Coldiretti, quest'estate boom del cibo di strada: l'arancino batte il kebab - Tgcom24
L'Italia può vantare una tradizione millenaria: il fenomeno del cibo di strada ha radici molto antiche che risalgono al tempo dei Romani, dove gran parte della popolazione era solita gustare i pasti in piedi e velocemente in locali aperti vicino alla strada.
Molteplici le varietà proposte che riescono ad accontentare tutti i gusti. A seconda della regione si possono trovare gli arancini siciliani, la piadina romagnola, le olive ascolane, i filetti di baccalà romano o la porchetta, gliarrosticini abruzzesi, la polenta fritta veneta, le focacce liguri, il pesce frittonelle diverse località marittime e gli immancabili panini ripieni con le tipiche farciture locali.
"Tra coloro che mangiano cibo di strada ad essere nettamente preferito dall'81% - sottolinea la Coldiretti - è il cibo della tradizione locale, mentre il 13 per cento sceglie quello internazionale come gli hot dog e solo il 6 per cento i cibi etnici come il kebab, in netto calo rispetto al passato. Un fenomeno che ha avuto una vera esplosione nell'estate 2016 con la comparsa di mezzi mobili tecnologicamente avanzati cosiddetti food truck per la preparazione e l'offerta delle diverse tipologie di prodotti, ma anche la nascita di catene specializzate".




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