Il finanziamento del servizio è garantito dalla Tari, ... ma nella Capitale le riscossioni effettive vanno a rilento. (
?!? )
il valore del contratto di servizio che guida i rapporti fra il Comune e l’azienda dei rifiuti. Il contratto di servizio rappresenta infatti il grosso dei costi sostenuti dal Comune, e
il suo valore serve a misurare la tariffa presentata alle famiglie, che deve coprirli integralmente.
A Milano e Torino i due valori viaggiano appaiati, e mostrano al massimo qualche scostamento fisiologico che viene recuperato negli anni successivi;
a Roma invece, come accade anche a Napoli, le entrate registrate l’anno scorso dal Siope, il censimento telematico del ministero dell’Economia sui flussi di cassa delle pubbliche amministrazioni,
si fermano sotto al 70% rispetto al costo del contratto. ( Azz... e come mai...? )
Il Siope, però, non distingue gli incassi di competenza, che cioè arrivano nello stesso anno in cui sono scritti a bilancio, e quelli ereditati dagli esercizi precedenti:
per trovare quest’ultimo dato bisogna avventurarsi nelle 393 pagine della relazione all’ultimo rendiconto del Campidoglio,
dove si scopre che poco più del 15% delle somme accertate nel 2015 è arrivato davvero in cassa nello stesso anno, mentre il resto si è trasformato in «residui», cioè in arretrati da “recuperare”.