre. E per accertare quali condizioni, misi mano ai calcoli dell'effetto gravitazionale del sole, e poi anche dei pianeti". Indubbiamente, anche se di mestiere faceva l'artigiano e le previsioni erano generiche, aveva un metodo di ricerca da scienziato. E infatti nel 1920 fu ammesso alla Società sismologica italiana.


    Nel dicembre 1923 - durante una conferenza a Faenza pro Croce Rossa - annunciò un imminente terremoto. Era presente un giornalista del Corriere della Sera, quando consegnò al notaio Savini una busta sigillata con la ceralacca. Allorché all'inizio dell'anno 1924 il sisma avvenne nella zona di Ancona, la previsione scritta risultò esatta. E Bendandi divenne "l'uomo dei terremoti". Senonché i più illustri scienziati, invidiosi per lo smacco, l'affossarono: "Nessuno può predire i terremoti, tantomeno un dilettante". Pur in difficoltà economiche, Bendandi ebbe una grande soddisfazione: la nomina a cavaliere della Corona d'Italia per i meriti scientifici. "Ma nel 1926 il commissario di pubblica sicurezza di Faenza mi mandò a chiamare, proibendomi di annunciare ai giornali italiani ed esteri previsioni sui terremoti. Altrimenti nei miei confronti sarebbero stati presi gravi provvedimenti". Non lo zittirono, perché "parlavano" i terremoti. E le previsioni, che sistematicamente venivano prese in considerazione troppo tardi. All'estero invece lo interpellavano e lo ricompensavano. Inoltre cominciò a vendere i sismografi che realizzava a istituti scolastici ed enti di ricerca. Ne è stato recuperato uno con una targhetta metallica sulla custodia lìgnea, in cui si legge: "Microsismografo registratore RaBen" (Raffaele Bendandi).


    Nel 1931 pubblicò - a proprie spese - l'unico libro: "Un principio fondamentale dell'universo. Il sole, sua attività, genesi del ciclo undecennale". Con l'ipotesi dell'attrazione gravitazionale dei pianeti sul sole, quale origine di un ciclo "mareale" di attività, denotato dalla comparsa di macchie solari ogni undici anni. "Ebbene, soltanto quarant'anni dopo l'astronomia «ufficiale» giungerà a tali conclusioni, ovviamente senza citare Bendandi" sottolinea il professor Gianluca Medri, presidente della Società Torricelliana di Scienze e Lettere a Faenza. Anche l'inventore del barometro, Evangelista Torricelli (1608-1647) è di mamma faentina.

    Stando al dottor Franco Gabici, direttore del Planetario e del Museo di Scienze Naturali a Ravenna, il misterioso segreto delle previsioni di Bendandi "sta in certi diagrammi che conservava gelosamente. A Lino Zauli, che poi alla morte del maestro sarà il presidente dell'Associazione Culturale Bendandiana, dette un incarico negli anni Settanta: se il maestro non avesse avuto soddisfazione in vita, Zauli avrebbe dovuto bruciare tutto. Questi non accettò, e così Bendandi ridusse in cenere le proprie ricerche più significative".
    Ce n'è abbastanza, per rendergli onore in questo mese di novembre a trent'anni dalla morte, e affermare che il sogno di prevedere i terremoti - è (finora) rimasto tale... non certo per colpa sua.


    Luciano Gianfranceschi – Il Giornale dei Misteri n° 454 (novembre 2009)

  9. #9
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    Predefinito Rif: La teoria sismogenica di Raffaele Bendandi

    Guarda che Luna

    Il 19 marzo la Luna raggiungerà un valore di minima distanza dalla Terra e ci apparirà, quindi, più grande del solito. Sarà l'occasione per tornare a guardare il nostro satellite con curiosità, in attesa del prossimo Moonwatch Party in programma ad ottobre.


    Se nei prossimi giorni la Luna vi sembrerà un poco più grande del solito avete proprio buon occhio: il nostro satellite sta infatti per raggiungere uno dei suoi valori di minima distanza dalla Terra, circa 356.500 chilometri. Questo minimo non veniva toccato dal 1992. Nel corso di questi 19 anni sono comunque stati toccati altri valori di minimo. Non è un caso ma una conseguenza delle variazioni periodiche nell’orbita della Luna dovute alle perturbazioni gravitazionali esercitate dal Sole. A causa di queste variazioni, anche il punto di minima distanza dalla Terra, il cosiddetto perigeo, varia di posizione oscillando tra un valore massimo e uno minimo. Proprio quest’anno, il 19 marzo per l’esattezza, il perigeo toccherà un suo valore minimo. Non solo: il 19 la Luna sarà piena e soprattutto sarà sabato, un insieme fortunato di situazioni che renderà ancora più interessante l’evento, nuvole permettendo.

    Guarda che Luna

    Giappone: sisma, crolli e incendi. Allerta tsunami in tutto il Pacifico.

    Una scossa violentissima, la più forte degli ultimi sette anni, ha fatto tremare il Nord Est del Giappone (video). Dopo mezz'ora un'altra scossa (immagini). Tokyo è senza rete telefonica, piegata l'antenna della Tokyo Tower. Incendi e crolli con morti e feriti si registrano in molte città del Paese. Chiusi gli aeroporti e le centrali atomiche. Il governo dichiara: "L'emergenza nucleare". L'onda dell'Oceano colpisce le coste (video): già registrate onde fino a 10 metri. Spazzati via una nave con 100 persone a bordo e un treno intero...

    http://www.ilgiornale.it/esteri/giap...e=0-comments=1

    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 24-07-16 alle 01:33
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    Predefinito Rif: La teoria sismogenica di Raffaele Bendandi

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    In effetti nel terremoto del 6 aprile 2009 che ha colpito l'Aquila la luna piena era più luminosa del solito.

    Giuliani in proposito sosteneva che " ... I dati ottenuti in questi 9 anni di studi, ci hanno consentito di rilevare un rischio sismico maggiore nel periodo invernale che va da novembre ad aprile. Senza voler banalizzare, ma per semplificare i concetti, posso aggiungere anche che l'attività sismica è strettamente correlata alle fasi lunari. In particolare quest'anno, il sistema Terra-Luna, si è venuto a trovare al Perielio (Punto più vicino al Sole, in Inverno) con la Luna nello stesso periodo alla minima distanza dalla Terra, e con il Pianeta Venere allineato, in fase di Venere piena anch'essa vicina. L'attrazione gravitazionale delle masse sulla Terra hanno intensificato l'effetto marea sul nostro pianeta, rendendo gli eventi sismici più rilevanti, rispetto agli altri sciami, cui siamo stati interessati negli anni precedenti ... ".

    Terremoto in Abruzzo e i messaggi inascoltati del Radon
    Giuliani colpisce ancora.
    "La vera guida dei popoli sono le sue tradizioni. Senza tradizioni, vale a dire senza anima nazionale, non è possibile nessuna civiltà". Gustave Le Bon, Psicologia delle Folle [PDF GRATUITO]

 

 
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