Nel 1981 la convenzione che assicurava al Comune un’area in zona Missaglia. Poi l’infinita battaglia legale
Il costruttore ha perso il ricorso al Tar su un piano in via Bellarmino, uno dei motivi di scontro col sindaco
L’atto di impegno è datato 8 luglio 1981. Quel giorno l’immobiliare Perim srl accettava di cedere gratuitamente un’area a pochi passi da via dei Missaglia al Comune di Milano, che lì avrebbe realizzato un parco con giochi per bambini e panchine, in cambio del rilascio della licenza per utilizzare un complesso industrialeterziario in costruzione. Ventinove anni dopo l’area tra via Feraboli e via Baroni è ancora saldamente nelle mani dei vecchi proprietari. Ovvero, una società della grande galassia del costruttore Salvatore Ligresti.
Non sono serviti, in tutti questi anni, i solleciti di Palazzo Marino né le cause al Tar (non ancora discusse). Le aziende Ligresti hanno continuato a fare orecchio da mercante, mettendo la storia del mancato giardinetto di quartiere nel cesto dei contenziosi con il Comune. «La questione della consegna dell’area di via Feraboli era stata espressamente inserita nelle varie trattative svolte con il gruppo Ligresti per definire un contenzioso pluriennale pendente su più fronti (trattative mai sfociate nell’auspicata transazione, malgrado vari tentativi»): così spiega la situazione l’avvocatura comunale, rispondendo a un’interrogazione del consigliere pd Aldo Ugliano.
Negli anni il Comune si è mosso, ma senza mai forzare la mano. Nel ‘93 la Perim (con la Garar srl) riconferma ufficialmente l’impegno di cessione gratuita, ma poco tempo dopo un’altra società — la Nuova finanziaria moderna spa — «informava il Comune di avere incorporato la Perim e di non voler adempiere agli impegni assunti», scrivono gli avvocati di Palazzo Marino. Solo nel ‘98, con una visura catastale, il Comune scopre che una nuova sigla (la Icein spa, erede della Garar) ha venduto il terreno alla Astrogas srl. Società riconducibile, neanche a dirlo, al gruppo Ligresti.
Per il ricorso al Tar bisogna aspettare il Duemila: il Comune chiede il rispetto dell’impegno, o almeno un risarcimento economico. A questo punto, però, ci si mette la lentezza della giustizia amministrativa: a oggi, nonostante tre istanze (l’ultima a febbraio 2009) per fissare l’udienza, i giudici della seconda sezione non hanno ancora comunicato una data perché oberati di ricorsi. Mentre gli abitanti di via dei Missaglia aspettano il loro parchetto, però, i giudici della prima sezione del Tar hanno definito un altro contenzioso ventennale aperto tra il Comune e un’altra società del gruppo Ligresti, la Premafin finanziaria, a tutto vantaggio del primo, dopo una doppia sconfitta davanti al tribunale civile e alla Corte d’appello.
La lite riguardava la mancata stipula della convenzione per lottizzare 179mila metri quadri adiacenti a via Bellarmino, a sud di Milano. Una zona che, qualche mese fa, è stata al centro di un duro scontro tra il Comune e la Provincia, con quest’ultima pronta a commissariare la Moratti per conto di Ligresti. Anche in questo caso, dietro autorizzazione alla Premafin a edificare parte delle aree, la società doveva cederne altre gratis al Comune. Ma la stipula non era mai andata in porto, perché quei terreni erano destinati a edilizia popolare dal consorzio Cimep.
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