Re: No al referendum: e dopo ?
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Donald
Che non sia del tutto riformabile mi sembra esagerato, ma sicuramente dimostrerà che è di una difficoltà disumana.
Chi ha seguito minimamente i fatti sa benissimo che fatica immensa e che impegni di lungo periodo renzi ha dovuto realizzare per portare a termine legge elettorale e riforma del senato.
Nessuno è mai riuscito a fare una cosa del genere, e per molto tempo nessun'altro riuscirà a farla, questo è certo.
Però ha anche commesso degli errori politici, che saranno fatali se vincerà il NO, oppure diventeranno i suoi punti di forza se vincerà il SI... si è messo contro tutti.
Non ha più alleati, non ha sostenitori, sono tutti per il NO, e solo lui può convincere gli italiani a votare a favore.
Sarò una bella sfida..
Guarda che riforme costituzionali e leggi elettoriali ne sono state fatte diverse, in questi anni, quindi "nessuno" tranne tutti quelli che le hanno fatte.
Re: No al referendum: e dopo ?
Nel caso di una vittoria del no si tornerebbe ad una situazione simile a quella della prima repubblica, con un governo necessariamente formato da coalizioni di partiti organizzati dopo le elezioni ed un blocco al processo riformatore della costituzione per uno o due decenni. Bicameralismo perfetto formalmente mantenuto, crescente abuso dell'uso della questione di fiducia per portare avanti la funzione legislativa, fragilità e brevità dei governi etc.
Sostanzialmente il proseguo dell'andazzo attuale senza più i premi maggioritari delle ultime leggi elettorali ed in un panorama politico multipolare.
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Re: No al referendum: e dopo ?
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Donald
Dipende come la si guarda ahaha, per conto mio farei tranquillamente la firma per tenermelo fino al 2023 ;)
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heint
appunto ... Dipenda dai punti di vista ... Avessi una macchina del tempo avrei già pronto uno scarpone chiodato per 2 anni fa :D
Anche dal mio punto di vista meglio Renzi che Grillo, Berlusconi o peggio ancora Salvini.
Poi se in futuro ci saranno novità vedremo, non sono un contradaiolo.
Re: No al referendum: e dopo ?
Referendum, dopo ok Cassazione, scontro su date. M5S e FI in pressing | Sky TG24
Inizio modulo
8 per 1000 comunità islamiche
Alfano: in questo momento siamo assolutamente lontani dall'8 per mille per le comunità islamiche. Sei d'accordo?
No
15%
Sì
85%
Fine modulo
Ma chi se ne freg dell'islm in itli
Re: No al referendum: e dopo ?
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Ilùvatar85
Nel caso di una vittoria del no si tornerebbe ad una situazione simile a quella della prima repubblica, con un governo necessariamente formato da coalizioni di partiti organizzati dopo le elezioni ed un blocco al processo riformatore della costituzione per uno o due decenni. Bicameralismo perfetto formalmente mantenuto, crescente abuso dell'uso della questione di fiducia per portare avanti la funzione legislativa, fragilità e brevità dei governi etc.
Sostanzialmente il proseguo dell'andazzo attuale senza più i premi maggioritari delle ultime leggi elettorali ed in un panorama politico multipolare.
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La prima repubblica non è mai passata alla seconda, i governi sono sempre stati di coalizione, i voti di fiducia sono sempre abbondati e il bicameralismo perfetto non ha impedito di fare una caterva di leggi in più di quelle che servono, anche e soprattutto negli ultimi vent'anni, quelli che coinciderebbero, anno più anno meno, con la cosiddetta seconda repubblica.
Re: No al referendum: e dopo ?
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markk
La prima repubblica non è mai passata alla seconda, i governi sono sempre stati di coalizione, i voti di fiducia sono sempre abbondati e il bicameralismo perfetto non ha impedito di fare una caterva di leggi in più di quelle che servono, anche e soprattutto negli ultimi vent'anni, quelli che coinciderebbero, anno più anno meno, con la cosiddetta seconda repubblica.
Si potrebbe dire che è il "Secondo tempo" della prima repubblica, la fantomatica "Seconda Repubblica".
Re: No al referendum: e dopo ?
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markk
La prima repubblica non è mai passata alla seconda, i governi sono sempre stati di coalizione, i voti di fiducia sono sempre abbondati e il bicameralismo perfetto non ha impedito di fare una caterva di leggi in più di quelle che servono, anche e soprattutto negli ultimi vent'anni, quelli che coinciderebbero, anno più anno meno, con la cosiddetta seconda repubblica.
Hai saltato "dopo le elezioni". Tra il 1946 ed il 1994 si è votato per singoli partiti che poi si alleavano.
Dopo si è votato per coalizioni e normalmente una di queste governava con la stessa formazione presentata alle elezioni.
Il 2013 fa eccezione, ma anche nel '96 ci furono differenze.
Per il resto l'abuso delle questioni di fiducia è un fenomeno che è andato crescendo nel tempo e continuerà a crescere, così come il tempo necessario alle poche leggi di natura parlamentare che si riesce ad approvare (497 giorni, allo stato attuale).
Poi non c'è nulla di male nel dire che così come stanno le cose sarebbe comunque meglio che avere una sola camera che legifera nella maggioranza degli ambiti. De gustibus.
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Re: No al referendum: e dopo ?
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Originariamente Scritto da
Ilùvatar85
Nel caso di una vittoria del no si tornerebbe ad una situazione simile a quella della prima repubblica, con un governo necessariamente formato da coalizioni di partiti organizzati dopo le elezioni ed un blocco al processo riformatore della costituzione per uno o due decenni. Bicameralismo perfetto formalmente mantenuto, crescente abuso dell'uso della questione di fiducia per portare avanti la funzione legislativa, fragilità e brevità dei governi etc.
Sostanzialmente il proseguo dell'andazzo attuale senza più i premi maggioritari delle ultime leggi elettorali ed in un panorama politico multipolare.
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Ma vi rendete conto che cosa succederebbe se per caso non vincesse il PD nel 2018 ?
Le regioni (e quindi il Senato) sarebbero del PD, mentre la Camera di qualcun'altro.
Il Senato continuerà ad esistere, potra richiedere la discussione ed appravazione dalla legge (con 12 iter diversi).
Re: No al referendum: e dopo ?
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Demos00
Ma vi rendete conto che cosa succederebbe se per caso non vincesse il PD nel 2018 ?
Le regioni (e quindi il Senato) sarebbero del PD, mentre la Camera di qualcun'altro.
Il Senato continuerà ad esistere, potra richiedere la discussione ed appravazione dalla legge (con 12 iter diversi).
Il senato avrebbe competenze differenti ed anche allorquando riuscisse ad esprimere la propria opinione su materie non di propria competenza, la camera avrebbe, con la seconda lettura, l'ultima parola.
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Re: No al referendum: e dopo ?
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Originariamente Scritto da
Druuna
A me da fastidio votare NO per le conseguenze di ingovernabilita, ma mi da fastidio votare SI perché la riforma, insieme all'italicum è peggio della dittatura fascista.
In sostanza qualunque cosa facciamo, l'avremo nel culo
sarà questo che fa dire a tutti, per il sì, e per il no, che è naturale che il referendum si svolga, ma non che si diserti. Grillo dice che tutti sono abusivi, ma non è abusivo il referendum indetto dagli abusivi. Non votare favorisce quelli che già al potere ci sono, dicono, argomento classico di chi va a votare, che non sa chi favorisce. Ma votare al referendum non favorisce quelli che lo indicono e il lieve scetticismo da indovino di chi ci andrà.
La Ry, dicono, come se fosse quello il terreno di scontro, come ogni elezione (di altro tipo) che ci ha preceduto. Vedrai, vederci. Ma le kafkiate non sono cazzate. quell'aurea mediocrità, io però non ce l'ho la laurea, l'Etruria, quell'ecco, kool the look, kill the lick. Una provocazione contro i benpensanti..quella mitica svagatezza o al contrario gravità, l'antesignano di tutto, snche di Francis S. Fitzgerald, come compensare in una sola immagine una trama così complessa, concentrata in un giorno poi, secondo le regole aristoteliche, un'opera immane solo a parlarne. Una selva. Come l'Ulisse di Joyce: brandire già l'arma del torna! ( a calcolare chi parla di più e chi meno: vecchio copione), della riconciliazione, della resipiscenza, della persuasione. Alcuni dicono che "del", aggettivo indefinito, non si usa per "alcuni", "molti" ecc. Non puoi farmi del male perchè me lo son fatto da solo. Non puoi dare addosso al male (al solo, all'occhio, al fiuto, all'intuito).