L’Italia è una bomba ad orologeria
L’ITALIA COME LA GRECIA? – Roger Bootle e il suo team di Capital Economics si sono chiesti se il nostro paese rappresenti un effettivo pericolo per la zona euro. L’Italia è giudicato un paese a “perenne crescita debole con una montagna di debito pubblico“, questo significa che “le finanze pubbliche italiane sono una potenziale bomba ad orologeria pronta ad esplodere“. Dopo che nell’occhio del ciclone sono finiti i debiti sovrani di “Grecia, Spagna e Portogallo“, Bootle ha detto che l’Italia potrebbe presto ritrovarsi invischiata “in questa brutta storia“.
POCA CRESCITA, TANTO DEBITO - “Pensiamo che la dimensione del debito italiano (il terzo più grande del mondo), finirà per indurre i mercati a porre l’attenzione sull’Italia. In questo caso la possibilità del default diverrebbe assai concreta“, ha scritto nella sua nota Roger Bootle. Inoltre, “se un altro membro della zona euro fosse costretto a ristrutturare il proprio debito oppure a giungere al default, l’Italia con ogni probabilità sarebbe costretta a seguirne l’esempio. Se la pressione costante da parte dei mercati – scrive Bootle – con un attacco prolungato si sovrapponesse ad una crescita debole, ed una o più economie periferiche della zona euro (i famosi pigs) uscissero dalla moneta unica, lo stesso governo italiano finirebbe sotto pressione“. Proprio in questi giorni per i mercati serpeggiano nuovi allarmi. I titoli bancari sono sotto pressione un po’ in tutto il continente e la stessa Borsa di Milano è tra quelle che segna le perdite più vistose. “L’Italia è in una posizione migliore rispetto ad altri, ma non è senza problemi“, ha chiosato Bootle. Bassa crescita quindi ed alto debito rappresentano la nostra spada di Damocle.
AVANZO PRIMARIO PROSCIUGATO Il vero problema è “la trappola del debito pubblico“. “Dal 1970 – scrive Bootle - il governo ha sempre vissuto al di là dei propri mezzi e il debito pubblico è salito a circa 115% del Pil, sostanzialmente in linea con il rapporto greco. E dal momento dell’adesione all’Euro, l’Italia ha costantemente perso competitività“. Per “risanare“, tuttavia, “potrebbe essere necessario un decennio o più, con salari stagnanti o addirittura in riduzione per ripristinare la piena competitività“. Roger Bootle intravede “un’unica possibilità per abbassare il rapporto debito/pil sotto al 100%: ottenere un avanzo di bilancio del 5% in 15 anni“. Peccato che nel solo 2009 è in un disavanzo dello 0,6%.
IL RISCHIO DEFAULT – Capital Economics è netto. “I dubbi crescono sulla possibilità che il governo sia disposto o semplicemente in grado di fare questo” e se non lo farà “l’Italia potrebbe cadere nella trappola del debito. Gli oneri finanziari in aumento potrebbero portare il rapporto debito/pil a crescere ancora, ad un ritmo sempre più incalzante, lasciando al governo un’unica possibilità: il default“. Una scelta drammatica che l’Italia, molto più di altri paesi, pagherebbe a caro prezzo. “Se il governo dovesse optare per il default del proprio debito e gli investitori fossero costretti a tagliare del 50%, questo eliminerebbe circa l’80% delle banche italiane in un sol colpo, provocando un tracollo nazionale e dei mercati finanziari“. Bootle stima la perdita degli investitori stranieri, in caso di nostro default, in circa 400 miliardi di euro. “Una ragione in più - chiosa - per l’Ue e la Bce a fare tutto il possibile per prevenire un tale esito“, ma il governo italiano è adeguato a gestire questa situazione?
L’Italia è una bomba ad orologeria




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hefico:
