Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 44
  1. #1
    Praticamente innocuo
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    91,285
     Likes dati
    10,139
     Like avuti
    29,951
    Mentioned
    1787 Post(s)
    Tagged
    35 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    9

    Predefinito 'Ndrangheta, presa "cupola" del Nord Via alla maxi operazione da 320 arresti

    'Ndrangheta, cade la "cupola" del Nord Colpite cosche più potenti: 320 arresti - Interni - ilGiornale.it del 13-07-2010
    'Ndrangheta, presa "cupola" del Nord Via alla maxi operazione da 320 arresti

    In corso la più grande operazione contro la criminalità organizzata calabrese degli ultimi anni: 120 arresti in Calabria, 200 nel Nord Italia, soprattutto in Lombardia. Inchiesta condotta dal pm Ilda Boccassini. Sequestrati denaro, armi e droga. Nel mirino infiltrazioni mafiose nelle attività produttive e commerciali e nel mondo politico e amministrativo

    Milano - Il più grande blitz degli ultimi anni contro la 'ndrangheta. Tremila uomini delle forze dell'ordine impegnati nella cattura di 300 persone in Calabria e in diverse località dell'Italia settentrionale. Le accuse vanno dall'associazione di tipo mafioso al traffico di armi e stupefacenti, dall'omicidio all'estorsione, dall'usura ad altri gravi reati. La maxi operazione di carabinieri e polizia è ancora in corso e, a breve, si attendono nuovi particolari. Gli inquirenti calabresi e lombardi, al lavoro da tempo su questa inchiesta, hanno indagato in particolare sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nel nord Italia, sia nelle attività produttive e commerciali, sia nel mondo politico e amministrativo locale. Oltre agli arresti, il blitz delle forze dell'ordine avrebbe portato anche al sequestro di denaro, armi e droga.

    Preso il Brigante Al centro dell’operazione, gli appartenenti al clan di ’ndrangheta Commisso di Siderno, inserito secondo gli inquirenti a pieno titolo nell’imprenditoria e nel settore della finanza attraverso prestanome. Tra le figure di spicco finite in manette, il capoclan Cosimo Filomeni, detto il Brigante. Associazione a delinquere di stampo mafioso, riciclaggio e infiltrazione nei pubblici appalti le accuse nei confronti degli arrestati. Gli arresti sono il frutto di indagini coordinate dalle procure distrettuali antimafia di Milano e Reggio Calabria, l'indagine è nata dal pm Ilda Boccassini. Ècosì stato possibile documentare la gestione delle attività illecite in Calabria e le infiltrazioni della ’ndrangheta nel Nord Italia dove stava estendendo i propri interessi illeciti in diversi settori economici. Sono stati sottoposti a sequestro preventivo beni mobili ed immobili per decine di milioni di euro.

    Struttura a cupola Secondo i pm la struttura è verticistica, a cupola, come quella mafiosa. C’è un capo assoluto di una commissione che è stato arrestato dai carabinieri di Reggio Calabria e sotto di lui ci sono i capi mandamento e i capi locali. La ’ndrangheta di periferia, quindi quella che non vive in provincia di Reggio Calabria, ma a Milano, Torino, in Canada o in Australia, dipende in tutto e per tutto dalla commissione provinciale reggina. Per capire meglio basti guardare a Carmelo Novella, ucciso il 14 luglio del 2008 in un bar di San Vittore Olona (Pavia). La sua condanna a morte l’avrebbe firmata da solo, andava dicendo in giro che: "la Lombardia", e cioè tutti i gruppi di ’ndrangheta trapiantati al Nord, avrebbero potuto "fare da soli", senza la casa madre calabrese. La commissione ha deciso di farlo fuori senza problemi, nominando anche il suo successore alla guida dei traffici illeciti lombardi.
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  2. #2
    Si legge NUAR!!
    Data Registrazione
    04 Jun 2009
    Messaggi
    24,215
     Likes dati
    3,098
     Like avuti
    4,684
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Ecco come i boss seguivano le indagini "C'è la Boccassini, non ce la scampiamo"

    così chi è con la bocassini è contro la 'ndrangheta. voi con chi state?:mmm:
    io con la bocassini

    Ecco come i boss seguivano le indagini
    "C'è la Boccassini, non ce la scampiamo"

    La magistratura ha dovuto combattere le talpe a libro paga della 'ndrangheta. Quelle conversazioni che parlano di "voti" da far convogliare verso candidati amici di PIERO COLAPRICO e EMILIO RANDACIO

    Ecco come i boss seguivano le indagini "C'è la Boccassini, non ce la scampiamo"

    MILANO - L'inchiesta di Milano e Reggio Calabria sta svelando aspetti molto preoccupanti dell'infiltrazione delle cosche in Lombardia. È stata filmata una "visita" alla Regione Lombardia e sono state registrate conversazioni che parlano di "voti" da far convogliare verso candidati amici. Uno di questi è Giancarlo Abelli, formigoniano di ferro, al quale i clan arrivano attraverso il direttore della Asl di Pavia, Carlo Chiriaco, che sembra un personaggio da film noir. È un funzionario della sanità, ma a telefono parla di mancati assassinii.

    Se da sempre esistono le "talpe", anche quest'indagine che riguarda la trama della ndrangheta nel cuore economico del Paese, si è dovuta difendere da varie infiltrazioni. Di una di queste parlano chiaramente Alessandro Manno, a capo della locale (l'intera banda strutturata) di Pioltello e Emanuele De Castro, capo della locale di Legnano/Lonate Pozzolo. Citano un carabiniere di Rho, Michele Berlingieri, che è "a libro paga". E, già nel novembre del 2008, gli uomini della 'ndrangheta conoscono quest'inchiesta. Hanno dunque un anticipo di un anno e mezzo. E sanno che è gestita da Ilda Boccassini: "Gli è passata un'ambasciata di 200 mandati di cattura "Mafia", tutti calabresi e siccome dice Pioltello, Legnano, stavolta non ce la scampiamo, dice che deve mettere mano la Boccassini".

    Quando ascoltano questa intercettazione, gli inquirenti ovviamente trasecolano. Restano incise anche altre parole, e cioè che questo carabiniere accusato di corruzione "se la passa bene, basta che ne ha la mancia e gli fa sapere tutto". E ci sarebbe anche una tariffa, della quale parlano i clan: "Ogni volta che gli porta una notizia, spende mille, duemila, addirittura tremila euro". Eppure, nonostante questi "avvisi", il lavoro dei detective ha permesso di registrare persino una votazione del nuovo boss di tutti i boss lombardi, avvenuta per alzata di mano, in un centro per anziani di Paderno Dugnano. Particolare surreale: è intestato ai giudici Falcone e Borsellino.

    Ecco come i boss seguivano le indagini "C'è la Boccassini, non ce la scampiamo" - Repubblica.it
    l'italiano ha un tale culto per la furbizia che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno.

    jesus died for somebody's sins but not mine

  3. #3
    waglione
    Ospite

    Predefinito Rif: Ecco come i boss seguivano le indagini "C'è la Boccassini, non ce la scampiamo"

    Grande Superpol. Reputato.

  4. #4
    Praticamente innocuo
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    91,285
     Likes dati
    10,139
     Like avuti
    29,951
    Mentioned
    1787 Post(s)
    Tagged
    35 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    9

    Predefinito Rif: 'Ndrangheta, presa "cupola" del Nord Via alla maxi operazione da 320 arresti

    Quando arresta 320 mafiosi sto con la Bocassini, ci mancherebbe
    E se ne arresta altri 320 sto ancora con la Bocassini
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    07 Apr 2006
    Messaggi
    22,685
     Likes dati
    14
     Like avuti
    85
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: 'Ndrangheta, presa "cupola" del Nord Via alla maxi operazione da 320 arresti

    Citazione Originariamente Scritto da Marximiliano Visualizza Messaggio
    Quando arresta 320 mafiosi sto con la Bocassini, ci mancherebbe
    E se ne arresta altri 320 sto ancora con la Bocassini
    quando rompe le palle a Silvio invece è una deviata

    Comunque GRANDIOSA OPERAZIONE! CAZZO ERA ORA CHE ANCHE IL NORD SI ACCORGESSE DI STA MERDA DI 'NDRANGHETA!
    Si dice il corrotto ma non il corruttore

  6. #6
    Praticamente innocuo
    Data Registrazione
    07 Apr 2009
    Messaggi
    91,285
     Likes dati
    10,139
     Like avuti
    29,951
    Mentioned
    1787 Post(s)
    Tagged
    35 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    9

    Predefinito Rif: 'Ndrangheta, presa "cupola" del Nord Via alla maxi operazione da 320 arresti

    Citazione Originariamente Scritto da Kronos Visualizza Messaggio
    quando rompe le palle a Silvio invece è una deviata

    Comunque GRANDIOSA OPERAZIONE! CAZZO ERA ORA CHE ANCHE IL NORD SI ACCORGESSE DI STA MERDA DI 'NDRANGHETA!
    Quando è una delle 10000 che si occupano di Berlusconi
    a botte di 320 per volta, demoliamole ste mafie :giagia:
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  7. #7
    veterolegalitario
    Data Registrazione
    06 Apr 2009
    Messaggi
    18,847
     Likes dati
    906
     Like avuti
    879
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: 'Ndrangheta, presa "cupola" del Nord Via alla maxi operazione da 320 arresti

    Citazione Originariamente Scritto da Kronos Visualizza Messaggio
    quando rompe le palle a Silvio invece è una deviata

    Comunque GRANDIOSA OPERAZIONE! CAZZO ERA ORA CHE ANCHE IL NORD SI ACCORGESSE DI STA MERDA DI 'NDRANGHETA!
    è un concetto di coerenza post-moderno .....

  8. #8
    veterolegalitario
    Data Registrazione
    06 Apr 2009
    Messaggi
    18,847
     Likes dati
    906
     Like avuti
    879
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: 'Ndrangheta, presa "cupola" del Nord Via alla maxi operazione da 320 arresti

    guardi che sono esattamente le stesse notizie ai link che le ho messo nel post sulla libertà di stampa-intercettazioni ....
    che, evidentemente, non s'è peritato di leggere .....
    Ultima modifica di Saviano; 13-07-10 alle 12:02

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    07 Apr 2006
    Messaggi
    22,685
     Likes dati
    14
     Like avuti
    85
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: 'Ndrangheta, presa "cupola" del Nord Via alla maxi operazione da 320 arresti

    Citazione Originariamente Scritto da Marximiliano Visualizza Messaggio
    Quando è una delle 10000 che si occupano di Berlusconi
    a botte di 320 per volta, demoliamole ste mafie :giagia:
    sono problemi...un esperto potrebbe aiutarla

    La Moratti festeggia la fine della campagna elettorale e la mafia si siede in prima fila

    MILANO – Davanti c’è Expo 2015, dietro il grande lavoro per infiltrare la classe politica milanese. Sono questi gli obbiettivi dichiarati della ‘ndrangheta che nel terzo millenio si appresta a scalare l’ex capitale morale d’Italia. Un’opa mafiosa che a quanto risulta a ilfattoquotidiano.it inizia quattro anni fa durante una tiepida nottata di mezza estate passata tra brindisi, palloncini e manifesti elettorali che tanto ricordano le feste dei repubblicani americani. Al posto di Nixon o Regan, a pochi passi da piazza Duomo, si celebra, invece, Letizia Moratti, futuro sindaco di Milano.

    E’ il 26 maggio 2006, ultimo giorno della campagna amministrativa. Per settimane i due candidati alla poltrona di palazzo Marino si sono dati battaglia. Il centrosinistra presenta l’ex prefetto Bruno Ferrante, mentre il centrodestra corre con l’ex ministra dell’Istruzione nel secondo e terzo governo Berlusconi. In realtà non c’è gara, soprattutto dopo i due mandati consecutivi di Gabriele Albertini. Del resto in città dal 1993 governano Forza Italia e Lega nord. E dunque a Le Banque, un lussuoso locale a due passi dal palazzo della Borsa, più che la fine della maratona che ha portato alle elezioni, si festeggia la scontata vittoria di donna Letizia. Tra gli ospiti però ci sono due uomini. Sono arrivati in compagnia delle rispettive mogli a bordo di un Porsche Cayenne. Indossano giacche eleganti e hanno i volti visibilmente soddisfatti. Un particolare, però, li rende speciali: sono uomini vicini alla ‘ndrangheta. Chi li conosce? Non certo il futuro sindaco, certamente ignaro della loro presenza. Gli investigatori della polizia, invece, sanno molto bene chi sono. Loro, quella sera, fotografano, riprendono e annotano tutto.

    Per questo il racconto della festa si trasforma ora in una storia politicamente imbarazzante per un sindaco che, dopo aver fatto naufragare la commissione antimafia, periodicamente si affretta a dire che “la mafia a Milano? Fatemela vedere”. Da cinque giorni, infatti, le parole servono a poco. Perché tra gli atti dell’inchiesta della procura di Reggio Calabria che, il 23 giugno ha ottenuto l’arresto di 44 presunti affiliati alle cosche dei Condello e dei Di Stefano, c’è anche un rapporto, non della polizia, ma del Ros dei Carabinieri che ricostruisce, intercettazione dopo intercettazione, la storia della l’ascesa della mafia calabrese sino ai vertici della politica lombarda. Settecento pagine in cui compare anche il nome di uno dei due strani personaggi presenti a quel ricevimento di fine campagna elettorale.

    È Giulio Giuseppe Lampada (sotto inchiesta ma piede libero). E’ nato a Reggio Calabria il 16 ottobre 1971. Originario del quartiere di Archi, gli investigatori lo definiscono “una tipica figura criminale che si innesta pienamente nel substrato mafioso, con compiti e ruoli connessi alla gestione del patrimonio economico del cartello mafioso riconducibile a Pasquale Condello“, il boss arrestato nel febbraio 2008 dopo 18 anni di latitanza. E come in tutte le storie di mafia, a suggellare l’alleanza c’è di mezzo un matrimonio. In questo caso si tratta delle nozze tra il fratello di Giuseppe Lampada, Francesco, e Maria Valle, giovane rampolla di una nota famiglia di ‘ndrangheta che da anni domina tra Pavia e Milano. Alla cerimonia partecipano il figlio e il genero del capo bastone.

    Lampada sta perfettamente a suo agio tra i tavolini di cristallo del locale. In fondo lui è abituato a trattare con i politici. Il suo grande amico e sponsor si chiama Armando Vagliati. Dal 1997 Vagliati è uno storico consigliere comunale di Palazzo Marino. Fedelissimo di Berlusconi, l’ingegner Vagliati (non indagato), già membro della segreteria cittadina di Forza Italia, il febbraio scorso è stato pizzicato a proporre un emendamento al Piano regolatore del Comune per trasformare un’area da industriale a residenziale. Peccato che uno dei proprietari di quel terreno fosse Alberto Bonetti Baroggi, consigliere regionale del Pdl e capo gabinetto del sindaco Moratti.

    Grazie a Vagliati, il presunto braccio finanziario dei Condello è riuscito a partecipare alla festa. Ultimo atto di una serata intensa. Iniziata nella zona della vecchia Fiera dove il consigliere della Moratti ha il suo comitato elettorale. I due, assieme alle mogli, vanno a cena, dopodiché si presentano alle celebrazioni di donna Letizia. Con loro c’è anche un personaggio legato a doppio filo con la cosca di Africo capeggiata da Giuseppe Morabito, alias u tiradrittu, il cui nome è per ora segreto.

    Così, da quel 26 maggio 2006, Giuseppe Lampada spicca il volo. Giunto da Reggio Calabria con alle spalle un modesto negozietto di macelleria, a Milano si ritrova a gestire un patrimonio in locali e società che commerciano in videopoker. Di questa improvvisa liquidità Lampada ne parla per telefono con Alberto Sarra. Presidente del Gruppo consiliare di Alleanza nazionale alla regione Calabria. “Quando mi muovo a Milano – racconta Lampada a Sarra – ho una chiavetta nera. Ho praticamente un centinaio di sportelli Bancomat, perché quella è la la chiave del cambiamoneta (si riferisce ai videpoker)”. Poi prosegue: “Ti faccio un esempio: stasera sono con te e mi serve da prendere mille euro, vado in uno dei bar apro e me li prendo”, così vanno le cose per Giulio Giuseppe Lampada che come buen ritiro ha scelto una villa dell’hinterland milanese.

    In realtà, però, quello che gli preme di più è la politica. Ecco, allora, cosa racconta a Sarra nel novembre 2007 mentre i carabinieri del Ros intercettano tutto. “Sono stato a cena in una villa d’epoca con Formigoni. Eravamo assieme ad Armando (Vagliati, ndr). C’erano tutti i consiglieri comunali, provinciali, regionali”. Millanterie? Forse. Fatto sta che il rapporto con Vagliati, invece, appare consolidato. Come anche quello con Giovanni Pezzimenti, altro consigliere azzurro (non indagato) alla corte dell’ignara Letizia Moratti.

    “Armando – dice Lampada, che con il consigliere ha appena parlato di licenze per aprire locali pubblici – mi ha fatto capire che il problema si può risolvere con quelli del Comune”. A margine del borgliaccio ecco cosa annotano i gli investigatori. “E’ importante sottolineare che il Vagliati, stando alle affermazioni di Lampada, aveva preferito non parlare al telefono, attestando l’illecità dell’operazione”. Del consigliere comunale, Lampada discute anche con Vincenzo Giglio, un medico di Reggio Calabria, che alle politiche del 2008 tentò senza riuscirci di farsi eleggere nel movimento La rosa bianca. “Questo – gli dice Lampada a proposito di Vagliati – ha sete di fare. E’ uno che ha la massima fiducia”. Quindi passa alla programmazione futura “per il raggiungimento degli scopi criminali nella città di Milano”. Ecco allora di nuovo Lampada su Vagliati: “Siamo accreditati, c’è la fiducia, capisci cosa voglio dire. Perché lui sa che sputazza io non ne ho mai fatta. E allora si butta a capofitto. E mi dice facciamo quello che cazzo ti interessa”. A questo punto gli investigatori riferiscono di come “Vagliati fosse a conoscenza dell’appartenenza di Lampada al gruppo criminale”. Ed è sempre grazie a lui che la cosca Condello pensa di avvicinare Claudio De Albertis, presidente delle Associazioni imprese edili e complementari delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza. “Lui – dice Lampada – conosce trecentomila persone nel campo dell’impresa”. Ma quando si parla di Provincia, l’uomo del clan può contare anche su Antonio Oliverio, ex assessore al Turismo nella giunta di Filippo Penati, poi passato al Pdl nel 2009 ed ex segretario provinciale dell’Udeur. Insomma, un bel ventaglio di conoscenze per quell’ex macellaio di Reggio, che all’ombra del Duomo è diventato straricco investendo, secondo i detective, i denari della mafia.
    Si dice il corrotto ma non il corruttore

  10. #10
    **********
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    8,744
     Likes dati
    0
     Like avuti
    6
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: 'Ndrangheta, presa "cupola" del Nord Via alla maxi operazione da 320 arresti

    Citazione Originariamente Scritto da Kronos Visualizza Messaggio
    sono problemi...un esperto potrebbe aiutarla

    La Moratti festeggia la fine della campagna elettorale e la mafia si siede in prima fila

    MILANO – Davanti c’è Expo 2015, dietro il grande lavoro per infiltrare la classe politica milanese. Sono questi gli obbiettivi dichiarati della ‘ndrangheta che nel terzo millenio si appresta a scalare l’ex capitale morale d’Italia. Un’opa mafiosa che a quanto risulta a ilfattoquotidiano.it inizia quattro anni fa durante una tiepida nottata di mezza estate passata tra brindisi, palloncini e manifesti elettorali che tanto ricordano le feste dei repubblicani americani. Al posto di Nixon o Regan, a pochi passi da piazza Duomo, si celebra, invece, Letizia Moratti, futuro sindaco di Milano.

    E’ il 26 maggio 2006, ultimo giorno della campagna amministrativa. Per settimane i due candidati alla poltrona di palazzo Marino si sono dati battaglia. Il centrosinistra presenta l’ex prefetto Bruno Ferrante, mentre il centrodestra corre con l’ex ministra dell’Istruzione nel secondo e terzo governo Berlusconi. In realtà non c’è gara, soprattutto dopo i due mandati consecutivi di Gabriele Albertini. Del resto in città dal 1993 governano Forza Italia e Lega nord. E dunque a Le Banque, un lussuoso locale a due passi dal palazzo della Borsa, più che la fine della maratona che ha portato alle elezioni, si festeggia la scontata vittoria di donna Letizia. Tra gli ospiti però ci sono due uomini. Sono arrivati in compagnia delle rispettive mogli a bordo di un Porsche Cayenne. Indossano giacche eleganti e hanno i volti visibilmente soddisfatti. Un particolare, però, li rende speciali: sono uomini vicini alla ‘ndrangheta. Chi li conosce? Non certo il futuro sindaco, certamente ignaro della loro presenza. Gli investigatori della polizia, invece, sanno molto bene chi sono. Loro, quella sera, fotografano, riprendono e annotano tutto.

    Per questo il racconto della festa si trasforma ora in una storia politicamente imbarazzante per un sindaco che, dopo aver fatto naufragare la commissione antimafia, periodicamente si affretta a dire che “la mafia a Milano? Fatemela vedere”. Da cinque giorni, infatti, le parole servono a poco. Perché tra gli atti dell’inchiesta della procura di Reggio Calabria che, il 23 giugno ha ottenuto l’arresto di 44 presunti affiliati alle cosche dei Condello e dei Di Stefano, c’è anche un rapporto, non della polizia, ma del Ros dei Carabinieri che ricostruisce, intercettazione dopo intercettazione, la storia della l’ascesa della mafia calabrese sino ai vertici della politica lombarda. Settecento pagine in cui compare anche il nome di uno dei due strani personaggi presenti a quel ricevimento di fine campagna elettorale.

    È Giulio Giuseppe Lampada (sotto inchiesta ma piede libero). E’ nato a Reggio Calabria il 16 ottobre 1971. Originario del quartiere di Archi, gli investigatori lo definiscono “una tipica figura criminale che si innesta pienamente nel substrato mafioso, con compiti e ruoli connessi alla gestione del patrimonio economico del cartello mafioso riconducibile a Pasquale Condello“, il boss arrestato nel febbraio 2008 dopo 18 anni di latitanza. E come in tutte le storie di mafia, a suggellare l’alleanza c’è di mezzo un matrimonio. In questo caso si tratta delle nozze tra il fratello di Giuseppe Lampada, Francesco, e Maria Valle, giovane rampolla di una nota famiglia di ‘ndrangheta che da anni domina tra Pavia e Milano. Alla cerimonia partecipano il figlio e il genero del capo bastone.

    Lampada sta perfettamente a suo agio tra i tavolini di cristallo del locale. In fondo lui è abituato a trattare con i politici. Il suo grande amico e sponsor si chiama Armando Vagliati. Dal 1997 Vagliati è uno storico consigliere comunale di Palazzo Marino. Fedelissimo di Berlusconi, l’ingegner Vagliati (non indagato), già membro della segreteria cittadina di Forza Italia, il febbraio scorso è stato pizzicato a proporre un emendamento al Piano regolatore del Comune per trasformare un’area da industriale a residenziale. Peccato che uno dei proprietari di quel terreno fosse Alberto Bonetti Baroggi, consigliere regionale del Pdl e capo gabinetto del sindaco Moratti.

    Grazie a Vagliati, il presunto braccio finanziario dei Condello è riuscito a partecipare alla festa. Ultimo atto di una serata intensa. Iniziata nella zona della vecchia Fiera dove il consigliere della Moratti ha il suo comitato elettorale. I due, assieme alle mogli, vanno a cena, dopodiché si presentano alle celebrazioni di donna Letizia. Con loro c’è anche un personaggio legato a doppio filo con la cosca di Africo capeggiata da Giuseppe Morabito, alias u tiradrittu, il cui nome è per ora segreto.

    Così, da quel 26 maggio 2006, Giuseppe Lampada spicca il volo. Giunto da Reggio Calabria con alle spalle un modesto negozietto di macelleria, a Milano si ritrova a gestire un patrimonio in locali e società che commerciano in videopoker. Di questa improvvisa liquidità Lampada ne parla per telefono con Alberto Sarra. Presidente del Gruppo consiliare di Alleanza nazionale alla regione Calabria. “Quando mi muovo a Milano – racconta Lampada a Sarra – ho una chiavetta nera. Ho praticamente un centinaio di sportelli Bancomat, perché quella è la la chiave del cambiamoneta (si riferisce ai videpoker)”. Poi prosegue: “Ti faccio un esempio: stasera sono con te e mi serve da prendere mille euro, vado in uno dei bar apro e me li prendo”, così vanno le cose per Giulio Giuseppe Lampada che come buen ritiro ha scelto una villa dell’hinterland milanese.

    In realtà, però, quello che gli preme di più è la politica. Ecco, allora, cosa racconta a Sarra nel novembre 2007 mentre i carabinieri del Ros intercettano tutto. “Sono stato a cena in una villa d’epoca con Formigoni. Eravamo assieme ad Armando (Vagliati, ndr). C’erano tutti i consiglieri comunali, provinciali, regionali”. Millanterie? Forse. Fatto sta che il rapporto con Vagliati, invece, appare consolidato. Come anche quello con Giovanni Pezzimenti, altro consigliere azzurro (non indagato) alla corte dell’ignara Letizia Moratti.

    “Armando – dice Lampada, che con il consigliere ha appena parlato di licenze per aprire locali pubblici – mi ha fatto capire che il problema si può risolvere con quelli del Comune”. A margine del borgliaccio ecco cosa annotano i gli investigatori. “E’ importante sottolineare che il Vagliati, stando alle affermazioni di Lampada, aveva preferito non parlare al telefono, attestando l’illecità dell’operazione”. Del consigliere comunale, Lampada discute anche con Vincenzo Giglio, un medico di Reggio Calabria, che alle politiche del 2008 tentò senza riuscirci di farsi eleggere nel movimento La rosa bianca. “Questo – gli dice Lampada a proposito di Vagliati – ha sete di fare. E’ uno che ha la massima fiducia”. Quindi passa alla programmazione futura “per il raggiungimento degli scopi criminali nella città di Milano”. Ecco allora di nuovo Lampada su Vagliati: “Siamo accreditati, c’è la fiducia, capisci cosa voglio dire. Perché lui sa che sputazza io non ne ho mai fatta. E allora si butta a capofitto. E mi dice facciamo quello che cazzo ti interessa”. A questo punto gli investigatori riferiscono di come “Vagliati fosse a conoscenza dell’appartenenza di Lampada al gruppo criminale”. Ed è sempre grazie a lui che la cosca Condello pensa di avvicinare Claudio De Albertis, presidente delle Associazioni imprese edili e complementari delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza. “Lui – dice Lampada – conosce trecentomila persone nel campo dell’impresa”. Ma quando si parla di Provincia, l’uomo del clan può contare anche su Antonio Oliverio, ex assessore al Turismo nella giunta di Filippo Penati, poi passato al Pdl nel 2009 ed ex segretario provinciale dell’Udeur. Insomma, un bel ventaglio di conoscenze per quell’ex macellaio di Reggio, che all’ombra del Duomo è diventato straricco investendo, secondo i detective, i denari della mafia.
    il problema è quando la ndrangheta siede a tavola con i PM... :giagia:
    Meglio una cena in mezzo a tanta gnocca che svariate in mezzo a tanti mafiosi

 

 
Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Maxi operazione antidroga nel Nord ovest
    Di taxydriver nel forum Cronaca
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 15-10-13, 10:38
  2. Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 22-01-13, 17:15
  3. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 06-04-10, 12:27
  4. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 26-11-09, 20:59
  5. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 12-07-07, 13:39

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito