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Il referendum indetto nel Regno Unito per la permanenza o meno dello stesso all’interno dell’Unione Europea si è concluso con la vittoria di misura dei favorevoli all’uscita, come è noto; per cui si va verso l’ineludibile abbandono di questo importante paese membro.
Nonostante siamo consapevoli che questa situazione aprirà scenari politici ed economici imprevedibili e inesplorati, vorremmo qui fare alcune considerazioni su una possibile implicazione dell’uscita della Gran Bretagna dal consesso unitario europeo, in particolare per quello che riguarda il ruolo di Londra.
Infatti uno degli scenari possibili per la capitale inglese, motore finanziario d’Europa e centro di riferimento per la finanza mondiale, è una pesante perdita di appeal da parte degli investitori internazionali, come anche l’immediata reazione dei mercati suggerisce. In particolar modo per quanto riguarda gli investimenti immobiliari, oggi ingentissimi perché giudicati ad alta redditività.
E proprio questo aspetto potrebbe essere interessante per il futuro di Milano, che si è rivelata negli scorsi anni una delle città più ‘perfomanti’ in ambito europeo per quello che riguarda gli investimenti immobiliari internazionali, con l’ingresso di fondi arabi, cinesi, kazaki, nel mercato meneghino. Quindi un mercato, quello milanese, già in forte espansione e con previsioni di forte crescita.
Con il possibile abbandono della piazza londinese da parte di questi fondi immobiliari verso più redditizi investimenti all’interno dell’Unione Europea, Milano potrebbe accrescere a dismisura nei prossimi anni il volume dei capitali esteri investiti nel suo mercato immobiliare. Con conseguenze non solo sul prezzo degli immobili, ma anche sulle dinamiche urbanistiche che potrebbero venirsi a creare.
In vista di uno scenario di questo tipo, sarebbe bene che la città di Milano non si facesse trovare impreparata e iniziasse a ragionare per dotarsi di strumenti per governarlo e non ‘subirlo’, cercando di massimizzare i benefici (che ci saranno in ogni caso) e minimizzare gli eventuali effetti negativi, come il rialzo incontrollato dei prezzi degli immobili.




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