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  1. #1
    sübre ò söpèi? No, Zølfø.
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    Predefinito Panebianco: vademecum per la secessione del sud.

    Le tante bugie tra nord e sud - Corriere della Sera

    Vizi e pregiudizi contro lo sviluppo
    Le tante bugie tra nord e sud

    Vizi e pregiudizi contro lo sviluppo

    Le tante bugie tra nord e sud

    Non si verrà mai a capo della divisione Nord/Sud se non si aggrediranno certe costruzioni ideologiche che funzionano da schermo, che impediscono di vedere la realtà, e di fatto la legittimano e la perpetuano.
    Mi riferisco, in primo luogo, a quella «teoria del colonialismo interno» abbeverandosi alla quale sono cresciute intere generazioni di meridionali.

    È la teoria secondo cui, dall’Unità in poi, il Sud sarebbe stato vittima della colonizzazione, con annesso sfruttamento, del Nord. Come tutte le costruzioni ideologiche, la teoria mescola qualche verità e molte bugie.

    Essa ha dato luogo a una «sindrome da risarcimento» che ha legittimato per decenni un colossale trasferimento di risorse pubbliche dal Nord al Sud. Poco male se si fosse trattato di una «bugia utile», se fosse servita a colmare il divario, a creare nel Sud le condizioni per uno sviluppo economico auto-sostenuto. Ma quella strada ha portato solo a disastri: dilatazione della intermediazione politica, gonfiamento dei ceti politico- burocratici, parassitismo, corruzione, alimentazione della criminalità.

    Il contrario di ciò che serve allo sviluppo. Ma, nonostante l’evidenza, teoria del colonialismo interno e sindrome da risarcimento sono tuttora vive, influenzano gli atteggiamenti e i comportamenti di molti meridionali. Quale altra fonte di legittimazione potrebbe avere, ad esempio, la ventilata Lega del Sud?

    Anche al Nord, naturalmente, abbondano stereotipi e costruzioni ideologiche. Nella diffusa idea che il Sud sia solo una palla al piede per lo sviluppo del Nord convivono verità (sull’oggettivo costo del Sud) e bugie. È falso che il Nord non pagherebbe alti prezzi facendo a meno del Sud. Amputata del Sud, quanto meno, l’Italia subirebbe un drastico declassamento in Europa, cesserebbe di essere uno dei quattro grandi Stati europei.

    È comunque ovvio che il Nord possiede le carte migliori. È un’asimmetria di cui le classi dirigenti del Mezzogiorno devono tener conto.

    Il Sud ha di fronte due strade: la via «brasiliana» e la via «slovacca». Esistono certe interessanti analogie fra la storia dell’America Latina e quella del Sud d’Italia. Per un lungo periodo, le classi dirigenti latinoamericane coltivarono nei confronti degli Stati Uniti lo stesso atteggiamento di molti meridionali italiani nei confronti del nostro Nord.

    Attribuendo all’imperialismo yankee la causa del proprio sottosviluppo i latinoamericani si autoassolvevano da ogni responsabilità e, con i loro comportamenti, perpetuavano il sottosviluppo. Poi in alcuni Paesi (Brasile, Cile ed altri), le classi dirigenti si sono rinnovate rimuovendo alcuni degli antichi vizi. Anziché continuare ad imputare ad altri la colpa delle proprie disgrazie hanno inaugurato vere politiche di sviluppo che hanno dato in brevissimo tempo grandi frutti. Abbandonare la sciagurata teoria del colonialismo interno è necessario perché il Sud possa cominciare a seguirne le orme.


    In alternativa, il Sud può scegliere la via slovacca. La Slovacchia era la parte più povera della Cecoslovacchia. Gli slovacchi tirarono troppo la corda, pretesero troppe risorse. Minacciarono anche la secessione. I cechi risposero: accomodatevi. E secessione fu. Sarebbe assai più utile per il Sud, e per l’Italia tutta, se il Mezzogiorno (magari sfruttando l’occasione del varo del federalismo fiscale) si decidesse ad imboccare la via brasiliana.

    Angelo Panebianco
    10 luglio 2010
    råsegà, zügà, strücà: pøtå.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Panebianco: vademecum per la secessione del sud.

    Citazione Originariamente Scritto da Gioann Bagoss Visualizza Messaggio
    È falso che il Nord non pagherebbe alti prezzi facendo a meno del Sud. Amputata del Sud, quanto meno, l’Italia subirebbe un drastico declassamento in Europa, cesserebbe di essere uno dei quattro grandi Stati europei.
    E' tutto da vedere, anche perché non si capisce come potrebbe "retrocedere" ulteriormente dal livello bassissimo in cui si trova oggi: "potenza" europea solo per popolazione, non certo per influenza politico-economica.

    E a dirla tutta a me basterebbe essere simile alla Svizzera, piccola, ricca, pacifica e che se ne frega altamente di ciò che succede all'esterno. :giagia:

    Citazione Originariamente Scritto da Gioann Bagoss Visualizza Messaggio
    In alternativa, il Sud può scegliere la via slovacca. La Slovacchia era la parte più povera della Cecoslovacchia. Gli slovacchi tirarono troppo la corda, pretesero troppe risorse. Minacciarono anche la secessione. I cechi risposero: accomodatevi. E secessione fu. Sarebbe assai più utile per il Sud, e per l’Italia tutta, se il Mezzogiorno (magari sfruttando l’occasione del varo del federalismo fiscale) si decidesse ad imboccare la via brasiliana.

    Angelo Panebianco
    10 luglio 2010
    Registriamo un altro articolo che parla apertamente di secessione sul giornale più allineato al politically correct ed alle lobbies italo-europee: vorrà pur dir qualcosa, o no? hefico:
    Frangar non Flectar
    "La terza via tra Stato e mercato è la via più facile per arrivare al Terzo Mondo" (Vaclav Klaus)

  3. #3
    INSORGENTE
    Ospite

    Predefinito Rif: Panebianco: vademecum per la secessione del sud.

    Egregio dottor Panebianco,in
    riferimento al suo editoriale, qualche osservazione da chi al Sud e per
    il Sud combatte ogni giorno. Il Colonialismo interno non è la teoria,
    signor Panebianco, ma la pratica quotidiano e se c'è una visione
    ideologica nel suo scritto è tutta nel volerlo negare.Lo sviluppo
    ...Auto-sostenuto che lei auspica non solo non è stato voluto dallo Stato
    Italiano, ma proprio per l'applicazione della pratica consolidata del
    Colonalismo interno, è stato negato e rifiutato da quella classe
    dirigente meridionale selezionata con criteri anti meridionali
    all'interno dei partiti nazionali che esistevano ed esistono proprio
    grazie al divario nord-sud creato ad arte nei 40 anni successivi
    all'unità.Il fatto che per 40 anni, dal 1867 al 1907, lo Stato per
    ogni 100 lire di tasse raccolte al Nord come al Sud, ne spendeva per il
    nord 65 e per il sud 20 è un dato verificabile e semplice, che solo il
    suo nazionalismo ideologico può negare. Sindrome risarcitoria? E'
    semplice per uno del nord ridurre tutto il Sud al piagnisteo, ma forse
    le sarà sfuggito che negli ultimi anni al Sud non esistono solo i
    meridionalisti piagnoni e neoborbonici, ma un sud incazzato che NON
    VUOLE NULLA DALLO STATO ITALIANO, ma soprattutto non vuole dare più
    nulla, sicuri come siamo che quando lo Stato dà, dà ai partiti, agli
    amici dei partiti ed agli "amici degli amici" e che, quando prende,
    prende solo da noi cittadini.Prova ne sono i fondi Fas o i soldi
    che lo Stato ha dato per la raccolta dei rifiuti (16,70 euro ad ogni
    abitante del nord, 5,60 euro per ogni abitande del Sud , anni 2001-2006
    , dati Istat).Lei ritiene che il federalismo fiscale sia
    un'occasione per il sud, ma forse le è sfuggito il contrasto di questi
    giorni fra lo Stato e le Regioni meridionali – e non solo – che ci
    sembra la risposta reale all'ideologico "federalismo fiscale".Forse
    sarà il caso di domandarsi in quale parte del mondo o in quale tempo è
    mai esistito un federalismo interno ad uno Stato Nazione?Per
    concludere, egregio Panebianco, noi siamo convinti che l'unica
    occasione che ha il sud di costruire una economia endogena sia quella
    di essere più lontano possibile dallo Stato italiano che, come scrisse
    un ministro piemontese all'atto dell'Unità "deve ridurre il Sud nella
    condizione di non più intraprendere".Su una cosa forse siamo
    d'accordo con lei: la via Brasiliana, anche se lei dimentica di dire
    che la "via Brasiliana" è stata possibile solo quando i sudamericani
    hanno smesso di credere che essere "il giardino di casa" del Nord
    America fosse conveniente per loro.In alternativa, lei dice, c'è la
    via Slovacca? Speriamo che lei abbia ragione: perchè l'Euro dei nostri
    giorni ci ha dato un'altro esempio che a noi, meridionalisti di nuova
    generazione, non piace affatto. Che è quello della Via Serba. Ma in
    questo caso forse farebbe bene a guardare nella casa dei Leghisti.
    Nando DicèPresidente del Movimento di Insorgenza Civile

  4. #4
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    Predefinito Rif: Panebianco: vademecum per la secessione del sud.

    Che poi,la soluzione a non essere declassati sarebbe quella di tenersi il sud?sarebbe come dire : siccome c'è il calo delle nascite riempiamoci di extracomunitari,sono queste le soluzioni che salveranno la Padania?

    Meglio un paese più piccolo e serio (con una densità di abitanti per KM q. umana) che una "potenza"mondiale chiamata Bordello.



  5. #5
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    Predefinito Rif: Panebianco: vademecum per la secessione del sud.

    Citazione Originariamente Scritto da Gioann Bagoss Visualizza Messaggio
    Le tante bugie tra nord e sud - Corriere della Sera

    Vizi e pregiudizi contro lo sviluppo
    Le tante bugie tra nord e sud

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    Non si verrà mai a capo della divisione Nord/Sud se non si aggrediranno certe costruzioni ideologiche che funzionano da schermo, che impediscono di vedere la realtà, e di fatto la legittimano e la perpetuano.
    Mi riferisco, in primo luogo, a quella «teoria del colonialismo interno» abbeverandosi alla quale sono cresciute intere generazioni di meridionali.

    È la teoria secondo cui, dall’Unità in poi, il Sud sarebbe stato vittima della colonizzazione, con annesso sfruttamento, del Nord. Come tutte le costruzioni ideologiche, la teoria mescola qualche verità e molte bugie.

    Essa ha dato luogo a una «sindrome da risarcimento» che ha legittimato per decenni un colossale trasferimento di risorse pubbliche dal Nord al Sud. Poco male se si fosse trattato di una «bugia utile», se fosse servita a colmare il divario, a creare nel Sud le condizioni per uno sviluppo economico auto-sostenuto. Ma quella strada ha portato solo a disastri: dilatazione della intermediazione politica, gonfiamento dei ceti politico- burocratici, parassitismo, corruzione, alimentazione della criminalità.

    Il contrario di ciò che serve allo sviluppo. Ma, nonostante l’evidenza, teoria del colonialismo interno e sindrome da risarcimento sono tuttora vive, influenzano gli atteggiamenti e i comportamenti di molti meridionali. Quale altra fonte di legittimazione potrebbe avere, ad esempio, la ventilata Lega del Sud?

    Anche al Nord, naturalmente, abbondano stereotipi e costruzioni ideologiche. Nella diffusa idea che il Sud sia solo una palla al piede per lo sviluppo del Nord convivono verità (sull’oggettivo costo del Sud) e bugie. È falso che il Nord non pagherebbe alti prezzi facendo a meno del Sud. Amputata del Sud, quanto meno, l’Italia subirebbe un drastico declassamento in Europa, cesserebbe di essere uno dei quattro grandi Stati europei.

    È comunque ovvio che il Nord possiede le carte migliori. È un’asimmetria di cui le classi dirigenti del Mezzogiorno devono tener conto.

    Il Sud ha di fronte due strade: la via «brasiliana» e la via «slovacca». Esistono certe interessanti analogie fra la storia dell’America Latina e quella del Sud d’Italia. Per un lungo periodo, le classi dirigenti latinoamericane coltivarono nei confronti degli Stati Uniti lo stesso atteggiamento di molti meridionali italiani nei confronti del nostro Nord.

    Attribuendo all’imperialismo yankee la causa del proprio sottosviluppo i latinoamericani si autoassolvevano da ogni responsabilità e, con i loro comportamenti, perpetuavano il sottosviluppo. Poi in alcuni Paesi (Brasile, Cile ed altri), le classi dirigenti si sono rinnovate rimuovendo alcuni degli antichi vizi. Anziché continuare ad imputare ad altri la colpa delle proprie disgrazie hanno inaugurato vere politiche di sviluppo che hanno dato in brevissimo tempo grandi frutti. Abbandonare la sciagurata teoria del colonialismo interno è necessario perché il Sud possa cominciare a seguirne le orme.


    In alternativa, il Sud può scegliere la via slovacca. La Slovacchia era la parte più povera della Cecoslovacchia. Gli slovacchi tirarono troppo la corda, pretesero troppe risorse. Minacciarono anche la secessione. I cechi risposero: accomodatevi. E secessione fu. Sarebbe assai più utile per il Sud, e per l’Italia tutta, se il Mezzogiorno (magari sfruttando l’occasione del varo del federalismo fiscale) si decidesse ad imboccare la via brasiliana.

    Angelo Panebianco
    10 luglio 2010
    D'accordo su tutto meno l'ultima parola. Sostituire Brasiliana con Slovacca.

    Foeura di bal.
    L'occasione fa l'uomo italiano

  6. #6
    birra al popolo
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    Predefinito Rif: Panebianco: vademecum per la secessione del sud.

    Ma voi li vedete i terroni minacciare la secessione come Panebianco afferma avere fatto gli slovacchi?
    repapelle:

  7. #7
    Non confondermi con Salvo
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    Predefinito Rif: Panebianco: vademecum per la secessione del sud.

    Citazione Originariamente Scritto da tojo Visualizza Messaggio
    E' tutto da vedere, anche perché non si capisce come potrebbe "retrocedere" ulteriormente dal livello bassissimo in cui si trova oggi: "potenza" europea solo per popolazione, non certo per influenza politico-economica.

    E a dirla tutta a me basterebbe essere simile alla Svizzera, piccola, ricca, pacifica e che se ne frega altamente di ciò che succede all'esterno. :giagia:
    Il fatto di diventare come la Svizzera non vi impedirebbe di essere comunque considerati dei "meridionali" rispetto al resto dell'Europa.
    Sareste sempre additati come quelli che "suonano il mandolino", "mangiano spaghetti" e si fanno riconoscere per la loro ignoranza e il fatto di credersi furbi.

  8. #8
    birra al popolo
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    Predefinito Rif: Panebianco: vademecum per la secessione del sud.

    Citazione Originariamente Scritto da salve Visualizza Messaggio
    Il fatto di diventare come la Svizzera non vi impedirebbe di essere comunque considerati dei "meridionali" rispetto al resto dell'Europa.
    E allora? In ogni continente c'è un settentrione e un meridione.
    Essere considerati europei meridionali non è un problema, basta non essere considerati terroni, cioè quelli che hanno creato mafia, camorra, 'ndrangheta, sacra corona unita, quelli che prosperano con falsi invalidi e truffe a ogni ente italiano ed europeo in grado di erogare finanziamenti.
    Dopo qualche anno anche i più ignoranti tra gli stranieri sapranno distinguere tra padani o norditaliani che dir si voglia, e gli italiani/terroni che resterete voi, avendo contribuito in modo così spettacolare a sputtanare in tutto il mondo tale termine.
    :gluglu:

  9. #9
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    Predefinito Rif: Panebianco: vademecum per la secessione del sud.

    Citazione Originariamente Scritto da Wimpffen Visualizza Messaggio
    Ma voi li vedete i terroni minacciare la secessione come Panebianco afferma avere fatto gli slovacchi?
    repapelle:
    Io, terrone, sarei ben lieto di riprendermi il mio STATO e la mia NAZIONE.
    Prima, però, i nordici (non vi chiamo padani, perchè la padania NON ESISTE) devono:
    - restituire i soldi che il nord ha rubato al sud dal 1861 ad oggi:
    - dare un indennizzo al Sud per tutto quello che ha dovuto subire.

    E se la via slovacca non va bene, c'è sempre la guerra civile.
    Vorrei proprio vederli quei milioni di nordici armati di cui parla il padre della trota.

  10. #10
    birra al popolo
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    Predefinito Rif: Panebianco: vademecum per la secessione del sud.

    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Visualizza Messaggio
    Io, terrone, sarei ben lieto di riprendermi il mio STATO e la mia NAZIONE.
    Prima, però, i nordici (non vi chiamo padani, perchè la padania NON ESISTE) devono:
    - restituire i soldi che il nord ha rubato al sud dal 1861 ad oggi:
    - dare un indennizzo al Sud per tutto quello che ha dovuto subire.

    E se la via slovacca non va bene, c'è sempre la guerra civile.
    Vorrei proprio vederli quei milioni di nordici armati di cui parla il padre della trota.
    Di soldi non se ne parla, ne avete presi già troppi continuando a restare lo stesso tra mafie e immondizie.
    Per me la strada jugoslava sta bene.

 

 
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