Prendo spunto da questo articolo (Che la quinta forza sia con voi Quegli annunci prematuri tra i fisici - Corriere.it) per una riflessione epistemologica veloce.
Dopo quattrocento anni (più o meno) in cui la scienza, attraverso il metodo di verificazione empirica, ci ha fatto comprendere il funzionamento dei fenomeni e, da qui, ha contribuito tramite le sue scoperte allo sviluppo utilitaristico, mi chiedo se non si stia oggi assistendo ad un periodo di "buio" o - quantomeno - di "stasi".
Mi spiego: ho la sensazione che la scienza stia cercando nuove sfide epistemologiche e letteralmente "costruendo" prospettive teoriche per recuperare nuovi spazi di agibilità, dopo che quelli "classici" sono stati considerati risolti o quantomeno sotto il suo controllo.
È secondo voi solo una soggettiva suggestione o si potrebbe riflettere su questo processo?




Rispondi Citando
