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    Predefinito Regionali il TAR ordina il riconteggio

    La sfiga di PdL & C. sembra senza fine.
    Perché i banana non si danno da fare?


    Regionali, Piemonte verso il riconteggio
    16 Luglio 2010 05:29 CRONACHE e POLITICA

    (ANSA) - TORINO - Accolto in parte uno dei ricorsi presentati per presunte irregolarita' di alcune liste che hanno sostenuto Roberto Cota in Piemonte. La sentenza del Tar riguarda due liste presentate alle ultime elezioni regionali senza la raccolta delle firme, 'Consumatori' e 'Al centro con Scanderebech', i cui voti vanno ricontati e verificati. Soddisfatta l'ex presidente Mercedes Bresso, mentre Cota ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato. Nuova udienza del Tar fissata per il 7 ottobre.

    Regionali, Piemonte verso il riconteggio - Corriere della Sera
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Regionali, Piemonte verso il riconteggio

    Abbiamo in Piemonte, la seguente situazione

    Cota in vantaggio sulla Bresso per 9.372 voti

    Liste collegate a Cota e annullate dal TAR:
    Al Centro con Scanderebech 12.154 voti
    Forza Consumatori 2.826 voti

    Si procede al riconteggio di queste due liste, per distinguere le schede in cui c'è scritto solo il nome di Cota, da quelle in cui è barrato anche il simbolo.
    Se non si trovano almeno 5609 schede, con la sola preferenza espressa a Cota, molto probabilmente si rifaranno le elezioni
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  3. #3
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    Predefinito COTA ORA RISCHIA DI DIVENTARE COTOLETTA: IL TAR ACCOGLIE DUE RICORSI E FA RICONTARE 1

    PER DUE LISTE DI APPOGGIO SARANNO CONSIDERATI VALIDI SOLO I VOTI DELLE SCHEDE IN CUI L’ELETTORE ABBIA ESPRESSO ANCHE LA PREFERENZA PER COTA CHE AVEVA VINTO PER 9.372 VOTI SULLA BRESSO…ACCOLTO MA RINVIATO IL CASO PIU’ SCABROSO, QUELLO DELLA LISTA “PENSIONATI PER COTA” CHE CONTIENE FIRME FALSE: SARA’ IL VERO AGO DELLA BILANCIA E LA SPADA DI DAMOCLE SULLA GIUNTA COTA PER QUALCHE ALTRO MESE

    All’una e quindici della scorsa notte il Piemonte torna ad essere una regione in bilico.
    Dopo sei ore di camera di consiglio, i giudici del Tar decidono per il riconteggio dei voti di due liste, consegnando una vittoria parziale ai ricorsi presentati dal centrosinistra.
    L’Ufficio elettorale dovrà spulciare tra i 12.154 voti assegnati all’ex consigliere dell’Udc Deodato Scanderebech per vedere se l’elettore ha espresso anche la propria preferenza per il candidato presidente Roberto Cota.
    E lo stesso verrà fatto con i 2.826 voti assegnati alla lista Forza Consumatori. Alla fine di una giornata estenuante tutti possono comunque cantare vittoria, anche il centrodestra.
    Perché la fetta più grande del primo ricorso, quella che riguardava le irregolarità nella presentazione della lista «Verdi Vvff» è stata tolta dalla tavola.
    Ricorso bocciato, e 32.000 voti che non rischiano l’annullamento.
    Tutto rimandato invece per il caso più scabroso, quello della Lista Pensionati di Michele Giovine. Anche questo ricorso è stato dichiarato ammissibile.
    Manca però la querela per falso, ci sono 60 giorni di tempo per presentarla, poi si vedrà.
    Il primo ricorso accolto è quello relativo alla lista personale di Deodato Scanderebech, macchina da voti ex Udc che girava intorno a una semplice questione.
    Poteva o non poteva il consigliere, che pure il 16 febbraio era già stato espulso dal partito che lo aveva eletto in Consiglio regionale, l’Udc (in Piemonte schierato con il centrosinistra), rilasciare a se stesso, 9 giorni più tardi, una «dichiarazione di collegamento» con la quale si autorizzava a non raccogliere le firme di presentazione tra i cittadini per una lista con nome e orientamento politico diversi?
    Per gli avvocati del centrodestra era tutto lecito, perché la pur discussa leggina regionale che lo prevede è stata concepita anche per tutelare le minoranze all’interno dei partiti.
    Di opposto parere i legali del centrosinistra: averlo fatto significa invece tradire sia la volontà dei suoi precedenti elettori sia lo spirito della legge.
    I giudici hanno dato ragione ai ricorrenti.
    Sullo stesso motivo è caduta la lista Forza Consumatori: i giudici hanno ritenuto illegittimo il suo cambio in corsa di ragione sociale.
    Quello di Giovine è invece un caso scabroso per il centrodestra, forse il vero ago della bilancia.
    Ad interessarsi della Lista Pensionati assemblata da Michele Giovine e dal padre Carlo infatti, è stata per prima la magistratura torinese, che ha disposto il giudizio immediato per il titolare, accusato di falso.
    Gli avvocati del centrosinistra hanno usato le carte della Procura (560 pagine) per dimostrare non solo l’invalidità, ma le vera e propria inesistenza di questa lista.
    Le firme dei candidati-Pensionati sono false (lo dice la perizia calligrafica della Procura) o comunque invalide perché raccolte fuori dai due Comuni dove Carlo e Michele Giovine sono consiglieri comunali.
    Tutto rimandato ora all’udienza del 18 novembre, con la sensazione che l’imminente sentenza della Procura possa costituire una spada di Damocle sospesa sul futuro della coalizione di centrodestra.
    Il Tar del Piemonte ha scelto per ora di affidarsi al pallottoliere, in attesa che si sciolga il caso Giovine.
    L’esito del riconteggio delle schede sarebbe quanto mai incerto.
    In ogni caso i giudici vogliono sapere quante schede con il voto a Scaderebech hanno anche l’indicazione del candidato presidente Roberto Cota.
    In questo caso infatti la volontà dell’elettore sarebbe inequivoca.
    In caso contrario il voto non potrebbe essere automaticamente attribuito al candidato presidente della Lega. .
    A Cota basterà che dei 15.000 voti in riconteggio almeno 6.000 abbiano l’indicazione del suo nome per rimanere in sella.
    La vittoria del candidato leghista era stata ottenuta infatti con un distacco di soli 9.372 voti.
    Entro Ferragosto si saprà dunque se il Piemonte cambierà segno politico tornando al centrosinistra (con la semplice proclamazione di Bresso Presidente e la sconfitta di Cota)o se Cota rimarrà al suo posto o se si dovrà tornare a votare in autunno.
    In quest’ultimo caso è quasi certo che non sarà più Bresso a correre contro Cota, ma il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che è a fine mandato.
    Se anche Cota dovesse rimanere in testa però, il 18 novembre si apre il processo penale ai presentatori della Lista Pensionati e gli sviluppi potrebbero portare lo stesso alla’annullamento delle elezioni di Cota.
    destra di popolo

  4. #4
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    Predefinito Rif: COTA ORA RISCHIA DI DIVENTARE COTOLETTA: IL TAR ACCOGLIE DUE RICORSI E FA RICONT

    Citazione Originariamente Scritto da destradipopolo Visualizza Messaggio
    PER DUE LISTE DI APPOGGIO SARANNO CONSIDERATI VALIDI SOLO I VOTI DELLE SCHEDE IN CUI L’ELETTORE ABBIA ESPRESSO ANCHE LA PREFERENZA PER COTA CHE AVEVA VINTO PER 9.372 VOTI SULLA BRESSO…ACCOLTO MA RINVIATO IL CASO PIU’ SCABROSO, QUELLO DELLA LISTA “PENSIONATI PER COTA” CHE CONTIENE FIRME FALSE: SARA’ IL VERO AGO DELLA BILANCIA E LA SPADA DI DAMOCLE SULLA GIUNTA COTA PER QUALCHE ALTRO MESE

    All’una e quindici della scorsa notte il Piemonte torna ad essere una regione in bilico.
    Dopo sei ore di camera di consiglio, i giudici del Tar decidono per il riconteggio dei voti di due liste, consegnando una vittoria parziale ai ricorsi presentati dal centrosinistra.
    L’Ufficio elettorale dovrà spulciare tra i 12.154 voti assegnati all’ex consigliere dell’Udc Deodato Scanderebech per vedere se l’elettore ha espresso anche la propria preferenza per il candidato presidente Roberto Cota.
    E lo stesso verrà fatto con i 2.826 voti assegnati alla lista Forza Consumatori. Alla fine di una giornata estenuante tutti possono comunque cantare vittoria, anche il centrodestra.
    Perché la fetta più grande del primo ricorso, quella che riguardava le irregolarità nella presentazione della lista «Verdi Vvff» è stata tolta dalla tavola.
    Ricorso bocciato, e 32.000 voti che non rischiano l’annullamento.
    Tutto rimandato invece per il caso più scabroso, quello della Lista Pensionati di Michele Giovine. Anche questo ricorso è stato dichiarato ammissibile.
    Manca però la querela per falso, ci sono 60 giorni di tempo per presentarla, poi si vedrà.
    Il primo ricorso accolto è quello relativo alla lista personale di Deodato Scanderebech, macchina da voti ex Udc che girava intorno a una semplice questione.
    Poteva o non poteva il consigliere, che pure il 16 febbraio era già stato espulso dal partito che lo aveva eletto in Consiglio regionale, l’Udc (in Piemonte schierato con il centrosinistra), rilasciare a se stesso, 9 giorni più tardi, una «dichiarazione di collegamento» con la quale si autorizzava a non raccogliere le firme di presentazione tra i cittadini per una lista con nome e orientamento politico diversi?
    Per gli avvocati del centrodestra era tutto lecito, perché la pur discussa leggina regionale che lo prevede è stata concepita anche per tutelare le minoranze all’interno dei partiti.
    Di opposto parere i legali del centrosinistra: averlo fatto significa invece tradire sia la volontà dei suoi precedenti elettori sia lo spirito della legge.
    I giudici hanno dato ragione ai ricorrenti.
    Sullo stesso motivo è caduta la lista Forza Consumatori: i giudici hanno ritenuto illegittimo il suo cambio in corsa di ragione sociale.
    Quello di Giovine è invece un caso scabroso per il centrodestra, forse il vero ago della bilancia.
    Ad interessarsi della Lista Pensionati assemblata da Michele Giovine e dal padre Carlo infatti, è stata per prima la magistratura torinese, che ha disposto il giudizio immediato per il titolare, accusato di falso.
    Gli avvocati del centrosinistra hanno usato le carte della Procura (560 pagine) per dimostrare non solo l’invalidità, ma le vera e propria inesistenza di questa lista.
    Le firme dei candidati-Pensionati sono false (lo dice la perizia calligrafica della Procura) o comunque invalide perché raccolte fuori dai due Comuni dove Carlo e Michele Giovine sono consiglieri comunali.
    Tutto rimandato ora all’udienza del 18 novembre, con la sensazione che l’imminente sentenza della Procura possa costituire una spada di Damocle sospesa sul futuro della coalizione di centrodestra.
    Il Tar del Piemonte ha scelto per ora di affidarsi al pallottoliere, in attesa che si sciolga il caso Giovine.
    L’esito del riconteggio delle schede sarebbe quanto mai incerto.
    In ogni caso i giudici vogliono sapere quante schede con il voto a Scaderebech hanno anche l’indicazione del candidato presidente Roberto Cota.
    In questo caso infatti la volontà dell’elettore sarebbe inequivoca.
    In caso contrario il voto non potrebbe essere automaticamente attribuito al candidato presidente della Lega. .
    A Cota basterà che dei 15.000 voti in riconteggio almeno 6.000 abbiano l’indicazione del suo nome per rimanere in sella.
    La vittoria del candidato leghista era stata ottenuta infatti con un distacco di soli 9.372 voti.
    Entro Ferragosto si saprà dunque se il Piemonte cambierà segno politico tornando al centrosinistra (con la semplice proclamazione di Bresso Presidente e la sconfitta di Cota)o se Cota rimarrà al suo posto o se si dovrà tornare a votare in autunno.
    In quest’ultimo caso è quasi certo che non sarà più Bresso a correre contro Cota, ma il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che è a fine mandato.
    Se anche Cota dovesse rimanere in testa però, il 18 novembre si apre il processo penale ai presentatori della Lista Pensionati e gli sviluppi potrebbero portare lo stesso alla’annullamento delle elezioni di Cota.
    destra di popolo
    Secondo me al riconteggio di agosto, Cota rimane in sella, ma avrà problemi a novembre.
    Una cosa strana è la reazione contenuta di Cota, che a questo punto credo stia già pensando di ripresentarsi alle prossime politiche in caso di voto anticipato.
    Sembra una coincidenza, ma le politiche e le regionali in Piemonte, potrebbero svolgersi nello stesso giorno, se cade il governo quest'autunno.
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  5. #5
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    Predefinito Rif: COTA ORA RISCHIA DI DIVENTARE COTOLETTA: IL TAR ACCOGLIE DUE RICORSI E FA RICONT

    E' sufficiente che in meno di 1/3 dei voti ricontati, accanto alla crocetta sul simbolo della lista contestata, ci sia anche l'indicazione di Cota Presidente, che esprime in maniera inequivocabile la volontà dell'elettore, per mandare all'aria i sogni di gloria di Comunisti e traditori di destra.

    E considerato che il voto disgiunto o la sola indicazione della lista nelle elezioni regionali sono marginali (chiedere a un qualsiasi scrutatore), anche questa volta lo prendete in saccoccia.

    VEDETE DI VINCERE LE ELEZIONI CON IL CONSENSO POPOLARE, COME FANNO DA SEMPRE SILVIO E LA LEGA, E NON CON I TRADIMENTI DEI CONGIURATI O I GOLPE DEI VOSTRI AMICI GIUDICI! :sofico:

 

 

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