‘Ndrangheta, il racconto di Mauro: «Mi hanno ucciso il cane, ma ho respinto il clan»
Genova - «A Chiavari mi bruciarono alcuni camion, perché non volevano partecipassi a una gara d’appalto a Lavagna. Nello Spezzino fu anche peggio: mi distrussero tutti i mezzi e un intero capannone. Mi uccisero anche il cane. Volevano 80mila euro per la protezione. È stato un capitolo bruttissimo della mia vita. Faccio fatica a parlarne ancora adesso. La polizia tese loro una trappola e alla fine li arrestò»: Mauro Costa ha 58 anni. È un imprenditore attivo nel settore rifiuti che, dalla fine degli anni Ottanta, lavora in tutta la Liguria. È a lui che si riferisce il sindaco di Lavagna Giuseppe Sanguineti, arrestato con Gabriella Mondello, ex parlamentare e sindaco di Lavagna per 25 anni, nell’inchiesta sulle infiltrazioni della ’ndrangheta della Procura di Genova.
Sanguineti, intercettato, dice : «La rumenta è in mano ai i calabresi. Ci vorrebbe una cooperativa onesta. Ma poi ti fanno saltare in aria, come Mauro Costa». Andò proprio così. E a confermarlo, ora, è la vittima di quelle intimidazioni. Nel primo caso , accaduto nel 1997, gli autori dell’attentato sono sempre rimasti ignoti. Nel secondo, nel 2007, la polizia riesce a far condannare i responsabili: LeoneStelitano (2 anni e 4 mesi), oggi attivista iscritto al Pd di Sarzana, e Daniele Faenza (2 anni e 8 mesi); il fratello di quest’ultimo, Christian - nipote di Antonio Romeo (originario di Roghudi, provincia di Reggio Calabria, processato nel 2011 perché ritenuto il boss della ’ndrangheta di Sarzana, poi assolto) - a febbraio di quest’anno è stato eletto segretario dei giovani delPd della Val di Magra e siede nella segreteria provinciale del Pd della Spezia.
http://www.ilsecoloxix.it/p/levante/2016/06/24/ASV0ZYED-ndrangheta_respinto_racconto.shtml
Quei bravi ragazzi del PD.....




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