Leggendo il contenuto del seguente sito si puo aver ben chiara la sequenza di speculazioni, al limite del ridicolo, attraverso le quali si inventa il mito di maria assunta in cielo. Mito che poi è stato tradotto da pio 12° nel dogma dell'assunzione il 1º novembre 1950, al termine di un anno santo che concludeva un periodo di un secolo, successivo alla comparsa delle madonne di lourdes e fatima.
Così tuonava il pacelli: «Per l’autorità di Nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra pronunciamo, dichiariamo e definiamo essere dogma di fede che l'Immacolata sempre Vergine Maria, Madre di Dio, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo».
Oh la!.
Ebbene, osservate come sull'argomento si passi dalla posizione di incertezza di epifanio, che considera una serie di ipotesi sul destino di maria, fra cui anche la morte per morte naturale, qui sotto riportata, a quella più articolata e pomposa di bonaventura, tracciata più avanti.
Riguardo allo sviluppo storico della dottrina dell'Assunzione, la prima testimonianza è diEpifanio (403). Nel suo Panarion egli si propone tre volte il quesito circa la fine di Maria, ed enuncia tre ipotesi possibili e sostenute allora da autori diversi: Maria non è morta, ma è stata trasferita da Dio in un luogo migliore; Maria è morta martire; Maria è morta di morte naturale. Egli non sa scegliere con sicurezza fra le tre ipotesi, poiché «nessuno ha conosciuto la sua fine», ma pensa che in ogni modo la fine di Maria deve essere stata «gloriosa», degna di lei. La testimonianza di Epifanio ci assicura che nella Chiesa, alla fine del V secolo, non esisteva alcuna tradizione precisa, né di carattere storico, né di carattere dogmatico, circa la fine di Maria.In quanto professore dell’Università di Parigi, Bonaventura, anche da Ministro Generale dell’Ordine, conserva la sua specifica caratteristica di teologo anche quando affronta il tema dell’Assunta, nel senso che non poggia le sue analisi sulle tradizioni leggendarie o apocrife, ma si basa sempre su un filone di interpretazione teoretica, in quanto la sua preoccupazione è sempre quella di spiegare e commentare la verità accettata per fede.
Così nella verità dell’Assunta, Bonaventura accetta il fatto nella sua sostanza, analizzandolo nei vari passaggi o momenti, che, la sua profonda pietà, lo porta ad immaginare:
- la obviatio o momento in cui la corte celeste va incontro a Maria dopo la sua dormitio
- la receptio o momento con cui la corte celeste accoglie Maria in cielo
- la inthronizatio o momento in cui Maria viene intronizzata sul trono di gloria
- la locatio o momento in cui viene collocata come Regina accanto a Gesù.
In questa sua ideale ricostruzione, Bonaventura paradossalmente dice anche che l’Assunzione di Maria supera la stessa Ascensione di Cristo, non nella potenza e maestà, ma nel senso che lo stesso Cristo glorificato va incontro alla Madre.![]()




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