Diretta Referendum Brexit: il giorno del referendum*che tiene col fiato sospeso la Gran Bretagna e l’Europa intera è arrivato.
—> I seggi saranno aperti dalle 7 alle 22, cioè dalle 8 alle 23 italiane.*Si vota in 382 circoscrizioni: 326 in Inghilterra, 32 in Scozia, 22 in Galles, una in Irlanda del Nord e una a Gibilterra Oggi 23 giugno 2016,*circa 50 milioni di persone, cioè*
i cittadini britannici, quelli irlandesi e del Commonwealth*tutto*(maggiorenni e residenti nel Regno Unito e Gibilterra) ma anche gli*espatriati da non più di 15 anni *(mentre sono esclusi i residenti con nazionalità di un paese Ue non Commonwealth) saranno chiamati a esprimere la propria opinione: lasciare l’Unione Europea o rimanere sotto l’ombrello di Bruxelles?*
Il facsimile della scheda per il referendum
Diretta Referendum Brexit: seggi aperti dalle 7 alle 22
Durante la campagna elettorale per le politiche del 2015, l’attuale premier David Cameron ha promesso di indire un referendum sulla “Brexit” (abbreviazione di “Britain exit”) nel caso venisse rieletto. L’iniziativa aveva come obiettivo quella di rispondere alle crescenti richieste, provenienti innanzitutto dall’Ukip*ma anche da molti deputati conservatori, di rimettere la questione della permanenza*nell’Ue in mano agli elettori. Infatti, dopo l’adesione*del 1973, già nel 1975 si tenne una consultazione sull’argomento: in quell’occasione, la maggior parte del popolo britannico (67,2%) votò per restare all’interno dell’allora denominata Comunità Economica Europea (CEE). Nuovamente a Downing Street, Cameron dichiarò che avrebbe sposato la causa dell’«out» se l’Ue non avesse accolto le sue richieste in politica estera ed economica. I leader europei sono stati al gioco e con un accordo, raggiunto a febbraio, hanno nei limiti del possibile accontentato il premier britannico tanto che Jean-Claude*Juncker, presidente della Commissione Europea, ieri, ha detto che “chi è fuori è fuori”, avvertendo così gli elettori britannici dell’impossibilità di intavolare ulteriori negoziati: “Cameron ha ottenuto il massimo di quello che poteva avere e noi abbiamo concesso il massimo di quello che potevamo dare”.
—> L’ACCORDO TRA UK E UE
- SUSSIDI*Cameron chiedeva che i migranti non potessero più*inviare i sussidi ricevuti in Gran Bretagna nel proprio paese d’origine. Respinta la richiesta si è trovato un compromesso nell’adeguazione del sussidio al costo della vita nel paese di origine e non a quello britannico
- EURO*La scelta di non entrare nell’Eurozona non comporterà discriminazione da parte degli stati che hanno adottato la moneta unica. Londra verrà rimborsata in caso i suoi fondi vengano utilizzati per appianare default statali.
- POLITICA COMUNITARIA*Cameron ha ottenuto una legislazione che permette agli stati in disaccordo con nuovi regolamenti di bloccarli a patto che il 55% dei parlamenti sia contro le nuove norme.*
- MIGRANTI*Accesso graduale dei migranti che arrivano in Gran Bretagna a sussidi e agevolazioni.*
—> FRONTE BREXIT*
- UKIP
- Alcuni esponenti del Conservative Party (Boris Johnson, 5 ministri di Cameron tra cui Micheal Gove, titolare della Giustizia, ed altri esponenti del partito che ha lasciato libertà di scelta ai propri elettori)
- Alcuni esponenti del*Labour Party
- Alcuni esponenti del DUP (Partito Unionista Democratico)
* * * * *FRONTE BREMAIN*
- David Cameron, 16 ministri del suo esecutivo, il cancelliere dello scacchiere George Osbourne ed altri esponenti del partito
- La maggior parte del Labour Party
- SNP (Nazionalisti scozzesi)
- Plaid Cymru (Nazionalisti gallesi)
- Lib Dems
Due i fattori “tecnici” che bisogna sottolineare: non è previsto il “quorum”, inoltre, il referendum*sulla
Brexit è di tipo
“consultivo”, dunque, in caso di vittoria del fronte dei contrari alla permanenza nella Comunità dei 28, il Regno Unito non lascerà automaticamente l’Unione Europea.
A quel punto, spetterà al Parlamento decidere se accogliere o meno l’opinione popolare: ignorare il risultato del referendum potrebbe essere un “suicidio politico” ma in ballo potrebbe esserci ben più di questo.
—> COSA SUCCEDE IN CASO DI BREXIT?
- Il Parlamento di Londra ratifica la decisione e dà il via alla procedura di uscita dando mandato al premier di richiedere*l’attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona. Fatto ciò parte un countdown di 2 anni entro i quali si può negoziare*l’uscita: scaduto tale termine, se l’accordo non è stato raggiunto,*i paesi Ue possono*pronunciarsi a favore di*una proroga, altrimenti “di colpo” il Regno Unito cesserebbe di appartenere alla Comunità Europea.*Tuttavia, le stime di Donald Tusk e del governo inglese riferiscono della necessità di almeno*7-10 anni per modificare la legislazione nazionale, rimpiazzare le tante leggi derivanti dall’adesione all’Ue e*rinegoziare tutti i trattati tra Gran Bretagna e paesi membri.*
- In caso di Brexit, il Regno Unito potrebbe unirsi a Islanda e Norvegia come membro dello spazio economico europeo, scegliere di intrattenere una partnership sul modello di quella con la Svizzera o con la Turchia, oppure, diventare semplicemente un paese terzo rispetto all’Ue.*
A sinistra Boris Johnson, ex sindaco di Londra e tra i leader del fronte pro Brexit, a destra David Cameron
Diretta Referendum Brexit:*seggi aperti dalle 7 alle 22
Ore 8: Aprono i seggi
Scritto da: Redazione
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