Errani: la versione di Vasco - Il Fatto Quotidiano
Resta con noi, non ci lasciar, la notte mai più scenderà. Un grido unanime sale dall’Alpi al Lilibeo, cingendo in un solo abbraccio il protomartire Vasco Errani, condannato in appello a 1 anno per falso ideologico per aver finanziato indebitamente con 1 milione la coop del fratello e poi coperto la truffa con carte truccate. Lui ha fatto la sola cosa da fare (anche perché è in scadenza): dimettersi. Ma l’intero partito, superando le divisioni tra renziani e antirenziani, vecchi e giovani, rottamatori e rottamati, lo implora di non orbare la Nazione della sua luminosa presenza. Un giorno forse scopriremo le sue doti nascoste che hanno indotto i mejo fichi del Nazareno a coprirsi di ridicolo e a berlusconizzarsi vieppiù con dichiarazioni ai confini della realtà. Anzi, oltre. Bersani, ex segretario: “Chi conosce Errani non può dubitare della sua onestà e correttezza. Con tutto il rispetto che si deve alle sentenze, si dovranno rispettare anche le convinzioni profonde di chi ha avuto a che fare con lui”. Cioè: se il condannato è mio amico, la condanna dei giudici vale quanto la mia assoluzione. Con tutto il rispetto per le sentenze, ovvio.




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