Sareste favorevoli alla legalizzazione della cannabis, e con che modalità?


Sareste favorevoli alla legalizzazione della cannabis, e con che modalità?
Mi sono rotta il cazzo dei giovani di sinistra, arrivisti, bugiardi, senza lode
Gente che in una gara di idiozia riuscirebbe ad arrivare seconda


Sono tendenzialmente favorevole, ma non ho mai pensato ad una disciplina al riguardo. Se magari evidenzi qualche punto poi dico la mia.
PS: a scopi terapeutici è già legale, no?




Questa è la proposta che dovrebbe essere discussa in Parlamento, regolamentazione soft mantenendo ancora stretti limiti, ma non vincolata al solo uso terapeutico (risposta 2 del sondaggio)
Il possesso
Si stabilisce il principio della detenzione lecita di una certa quantità di cannabis per uso ricreativo – 5 grammi innalzabili a 15 grammi in privato domicilio – non sottoposta ad alcuna autorizzazione, né ad alcuna comunicazione a enti o autorità pubbliche. Rimane comunque illecito e punibile il piccolo spaccio di cannabis, anche per quantità inferiori ai 5 grammi. È inoltre consentita la detenzione di cannabis per uso terapeutico entro i limiti contenuti nella prescrizione medica, anche al di sopra dei limiti previsti per l’uso ricreativo.
L’autocoltivazione
É possibile coltivare piante di cannabis, fino a un massimo di 5 di sesso femminile, in forma sia individuale, che associata. È altresì consentita la detenzione del prodotto ottenuto dalle piante coltivate. Per la coltivazione personale è sufficiente inviare una comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli competente per territorio e non è necessaria alcuna autorizzazione. I dati trasmessi sono inseriti tra i “dati sensibili” del Codice Privacy (opinioni politiche, tendenze sessuali, stato di salute…), e non possono essere né acquisiti, né diffusi per finalità diverse da quelle previste dalla procedura di comunicazione.
I cannabis social club
Per la coltivazione in forma associata, è necessario costituire una associazione senza fini di lucro, sul modello deicannabis social club spagnoli, cui possono associarsi solo persone maggiorenni e residenti in Italia, in numero non superiore a cinquanta. Ciascun cannabis social club può coltivare fino a 5 piante di cannabis per ogni associato. È possibile iniziare a coltivare decorsi trenta giorni dall’invio della comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli competente per territorio. Anche in questo caso le comunicazioni sono protette dalle norme previste per i “dati sensibili” dal Codice Privacy.
La vendita
È istituito il regime di monopolio per la coltivazione delle piante di cannabis, la preparazione dei prodotti da essa derivati e la loro vendita al dettaglio. Per queste attività sono autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli anche soggetti privati. Sono escluse esplicitamente dal regime di monopolio la coltivazione in forma personale e associata della cannabis, la coltivazione per la produzione di farmaci, nonché la coltivazione della canapa esclusivamente per la produzione di fibre o per altri usi industriali. Per le attività soggette a monopolio sono previsti principi (tracciabilità del processo produttivo, divieto di importazione e esportazione di piante di cannabis e prodotti derivati, autorizzazione per la vendita al dettaglio solo in esercizi dedicati esclusivamente a tale attività, vigilanza del Ministero della salute sulle tipologie e le caratteristiche dei prodotti ammessi in commercio e sulle modalità di confezionamento, ecc. ecc.), la cui attuazione è delegata a tre decreti ministeriali. La violazione delle norme del monopolio comporta, in ogni caso, l’applicazione delle norme di contrasto alla produzione e al traffico illecito di droga.
Per curarsi meglio
Sono previste norme per semplificare la modalità di individuazione delle aree per la coltivazione di cannabis destinata a preparazioni medicinali e delle aziende farmaceutiche autorizzate a produrle, in modo da soddisfare il fabbisogno nazionale. Sono inoltre semplificate le modalità di consegna, prescrizione e dispensazione dei farmaci contenenti cannabis. L’obiettivo è quello di migliorare una situazione, come quella attuale, in cui il diritto a curarsi con i derivati della cannabis è formalmente previsto, ma sostanzialmente impedito da vincoli burocratici, sia per l’approvvigionamento delle materie prime per la produzione nazionale, sia per la concreta messa a disposizione dei preparati per i malati.
Fuori, no!
Si stabilisce un principio generale di divieto di fumo di marijuana e hashish in luoghi pubblici, aperti al pubblico e negli ambienti di lavoro, pubblici e privati. Sarà possibile fumare solo in spazi privati, sia al chiuso, che all’aperto.
Se fumi, non guidi
Come per l’alcol, la legalizzazione della cannabis non comporta l’attenuazione delle norme e delle sanzioni previste dal Codice della strada per la guida in stato di alterazione psico-fisica. Nel caso della cannabis, rimane aperta comunque la questione relativa alle tecniche di verifica della positività al tetroidrocannabinolo che attestino un’alterazione effettivamente in atto, come per gli alcolici, e non solo un consumo precedente che abbia esaurito il cosiddetto effetto “drogante”.
La prevenzione
I proventi derivanti per lo Stato dalla legalizzazione del mercato della cannabis sono destinati per il 5% del totale annuo al finanziamento dei progetti del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga. Inoltre, i proventi delle sanzioni amministrative relative alla violazione dei limiti e delle modalità previste per la coltivazione/detenzione di cannabis, sono interamente destinati ad interventi informativi, educativi, preventivi, curativi e riabilitativi, realizzati dalle istituzioni scolastiche e sanitarie e rivolti a consumatori di droghe e tossicodipendenti.
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Dei punti a favore di una legalizzazione un po' più seria
10 buoni motivi per legalizzare subito la marijuana
luglio 19, 2013
“Incoraggiare i governi a sperimentare modelli di regolamentazione della droga per minare il potere del crimine organizzato e salvaguardare la salute e la sicurezza dei loro cittadini. Questa raccomandazione vale soprattutto per la Cannabis, ma incoraggiamo anche altri esperimenti di depenalizzazione e regolamentazione legale, che possano raggiungere questi obiettivi e fornire modelli per altri”; “Arrestare e imprigionare decine di milioni di queste persone, negli ultimi decenni, ha riempito le prigioni e distrutto vite e famiglie senza ridurre la disponibilità di droghe illecite o il potere delle organizzazioni criminali. Le risorse per il controllo della droga possono esser meglio dirette altrove”.
Non è l’invettiva di un anarco-insurrezionalista, ma un consiglio della Global Commission on drugs creata dall’Onu. Un’altra istantanea molto utile per capire l’attuale situazione grazie all’aiuto dei numeri, è fornita dal seminario di Forum Droghe. L’analisi degli ultimi 5 anni, quanti ne sono passati dal decreto legge Fini-Giovanardi che ha reintrodotto l’equiparazione tra droghe, cioè comprendendo la Cannabis nella stessa categoria di morfina o anfetamine, è davvero significativa. I dati ufficiali ci dicono come all’autorità giudiziaria siano state segnalate oltre 178mila persone per droga tra il 2005 e il 2010, e in 61.292 casi la sostanza in questione era la Cannabis. Ogni anno circa 40 mila consumatori sono stati segnalati alle prefetture per uso personale: oltre il 70% per sostanze contenenti cannabinoidi. Più del 40% delle denunce (16.030) riguardava la canapa (8.102 per hashish, 6.5556 per marijuana, 1.372 per coltivazione).
Ciò che dovrebbe spaventarci è il narcotraffico, non la Cannabis. E dovremmo cominciare a pretendere che i miliardi che vengono spesi da anni per la “lotta alla droga” che in realtà e sempre più diffusa, siano spesi per le scuole, i servizi, la sanità.
E se questo discorso non vi bastasse, ecco 10 validi motivi per i quali la Cannabis andrebbe legalizzata. Subito.
10 – La canapa e i suoi mille benefici ci vengono costantemente negati. Può diventare carta, legno, plastica, tessuto per indumenti e migliaia di altri prodotti utili. Senza pensare al settore alimentare: dai semi di questa pianta si ottiene sia la farina, base per produrre decine di cibi e, dalla spremitura a freddo, l’olio ottimo sia come base alimentare che cosmetica. Cresce senza diserbanti, nutre il suolo, matura rapidamente e offre alti rendimenti: da la più alta resa di biomassa nel mondo – dieci tonnellate per acro – in quattro mesi ed è adatta per produrre bio combustibili. La canapa, considerata l’equivalente vegetale del maiale perché anche di essa si suol dire che “non si butta via niente” potrebbe essere una miniera d’oro per gli agricoltori riducendo inoltre la nostra dipendenza dai combustibili fossili.
9 – Il proibizionismo sottrae risorse a persone e settori che ne hanno sicuramente più bisogno. In un periodo di crisi che sembra non passare mai, con la disoccupazione, in particolare quella giovanile, alle stelle, i tagli a scuola, sanità e pubblica amministrazione e il costante aumento delle tasse, i miliardi risparmiati potrebbero essere usati per ben altri scopi.
8 – Il proibizionismo è chiaramente controproducente perché garantisce altissimi profitti a chiunque sia in grado di produrre e consegnare droga senza riuscire ad arginare il fenomeno, ed essendo la causa del fatto che altra droga verrà prodotta e consegnata illegalmente.
7 – Fumare Cannabis è un reato per il quale non esiste un colpevole. Anche se per reato nel nostro codice penale si intende qualsiasi azione che prevede una pena, e basta quindi una legge per avere una legittimazione giuridica, non è sempre detto che legale sia sinonimo di giusto o illegale di sbagliato. Specialmente quando ci sono in ballo miliardi di euro, multinazionali del petrolio, dell’energia e del settore farmaceutico.
6 – Consumare marjiuana non significa degradare l’essere umano. Culture diverse fra loro in tutto il mondo, dalla preistoria ad oggi, hanno utilizzato e utilizzano sostanze per trarre benefici psicofisici. I moderni esempi “legalizzati” sono i milioni di consumatori di alcool, nicotina e farmaci che danno dipendenza. Demonizzarne alcuni e legalizzarne altri senza un criterio razionale, oltre che arbitrario è ingannevole. Alla semplice domanda “perché alcool e tabacco sì, e marijuana no?”, nessun rappresentante delle istituzioni ha mai risposto dicendo la verità.
5 – La Cannabis è un farmaco. Non si contano gli studi che dimostrano scientificamente il valore di sostanze contenute nella Cannabis nell’aiutare a curare innumerevoli patologie. Spesso viene detto che le medicine ci sono già: è vero e sono molto spesso più dannose della Cannabis.
4 – La ricerca medica sui possibili utilizzi del farmaco è costantemente contrastata. Questo nonostante sia stato scoperto come nel nostro corpo gli oltre 60 tipi di cannabinoidi identificati nella pianta stimolino in modo naturale i recettori presenti oltre che nel nostro cervello, anche nel sistema immunitario, endocrino e riproduttivo.
3 – Miliardi di euro di potenziali proventi dalla tassazione vanno invece alla criminalità organizzata. Il nostro Stato disastrato rinuncia così a ingenti proventi che si potrebbero ottenere tassando la marijuana come l’alcool o il tabacco.
2 – Nel mondo ogni anno si verificano migliaia di omicidi direttamente legati al persistere del proibizionismo. In Messico, considerato il più grande esportatore di marijuana al mondo, è stato calcolato che dal 2006 siano state uccise 24mila persone per traffici legati al proibizionismo.
1 – E’ un divieto che ci nega di esercitare un diritto basilare, e cioè quello di avere il diritto di sovranità sul nostro corpo, che viene delegato al governo. Cosa possiamo ragionevolmente chiedere a chi ci governa, se non abbiamo nemmeno la sovranità sui noi stessi?
La conclusione della sintesi della Commissione Globale per le politiche sulla droga è lapidaria, e ci trova perfettamenti concorde: “Ora è il tempo di agire”.
Mario Catania
10 buoni motivi per legalizzare subito la marijuana | ENJOINT
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legalizzazione totale. chi vuole se la coltiva. chi vuole la regala o la vende.


E' legale il consumo, non è legale l'autocoltivazione e solo recentemente si stanno muovendo le regioni per fornire la cannabis prodotta dall'esercito () ai pazienti autorizzati, per malattie gravi quali anoressia, distrofia muscolare o cancro. L'uso terapeutico però si può anche applicare a disturbi più terra terra come insonnia o dolori mestruali, per i quali è assurdo andare a chiedere la prescrizione.
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Ovviamente si intende che nella legalizzazione totale non rientra il permesso di guidare sotto l'effetto di cannabis, dovrebbe essere sottinteso ma meglio specificare
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che scoperte ! tutto quello che vale per l'alcol.


Per quanto riguarda i benefici economici:
per il nostro paese si stima un beneficio fiscale annuale di quasi 10 miliardi di euro dalla legalizzazione dell’intero mercato degli stupefacenti. (5) In particolare, l’erario risparmierebbe circa 2 miliardi all’anno di spese per l’applicazione della normativa proibizionista (polizia, magistratura, carceri) e incasserebbe circa 8 miliardi all’anno dalle imposte sulle vendite (5,5 dalla sola cannabis). (6)
La legalizzazione di produzione e vendita delle droghe leggere allargherebbe la sfera contabilizzata nel Pil, perché nel computo entrerebbe una parte consistente del valore aggiunto prodotto nel territorio nazionale dall’intera filiera degli stupefacenti. Un importante contributo economico al bilancio pubblico, poiché la crescita del Pil determinerebbe la riduzione dei rapporti deficit/Pil e debito/Pil.
Se ipotizziamo che le droghe leggere rappresentino la metà del ricavato del traffico di stupefacenti, la loro legalizzazione produrrebbe un aumento percentuale del Pil “ufficiale” annuo italiano tra l’1,20 e il 2,34 per cento, a seconda che si consideri la stima bassa di 24 miliardi o quella alta di 50 miliardi per il fatturato di questo mercato.
Sono stime da maneggiare con cautela, poiché non è affatto scontato che la legalizzazione provochi la totale riemersione del mercato delle droghe leggere. Il valore massimo indicato di aumento del Pil (2,34 per cento) potrebbe realizzarsi nel lungo periodo, quando forme di legalizzazione potrebbero aprire nuovi mercati di offerta e domanda di stupefacenti non necessariamente legati a un uso ludico o compulsivo di dipendenza, ma estesi alle produzioni derivanti dalla canapa come i tessuti o la carta, o per uso terapeutico.
Per quanto riguarda invece i benefici indiretti richiamati nel modello, sono di due tipologie. I primi derivano da un utilizzo alternativo delle risorse liberate dalla legalizzazione: ad esempio, forze dell’ordine, magistratura e addetti al sistema carcerario possono concentrarsi su altri reati; i secondi sono legati all’aumento del benessere complessivo della collettività, come la maggiore informazione sulle sostanze acquistate, la segmentazione dei mercati delle droghe leggere e pesanti, i minori introiti per le organizzazioni criminali e i minori capitali disponibili per distorcere i mercati legali.
http://www.lavoce.info/archives/1818...roghe-leggere/
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