Unioni civili, il governo firma il decreto: tutto pronto per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale - Repubblica.it

ROMA - Il governo ha firmato oggi il decreto attuativo sulle unioni civili. La firma sul dpcm (decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) è stato firmato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, dal ministro della GiustiziaAndrea Orlando e dal ministro dell'Interno Angelino Alfano.

Il decreto adotta le disposizioni transitorie per la tenuta dei registri negli archivi dello Stato civile, ai sensi della legge 76/2016 sulla regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso.

Le firme arrivano all'indomani del parere favorevole del Consiglio di Stato sullo schema di decreto, che entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

UNIONI CIVILI: LA LEGGE PUNTO PER PUNTO

Prime celebrazioni prima di Ferragosto
. Il presidente della sezione Atti Normativi del Consiglio di Stato, Franco Frattini, aveva detto che "ragionevolmente prima di Ferragosto" potranno essere celebrate le prime unioni gay in Italia, se il governo si fosse mosso in fretta. E il governo, con le firme di oggi, ha risposto celermente. E le città iniziano a muoversi: in molti Comuni, con il Nord in testa, sono attivi da giorni i numeri dedicati alle prenotazioni delle unioni civili, mentre è già gara a chi offre la location più bella.
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Il decreto-ponte. Dal registro alla scelta del cognome comune allo scioglimento: il decreto controfirmato oggi dal ministro della Giustizia Orlando contiene le disposizioni per attuare le unioni civili, istituite dalla legge 76 del 2016. È anche previsto il caso in cui in una coppia sposata uno dei coniugi abbia cambiato sesso e dunque, non potendo più essere sposati, vogliano avvalersi di questo nuovo istituto. Nessun cenno invece, come si sapeva, al delicato capitolo dei figli.

Si possono unire civilmente due persone di maggiore età, che quindi ne devono fare congiuntamente richiesta all'ufficiale dello stato civile del Comune di loro scelta. L'ufficiale redige il verbale della richiesta e lo sottoscrive insieme alle parti, invitandole a comparire in una data successiva, scelta dalla coppia, per la "dichiarazione costitutiva dell'unione". Entro 15 giorni dalla presentazione della richiesta, l'ufficiale fa le necessarie verifiche (che non esistano impedimenti all'unione). Nel giorno stabilito, la coppia insieme ai testimoni si reca davanti all'ufficiale per rendere "personalmente e congiuntamente" la dichiarazione di voler costituire un'unione civile. A questo punto l'ufficiale redige il verbale che viene sottoscritto dalla coppia e dai testimoni. Gli atti vengono poi trascritti nel Registro provvisorio delle unioni civili, istituito presso ciascun Comune, e anche nell'atto di nascita di ciascuno dei contraenti.

La coppia può affermare di scegliere il regime patrimoniale della separazione dei beni e può indicare il cognome comune che ha scelto; entrambi possono chiedere di anteporre o posporre il proprio cognome a quello comune.

In caso di scioglimento dell'unione civile, tutto avviene nuovamente dinanzi all'ufficiale di stato civile e viene poi trascritto nel registro delle unioni civili. Alla coppia unita civilmente sarà rilasciata un documento che attesta la costituzione dell'unione, i dati anagrafici, l'indicazione del regime patrimoniale e della residenza. Nei documenti in cui è prevista l'indicazione dello stato civile, a richiesta degli interessati verrà usata la formula "unito civilmente" o "unita civilmente".

Se a voler contrarre un'unione civile è un cittadino straniero, dovrà presentare anche una dichiarazione dell'autorità competente del proprio Paese da cui risulti che nulla osta all'unione civile. Sul registro delle unioni civili saranno trascritti gli atti di matrimonio o di unione civile celebrati da cittadini italiani all'estero.