Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 44
  1. #1
    Forumista junior
    Data Registrazione
    30 Jun 2010
    Messaggi
    17
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito vergogna dell aborto legale

    Aborto "legale" 1978-1996: bilancio di un fallimento


    di Alfredo Mantovano

    Articolo apparso sul n. 256-257 (1996) di Cristianità

    Delle centinaia di morti in disastri aerei si parla a lungo, come è giusto che sia. Delle migliaia di morti che insanguinano i conflitti civili in corso in varie zone del globo, a cominciare dal Burundi, nella lotta che contrappone Hutu e Tutsi, si dice molto meno: è una delle tante conferme che il principio di uguaglianza non vale per i mass media. Delle decine di migliaia di esecuzioni capitali e di eliminazioni fisiche di minori handicappati eseguite nella Repubblica Popolare Cinese ogni anno non si sa quasi nulla: qualche notiziola sulla stampa, e niente di più.

    Le cifre del genocidio

    Delle 138.379 condanne a morte eseguite in Italia nel 1995 non è di bon ton nemmeno fare cenno. Eppure tante sono state le vittime in un solo anno della legge peggiore mai approvata nel paese e applicata al popolo italiano: la n. 194 del 22 maggio 1978, che da circa vent’anni disciplina la pratica dell’aborto "legale". Tale legge prevede, fra l’altro, che ogni dodici mesi il ministro della Sanità invii una relazione al Parlamento sull’attuazione delle sue norme: nella seconda metà del mese di luglio del 1996 l’on. Rosy Bindi ha provveduto all’adempimento, compilando l’elaborato, corredato da tabelle, grafici e valutazioni (1).

    Il primo dato che emerge è quello appena sottolineato, pari al numero degli aborti eseguiti in Italia nel 1995 con il finanziamento e con l’assistenza delle strutture pubbliche; è un dato che il ministro della Sanità, che ha sempre presentato sé stessa come portabandiera del solidarismo cattolico nelle file della coalizione dell’Ulivo, liquida in modo asettico nelle prime righe della relazione, per passare ad altro: si limita a scrivere che vi sono state "138.379 IVG" (2). "IVG" — come tutti sanno — sono le iniziali di "interruzione volontaria della gravidanza", che è una elegante circonlocuzione adoperata per non pronunciare il più impegnativo e traumatico termine "aborto"; il grado di asetticità è poi più elevato se si pronunciano le sole iniziali, che richiamano alla mente più i treni ad alta velocità francesi degli strumenti del ginecologo.

    A quasi vent’anni di distanza dall’introduzione della legge n. 194, frutto maturo — insieme con la riforma sanitaria, la riforma della psichiatria, il nuovo regime dei suoli e il cosiddetto "equo canone", introdotti tutti nel 1978 — del compromesso storico e della solidarietà nazionale, il punto nodale, sul quale i difensori a oltranza dell’aborto "legale" continuano a evitare imbarazzate risposte, riguarda l’identità del nascituro: se questi è un grumo di cellule, un’appendice della madre, una speranza di vita o un’aspettativa di esistenza, non vale la pena di parlarne. Ma allora è superfluo che il ministro della Sanità e le sue strutture sprechino tempo ed energie per presentare una relazione al Parlamento; non si producono relazioni per fare analisi comparative delle operazioni di appendicite o degli interventi di unghia incarnita.

    Se invece — come la biologia e la medicina sostengono con argomenti inconfutabili (3) — fin dal momento del concepimento ci si trova davanti a un essere umano, dotato di patrimonio genetico completo, unico e irripetibile, nel quale è scritto se sarà uomo o donna e quale sarà il colore dei suoi capelli, la sua soppressione ha un solo nome: omicidio. E in Italia nel 1995 sono stati consumati 138.379 omicidi "legali", dei quali lo Stato è il complice principale. Giova a poco confrontare questo dato con quello del 1994 — 142.657 aborti — e constatare che vi è stato un lieve decremento; sarebbe come se il responsabile di un Lager nazionalsocialista avesse fatto sfoggio di umanitarismo per aver eliminato in un anno qualche internato in meno rispetto ai dodici mesi precedenti. Forse impressiona di più il dato globale: dal 1978 a oggi le vittime dell’"IVG" in Italia sono state circa 3.500.000; è azzardato parlare di olocausto? È provocatorio far notare che si è oltrepassato il doppio della somma delle vittime italiane nelle due guerre mondiali? È assurdo sostenere che un così generalizzato disprezzo per la vita del più debole non può far meravigliare di nulla?

    È iniziata, davanti alla Commissione Giustizia della Camera, la discussione su una proposta di legge mirante a punire lo sfruttamento sessuale dei minori, e cioè a impedire o a limitare pratiche fra le più turpi della "civiltà" nella quale siamo immersi; è lecito domandarsi se la violazione dell’integrità di tanti innocenti non rappresenti comunque un minus rispetto alla violazione della stessa esistenza in vita di tanti altri innocenti? Non è il caso di chiedersi se vi è connessione fra la banalizzazione dell’aborto — della quale è sintomo la sua riduzione a "IVG" e l’assenza di qualsiasi commento negativo da parte di un ministro che vanta la sua provenienza dalle file dell’associazionismo cattolico — e la banalizzazione del sesso e della violenza, anche a danno dei bambini?

    Aborto, scelta "di cultura"

    Non è tutto. La lettura della relazione dell’on. Rosy Bindi consente di riaffermare che la legge n. 194 è stata un fallimento anche quanto agli scopi sui quali i suoi promotori avevano insistito per ottenerne l’approvazione. L’on. Giovanni Berlinguer, che ne è stato uno dei relatori alla Camera prima della sua approvazione nel 1978, scriveva pochi giorni dopo la sua entrata in vigore, che "la legge si propone [...]: di azzerare gli aborti terapeutici; di ridurre gli aborti spontanei; di assistere quelli clandestini. Si propone inoltre di favorire la procreazione cosciente, di aiutare la maternità, di tutelare la vita umana dal suo inizio" (4). Si può provare a fare il bilancio dell’effettivo conseguimento di tali scopi sulla base del documento del ministro della Sanità?

    Gli "aborti terapeutici" sono quelli "legali" tout court, perché l’articolo 4 della legge n. 194 include le varie circostanze la cui semplice evocazione autorizza a ricorrere all’intervento interruttivo sotto un’unica e vaga indicazione di salute, considerata non come assenza di patologie rilevanti, ma come benessere fisiopsichico inteso in senso ampio. Che ancora oggi gli aborti detti "terapeutici" siano 138.379, che dal 1978 la media annua sia stata di circa 200. 000 unità, e che per ogni 4 nati vivi vi sia un aborto volontario conferma che la pratica abortiva è diffusa capillarmente e proprio per questo non è spiegabile in modo esclusivo, e nemmeno prevalente, da situazioni eccezionali o da difficoltà insuperabili. Essa è invece, nonostante le proclamazioni normative di segno opposto, uno strumento di controllo delle nascite; né può sostenersi che sarebbe meno ampia se la contraccezione artificiale fosse più conosciuta e praticata, perché è vero esattamente il contrario: scrive l’on. Rosy Bindi che, secondo "[...] indagini dell’Istituto Superiore di Sanità, di altri istituti di ricerca e di alcune regioni [...] almeno nel 70-80% dei casi, il ricorso all’aborto volontario avrebbe la finalità di interrompere una gravidanza non desiderata intervenuta a seguito del fallimento o di un uso scorretto dei metodi per il controllo della fertilità" (5).

    Il profilo medio della donna che abortisce è del tutto coerente con queste conclusioni: si tratta infatti di una gestante che nella gran parte dei casi è coniugata — 57.5%, con punte del 72.8% al Sud —, non separata né divorziata — soltanto il 5.1% —, in età compresa fra i 25 e i 34 anni, con sufficiente livello di istruzione — il 48.5% ha il diploma di scuola media inferiore, il 32.3% il diploma di scuola media superiore, e soltanto l’1.5% non ha alcun titolo di studio — e con non più di due figli: in particolare, il 37.9 % non ha alcun figlio, il 20.3 % ne ha uno, il 27.9% ne ha due. Pertanto è una donna che si trova in condizioni ottimali, per lo meno sotto questi profili, per accogliere il nascituro. Si legge nella relazione di "[...] un andamento inversamente proporzionale [...] tra ricorso alla IVG e numero dei figli" (6), e che "[...] è decisamente più basso il tasso di abortività nelle donne che hanno già partorito tre figli e scende ulteriormente, in modo netto, in quelle che ne hanno 4 o più" (7): dunque, contro i luoghi comuni di vent’anni fa, che avevano costituito i cavalli di battaglia della campagna in favore dell’aborto, se una donna ha deciso di non aver figli lo fa a ogni costo, anche ricorrendo all’intervento abortivo, mentre se il suo atteggiamento è già stato di accoglienza della vita è più propensa a confermarlo all’arrivo di una nuova creatura.

    Per concludere sul punto: se quelle riportate sono le caratteristiche della gestante che pratica con maggior frequenza l’aborto, quest’ultimo non è, nella gran parte dei casi, una "dolorosa necessità", ma è un’opzione culturale, favorita, avallata e sostenuta finanziariamente dallo Stato. Oggi lo stesso Stato da un lato elimina progressivamente l’assistenza sanitaria e la gratuità dei farmaci anche a chi ne ha reale necessità, con "strette" finanziarie sempre più pesanti, dall’altro non rinuncia a stanziare i fondi per il genocidio sistematico in atto da due decenni.

    Aborti clandestini e degli extracomunitari

    E gli altri obiettivi enunciati a suo tempo dall’on. Giovanni Berlinguer? La legge 194 ha fallito pure sul versante della lotta alla clandestinità, se è vero, come scrive il ministro della Sanità, che l’aborto clandestino avrebbe raggiunto nel 1994 le 45.000 unità: l’uso del condizionale è d’obbligo per l’impossibilità di disporre di dati precisi. Qual’è poi la maggiore coscienza della procreazione, che la legge n. 194 doveva favorire, se, come si osserva nella relazione, "oltre un quarto delle donne che ricorrono alla IVG vi hanno già fatto ricorso una o più volte in occasioni precedenti" (8)? L’area della recidività riguarda, per l’esattezza, il 26.3% delle gestanti che hanno abortito nel 1994, con punte allarmanti del 41.7% in Puglia e del 35.3% in Sicilia. Infine, con riferimento agli intenti dell’on. Giovanni Berlinguer, è inutile spendere altre parole sull’aiuto alla maternità e alla tutela della vita umana, perché la legge n. 194 ha conferito il "diritto" di sopprimere ciò che fa diventare madre, e quindi di violare irreparabilmente la vita umana.

    Ma non basta. Un profilo preoccupante della banalizzazione del ricorso all’aborto è l’assenza della fase della dissuasione, che pure la legge prevede: secondo quest’ultima, quando la gestante si rivolge al consultorio, o a una struttura sociosanitaria, o al proprio medico di fiducia, costoro dovrebbero indurla a riflettere, prospettando le possibili alternative all’aborto. Per verificare se ciò accade realmente è sufficiente constatare che nel 1994 il 75% degli aborti sono avvenuti dietro semplice certificazione del medico di fiducia o del servizio ostetrico-ginecologico: il che vuol dire che la "dissuasione" è coincisa con il rilascio dell’attestazione di gravidanza, necessaria per sottoporsi all’intervento. Solo il 23.4% delle donne è passata dai consultori: non che, di regola, i dipendenti di tali strutture facciano qualcosa di più rispetto al medico; il fatto è che andare dal proprio medico è più comodo. Manca poi qualsiasi statistica, che pure potrebbe e dovrebbe essere compilata, con tutte le garanzie di anonimato per le interessate, relativamente al numero delle gestanti che hanno rinunciato ad abortire perché "dissuase": ma è facile immaginarne i risultati, qualora fosse eseguita.

    Il non funzionamento delle strutture pubbliche, che dovrebbero aiutare e sostenere le situazioni di effettiva difficoltà, è rivelato ulteriormente da un dato che può apparire marginale, e che invece deve far riflettere: "[...] le IVG effettuate da donna residente all’estero — si legge nella relazione — sono passate, secondo un trend di incremento costante, da 461 casi nel 1980 a 1718 casi nel 1994" (9). Chi parla di solidarietà e di cultura dell’accoglienza verso gli immigrati provenienti da zone sottosviluppate non è poi in grado di offrire alle gravidanze delle extracomunitarie "aiuto" diverso dall’aborto; la mano tesa dell’Italia a chi viene dall’estero con un carico di problemi superiore al nostro è il lettino dell’"IVG"!

    Prospettive

    La relazione del ministro della Sanità si chiude con l’enunciazione di alcune buone intenzioni; eccone un saggio significativo: "[...] una considerazione anche più ampia delle strategie di prevenzione dell’aborto volontario, nel quadro di una più complessiva politica di tutela e di promozione della vita e della sua autentica e piena dignità, a cominciare dall’età infantile e dall’età evolutiva, è auspicabile venga fatta propria dalle stesse forze politiche e dalle rappresentanze parlamentari cui non mancherà il sostegno e la sollecitazione attenta del Governo" (10).

    Nulla di più e di preciso in tema di prospettive di aiuto alla maternità in genere, e a quella difficile in particolare; nulla quanto a sostegni alle famiglie; nulla a proposito di una seria educazione alla vita; nulla in favore delle associazioni di volontariato impegnate nell’accoglienza della vita. Chissà se i cattolici, e in particolare i vertici dell’associazionismo cattolico, che il 21 aprile 1996 hanno dichiarato apertis verbis di preferire l’Ulivo, sono entusiasti di impegni così vaghi. Chi dell’Ulivo è avversario nel Parlamento e nella realtà nazionale non può non raccogliere l’auspicio del ministro e promuovere "una più complessiva politica di tutela e di promozione della vita" (11), partendo dal presupposto — ovvio, ma oggi negato di diritto e di fatto — che la vita non può essere promossa quando la si sopprime.

    Alfredo Mantovano

    ***

    (1) Cfr. Relazione del ministro della Sanità sulla attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria della gravidanza (Legge 194/78). Dati preliminari 1995. Dati definitivi 1994.

    (2) Ibid., p. 1.

    (3) Cfr., fra gli altri, Elio Sgreccia, Manuale di bioetica, I. Fondamenti ed etica biomedica, nuova ed. aggiornata e ampliata, Vita e Pensiero, Milano 1994, pp. 361-385.

    (4) Giovanni Berlinguer, La legge sull’aborto, Editori Riuniti, Roma 1978, p. 168.

    (5) Relazione cit., p. 2.

    (6) Relazione, cit., p. 3.

    (7) Ibidem.

    (8) Ibidem.

    (9) Ibid., p. 4.

    (10) Ibid., pp. 4-5.

    (11) Ibidem.

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    27 Jul 2010
    Messaggi
    51
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    I rischi dell’aborto illegale

    La normativa troppo rigida sull’aborto, vigente in molti paesi in via di sviluppo, mette a rischio la salute delle donne.
    A denunciarlo è uno studio condotto dall’Istituto francese di Ricerca per lo Sviluppo e dal Colegio de Mexico (un istituto universitario messicano), che ha esaminato informazioni raccolte negli ultimi 15 anni nei due continenti per capire l’evoluzione della legislazione sul diritto all’aborto e le ragioni sociologiche del problema.
    Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), sono quasi otto milioni le donne che si sottopongono ogni anno in Africa e in America Latina ad aborti pericolosi, vale a dire un caso ogni sette nascite in Africa e uno su tre in Sud e Centro America. Dallo studio è emerso che la pericolosità è strettamente connessa con l’illegalità, dal momento che in questi paesi la normativa è ancora troppo intransigente e inadeguata.
    In particolare, in Africa il 99 per cento degli interventi è praticato illegalmente e quindi senza garanzie per la salute delle donne. Anche se in nessuno dei 53 stati africani l’aborto è totalmente proibito, solo tre sono i paesi che lo consentono realmente (Capo Verde, Tunisia e Sud Africa).
    Secondo lo studio, molto poco è stato fatto dal 1994, anno della Conferenza per i diritti delle donne del Cairo, e da allora in alcuni stati africani la situazione legislativa è divenuta addirittura più restrittiva.
    In America Latina e nei Caraibi, nel 2006, l’interruzione di gravidanza era proibita ancora in sei paesi (Cile, El Salvador, Honduras, Repubblica Domenicana, Nicaragua e la parte olandese di Saint Martin), mentre in altri era consentita solo per ragioni di salute della madre, come anche in alcuni stati africani.
    Secondo l’Oms una migliore conoscenza potrà aiutare a definire una normativa e delle linee guida più opportune che possano nel tempo migliorare le condizioni di vita per milioni di donne.
    (s.m.)

    Fonte: Galileo - Giornale di Scienza | Home

  3. #3
    Conservatore
    Data Registrazione
    30 Apr 2004
    Località
    Sponda bresciana benacense
    Messaggi
    20,196
     Likes dati
    67
     Like avuti
    187
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    Questo articolo è una delle ragioni per le quali mi innamorai della visione politica di Mantovano...

    La lotta contro lo sterminio legalizzato è sacrosanta, e non dovremmo mai, mai abbassare la guardia e lasciarci travolgere dall'indifferenza!

    In questi anni di crisi economica, ad esempio, perché nessun politico cristiano ha sottolineato i costi enormi che l'aborto comporta al sistema sanitario?
    Perché nessuno ha pensato mai che ridurre gli aborti significa sollevare i conti pubblici da un gravoso peso, oltre che fare del bene alla demografia italiana?
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  4. #4
    From beyond
    Data Registrazione
    13 Oct 2006
    Messaggi
    59,227
     Likes dati
    14,062
     Like avuti
    9,098
    Mentioned
    532 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Questo articolo è una delle ragioni per le quali mi innamorai della visione politica di Mantovano...

    La lotta contro lo sterminio legalizzato è sacrosanta, e non dovremmo mai, mai abbassare la guardia e lasciarci travolgere dall'indifferenza!

    In questi anni di crisi economica, ad esempio, perché nessun politico cristiano ha sottolineato i costi enormi che l'aborto comporta al sistema sanitario?
    Perché nessuno ha pensato mai che ridurre gli aborti significa sollevare i conti pubblici da un gravoso peso, oltre che fare del bene alla demografia italiana?
    ... quale sarebbe il "bene della demografia italiana"?... anzi, quale sarebbe il bene della demografia in generale? :mmm:

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

  5. #5
    Comunione e Liberazione
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    3,657
     Likes dati
    108
     Like avuti
    575
    Mentioned
    16 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    Citazione Originariamente Scritto da Polemiko Visualizza Messaggio
    ... quale sarebbe il "bene della demografia italiana"?... anzi, quale sarebbe il bene della demografia in generale? :mmm:
    Dato che non so cosa voleva dire Ugo, ti pongo una domanda Polemiko.

    Quanti aborti ci sono l'anno in Italia?
    Quante famiglia in attesa di adozione?
    --
    “Don Giussani è stato ‘profeta’ dell’insopprimibile anelito dell’incontro con Dio per l’uomo del nostro tempo"Card. Angelo Bagnasco

  6. #6
    Forumista senior
    Data Registrazione
    05 May 2009
    Località
    Sopra di te!
    Messaggi
    2,030
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Questo articolo è una delle ragioni per le quali mi innamorai della visione politica di Mantovano...

    La lotta contro lo sterminio legalizzato è sacrosanta, e non dovremmo mai, mai abbassare la guardia e lasciarci travolgere dall'indifferenza!

    In questi anni di crisi economica, ad esempio, perché nessun politico cristiano ha sottolineato i costi enormi che l'aborto comporta al sistema sanitario?
    Perché nessuno ha pensato mai che ridurre gli aborti significa sollevare i conti pubblici da un gravoso peso, oltre che fare del bene alla demografia italiana?
    Perché chi ci deve mettere la faccia è cosciente del fatto che vietare l'aborto (e quindi eliminarne i costi diretti dal bilancio dello stato) comporta l'impennata dei costi sanitari a causa della conseguente impennata delle complicazioni derivanti dagli inevitabili aborti clandestini. Perché le donne non smetterebbero di abortire se tornasse ad essere illegale, tornerebbero semplicemente alle mammane.

    Quindi, a meno che la tua carità si concretizzi nel lasciare morire dissanguata una donna che abbia abortito clandestinamente, i costi che lo stato sostiene per gli aborti legali sono decisamente inferiori a quelli che sosterrebbe se gli aborti fossero illegali.

    [edit della moderzione] un'altra battuta come quella che avevi scritto e ti aggiudichi dieci post cancellati senza riserve.
    Ultima modifica di :Esther:; 28-07-10 alle 12:18

  7. #7
    From beyond
    Data Registrazione
    13 Oct 2006
    Messaggi
    59,227
     Likes dati
    14,062
     Like avuti
    9,098
    Mentioned
    532 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    Citazione Originariamente Scritto da ulell Visualizza Messaggio
    Dato che non so cosa voleva dire Ugo, ti pongo una domanda Polemiko.

    Quanti aborti ci sono l'anno in Italia?
    Quante famiglia in attesa di adozione?
    ...ma il ragionamento che fai non è sbagliato... il problema sarebbe quello di convincere chi vuole abortire, a mettere cmq al mondo una vita, e convincere la futura famiglia che dovrà accettare di adottare, prima ancora del parto, la vita che nascerà, indipendentemente dal suo stato di salute, dal colore della pelle, e dalle sue origini...

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

  8. #8
    Comunione e Liberazione
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    3,657
     Likes dati
    108
     Like avuti
    575
    Mentioned
    16 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    Citazione Originariamente Scritto da Polemiko Visualizza Messaggio
    ...ma il ragionamento che fai non è sbagliato... il problema sarebbe quello di convincere chi vuole abortire, a mettere cmq al mondo una vita, e convincere la futura famiglia che dovrà accettare di adottare, prima ancora del parto, la vita che nascerà, indipendentemente dal suo stato di salute, dal colore della pelle, e dalle sue origini...
    Ecco, il problema è tutto li. SI tratta di educazione.

    Neanche nella Chiesa, ormai, fa scandalo una ragazzina di 16 anni che rimane incinta, e poi si sposa a 20, 22 anni, e nel frattempo cresce il figlio con i suoi genitori. Se questo può avvenire qui, nel Sud dove abito io, può avvenire in tutta Italia.
    Bisogna aiutare la gente a vivere.
    Se i soldi per gli aborti lo stato li trasformasse in fondi economici di aiuto e sostegno alle "giovani mamme", il problema non sussisterebbe.

    Caso a parte l'aborto terapeutico, ma di quello se ne discute in seno alla Chiesa da anni, e prima o poi troveranno la soluzione (ora ce n'è già una, ma non basta ancora, per me).
    --
    “Don Giussani è stato ‘profeta’ dell’insopprimibile anelito dell’incontro con Dio per l’uomo del nostro tempo"Card. Angelo Bagnasco

  9. #9
    Comunione e Liberazione
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    3,657
     Likes dati
    108
     Like avuti
    575
    Mentioned
    16 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    Citazione Originariamente Scritto da Azel Visualizza Messaggio
    Perché chi ci deve mettere la faccia è cosciente del fatto che vietare l'aborto (e quindi eliminarne i costi diretti dal bilancio dello stato) comporta l'impennata dei costi sanitari a causa della conseguente impennata delle complicazioni derivanti dagli inevitabili aborti clandestini. Perché le donne non smetterebbero di abortire se tornasse ad essere illegale, tornerebbero semplicemente alle mammane.

    Quindi, a meno che la tua carità si concretizzi nel lasciare morire dissanguata una donna che abbia abortito clandestinamente, i costi che lo stato sostiene per gli aborti legali sono decisamente inferiori a quelli che sosterrebbe se gli aborti fossero illegali.

    [edit]
    Sempre con stò discorso.
    Io continuo a sentire di bambini buttati nei bidoni della spazzatura ecc.

    Facciamo così...quanti aborti legali ci sono l'anno?
    quanti illegali che poi vengono scoperti?
    Ultima modifica di :Esther:; 28-07-10 alle 12:18
    --
    “Don Giussani è stato ‘profeta’ dell’insopprimibile anelito dell’incontro con Dio per l’uomo del nostro tempo"Card. Angelo Bagnasco

  10. #10
    From beyond
    Data Registrazione
    13 Oct 2006
    Messaggi
    59,227
     Likes dati
    14,062
     Like avuti
    9,098
    Mentioned
    532 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    Citazione Originariamente Scritto da ulell Visualizza Messaggio
    Ecco, il problema è tutto li. SI tratta di educazione.
    ...innanzi tutto educazione sessuale... con contestuale insegnamento di tutti i metodi contraccettivi (castità compresa, così sarebbero contenti anche quegli integralisti che vorrebbero tutti casti fino al matrimonio)...hefico:
    Citazione Originariamente Scritto da ulell Visualizza Messaggio
    Neanche nella Chiesa, ormai, fa scandalo una ragazzina di 16 anni che rimane incinta, e poi si sposa a 20, 22 anni, e nel frattempo cresce il figlio con i suoi genitori. Se questo può avvenire qui, nel Sud dove abito io, può avvenire in tutta Italia.
    Bisogna aiutare la gente a vivere.
    Se i soldi per gli aborti lo stato li trasformasse in fondi economici di aiuto e sostegno alle "giovani mamme", il problema non sussisterebbe.
    ... nel giro di pochi decenni però i fondi economici comincerebbero a scarseggiare... e la tanto agnognata demografia cominicerebbe ad essere un serio problema... hefico:
    Citazione Originariamente Scritto da ulell Visualizza Messaggio
    Caso a parte l'aborto terapeutico, ma di quello se ne discute in seno alla Chiesa da anni, e prima o poi troveranno la soluzione (ora ce n'è già una, ma non basta ancora, per me).
    ... quante credi che sarebbero le coppie che firmerebbero l'adozione di un futuro bambino che deve ancora nascere??... pur sapendo che potrebbero adottare un bambino affetto da qualche grave malattia (mentale o di altro tipo)?
    Ultima modifica di Giordi; 28-07-10 alle 10:15

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

 

 
Pagina 1 di 5 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. vergogna dell aborto legale
    Di il sanfedista nel forum Chiesa Ortodossa Tradizionale
    Risposte: 65
    Ultimo Messaggio: 23-08-10, 14:23
  2. vergogna dell aborto legale
    Di il sanfedista nel forum Monarchia
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 27-07-10, 16:27
  3. vergogna dell aborto
    Di il sanfedista nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 27-07-10, 15:51
  4. vergogna dell aborto legale
    Di il sanfedista nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 27-07-10, 15:50
  5. La vergogna dell'aborto legale
    Di il sanfedista nel forum Tradizionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 27-07-10, 15:49

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito