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Discussione: Vicende storiche (e non storiche) scomode

  1. #251
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    Predefinito Re: Vicende storiche (e non storiche) scomode

    Torna «Il mio testamento politico» del Führer
    Luca Gallesi
    Nonostante siano passati più di settant'anni dalla sua morte, o forse proprio per questo, vista l'estinzione dei diritti d'autore, le librerie traboccano di libri su/di Hitler che, anche dopo il successo imprevedibile del film e del romanzo Lui è tornato, in Italia edito da Bompiani, sembra essere tornato davvero.
    Ultima tra le pubblicazioni del Führer ad approdare nel circuito librario italiano è la nuova edizione dei suoi ultimi pensieri, pubblicato da Rizzoli col titolo Il mio testamento politico (Bur Rizzoli, pagg. 162, euro 13), e arricchiti da una nuova prefazione del politologo Giorgio Galli, il maggior studioso italiano dei rapporti tra nazionalsocialismo e cultura esoterica.
    Che cos'è il Testamento politico di Adolf Hitler, qual è il suo contenuto?
    «Sono gli appunti affidati al suo segretario personale Martin Bormann nel Bunker della Cancelleria, mentre Berlino era assediata dai sovietici, dal febbraio 1945 alla fine. Sono stati giustamente definiti il suo testamento politico perché sono le ultime cose che ha voluto lasciar scritte. Hitler, qui, fa un bilancio della sua vita, e cerca soprattutto di giustificare perché ha fatto la guerra, argomento sul quale incentro il mio commento. Hitler sapeva benissimo che la Germania non avrebbe potuto sopportare una guerra di lunga durata. La sua idea era di avere un rapporto di forze favorevole almeno fino al 1942, e di vincere con una serie di guerre lampo. All'inizio ci è riuscito, ma in Russia gli è andata male, e poi ha perso ogni possibilità di vittoria. Hitler sostiene che in realtà non voleva la guerra, che gli era stata imposta dagli altri».
    Ci sono dubbi sull'autenticità del documento, qualcuno ha mai messo in dubbio l'attendibilità di queste conversazioni, di cui il «testamento politico» rappresenta l'ultima parte?
    «No, nessuno ha mai messo in dubbio l'autenticità di queste dichiarazioni, che erano - e sono - una delle fonti più solide e autorevoli del pensiero del Führer, affidato al fedele e fidato Martin Bormann».
    I suoi studi vertono soprattutto sul frequente rapporto tra politica ed esoterismo, rapporto che è particolarmente evidente nel caso della Germania nazionalsocialista, vero?
    «Certamente: come racconto anche qui, io credo nell'esistenza di un partito esoterico della pace, ovvero quella parte dei vertici nazionalsocialisti, ispirati da Ernst Jünger, che pensava che si corresse un rischio eccessivo con la guerra su due fronti. Il loro principale ispiratore era Karl Haushofer, secondo cui bisognava fare un patto permanente con la Russia. Quello che chiamo partito esoterico della pace ha cercato di evitare la guerra, e il libro di Jünger Sulle scogliere di marmo è una metafora di questo tentativo di evitare la guerra, come lo è la missione di Hess in Inghilterra. Questo Testamento politico conferma quanto ci sia ancora da scavare per conoscere davvero le cause degli avvenimenti che sconvolsero il Ventesimo secolo e che, secondo me, hanno avuto dei protagonisti che non sempre si sono mostrati chiaramente. E mi riferisco, appunto, ai membri delle frange esoteriche nazionalsocialiste che avevano legami molto stretti con le élite di altri Paesi, soprattutto del Regno Unito».
    Qual è la storia editoriale di questo libro, e perché ristamparlo proprio oggi?
    «Il libro, come accennavo all'inizio, fa parte di quelle conversazioni a tavola con Bormann, che Hitler volle registrare accuratamente, perché rimanesse traccia ai posteri delle sue buone intenzioni. Sono le ultime cose che ha detto, e per quello che ha detto sulla guerra e sulle ragioni che l'hanno fatta scoppiare e sui motivi della sconfitta, possono essere considerate l'analisi, fatta da Hitler stesso, della sua avventura, alla fine della sua vita. Senza dubbio, quindi, si tratta di un documento storico di grande interesse e, dopo cinquant'anni dalla precedente edizione, è opportuno che venga nuovamente messo a disposizione dei lettori e degli studiosi».
    Hitler sta forse, quindi, tornando al centro dell'interesse?
    «Il grandissimo successo del romanzo Lui è tornato, e del film che ne è stato tratto, conferma che l'argomento della Germania nazionalsocialista è di grande interesse, sia dal punto di vista storico che da quello commerciale».
    "Ecco come Hitler giustificò la guerra davanti alla Storia" - IlGiornale.it


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  2. #252
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    Predefinito Re: Vicende storiche(e non storiche) scomode

    RAPITO DA AFRICANI: DOPO TORTURE LO COSTRINGONO A BERE DAL WC
    EMERGONO NUOVI ALLUCINANTI PARTICOLARI SUL RAGAZZO BIANCO RAPITO E TORTURANO IN DIRETTA FACEBOOK DA UN BRANCO DI ‘AFROAMERICANI’: SI TRATTA DI UN DISABILE, IL CHE SPIEGA COME SIANO RIUSCITI AD UMILIARLO IN QUEL MODO.
    INOLTRE IL RAGAZZO E’ STATO COSTRETTO A BERE DALLA TAZZA DEL CESSO IN UN’ULTERIORE UMILIAZIONE.
    Un gruppo di ragazzi neri o ‘afroamericani’ (in realtà un africano rimane tale ovunque) rapisce un ragazzo bianco, lo lega e lo sottopone a torture, mentre una di loro (di nome Brittany Herring, in tutto erano 5) riprende e trasmette in diretta su Facebook. Accade a Chicago. Il tutto tra urla del tipo: “Fuck Donald Trump! Fuck white people!”, fanculo Trump, Fanculo i Bianchi:
    Secondo i media locali la polizia di Chicago – una delle città più violente perché ad alta densità di Neri – ha già arrestato almeno 4 dei criminali.
    Sono gli ultimi fuochi dell’America di Obama, ma anche un terribile monito a chi pensa che si possa convivere e sopravvivere all’africanizzazione dell’Europa.
    RAPITO DA AFRICANI: DOPO TORTURE LO COSTRINGONO A BERE DAL WC ? VIDEO | VoxNews

    I Golden Globe contro Trump: Hollywood difende gli stranieri
    Trump ancora sotto attacco. Ai Golden Globe è satira a senso unico.
    Sergio Rame
    I Golden Globe si schierano contro Donald Trump. Dal presentatore Jimmy Fallon a Meryl Streep le tirate contro il neo presidente eletto ha raccolto, alla 74esima edizione della kermesse, scrosci di applausi. L'attrice, in particolar modo, ha detto che la performance più straziante dell'anno è stata "quando la persona che chiede di sedersi sullo scranno più rispettato del nostro Paese ha preso in giro un giornalista disabile".
    Senza mai nominare il presidente eletto Meryl Streep, che ha ricevuto il premier alla carriera Cecil B. DeMille, ha approfittato del suo discorso per difendere la stampa e gli stranieri. "Chi siamo? E cos'è Hollywood in fondo? È solo in gruppo di persone che arrivano da altri posti". Pochi attimi prima l'attrice aveva chiesto scusa per la sua voce, facendo notare però che "qualche tempo fa" aveva "perso la testa". E poi l'affondo: "Tutti noi in questa sala apparteniamo ai settori più vilipesi, gli stranieri e la stampa". Durante la sua sparata Meryl Street ha ricordato il cosmopolitismo del cinema, facendo i nomi di alcuni degli attori che non sono nati negli Stati Uniti. "Hollywood è pieno di stranieri - ha aggiunto - se li cacciamo tutti, non avremo più nulla da guardare se non il football e le arti marziali".
    Il gala era cominciato con un altro affondo nei confronti di Trump. Il presentatore, Jimmy Fallon, aveva detto che "i Golden Globes sono uno dei pochi luoghi negli Stati Uniti in cui si rispetta ancora il voto popolare". E aveva paragonato il presidente eletto, senza nominarlo espressamente, al malvagio re Joffrey del Trono di spade.
    Contattato telefonicamente in piena notte dal New York Times, Trump ha ammesso di non aver visto la cerimonia di premiazione, ma si è comunque detto "non sorpreso" del fatto di essere attaccato dagli attori liberal di Hollywood. E ha ricordato che Meryl Streep è "una amante di Hillary" Clinton.
    I Golden Globe contro Trump: Hollywood difende gli stranieri - IlGiornale.it






  3. #253
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    Predefinito Re: Vicende storiche (e non storiche) scomode

    QUESTA È MISS HELSINKI, RIVOLTA SUI SOCIAL
    Rivolta telematica in Finlandia, dopo la nomina di una nigeriana di 19 anni, Sephora Ikalaba, a miss Helsinki, capitale del paese nordico:
    Questa non è nemmeno Miss Nigeria. Ma nominarla miss Helsinki somiglia molto allo sfregio della elezione della dominicana a Miss Italia anni fa.
    Questa è Miss Helsinki, rivolta sui social | VoxNews



    Adinolfi: "Miss Finlandia? Il politically correct ci impone questa post-verità"
    Mario Adinolfi interviene sull'elezione di una donna di colore a Miss Finlandia: "Nel tempo della post-verità il totalitarismo politically correct vuole imporre come verità ciò che verità, in tutta evidenza, non può essere"
    Francesco Curridori
    Nel dibattito tra verità e post-verità si inserisce anche l'elezione, assai discussa sul web, della nuova Miss Finlandia. Tutti si sarebbero aspettati una stangona bionda di due metri e, invece, ha vinto una donna di colore. Su questo anche Mario Adinolfi, giornalista e leader del Popolo della Famiglia, ha voluto dire la sua.
    "Per capire il dibattito su verità e post-verità basta guardare questa foto: in termini di verità, può esser vero che la donna di colore sia stata eletta Miss Finlandia?", si chiede Adinolfi secondo cui: "In termini di verità sì, rispetto alle altre concorrenti oggettivamente assai più avvenenti, è lei Miss Finlandia" ma "Il tempo della post-verità non è il banale affermarsi delle fake news. No, il gioco è più complesso". "Nel tempo della post-verità - spiega Adinolfi sul suo profilo Facebook - il totalitarismo politically correct vuole imporre come verità ciò che verità, in tutta evidenza, non può essere".
    "Il pericolo va molto oltre il cortiletto del grillismo, del popolo del web, dei tribunali della gggente. Il vero pericolo - conclude - è che vogliono imporvi per vero e anche per giusto, ciò che vero non è e giusto non può essere. Costruendo per i riottosi un cordone di fittizi sensi di colpa. E di conseguente massacro mediatico".
    Adinolfi:"Miss Finlandia? Il politically correct ci impone questa post-verità" - IlGiornale.it

    Il caso. Basta scherzi, tirate fuori la vera Miss Finlandia con gli occhi dell’aurora boreale
    Un articolo di costume per riflettere sulla contestata vittoria del concorso Miss Finlandia da parte di una giovane di origine nigeriana
    Silvia Valerio
    Dai, adesso potete dirlo. L’epifania tutte le feste si porta via e si apre il carnevale. E a carnevale ogni scherzo vale. Anche quelli bastardi.
    Adesso potete dirlo che la nuova elezione di miss Helsinki, diciannovenne di origini nigeriane, è uno scherzetto per vedere se siamo ancora reattivi dopo il periodo di sbronze e panettoni, se i sensi non si sono annebbiati, se i botti di capodanno non ci hanno compromesso la funzionalità visiva e se abbiamo ancora quel tanto di vivacità mentale che basta ad accorgersi se ci siamo svegliati femmine o maschi, cani o gatti, uomini o caporali. Una specie di test di reattività. Come i computer, quando ti propongono quei calcoletti interessanti prima di farti entrare nella tua posta e si scusano: “Devo verificare che tu non sia un robot”. Buontemponi.
    Be’, non siamo dei robot. Ci vediamo ancora discretamente. E poi, anche alla luce di una candela o della fiamma del gas in cucina uno avrebbe formulato all’istante un giudizio chiaro e distinto sulla signorina che avete scelto per il vostro scherzetto. Anche Goethe, quando faceva gli esperimenti nei campi alla luce della luna piena, avrebbe fatto un salto tra i ciuffi di erbe selvatiche e le civette.
    E d’accordo che l’America è la guida di tutto e che per anni abbiamo contemplato una first lady che non era esattamente un fiore da cogliere – però lì eravamo in politica e qui a un concorso di bellezza.
    E d’accordo che per anni l’avete menata con l’estetica del brutto, il paradosso, la grazia imperfetta e i cavoli a merenda, e vi piace così tanto strappare un’esclamazione dalla bocca degli osservatori, a prescindere dal fatto che l’esclamazione sia una parolaccia.
    E d’accordo che volete dimostrarci giorno dopo giorno che è tutto relativo, anche le stagioni atmosferiche o un organo sessuale (chissà, magari, visto da un’altra angolazione, può essere considerato un muscolo adduttore della gamba arrivato lì non si sa come).
    E d’accordo che la lotta per la sopravvivenza è dura per tutti, viviamo in una giungla, e volevate trovare un simbolo efficace per parlarne al mondo. Ma, francamente, siete andati un po’ al di là. Più che uno scherzo, avete messo in piedi un palese non-sense, divertente fino a un certo punto. Dobbiamo ripartire, affrontare le sfide del nuovo anno, armarci di buona volontà. Già ci siamo fatti cattivo sangue con le babbeaggini de Il volo. In questa giostra nevrotica della globalizzazione, i punti fermi ci fanno felici. Hanno quel sapore un po’ retrò che ci fa stare bene.
    Quindi, decidetevi. Tirate fuori la vera miss, quella finlandese, quella color della neve, con le tende Marimekko nella cameretta e le pelli di renna, quella che non soffre il freddo e mangia salmone e pane di segale, con i capelli lisci come una canna da pesca e gli occhi da aurora boreale. E non parliamone più.
    Il caso. Basta scherzi, tirate fuori la vera Miss Finlandia con gli occhi dell?aurora boreale | Barbadillo




  4. #254
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    Predefinito Re: Vicende storiche (e non storiche) scomode

    In divisa da SS nazista su Facebook, bufera su comandante dei vigili brianzolo
    Vestito con la divisa delle SS naziste: così è apparso su Facebook Giorgio Piacentini, comandante della polizia locale di Biassono (Monza e Brianza), che si è scattato una foto e l’ha postata sul proprio profilo. E a chi gli chiedeva se fosse la nuova divisa di servizio, ha replicato: «Basterebbe una compagnia di questi per sistemare alcune cose».
    La notizia è stata rilanciata dal quotidiano locale `Qui Brianza´, che riporta anche vari commenti e altrettante risposte di Piacentini. È proprio lui a spiegare che si tratta della divisa da «Hauptscharfuhrer» (maggiore) della «Freiwillige Division Wallonien», cioè la formazione militare nazista costituita su base volontaria in Vallonia. Immediate le reazioni sulla rete, che hanno provocato la cancellazione della foto.
    In divisa da SS nazista su Facebook, bufera su comandante dei vigili brianzolo - La Stampa





    La tappezzeria di Hitler torna a casa
    Dopo 70 anni
    Nel 1945 il tenente colonnello dell'esercito americano Paul Danahy avvolse e asportò dal rifugio di Adolf Hitler sulle alpi bavaresi la pregiata tappezzeria. Questi arazzi del sedicesimo secolo, che erano stati acquistati per decorare il "Nido dell'aquila" in una galleria d'arte di Monaco di proprietà di una famiglia ebrea un anno prima dello scoppio del conflitto, erano finiti al Museo Nazionale della Seconda Guerra Mondiale di New Orleans. Ora la tappezzeria torna in Germania, nel Museo Nazionale della Baviera.
    La tappezzeria di Hitler torna a casa - Photogallery - Rai News






  5. #255
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    Predefinito Re: Vicende storiche (e non storiche) scomode

    Questa è Helene Fischer



    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #256
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    Predefinito Re: Vicende storiche (e non storiche) scomode

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #257
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    Predefinito Re: Vicende storiche (e non storiche) scomode

    Farbenspiel ...

  8. #258
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    Predefinito Re: Vicende storiche(e non storiche) scomode

    USA, REGNO UNITO ED ISRAELE (=ROTHSCHILD) SONO L'ASSE DEL MALE
    Secondo il Dottor Rodney Shakespeare professore universitario di Londra, la Gran Bretagna, l'America, Israele e l'Arabia Saudita formano un 'asso del male' che cerca di distruggere paesi del Medio Oriente come la Siria.
    ''Siamo direttamente responsabili per decina di migliaia di morti, feriti, e migliaia di sfollati. La ragione principale e' che il Regno Unito e' con l'asse del male composto da Israele, USA ed Arabia Saudita''.
    Israele sta con i terroristi che combattono il governo siriano perche' vuole vedere la Siria ed altri paesi del Medio Oriente in rovina per avanzare la sua agenda espansionista.
    ''Siamo legati a doppio filo con Israele, significa che dobbiamo distruggere qualsiasi stato del Medio Oriente che potrebbe opporsi ad Israele''.
    No a Massoneria e Nwo Macerata: USA, REGNO UNITO ED ISRAELE (=ROTHSCHILD) SONO L'ASSE DEL MALE

    I ROTHSCHILD CONTRO I ROMANOV: UNA GUERRA DURATA 74 ANNI (1844-1918)
    Nel 1844 Benjamin Disraeli scrive dell'odio dei Rothschild per la Russia.
    Benjamin Disraeli e' una figura letteraria anglo-ebraica ed aspirante politico. Diventera' due volte primo ministro della Gran Bretagna (1868 e di nuovo nel 1874) ed il politico dominante del 19° secolo in Europa.
    Molto prima della sua ascesa alla ribalta Disraeli pubblica un romanzo politico 'Coningsby: the new generation'. Anche se fittizio Coningsby e' basato sulla politica britannica contemporanea. Nel libro c'e' un personaggio di nome Sidonia che rappresenta Lionel Rothschild (figlio di Nathan), Sidonia rivela al politico Coningsby come le forze invisibili dirigono occultamente gli affari europei ed i movimenti rivoluzionari europei. Sidonia rivela la sua avversione per la famiglia Romanov (zar della Russia): ''non c'e' stata alcuna amicizia tra la corte di San Pietroburgo (Russia) e la mia famiglia''. Disraeli, un 'battezzato' ebreo, era strettamente vicino alla famiglia Rothschild
    1853-1856: la guerra di Crimea
    La guerra di Crimea e' combattuta tra l'impero russo e un'alleanza tra la Gran Bretagna, la Francia, e l'Impero ottomano (Turchia). La maggior parte del conflitto si svolse nella penisola di Crimea (Mar Nero/Ucraina).
    In apparenza la guerra si e' combattuta per avere influenza sui territori ottomani, incluso il controllo della Terra Santa (Palestina)
    Lo zar russo Nicola I cerca di evitare la guerra assicurando la Gran Bretagna che il suo unico interesse e' quello di proteggere i cristiani ortodossi sotto il dominio ottomano musulmano. Ma la Gran Bretagna dei Rothschild e' determinata a combattere la Russia. La Francia si unira' a loro. La famiglia Rothschild finanzia lo sforzo bellico britannico-francese contro lo zar.
    La Russia perde la guerra e preziosi porti nel Mar Nero. Si voleva tenere la marina russa lontano dal Medio Oriente (futura sede di Israele); Lionel Rothschild finanzio' la guerra di Crimea contro la Russia
    1873: la Lega dei Tre Imperi blocca l'intrigo franco-inglese nel centro ed est Europa. Una mossa brillante del cancelliere tedesco Bismarck ostacola le ambizioni dei Rothschild.
    1877-1878 La Russia ed i suoi alleati balcanici vincono una guerra contro l'Impero ottomano turco. Il generale Skobolyn era il capo delle armate ortodosse unite sul fronte balcanico durante la guerra russo-turca. Ha liberato gran parte degli ortodossi della Romania, Serbia e Bulgaria dal controllo ottomano.
    1878: Benjamin Disraeli agente Rothschild e primo ministro inglese interferisce nel Congresso di Berlino. Nei colloqui di pace del dopo guerra a Berlino, il primo ministro inglese Benjamin Disraeli usa la sua influenza per conto dei turchi sconfitti. Disraeli guida anche un cuneo tra l'Austria-Ungheria e la Russia facendo in modo che alcuni alleati ortodossi appena liberati dalla Russia si posizionano sotto il dominio austro-ungarico. La tensione che Disraeli ha deliberatamente progettato provoca lo scioglimento della Lega dei Tre Imperi.
    1881: L'assassinio dello zar Alessandro
    I terroristi rossi dei Rothschild riescono finalmente ad assassinare lo zar Alessandro. Con suo figlio Alessandro III ed il nipote Nicola che guardano, i marxisti scagliano bombe al trasporto dello zar. Parti delle gambe di Alessandro saltano e egli sanguina a morte. I radicali rossi sono sempre stati controllati dai banchieri NWO,basti pensare a George Soros e a 'Black Lives Matter' o ''Occupy Wall Street''
    1894: La Francia adesca la Russia nell'alleanza franco-russa. Isolata dai suoi ex-alleati Germania ed Austria-Ungheria (grazie allo schema dividi et impera di Disraeli al Congresso di Berlino), la Russia si impiglia nella rete francese di intrighi.
    Il grande romanziere russo Lev Tolstoj condanna l'alleanza franco-russa come un trucco francese per intrappolare la Russia in una futura guerra contro il nemico della Francia (Germania).
    1905: Jacob Schiff finanzia la vittoria giapponese nella guerra russo-giapponese. Teddy Roosvelt complotta contro la Russia. Il pupazzo di Schiff, Teddy Roosevelt, vince un premio Nobel per la pace per aver condotto le condizioni di pace a favore del Giappone.
    Nel corso del 1700 le famiglie Schiff e Rothschild hanno condiviso una casa bifamiliare a Francoforte
    1905: i Rossi dei Rothschild sfruttano l'occasione della guerra russo-giapponese per tentare una rivoluzione. Nel 1905, i Rossi dei Rothschild falliscono, ma sarebbero ritornati di nuovo.
    Nel 1907 la Gran Bretagna e la Francia attirano la Russia nella trappola della Triplice Intesa. Il tavolo per la prossima guerra e' stato impostato.
    Da parte sua la Russia ha visto l'alleanza come un'opportunita' per regolare vecchi conti con i turchi ottomani, recuperando, per il mondo orotdosso, la citta' portuale strategica e storica di Costantinopoli. La sua strategica posizione avrebbe dato alla Russia il libero accesso del Mediterraneo. Questa era l'esca utilizzata per attirare la Russia in una alleanza con i cospiratori della Francia e Gran Bretagna.
    1914-1917: La Russia risucchiata nella Prima guerra mondiale. La miccia per la guerra mondiale pianificata e' stato l'assassinio dell'arciduca austriaco Ferdinando nel 1914. La Serbia era responsabile dell'assassinio. Quando l'Austria-Ungheria dichiaro' guerra alla Serbia, la Russia lo fece contro l'Austria-Ungheria. In poche settimane Germania, Turchia ottomana e l'Austra-Ungheria erano in guerra con la Russia, Francia e Gran Bretagna. Alla fine, la Grande Guerra avrebbe distrutto i 3 imperi europei, Russia, Austria-Ungheria e Germania. Gli agenti Rothschild avrebbero assunto il controllo su tutti e tre.
    1917: La rivolta dei Rossi dei Rothschild in Russia. Come e' avvenuto nel 1905, il malcontento per lo sforzo di una guerra persa e' abilmente utilizzato per istigare una rivolta. La rivoluzione di Febbraio del 1917 rovescia lo zar ed istituisce un sistema socialista. Lo zar e' preso in custodia. Ma banchieri ebrei situati in Occidente finanziarono Lenin e la sua bande terroristica bolscevica.
    1918: I bolscevichi eliminano lo zar e la sua famiglia. Gli 'amici' dello zar in Gran Bretagna e Francia non gli concedono asilo. Alla vigilia del 6 luglio 1918 i membri della famiglia reale Romanov vengono svegliati alle 2 del mattino, gli viene ordinato di vestirsi, poi vengono portati nella cantina della casa dove sono detenuti. Qualche istante dopo, gli ebrei killer rossi sparano all'intera famiglia, il loro medico e tre servitori.
    Alcune delle figlie Romanov vengono accoltellate e bastonate a morte dopo che gli spari iniziali non sono riusciti ad ucciderle.
    No a Massoneria e Nwo Macerata: I ROTHSCHILD CONTRO I ROMANOV : UNA GUERRA DURATA 74 ANNI (1844-1918)






  9. #259
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    Predefinito Re: Vicende storiche (e non storiche) scomode

    Narrativa fantastica, una rilettura politica
    La fantasy eroica, ben lungi dall’essere semplice “evasione”, in definitiva ci dipinge le condizioni di vita normali per la nostra specie, dove le relazioni umane sono fatte di fedeltà fino al sacrificio, dove i conflitti si regolano con sfide leali, la vita è a stretto contatto con la natura, le relazioni fra gli uomini non sono regolate da una onnipervasiva e opprimente burocrazia. Implicitamente, quella che vi possiamo cogliere, è una reazione contro quel fenomeno che il grande naturalista Konrad Lorenz (forse l’ultimo grande scienziato della nostra epoca) ha definito l’auto-addomesticamento attuale della nostra specie.
    In ultima analisi, essa dà sostanza concreta, almeno sul piano dell’immaginazione, a quella Rivolta contro il mondo moderno di cui ci ha parlato Julius Evola, e non a caso, nelle sue pagine riemerge di continuo il riferimento a una dimensione sacrale, assieme al richiamo ad antichi miti e simbolismi che in definitiva definiscono e delimitano la nostra cultura da ciò che le è estraneo (ci si riferisca ai poemi omerici, all’Edda nordica, al mito arturiano o al Santo Graal).
    In Italia la produzione narrativa fantastica di autore nazionale è un genere emarginato e ghettizzato, schiacciato dalla produzione anglosassone più di quanto non avvenga altrove (in Francia o in Germania, ad esempio) e se già ci si rivolge a un pubblico “di nicchia”, è meglio non crearsi ulteriori emarginazioni sbandierando una concezione politica in maniera troppo esplicita. Questo non significa però che un lettore avvertito non potrebbe cogliere il senso reale di un discorso se gli fossero fornite le giuste chiavi di lettura, precisamente quelle che, vivendo sotto l’opprimente tallone “democratico” e sinistrorso, non ci è consentito dare.
    Vi faccio un esempio. Nella mia antologia Il risveglio della spada (Edizioni Scudo, Bologna 2012) c’è un racconto, Le lacere bandiere, il più lungo dell’antologia, il cui protagonista è un leader di un manipolo di guerrieri che si batte contro un potere che ormai sembra giunto a una dimensione planetaria e irresistibile. Il titolo del racconto deriva dal fatto che nella sua insegna costui ha via via aggiunto i vessilli dei regni sotto i quali ha servito contro il nemico senza mai ammainarli, senza mai considerare la sconfitta definitiva, e alla fine – contro ogni previsione ragionevole – riesce a ribaltare la situazione, sconfiggendo quello che sembrava invincibile.
    Premesso tutto questo, c’è una domanda alla quale ora cercherò di dare una risposta: in che misura questo discorso, indubbiamente valido per la fantasia eroica si può estendere alla fantascienza e all’horror?
    Per quanto riguarda la fantascienza, è subito chiaro che ci muoviamo su di un terreno scivoloso. Il genere stesso, potremmo dire, si basa su di un’ideologia progressista, su di un’idea di sviluppo illimitato, di “magnifiche sorti, e progressive” (quanti si ricordano che Giacomo Leopardi menzionò questa celebre frase in senso fortemente ironico?). La concezione progressista, se ci pensiamo, è proprio il trait d’union che collega la visione del mondo liberal-capitalista a quella marxista, eppure – a guardar bene – si tratta semplicemente di un assurdo. Come sarebbe possibile uno sviluppo illimitato in un ambiente con spazio e risorse limitate come è in definitiva il nostro pianeta, e dove “i residui”, gli effetti collaterali del progresso vi si riversano continuamente sotto forma di inquinamento, di devastazione dell’ambiente che mette in pericolo la vita stessa?
    Tutto questo però non toglie né che la mentalità progressista sia ancora oggi particolarmente diffusa fra i cultori di fantascienza, né che, almeno dagli anni ’70 agli anni ’90 (molto meno oggi, per fortuna la caduta dell’Unione Sovietica è stata un trauma per tutti loro) sia esistita e in parte continui a esistere una critica letteraria fantascientifica dichiaratamente di sinistra. In Italia, essa è stata rappresentata in particolare dalla rivista, prima amatoriale poi per un breve periodo professionale “Un’ambigua utopia” e per un certo tempo dalla rivista “Robot” diretta da Vittorio Curtoni. Della scomparsa relativamente precoce di Vittorio Curtoni a causa di un tumore, non ho gioito, ma non sono riuscito nemmeno ad addolorarmene particolarmente.
    Sembrerebbe dunque di aver a che fare con un orizzonte tematico e mentale quanto mai lontano dalla Weltanschauung identitaria e tradizionalista, ma è bene non esserne troppo sicuri. Pensiamo ad esempio a quello che è considerato un maestro del genere fantascientifico, Robert Heinlein, e a quello che è forse il suo romanzo più famoso, Fanteria dello spazio, un’opera in cui si descrive una società terrestre del futuro che, pressata dall’esigenza di combattere un’invasione aliena, si è fortemente gerarchizzata. Qui, di vicini alla nostra sensibilità ci sono la simpatia per gli uomini coraggiosi, e il concetto di disciplina dove il rango si acquista con il merito. C’è l’idea, insomma, che i diritti si acquistano in conseguenza del dovere compiuto, idea che è fortemente in contrasto con la mentalità democratica secondo la quale i diritti spettano a chiunque a prescindere.
    Nel 1997 è apparso sugli schermi il film di Paul Verhoeven intitolato appunto Fanteria dello spazio e ispirato al romanzo di Heinlein. Forse in omaggio alle origini tedesche dello scrittore o forse per rendere meglio il clima del romanzo, le uniformi dei “fanti spaziali” richiamano molto quelle della Wehrmacht. E’ un mistero come ciò sia riuscito a superare i filtri della solita censura democratica, o non abbia provocato una ridda di polemiche, ma in ogni caso, trovarsi qualcosa che ricorda il Terzo Reich non circonfuso dalla solita aura di denigrazione e demonizzazione, ma in un contesto positivo, è una bella soddisfazione.
    Se la letteratura fantastica e la fantascienza, sono oggi dominate da autori di lingua inglese, questo non lo si deve a un qualche motivo intrinseco a esse, ma alla predominanza che gli Stati Uniti e l’inglese-americano hanno acquistato a livello planetario a partire dalla seconda guerra mondiale.
    Di autori neri di un qualche rilievo nella fantascienza ce n’è uno solo, Samuel Delany, che sembrerebbe la classica eccezione che conferma la regola, ma per la verità, scavando parecchio si trova il nome di un’autrice di colore, Octavia Butler che almeno da noi ha avuto l’onore di un “Urania”, ma è un nome noto solo agli specialisti. La fantascienza rimane un genere essenzialmente “bianco”. Non ce ne stupiamo: oggi i neri hanno raggiunto la parità coi bianchi o li surclassano in certi sport e nella loro musica, ma per le attività che richiedono capacità intellettuale: letteratura, arte, scienza, filosofia, rimangono indietro in un modo che non è spiegabile da nessuna discriminazione. Non fatemi dire di più per non beccarmi un’accusa di razzismo.
    L’horror, dal nostro punto di vista non offre molto, forse ancor meno della fantascienza, forse perché è un genere molto settoriale, legato al fatto di provocare un determinato effetto angosciante in chi legge, e tuttavia anche qui dobbiamo segnalare almeno una notevolissima eccezione. Me n’ero già occupato in un articolo di un anno fa all’incirca, nell'articolo Politicamente scorretti. Se c’è stato un autore di narrativa americano, oltre che un uomo di straordinaria lucidità intellettuale, vicino alle posizioni che possiamo considerare “nostre”, è stato probabilmente lui, il grande, grandissimo Howard P. Lovecraft. Politicamente scorretti traeva origine dal fatto che gli organizzatori di un importante premio letterario fantastico, il World Fantasy Award avevano allora rimosso il busto dello scrittore come simbolo “oscar” del premio a seguito di insistenti accuse di razzismo.
    Lovecraft difendeva il vecchio ceppo dei coloni bianchi del New England che già ai suoi tempi minacciava di sparire, sostituito dalla folla meticcia e anonima che popolava le grandi città. Questo è un problema che oggi tocca spaventosamente da vicino anche noi europei. Desiderare di non vedere la propria gente, la propria stirpe sparire nel mondialismo multietnico non è, non può essere considerato razzismo, se diamo a questa parola l’accezione negativa che di solito le si associa. Razzismo è piuttosto quello di chi si ritiene in diritto di manipolare a proprio arbitrio il destino di popoli, etnie e culture, e razzismo è quello della sinistra che oggi, presa dai suoi deliri mondialisti, si presta a questo gioco infame, il razzismo più squallido e abietto che possa esistere, quello contro i propri connazionali.
    Cosa dire del fatto che H. P. Lovecraft si sentisse strettamente legato alla cultura europea, al mondo germanico medioevale e a quello classico? Che fosse uno spietato critico dell’“arte” moderna, che avesse giustamente individuato nella bruttura il tratto saliente di ciò che chiamiamo modernità?
    E concludiamo ricordando che era amico e mentore di Robert E. Howard, il creatore di Conan il barbaro.
    Narrativa fantastica, una rilettura politica, terza parte ? Fabio Calabrese | EreticaMente



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    Predefinito Re: Vicende storiche (e non storiche) scomode

    "Non vogliamo studiare più i filosofi bianchi all'Università"
    L'ultima sciocchezza liberal a Londra: "No ai filosofi bianchi, sono colonialisti". La replica del vicerettore: "Il politicamente corretto è completamente fuori controllo"
    Giovanni Vasso
    Gli studenti della facoltà di studi orientali e africani dell’Università di Londra non vogliono studiare più Platone e Kant. E nemmeno Cartesio, figurarsi Hegel. Hanno una grave colpa, questi filosofi: sono bianchi, quindi sarebbero - secondo l'estensione acritica dell'estremismo politicamente corretto - tutti esponenti del colonialismo (non solo culturale) che andrebbe subito espulso dalle istituzioni accademiche. E studiati solo se necessario e in stretta correlazione alle tematiche coloniali.
    Uno degli obiettivi dichiarati dell’unione degli studenti (la Soas Student Union) che ha lanciato l’ultima crociata del politicamente corretto ha come obiettivo quello di “assicurare che nei corsi venga presentato il pensiero dei filosofi del Sud del mondo o della diaspora. Il Soa è focalizzato su Asia e Africa e quindi le tesi e le teorie da studiare dovrebbero essere presentate dal pensiero dei filosofi asiatici o africani”. E ancora: “Se è proprio necessario dover studiare filosofi bianchi, ebbene si insegni agli studenti a guardare ai loro lavori in maniera critica e magari rapportare i loro studi alla loro posizione sul colonialismo”.
    Un'enormità senza pari, che ignora secoli e secoli di storia, una di quelle castronerie di quelle che se pronunciate a un qualsiasi esame ti farebbero prendere a calci anche dal più scafato e stanco degli assistenti.
    Per fortuna, almeno nelle istituzioni accademiche, sembra che proprio nessuno abbia la benché minima intenzione di cedere all’ultima sciocchezza politicamente corretta. Come riporta il Daily Mail, c’è stata una raffica di solenni bocciature alla bislacca idea degli studenti del Soas.
    Il vicerettore dell’Università, sir Anthony Seldon, ha praticamente scolpito e imposto la pietra tombale su ogni ragionamento del genere di quelli propugnati dalla Soas: “C’è un pericolo vero, il politicamente corretto è fuori controllo. Noi dobbiamo studiare per capire il mondo e non per riscrivere la storia così come ci piacerebbe che fosse andata”.
    Anche il filosofo Roger Scruton, che appena a giugno è stato insignito del prestigioso Knight Bachelor, ha rampognato malamente gli studenti: “Questa proposta trasuda ignoranza e lascia intravedere la volontà di restarci immersi dentro. Non puoi rottamare il pensiero se non lo conosci e di sicuro questi non sanno nemmeno cosa vogliano dire quando parlano di filosofia. Sarei proprio curioso di capire cosa vedano di colonialista nella Critica della Ragion Pura di Immanuel Kant”.
    "Non vogliamo studiare più i filosofi bianchi all'Università" - IlGiornale.it





    STRAGE E DECAPITAZIONI IN CARCERE BRASILIANO: MULATTI SCATENATI, CADAVERI AMMASSATI
    Almeno 33 detenuti sono morti la notte scorsa nel corso di scontri tra detenuti nel maggior carcere di Roraima, Stato del Brasile settentrionale: lo rende noto il governo locale senza fornire ulteriori dettagli, ma precisando che le forze speciali della polizia si trovano all’interno della struttura.
    Si tratta della seconda strage in meno di una settimana avvenuta all’interno di un penitenziario del Paese sudamericano, dopo quella di Manaus che ha causato la morte di 60 detenuti.
    Non sono i primi casi di massacro in carcere, a ottobre casi di cannibalismo.
    Le città brasiliane e venezuelane si contendono la poco ambita palma di città più violente del mondo. Non è un caso: sono anche le due città più razzialmente confuse del globo, e la confusione razziale genera violenza.
    Il motivo è semplice: più individui di un ‘certo tipo’ ci sono in una società, più questa diventa violenta.
    E solo i ricchi, chiudendosi in fortini che sono ‘stati autonomi’, possono garantire la sicurezza propria e dei loro familiari.
    Strage e decapitazioni in carcere brasiliano: mulatti scatenati, cadaveri ammassati | VoxNews


 

 
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