Puglia punto d'arrivo di un gasdotto russo
BARI – Puglia punto d’arrivo di un gasdotto russo Primo Forum Italo Russo organizzato dalla Camera di Commercio Italo-Russa, dall’AssoApulian, e dallo Sportello Russia dell’Acai, azienda speciale della Camera di Commercio di Bari. Il futuro ingresso della Federazione russa nel Wto e la conseguente armonizzazione di leggi, procedure e regolamenti nazionali, con quelle in vigore sul mercato internazionale, apre interessanti prospettive nell’ambito dei rapporti commerciali tra Russia e Unione europea, garantendo anche una certa stabilità per la cooperazione economica tra i due grandi blocchi.Ma la questione andrà oltre i due schieramenti e riguarderà tutto il sistema degli scambi globali.
Non è azzardato dire che l’ingresso della Russia nel Wto sarà l’inizio di un “new deal” nel nuovo ordine mondiale, ridisegnando ruoli e poteri fra superpotenze.Si può comprendere cosa significhi questo per l’Italia, definita più volte “la Porta d’Europa” e cosa significhi per il Sud e la Puglia in particolare, che di quella Porta costituisce un importante avamposto.
Il dottor Gianluca Paparesta, del Comune di Bari ha spiegato: "La nostra città, già con la cessione della Chiesa Russa, ha dato inizio a una manovra politico-economica di taglio internazionale".
da quotidianopuglia.it
Accordo Italia-Russia: arriva
in Puglia il gasdotto South Stream
Ma a Bari, la Russia da qualche tempo è di casa. Gazprom Neft ha acquisito nelle scorse settimane un impianto che produce nel capoluogo olii e lubrificanti, di proprietà di Chevron Italia
È la Puglia il punto d’arrivo del gasdotto South Stream, nel Sud dell’Europa, al centro dell’accordo Italia- Russia siglato il 15 maggio a Mosca dall’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, e dal presidente di Gazprom, Alexei Miller. Il gas, partendo dalla Russia e passando sotto il Mar Nero, a 2000 mt di profondità (l’appalto per il trasporto è stato già vinto da Saipem, gruppo Finmeccanica), arriverà in Bulgaria e di lì biforcherà il suo percorso: una parte andrà a Nord verso l’Austria; un’altra andrà a Sud. Passando per la Grecia e viaggiando sotto l’Adriatico avrà per terminale la Puglia.
Lo ha sottolineato Mauro De Bonis, giornalista di «Limes», intervenendo al 1° forum italo-russo ospitato dalla Camera di Commercio e promosso dallo Sportello Russia dell’Aicai, diretto da Rocky Malatesta, in collaborazione con la Camera di Commercio Italo Russa e l'AssoApulian. L’EuRussia comincia così a muovere i primi passi. E lo fa sul fronte energetico dando un ruolo importante all’Italia, porta d’Europa ed alla Puglia, che di quella porta, è indubbiamente avamposto.
«L’intesa South Stream - ha detto Evgeny Utkin, economista e giornalista russo - prevede l’ampliamento della capacità di trasporto del gasdotto da 31 a 47 miliardi di metri cubi di gas l’anno e questo farà del porto di Bari un importante hub energetico».
Non solo. «La costruzione del gasdotto - ha evidenziato il prof. Federico Pirro, professore di Storia dell’Industria all’Università di Bari - apre importanti prospettive per il territorio, ed in particolare per l’Ilva di Taranto, che ha già prodotto in passato tubi per metanodotti e oleodotti sottomarini. La tenuta di queste commesse consente all’Ilva di Taranto di ridurre la cassa integrazione». Ma a Bari, la Russia da qualche tempo è di casa. Gazprom Neft ha acquisito nelle scorse settimane un impianto che produce nel capoluogo olii e lubrificanti, di proprietà di Chevron Italia.
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