Penso che sia il caso di convogliare il dibattito su un thread dedicato, in attesa che McQueen apra un nuovo spazio sulla analisi e testimonianze delle realtà celtiche e dei popoli padano alpini.
Si critica molto la Lega, in parte a ragione per la sua deriva romana, forzatamente necessaria d'altrocanto per mantenersi in vita.
Molti citano gli esempi dei movimenti autonomisti che in pectore propugnavano gìà negli anni 80 l'ideale di autonomia se non indipendenza.
sarebbe il caso di ripercorrere e ricordare questi tentativi e , nel caso la lega non fosse apparsa, quali sarebbero stati i possibili sviluppi.
Il passato deve insegnarci il presente e prepararci per il futuro.
In tale contesto ritengo che non ci sia altra strada che quella di raggruppare i vari movimenti in aree definite da un'identica matrice etnico-sociale ( e per questo il lavoro di McQueen è oltremodo utile) e ottenere in qualche anno il 51%.
Più piccoli sono i distretti individuati e più facile sarebbe l'ottenimemento di quanto sopra.
Una volta ottenuta la maggioranza assoluta, si dovrebbe fare leva su tutte le leggi e cavilli che consentissero a queste enclave di ottenere l'autonomia, primo passo verso l'autodeterminazione e distacco dall'Italia con la creazione di una confederazione di popoli alpini.
Cito i popoli alpini in quanto la Padania geografica è persa, imbastardita da migrazioni sovrapposte che ormai hanno diluito l'originario ceppo celto-longobardo in miriadi di sottorazze, che potranno comunque sempre appoggiarsi alla Lega.
Facciamo questo tentativo, credo che sia l'unica strada percorribile dato che il potere romano, mondialista ed economico, imbragherà chiunque volesse cambiare l'idea di stato che attualmente ci soggioga.
Solo lavorando sul piccolo, sul locale, su aree definite potremmo ricavare le nostre " riserve" dove fare rinascere l'amore per le nostre tradizioni, e consentire l'autogoverno del cittadino, vera entità, verso la quale non esiste in eurolandia alcun diritto di espressione.




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