Leggo su La Stampa di oggi( pag. 17) un bell'articolo a firma di Maria Corbi nel quale si parla della cena fatta dai leader leghisti , con solo esterno il ministro Tremonti, a Roma a Villa Aurelia. Un luogo del quale la giornalista scrive "qui tutti i matrimoni della Roma bene, dal generone al nobile, al potente di turno,esattamente il genere che la lega detesta" Forse starebbe meglio dire che la lega finge di detestare. Un luogo in cui, cibo e bevande a parte, per il solo affitto di cortile e giardini si pagano 6mila euro (forse, suppongo, è anche per questo che non piace troppo essere notati quando si va a cena in un luogo così poco celtico e questo spiega il gestaccio di Bossi ai giornalisti ,) . Ma la Lega sa, mi vien da pensare, come farsi perdonare dai suoi simpatizzanti queste cadute al clima di Roma ladrona . Ed ecco allora che , come si legge nell'articolo , un invitato spiega che è "proprio a due passi da qui che cadde la Repubblica Romana del 1849".
Se qualcuno avesse mai dubitato che i leghisti non sono gli eredi di Cattaneo e degli insorti milanesi del '48 o di quei democratici che andarono a battersi per la Repubblica Romana , ma sono semmai gli eredi dei clericali e degli austriacanti, ebbene anche per costoro: "il pranzo è servito".
E gli amici che dedicano un sito internet al nove febbraio del '49, stiano pur tranquilli che non corrono il rischi di essere invitati a cena da Bossi e sodali, trota compresa.




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