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    Predefinito Rodrigo Duterte "The Punisher"

    Filippine, il neopresidente Rodrigo Duterte: giusto uccidere i giornalisti corrotti. Stampa indignata

    L'Huffington Post | Di Redazione

    Pubblicato: 01/06/2016 13:40 CEST Aggiornato: 01/06/2016 13:42 CEST

    Ha provocato indignazione l'ultima sparata del controverso presidente in pectore delle Filippine, Rodrigo Duterte, il quale ha giudicato legittimo assassinare i giornalisti che, ai suoi occhi, se lo meritino perché corrotti. L'Unione nazionale dei giornalisti del Paese asiatico ha definito l'affermazione un'istigazione all'omicidio.

    "Non è perché siete giornalisti che siete esentati dall'essere assassinati, se siete dei figli di puttana", ha dichiarato il prossimo capo dello Stato filippino rispondendo a una domanda su cosa si potesse fare di fronte all'uccisine di giornalisti, dopo che un reporter di Manila è stato assassinato la settimana scorsa. Duterte, 71 anni, ha vinto a maggio le elezioni presidenziali dopo una campagna tutta incentrata sulla sicurezza nella quale ha promesso di estirpare il crimine uccidendo 100mila criminali.

    Gli omicidi di giornalisti sono a volte giustificati, se il reporter "ha fatto qualcosa di sbagliato", ha detto il neopresidente filippino. Le dichiarazioni di Duterte sono state prontamente attaccate dalle associazioni per la libertà di stampa, mentre i portavoce del leader hanno accusato i critici di aver estrapolato le sue parole al di fuori del loro contesto.

    "La maggior parte di quelli che vengono uccisi, a essere franchi, ha fatto qualcosa. Nessuno ti uccide se non hai fatto qualcosa di sbagliato", ha aggiunto Duterte. Il neopresidente si è riferito in particolare a Jun Pala, un giornalista ucciso nel 2003 a Davao, la città di cui Duterte è stato sindaco per due decenni prima di diventare presidente, e dove si calcola abbia presieduto a oltre un migliaio di esecuzioni sommarie di criminali vari. Quanto a Jun Pala – giornalista, ma anche politico e critico di Duterte – il neopresidente ha detto: "Non voglio sminuire il suo ricordo ma era marcio figlio di puttana. Se l'è meritato".

    Secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti, dal 1992 nelle Filippine sono stati uccisi almeno 75 reporter. Il sindacato dei giornalisti filippini si è detto "sconvolto"dalle parole di Duterte che "non solo insudicia il nome e il ricordo dei 176 colleghi che sono stati assassinati dal 1986 ma ha anche dichiarato caccia aperta per chiudere la bocca stampa".

    Filippine, il neopresidente Rodrigo Duterte: giusto uccidere i giornalisti corrotti. Stampa indignata


  2. #2
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    Predefinito Re: Rodrigo Duterte "The Punisher"

    Duterte contro i giornalisti: "Siete corrotti? Meritate di morire"

    Le dichiarazioni choc del neo presidente delle Filippine: 'Non c’è libertà di espressione che tenga se fai un torto a qualcuno'


    Lo chiamano “il giustiziere”. Un soprannome questo che il neo eletto presidente delle Filippine Rodrigo Duterte (vincitore della consultazione tenutasi il 9 maggio) ha dimostrato ancora una volta di meritare: in campagna elettorale – ricorda la stampa – l’avvocato settantunenne aveva promesso di “ripulire” il Paese mediante “squadroni della morte”, attivati con la missione di uccidere i “criminali”.Oggi se la prende con i giornalisti: in una conferenza stampa svoltasi a Davao il leader di Manila ha infatti sostenuto che l’eliminazione dei collaboratori dei vari media se corrotti, è giustificabile. Rispondendo ad una domanda su cosa si potesse fare di fronte all’uccisione di giornalisti, Duterte ha dichiarato: “C’è corruzione tra voi e se siete figli di p…. non sarete protetti automaticamente solo perché siete giornalisti. Non c’è libertà di espressione che tenga se fai un torto a qualcuno. Ma se siete bravi professionisti nessuno vi toccherà, specialmente se quello che scrivete è vero”.Dal canto suo l’Unione nazionale dei giornalisti filippini, pur riconoscendo l’esistenza del fenomeno della corruzione anche nei media, ha sottolineato che tale elemento non può giustificare la morte. In una nota diffusa in queste ore, l’organizzazione si è dichiarata “indignata” e “sconvolta” dalle parole del presidente, che non solo “infangano la memoria dei nostri colleghi che sono stati assassinati dal 1986 ad oggi, ma suonano come l'inizio di una campagna per mettere a tacere i media”. Intimidazione e istigazione all’omicidio insomma: “di fatto (Duterte) ha dichiarato aperta la caccia, per far tacere la stampa, sulla base di una semplice percezione di corruzione”.

    Duterte contro i giornalisti: "Siete corrotti? Meritate di morire" - giornaleditalia

  3. #3
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    Predefinito Re: Rodrigo Duterte "The Punisher"

    Chi è Duterte, il Trump delle Filippine che attacca Bergoglio

    Il candidato favorito alle prossime presidenziali ha insultato pesantemente il Papa e la chiesa. Ma ha fatto ben di peggio

    Settantuno anni, per la quarta volta sindaco di Davao City, quarta città delle Filippine e prima dell’isola di Mindanao, candidato in testa ai sondaggi alle presidenziali del prossimo 9 maggio, Rodrigo "Rody" Roa Duterte detto "Digong" ha notoriamente qualche problema con la chiesa cattolica. Ha detto che Papa Francesco è un “figlio di puttana” per via degli ingorghi stradali provocati dalla sua ultima visita nelle Filippine e ha denunciato di essere stato abusato sessualmente da un religioso quando era studente, ma senza voler fare il nome del violatore. Poi ha chiesto scusa e ha promesso che avrebbe fatto un versamento alla Caritas ogni volta che fosse stato sorpreso a bestemmiare in pubblico, cosa che gli accade abbastanza spesso. Duterte deve la sua fama anche per la sua abilità nel mantenere l’ordine pubblico, costi quel che costi.


    Lo chiamano “il Punitore” e una volta il titolare di un ristorante che non riusciva a far rispettare il divieto di fumo lo chiamò personalmente, per far rispettare la legge. Lui annullò i suoi impegni, accorse subito e fece mangiare al turista la sigaretta incriminata. Non ha falsi scrupoli a spiegare come riesce a mantenere la sua città ai livelli di crimine più bassi di tutto il paese. “Uso gli squadroni della morte”, dice candidamente. Introdurre questi sgherri in tutto l’arcipelago è in effetti la sua proposta programmatica più qualificante: “100.000 morti in sei mesi, e il problema della delinquenza sarà risolto”, ha dichiarato. E ancora: “Le pompe funebri saranno piene: fornirò io i cadaveri. Quando sarò presidente darò ordine alla polizia di cercare quella gente e ammazzare tutti”. Candidato per il Partito democratico filippino – Potere del Popolo che fu fondato per combattere il regime di Marcos, è nondimeno un nostalgico del defunto dittatore.

    Il Washington Post e il Los Angeles Times lo hanno paragonato a Trump, dopo l’ultima gaffe: una chiacchierata con un supporter finita su YouTube, in cui parlava di un oscuro episodio avvenuto nel carcere di Davao nell’agosto 1989, durante il suo primo mandato da sindaco. Era stato un gruppo di 16 carcerati a prendere in ostaggio una missione di 15 pentecostali e a tenerli prigionieri per due giorni, prima di un blitz in cui morirono tutti i carcerati e sei dei cinque ostaggi. Tra questi anche una missionaria laica australiana 36enne di nome Jacqueline Hamill, uccisa dopo essere stata violentata. “Era tanto bella! Il sindaco avrebbe voluto essere il primo!”. Dopo lo scandalo internazionale che ne era scaturito Duterte ha spiegato che la frase era stata registrata fuori contesto e che lui stava solo raccontando i fatti di cui era stato testimone. “I veri uomini parlano così”, ha detto. Ha però sdegnosamente respinto il paragone con Trump: “Lui è un bigotto, io no!”, ha detto.

    Duterte, a sua volta figlio di un politico che fu governatore e sindaco e appartenente a una famiglia che ha dato alle Filippine altri noti politici, non è però l’unico candidato che può suscitare qualche perplessità. Gregorio “Gringo” Honasan è un colonnello delle Forze speciali che dopo aver combattuto contro i guerriglieri comunisti e islamici ed essere stato uno dei protagonisti dell’insurrezione contro Marcos, aveva poi tentato anche vari golpe contro Corazon Aquino, prima di essere amnistiato e di darsi alla carriera politica.

    Chi è Duterte, il Trump delle Filippine che attacca Bergoglio


  4. #4
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    Predefinito Re: Rodrigo Duterte "The Punisher"

    Il nostro razzismo eurocentrico ci fa sottovalutare grandi eroi alla Duterte.
    Ma se il trend iniziato con Trump, Brexit e Putin ( non nell' ordine) tiene, occhio a Duterte.
    È un Trump che spara a vista.

  5. #5
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    Predefinito Re: Rodrigo Duterte "The Punisher"

    Settantuno anni e neanche i capelli bianchi.


  6. #6
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    Predefinito Re: Rodrigo Duterte "The Punisher"

    Tradizione.


  7. #7
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    Predefinito Re: Rodrigo Duterte "The Punisher"

    Discepolo di Machiavelli.


  8. #8
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    Predefinito Re: Rodrigo Duterte "The Punisher"

    Concezione totalitaria della società.


  9. #9
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    Predefinito Re: Rodrigo Duterte "The Punisher"

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Il nostro razzismo eurocentrico ci fa sottovalutare grandi eroi alla Duterte.
    Ma se il trend iniziato con Trump, Brexit e Putin ( non nell' ordine) tiene, occhio a Duterte.
    È un Trump che spara a vista.
    È superiore a Trump, si rifà al modello del principe rinascimentale:


  10. #10
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    Predefinito Re: Rodrigo Duterte "The Punisher"

    Recentemente ha omaggiato il dittatore filippino morto in esilio Ferdinand Marcos definendolo il "più brillante presidente delle Filippine".




    CONCEPCION, Tarlac—The late dictator Ferdinand Marcos was the brightest Philippine President, Davao City Mayor Rodrigo Duterte said during his visit to the hometown of President Aquino on Monday.

    “Don’t feel insulted. But [on] hindsight… except [for] the time that he [refused] to step down [from office], the brightest among the past Presidents was Marcos,” said Duterte, a presidential candidate.

    He and his running mate, Sen. Alan Peter Cayetano, met a group of farmers in Barangay Talimundoc, San Miguel in Concepcion town, where the President’s father, the assassinated Sen. Benigno “Ninoy” Aquino Jr., once served as mayor.

    The older Aquino went on to become the youngest Tarlac governor at 29 in 1961. His murder in 1983 triggered the People Power Revolution in February 1986 that unseated Marcos, who ruled the country for more than 20 years.

    Duterte said it was under the Marcos regime when the government introduced “Biyayang Dagat,” a program for fishermen, and “Masagana 99,” which benefited rice farmers.

    “During those times, there were cooperatives. When a member borrowed money, it was the obligation of every cooperative member to pay. And there was no collateral,” Duterte said.

    He promised to make irrigation a free public service if he becomes President. “It’s not only [for] you. Even in Mindanao. That’s why I’m upset with the government. Why should you pay for water when it is yours? I cannot understand that policy,” he told the farmers.

    http://newsinfo.inquirer.net/763290/...st-of-them-all

 

 
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