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    IPERURANIO INTERIORE
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    Lightbulb 28 agosto: Sant’Agostino (354 - 430), Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa...

    28 agosto 2016: Domenica XV dopo la Pentecoste, Sant’Agostino (Tagaste, 13 novembre 354 – Ippona, 28 agosto 430), Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa.…​
    In onore e ricordo di questo grande cattolico berbero romanizzato, filosofo e teologo: un autore a me molto caro, la lettura e la meditazione di alcune sue essenziali opere, sebbene saltuaria, mi ha aiutato nella conversione al Cattolicesimo integrale...
    Stamattina ho letto la "Preghiera a Sant'Agostino" a p. 454 dall'aureo libretto spirituale "Il mio libro di preghiere" ("Centro Librario Sodalitium" dell'IMBC - Istituto Mater Boni Consilii) e poi ho aperto a caso il libro "Le confessioni", la versione cartacea che ho a casa (Fabbri editori), e la prima frase che ho letto è stata a p. 127, libro IV capitolo X: "O Dio di ogni virtù, rivolgi noi a Te, mostraci il tuo volto e saremo salvi"; speriamo bene, così sia!




    Sant'Agostino - Sodalitium
    "28 agosto, Sant’Agostino (Tagaste, 13 novembre 354 – Ippona, 28 agosto 430), Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa.
    Preghiera di Sant’Agostino

    Angusta è la casa della mia anima perché tu possa entrarvi: allargala dunque; è in rovina: restaurala; alcune cose contiene, che possono offendere la tua vista, lo ammetto e ne sono consapevole; ma chi potrà purificarla, a chi griderò, se non a te: “purificami, Signore dalle mie brutture ignote a me stesso, risparmia al tuo servo le brutture degli altri”? Credo, perciò anche parlo. Signore, tu sai: non ti ho parlato contro di me dei miei delitti, Dio mio, e tu non hai assolto la malvagità del mio cuore? Non disputo con te, che sei la verità, e io non voglio ingannare me stesso, nel timore che la mia iniquità s’inganni. Quindi non disputo con te, perché, se ti porrai a considerare le colpe, Signore, Signore, chi reggerà? (1, 5, 6)."



    http://www.documentacatholicaomnia.e...edecim,_IT.pdf
    “LIBRO QUARTO 10.15. Dio delle potenze, facci volgere a te e mostraci il tuo volto, e noi saremo salvi.”
    Confessioni italiano
    "10.15. Dio delle potenze, facci volgere a te e mostraci il tuo volto, e noi saremo salvi. Da qualunque parte si volti, è in un dolore che s'imbatte l'anima dell'uomo: dovunque tranne che in te, perfino se fissa lo sguardo su ciò che di bello esiste fuori di te e di se stessa. E nulla di bello esisterebbe se non venisse da te."





    Domenica quindicesima dopo la Pentecoste

    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - Domenica Quindicesima dopo la Pentecoste



    Domenica 28 agosto 2016 15° dopo Pentecoste- Santa Messa don Floriano
    https://www.youtube.com/watch?v=w-esll4uRJo
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.traditio.com/office/masstext.htm



    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    “28 agosto 2016: DOMENICA QUINDICESIMA DOPO LA PENTECOSTE.
    MESSA
    La decimaquinta domenica dopo Pentecoste prende il nome dal commovente episodio della vedova di Naim. L'Introito ci suggerisce la forma delle preghiere che in tutti i nostri bisogni dobbiamo rivolgere al Signore.
    L'Uomo-Dio promise domenica scorsa di provvedere sempre a tali bisogni, alla sola condizione di essere da noi servito con fedeltà nella ricerca del suo regno. Mostriamoci pieni di confidenza nella sua parola, come è doveroso esserlo quando eleviamo le nostre suppliche, e saremo esauditi.


    EPISTOLA (Gal. 5, 25-26; 6, 1-10). - Fratelli: se viviamo di spirito, camminiamo secondo lo spirito, senza essere bramosi di vanagloria, senza provocarci o invidiarci a vicenda. Fratelli, se uno fosse caduto in qualche fallo, voi che siete spirituali istruitelo in spirito di dolcezza, e bada bene a te stesso, tu che pure non sei tentato. Portate gli uni i pesi degli altri e così adempirete la legge di Cristo. Se poi uno crede di essere qualche cosa, mentre non è nulla, questi illude se stesso. Ciascuno invece esamini le proprie opere ed avrà così da gloriarsi soltanto in se stesso e non in altri; perché ciascuno porterà il proprio peso. Chi poi è catechizzato nella parola faccia parte di tutti i beni a chi lo catechizza. Non vogliate ingannarvi: Dio non può essere schernito; quel che uno avrà seminato quello pure mieterà; quindi chi semina nella sua carne, mieterà dalla sua carne la corruzione; chi invece semina nello spirito, dallo spirito mieterà la vita eterna. E non ci stanchiamo nel fare il bene, perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo. Facciamo dunque del bene finché abbiamo tempo, a tutti, ma specialmente a quelli che per la fede sono della nostra famiglia.

    Perseveranza nella lotta.
    La santa Chiesa riprende la lettura di san Paolo al punto in cui l'interruppe otto giorni fa. Oggetto degli insegnamenti apostolici è ancora la vita spirituale, la vita prodotta nelle anime nostre dallo Spirito Santo, per sostituire la vita della carne. Domata la carne, non è compiuto l'edificio della nostra perfezione e anche dopo la vittoria la lotta deve continuare; se non vogliamo vederne compromessi i risultati, occorre vegliare perché l'una o l'altra delle tre concupiscenze, sfruttando il momento in cui l'anima è impegnata in altri sforzi, non si riprenda e infligga ferite tanto più dannose quanto meno temute. Bisogna soprattutto sorvegliare attentamente la vanagloria, sempre pronta ad inquinare del suo sottile veleno perfino le opere di umiltà e di penitenza.

    Fuga della vanagloria.
    Il condannato, che con la flagellazione si fosse sottratto alla meritata pena capitale, commetterebbe una grossa follia gloriandosi dei colpi di flagello segnati nella sua carne! Non commettiamo noi questa follia! Pare tuttavia che noi possiamo purtroppo commetterla, perché l'Apostolo ai consigli sulla mortificazione fa tosto seguire la raccomandazione di evitare la vanagloria. E infatti a questo riguardo saremo pienamente sicuri solo se l'umiliazione fisica inflitta al corpo trova la sua radice nell'umiliazione dell'anima convinta della sua miseria. Anche gli antichi filosofi avevano le loro massime sulla repressione dei sensi e con la pratica di tali massime il loro orgoglio si elevava fino al cielo. Essi erano in questo molto lontani dai sentimenti dei nostri padri nella fede, i quali indossando il cilicio e prostrati in terra (I Par. 21, 16), esclamavano nel segreto del cuore: Pietà di me, o Signore, secondo la tua grande misericordia, perché fui concepito nella iniquità e il mio peccato mi sta sempre innanzi (Salm. 50, 3, 5-7).
    Le opere della carne.
    Infliggere sofferenza ai corpi per trarne vanità non è forse, come dice san Paolo oggi, seminare nella carne, per raccogliere a suo tempo, cioè nel giorno in cui saranno manifestati i pensieri dei cuori (I Cor 4, 5), non la vita e la gloria, ma confusione e vergogna eterna? Fra le opere della carne elencate nell'Epistola precedente non sono infatti soltanto atti impuri, ma anche contese, dissensi, gelosie (Gal. 5, 19, 21), che sorgono troppo spesso dalla vanagloria sulla quale l'Apostolo richiama adesso la nostra attenzione.
    Il prodursi di questi frutti detestabili è segno certissimo che la linfa della grazia ha fatto posto alla fermentazione del peccato nelle nostre anime e che, ritornati schiavi, dobbiamo di nuovo contare sulla legge e sulle sue terribili sanzioni. Non ci si burla di Dio e la confidenza, che giustamente dona a chi vive dello Spirito la sovrabbondante fedeltà dell'amore, in queste condizioni si riduce ad una ipocrita falsificazione della santa libertà dei figli dell'Altissimo. Figli infatti sono soltanto coloro che lo Spirito Santo conduce (Rom. 8, 14) nella carità (Gal. 4, 13): gli altri restano nella carne e non possono piacere a Dio (Rom. 8, 8).

    La carità fraterna.
    Se invece vogliamo un segno certo che l'unione divina ci appartiene, non prendiamo occasione di insuperbirci vanamente per i difetti e gli errori dei nostri fratelli, ma siamo indulgenti verso di essi, tenendo presente la nostra miseria; e quando cadono porgiamo loro una mano soccorrevole e discreta. Portiamo, aiutandoci vicendevolmente, i nostri pesi nel cammino della vita e allora, avendo adempita la legge del Cristo, sapremo (I Gv. 6, 13) che noi siamo in Lui ed Egli è in noi.
    San Giovanni, che ha riferito queste parole ineffabili, usate da Gesù per caratterizzare la sua intimità futura con chi mangia la carne del Figlio dell'uomo e ne beve il sangue al divino banchetto (Gv 6,57), le riprende una per una nelle sue Epistole, per applicarle a colui che nello Spirito Santo osserva il comandamento dell'amore verso i fratelli (I Gv. 3, 23-24; 4, 12-13).
    Risuoni continuamente al nostro orecchio questa parola dell'Apostolo: Finché abbiamo tempo facciamo del bene a tutti! Verrà infatti il giorno e ormai non è lontano in cui l'angelo dalla livrea misteriosa farà echeggiare la sua voce nello spazio e, levata al cielo la mano, giurerà per Colui che vive in eterno che il tempo è finito (Apoc. 10, 1-6). L'uomo raccoglierà allora nella gioia quello che ha seminato nel pianto (Salm. 125, 5), raccoglierà nella luce sfolgorante del giorno eterno il bene compiuto nelle tenebre dell'esilio.


    VANGELO (Lc. 7, 11-16). - In quel tempo: Gesù andava ad una città chiamata Naim: e i suoi discepoli e una gran folla andavano con Lui. E quando fu vicino alla porta della città, ecco era al portato al sepolcro uno che era figlio unico di sua madre, e questa era vedova; e con lei v'era molto popolo della città. E il Signore, vedutala, ne ebbe compassione e le disse: Non piangere! E accostatosi toccò la bara (i portatori si fermarono). Ed egli disse: Giovanetto, te lo dico io, levati! E il morto si alzò a sedere e cominciò a parlare. E lo rese alla madre. Allora tutti furono invasi da sbigottimento, e glorificarono Dio esclamando: Un grande Profeta è sorto in mezzo a noi, e Dio ha visitato il suo popolo.

    La morte spirituale.
    Nell'Omelia letta oggi a Mattutino, sant'Agostino commenta questo Vangelo e ci dice: "Se la risurrezione del giovane riempie di gioia la vedova sua madre la Chiesa nostra madre gode ogni giorno vedendo risorgere spiritualmente gli uomini. Il figlio della vedova era morto della morte del corpo e gli uomini erano morti della morte dell'anima. Si piangeva visibilmente per la morte del primo e non si notava affatto la morte invisibile di questi.
    Nostro Signore Gesù Cristo voleva che fossero intesi in senso spirituale i miracoli da Lui operati nel corpo. Egli non faceva il miracolo per il miracolo, ma voleva che, suscitata l'ammirazione degli astanti, il miracolo fosse pieno di verità anche per coloro che ne comprendevano il significato... I testimoni oculari dei prodigi del Cristo, che non hanno compreso ciò che i prodigi significavano per le anime illuminate, hanno ammirato il fatto materiale del miracolo, altri però ne hanno ammirato il fatto e ne hanno compreso il significato e a questi, alla scuola di Cristo, noi dobbiamo assomigliarci...
    Ascoltiamo dunque Cristo e sia frutto, per quelli che sono vivi, il conservare piena la loro vita e, per quelli che sono morti, ricuperarla al più presto (sant'Agostino, Disc. xcviii).


    Il buon zelo.
    Cristiani, preservati dalla caduta per la misericordia del Signore, dobbiamo prendere parte alle angosce della Chiesa e aiutarla in tutte le attività che lo zelo suo svolge per salvare i nostri fratelli. Non basta non essere i figli insensati che addolorano la madre (Prov. 17, 25) e disprezzano il seno che li ha portati (ibid. 30, 17). Se anche non sapessimo dallo Spirito Santo stesso che onorare la madre è assicurarsi un tesoro (Eccli. 3, 5) il ricordo di quanto le costò la nostra nascita (Tob. 4, 4) deve bastare ad indurci ad approfittare di tutte le occasioni per asciugare il suo pianto. Essa è la Sposa del Verbo alle nozze del quale anelano anche le anime nostre e, se è vero che noi siamo uniti al Verbo, come essa lo è, dimostriamolo manifestando nelle nostre opere il pensiero e l'amore che lo Sposo comunica nelle sue intimità, cioè il pensiero della gloria del Padre, che deve essere rinnovata nel mondo e l'amore per i peccatori, che devono essere salvati.

    PREGHIAMO
    La tua misericordia, o Signore, purifichi e fortifichi continuamente la tua Chiesa; e giacché non può sussistere senza di te, sia sempre governata dalla tua grazia.

    da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. ROBERTI, P. GRAZIANI e P. SUFFIA, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 489-492."










    “28 agosto 2016 Ermete, santo, martire a Roma, fu sepolto nel cimitero di Bassilla. Papa Pelagio I (579-590) gli dedicò il cimitero e una basilica poi restaurata da Adriano I (772-795). Il corpo si vuole traslato nell’829 da papa Gregorio IV a S. Marco Evangelista in Campidoglio. Nel XVIII secolo si venerava alcuni resti a S. Alessio e a S. Clemente, un suo braccio si esponeva a S. Maria Maggiore. La reliquia di un dito, traslata in Francia, operò diversi miracoli.
    M.R.: 28 agosto - A Roma il natale di sant'Ermete, uomo illustre, il quale (come si legge negli Atti del beato Alessandro Papa), posto prima in prigione, quindi insieme a moltissimi altri ucciso colla spada, compì il martirio sotto il Giudice Aureliano.”
    [Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari]”
    “28 agosto 2016: Sant'Agostino, vescovo, confessore e dottore della Chiesa.
    Agostino nacque a Tagaste in Numidia il 13 novembre 354 da Patrizio e da santa Monica. Pur studiando prima a Cartagine e poi Roma e Milano, condusse in giovinezza una vita sregolata, durante la quale si accostò al manicheismo e successivamente al neoplatonismo. Grazie all'influsso e alle preghiere della madre Santa Monica e in seguito alla predicazione di sant'Ambrogio che ascoltò a Milano, Agostino si convertì al cristianesimo combattendo contro il materialismo con il "principio dell'interiorità": lo studio dei filosofi antichi lo aiutò a scoprire all'interno del proprio io la luce del vero arrivando così alla percezione di Dio. Da sant'Ambrogio ricevette il battesimo a Milano il 25 aprile 387. Torno in Africa per dedicarsi alla vita monastica di preghiera e per continuare i propri studi. Nel 391 Si consacrò alla vita religiosa e nel 396 venne eletto per acclamazione popolare vescovo di Ippona. Nei suoi quarant'anni di apostolato diffuse la dottrina cattolica nella sua città a rischio della sua stessa vita. Dotto teologo, è stato il primo filosofo morale della religione Cristiana. I principi della Suaas dottrina nascono Da Cristo e dalle Sacre Scritture nelle quali a differenza degli altri scritti, non sono possibili critiche o interpretazioni. Il pensiero di Sant'Agostino riguarda il problema del peccato e della Grazia come unico mezzo di salvezza. Sostenne contro il manicheismo, la libertà dell'uomo, il carattere personale della responsabilità etica e la negatività del male. Sviluppò dal punto di vista filosofico il tema dell'interiorità, in particolare sostiene che è nell'intimità della propria coscienza che si scopre Dio e si ritrova la certezza che fa superare il dubbio scettico. Tra le sue opere: "Le Confessioni", narrazione dei suoi errori di giovinezza e della sua conversione (397-400) e "La città di Dio" (412-426), quadro della lotta tra il cristianesimo e il paganesimo traslata nella lotta tra la città divina e la città terrena. Morì nel 430, durante un assedio dei Vandali.
    --------------------------------------------------------------------------------
    Dai "Discorsi" di sant'Agostino, vescovo.
    Da quando mi è stato posto sulle spalle questo peso, di cui dovrò rendere un non facile conto a Dio, sempre sono tormentato dalla preoccupazione per la mia dignità. La cosa più temibile nell’esercizio di questo incarico, è il pericolo di preferire l’onore proprio alla salvezza altrui. Però, se da una parte mi spaventa ciò che io sono per voi, dall’altra mi consola il fatto che sono con voi. Per voi infatti io sono vescovo, con voi sono cristiano. Quello è nome di un mandato che ho ricevuto, questo è nome di grazia. Quello di pericolo, questo di salvezza. Veramente ci sentiamo come in un mare immenso e come sbattuti dalle tempeste, proprio a causa dell’incombenza pastorale affidataci. Ci ricordiamo però a prezzo di quale sangue siamo stati redenti e, consolati da questo pensiero, entriamo come in un porto sicuro. Mentre ci affatichiamo nel lavoro apostolico, ci conforta la certezza del beneficio comune che ne risulta. "Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato? Se dico di offrire al Signore il ministero di pascere le sue pecorelle, dico la verità. Lo faccio, infatti, "non io, ma la grazia di Dio che è con me". Perciò, miei fratelli: "Vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio". Rendete fruttuoso il nostro ministero. "Voi siete il campo di Dio" (1Cor 3, 9). Dall'esterno ricevete chi pianta e chi irriga, dall'interno, invece, colui che fa crescere: Aiutateci con la vostra preghiera e la vostra obbedienza, perché troviamo la nostra gioia non tanto nell'essere vostri capi, quanto nell'esservi utili servitori.

    --------------------------------------------------------------------------------
    Dalle "Confessioni" di Sant'Agostino.
    Stimolato a rientrare in me stesso, sotto la tua guida, entrai nell'intimità del mio cuore, e lo potei fare perché tu ti sei fatto mio aiuto. Entrai e vidi con l'occhio dell'anima mia, qualunque esso potesse essere, una luce inalterabile sopra il mio stesso sguardo e sopra la mia intelligenza. Non era una luce terrena e visibile che splende dinanzi allo sguardo di ogni uomo. Direi anzi poco se dicessi che era solo una luce più forte del comune, o anche tanto intensa da penetrare ogni cosa. Era un'altra luce, assai diverse da tutte le luci del mondo creato. Non stava al di sopra della mia intelligenza quasi come l'olio che galleggia sull'acqua, né come il cielo che si stende sopra la terra, ma era una luce superiore. Era la luce che mi ha creato. E se mi trovavo sotto di essa, era perché ero stato creato da essa. Chi conosce la verità conosce questa luce. O eterna verità e vera carità e cara eternità! Tu sei il mio Dio, a te sospiro giorno e notte. Cosi la tua Sapienza, per mezzo del quale hai creato ogni cosa, si rendeva alimento della nostra debolezza da bambini. Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo. E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me ed io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature, che, se non fossero in te, neppure esisterebbero. Mi hai chiamato, hai gridato, hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato, mi hai folgorato, e hai finalmente guarito la mia cecità. Hai alitato su di me e ora anelo a te. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace."










    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore

    “Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare sant'Agostino Dottore della Chiesa, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito.
    Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questo santo, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, sant'Agostino Dottore della Chiesa possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”












    “OPERA OMNIA DI SANT’AGOSTINO”
    “SANT'AGOSTINO: TUTTE LE OPERE”
    Opere di Sant'Agostino




    Travaglio interiore e visione salvifica nelle Confessioni di S. Agostino
    “Travaglio interiore e visione salvifica nelle Confessioni di S. Agostino di Francesco Lamendola - 12/07/2007”




    http://www.radiospada.org/2015/02/un...o-della-morte/
    28 Agosto - Sant' Agostino di Ippona
    "PREGHIERA A SANT' AGOSTINO
    Per quella vivissima consolazione che voi, o glorioso sant'Agostino, arrecaste a santa
    Monica vostra madre e a tutta quanta la Chiesa, allorquando animato dall'esempio
    del romano Vittorino e dai discorsi ora pubblici, ora privati del gran Vescovo di
    Milano, sant'Ambrogio, e di san Simpliciano e di Alipio, risolveste finalmente di convertirvi,
    ottenete a noi tutti la grazia di approfittare continuamente degli esempi e dei consigli
    dei virtuosi, onde arrecare al cielo tanto di gioia colla nostra vita avvenire, quanto
    di tristezza abbiamo cagionato coi tanti mancamenti della nostra vita passata
    Gloria
    Noi che abbiamo seguito Agostino errante, dobbiamo seguirlo penitente. Deh! che il
    suo esempio ci spinga a cercare il perdono e a troncar tutte le affezioni che cagionano
    la nostra rovina.
    Gloria
    MASSIMA. - Madri cristiane, se voi sapete piangere e pregare,
    la conversione dei vostri Agostini riasciugherà un giorno le vostre lagrime."





    28 agosto - S. Agostino d'Ippona, vescovo e dottore della Chiesa

    https://forum.termometropolitico.it/...la-chiesa.html
    https://forum.termometropolitico.it/...l#post15731545
    28 agosto - S. Agostino...

    “Sant' Agostino, Vescovo e dottore della Chiesa
    28 agosto – Memoria Tagaste (Numidia), 13 novembre 354 – Ippona (Africa), 28 agosto 430.”





    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

    •   Alt 

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  2. #2
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    Lightbulb Re: 28 agosto: Sant’Agostino (354 - 430), Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa.

    28 AGOSTO 2019: SANT’AGOSTINO D'IPPONA, Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa…
    In onore e ricordo di questo grande cattolico berbero romanizzato, il quale soggiornò proprio nell’antica “Cassiciacum”, filosofo e teologo: un autore a me molto caro, la lettura e la meditazione di alcune sue essenziali opere, sebbene saltuaria, mi ha aiutato nella conversione al Cattolicesimo integrale...
    Stamattina ho riletto la "Preghiera a Sant'Agostino" a p. 454 dall'aureo libretto spirituale "Il mio libro di preghiere" ("Centro Librario Sodalitium" dell'IMBC - Istituto Mater Boni Consilii) e poi alcune parti dell'opera "Le confessioni"; cito di nuovo dal libro IV capitolo X: "O Dio di ogni virtù, rivolgi noi a Te, mostraci il tuo volto e saremo salvi", così sia!




    Sant'Agostino - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santagostino/
    «28 agosto, Sant’Agostino, Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa (Tagaste, 13 novembre 354 – Ippona, 28 agosto 430).

    “A Ippona, in Africa, il natale di sant’Agostino Vescovo, Confessore e Dottore esimio della Chiesa, il quale, convertito alla fede cattolica e battezzato per opera del beato Vescovo Ambrogio, la difese propugnatore acerrimo contro i Manichei ed altri eretici, e dopo aver sostenuto molte altre fatiche per la Chiesa di Dio, passò al cielo per il premio. Le sue reliquie, prima trasportate dalla sua città in Sardegna per paura dei barbari, e poi da Liutprando, Re dei Longobardi, trasferite a Pavia, ivi furono onorevolmente riposte.”
    Per quella vivissima consolazione che voi, o glorioso sant’Agostino, arrecaste a santa Monica vostra madre e a tutta quanta la Chiesa, allorquando animato dall’esempio del romano Vittorino e dai discorsi ora pubblici, ora privati del gran Vescovo di Milano, sant’Ambrogio, e di san Simpliciano e di Alipio, risolveste finalmente di convertirvi, ottenete a noi tutti la grazia di approfittare continuamente degli esempi e dei consigli dei virtuosi, onde arrecare al cielo tanto di gioia colla nostra vita avvenire, quanto di tristezza abbiamo cagionato coi tanti mancamenti della nostra vita passata. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...no-220x300.jpg
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-220x300.jpg






    SANTE MESSE CATTOLICHE "NON UNA CUM" CELEBRATE DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") E DA DON FLORIANO ABRAHAMOWICZ IN TUTTA ITALIA:


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/


    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    XI domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=NNOE3X7h7kc
    XI domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=hk75pIqAtog
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.».







    “OPERA OMNIA DI SANT’AGOSTINO”
    “SANT'AGOSTINO: TUTTE LE OPERE”
    Opere di Sant'Agostino
    http://www.augustinus.it/italiano/index.htm






    “28 agosto - Sant'Agostino d'Ippona (354-430), vescovo e dottore della Chiesa.”
    https://forum.termometropolitico.it/...la-chiesa.html
    “28 agosto - S. Agostino d'Ippona, vescovo e dottore della Chiesa.”
    https://forum.termometropolitico.it/...l#post15731545
    “Sant'Agostino.”
    https://forum.termometropolitico.it/...-agostino.html
    “"Trattato contro i Giudei" di Sant'Agostino.”
    https://forum.termometropolitico.it/...-agostino.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-agostino.html








    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare sant'Agostino Dottore della Chiesa, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questo santo, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, sant'Agostino Dottore della Chiesa possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»








    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»

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    «Non credere di avere la vera Fede Cattolica, se non insegni la necessità di avere la Fede Romana».
    (Sant’Agostino, Discorso CXX, 13, cit. in Leone XIII, “Satis cognitum”)

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    "L'ANGOLO PATRISTICO
    Dalle «Confessioni» di sant'Agostino, vescovo.
    (Lib. 7, 10, 18; 10, 27; CSEL 33, 157-163. 255)
    Eterna verità e vera carità e cara eternità!

    Stimolato a rientrare in me stesso, sotto la tua guida, entrai nell'intimità del mio cuore, e lo potei fare perché tu ti sei fatto mio aiuto (cfr Ps. 29:11). Entrai e vidi con l'occhio dell'anima mia, qualunque esso potesse essere, una luce inalterabile sopra il mio stesso sguardo interiore e sopra la mia intelligenza. Non era una luce terrena e visibile che splende dinanzi allo sguardo di ogni uomo. Direi anzi ancora poco se dicessi che era solo una luce più forte di quella comune, o anche tanto intensa da penetrare ogni cosa. Era un'altra luce, assai diversa da tutte le luci del mondo creato. Non stava al di sopra della mia intelligenza quasi come l'olio che galleggia sull'acqua, né come il cielo che si stende sopra la terra, ma una luce superiore. Era la luce che mi ha creato. E se mi trovavo sotto di essa, era perché ero stato creato da essa. Chi conosce la verità conosce questa luce.
    O eterna verità e vera carità e cara eternità! Tu sei il mio Dio, a te sospiro giorno e notte. Appena ti conobbi mi hai sollevato in alto perché vedessi quanto era da vedere e ciò che da solo non sarei mai stato in grado di vedere. Hai abbagliato la debolezza della mia vista, splendendo potentemente dentro di me. Tremai di amore e di terrore. Mi ritrovai lontano come in una terra straniera, dove mi pareva di udire la tua voce dall'alto che diceva: «Io sono il cibo dei forti, cresci e mi avrai. Tu non trasformerai me in te, come il cibo del corpo, ma sarai tu ad essere trasformato in me».
    Cercavo il modo di procurarmi la forza sufficiente per godere di te, e non la trovavo, finché non ebbi abbracciato il «Mediatore fra Dio e gli uomini, l'Uomo Cristo Gesù» (1Tim. 2.5), «che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli» (Rom. 9.5). Egli mi chiamò e disse: «Io sono la via, la verità e la vita» (Joann. 14:6); e unì quel cibo, che io non ero capace di prendere, al mio essere, poiché «il Verbo si fece carne» (Joann. 1:14).
    Così la tua Sapienza, per mezzo della quale hai creato ogni cosa, si rendeva alimento della nostra debolezza da bambini.
    Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo. E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me ed io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature, che, se non fossero in te, neppure esisterebbero. Mi hai chiamato, hai gridato, hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato, mi hai folgorato, e hai finalmente guarito la mia cecità. Hai alitato su di me il tuo profumo ed io l'ho respirato, e ora anelo a te. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace.

    Omelia di sant'Agostino, vescovo.
    Libro 1 sul Sermone del Signore sul monte, cap. 6, tom. 4.

    Il Signore ci mostra doversi giudicare insensati coloro che, cercando l'abbondanza dei beni temporali o temendo d'esserne privati, perdono gli eterni, che gli uomini non possono né dare né togliere. «Ora se il sale diventa insipido, con che si salerà?» (Matth. 5:13). Cioè, se voi, che dovete in certo modo condire i popoli, per timore delle persecuzioni temporali, perderete il regno dei cieli: quali saranno gli uomini che potranno ritrarvi dall'errore, dal momento che Dio ha scelto voi per togliere gli altri dall'errore?
    Dunque il sale insipido non serve più «a nulla se non ad essere gettato via pestato dagli uomini» (Matth. 5:13). Pertanto non è calpestato dagli uomini chi soffre persecuzione, ma chi istupidisce per timore della persecuzione. Poiché non può essere calpestato se non uno inferiore; ma non è inferiore chi, sebbene patisca molto sulla terra nel corpo, tuttavia col cuore abita in cielo.
    «Voi siete la luce del mondo» (Matth. 5:14). Come più sopra ha detto «il sale della terra» (Matth. 5:13), così ora dice «la luce del mondo». Ora per questa terra, di cui si parla più sopra, non si deve intendere quella che calpestiamo coi nostri piedi corporei, bensì gli uomini che abitano sulla terra, o anche i peccatori, a rialzare i quali col condimento della sapienza e a distruggere le loro perverse inclinazioni, il Signore inviò nel mondo il sale apostolico. E qui mondo si deve intendere non il cielo e la terra, ma gli uomini che sono nel mondo o amano il mondo, e che gli Apostoli hanno la missione d'illuminare. «Non può rimaner nascosta una città situata su un monte» (Matth. 5:14): cioè, fondata sopra un'insigne e grande giustizia, significata anche nello stesso monte, su cui il Signore si trova a parlare."
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    «28 agosto 2019: Sant'Agostino, vescovo, confessore e dottore della Chiesa.

    Agostino nacque a Tagaste in Numidia il 13 novembre 354 da Patrizio e da santa Monica. Pur studiando prima a Cartagine e poi Roma e Milano, condusse in giovinezza una vita sregolata, durante la quale si accostò al manicheismo e successivamente al neoplatonismo. Grazie all'influsso e alle preghiere della madre Santa Monica e in seguito alla predicazione di sant'Ambrogio che ascoltò a Milano, Agostino si convertì al cristianesimo combattendo contro il materialismo con il "principio dell'interiorità": lo studio dei filosofi antichi lo aiutò a scoprire all'interno del proprio io la luce del vero arrivando così alla percezione di Dio. Da sant'Ambrogio ricevette il battesimo a Milano il 25 aprile 387. Torno in Africa per dedicarsi alla vita monastica di preghiera e per continuare i propri studi. Nel 391 Si consacrò alla vita religiosa e nel 396 venne eletto per acclamazione popolare vescovo di Ippona. Nei suoi quarant'anni di apostolato diffuse la dottrina cattolica nella sua città a rischio della sua stessa vita. Dotto teologo, è stato il primo filosofo morale della religione Cristiana. I principi della Suaas dottrina nascono Da Cristo e dalle Sacre Scritture nelle quali a differenza degli altri scritti, non sono possibili critiche o interpretazioni. Il pensiero di Sant'Agostino riguarda il problema del peccato e della Grazia come unico mezzo di salvezza. Sostenne contro il manicheismo, la libertà dell'uomo, il carattere personale della responsabilità etica e la negatività del male. Sviluppò dal punto di vista filosofico il tema dell'interiorità, in particolare sostiene che è nell'intimità della propria coscienza che si scopre Dio e si ritrova la certezza che fa superare il dubbio scettico. Tra le sue opere: "Le Confessioni", narrazione dei suoi errori di giovinezza e della sua conversione (397-400) e "La città di Dio" (412-426), quadro della lotta tra il cristianesimo e il paganesimo traslata nella lotta tra la città divina e la città terrena. Morì nel 430, durante un assedio dei Vandali.
    Dai "Discorsi" di sant'Agostino, vescovo.
    Da quando mi è stato posto sulle spalle questo peso, di cui dovrò rendere un non facile conto a Dio, sempre sono tormentato dalla preoccupazione per la mia dignità. La cosa più temibile nell’esercizio di questo incarico, è il pericolo di preferire l’onore proprio alla salvezza altrui. Però, se da una parte mi spaventa ciò che io sono per voi, dall’altra mi consola il fatto che sono con voi. Per voi infatti io sono vescovo, con voi sono cristiano. Quello è nome di un mandato che ho ricevuto, questo è nome di grazia. Quello di pericolo, questo di salvezza. Veramente ci sentiamo come in un mare immenso e come sbattuti dalle tempeste, proprio a causa dell’incombenza pastorale affidataci. Ci ricordiamo però a prezzo di quale sangue siamo stati redenti e, consolati da questo pensiero, entriamo come in un porto sicuro. Mentre ci affatichiamo nel lavoro apostolico, ci conforta la certezza del beneficio comune che ne risulta. "Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato? Se dico di offrire al Signore il ministero di pascere le sue pecorelle, dico la verità. Lo faccio, infatti, "non io, ma la grazia di Dio che è con me". Perciò, miei fratelli: "Vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio". Rendete fruttuoso il nostro ministero. "Voi siete il campo di Dio" (1Cor 3, 9). Dall'esterno ricevete chi pianta e chi irriga, dall'interno, invece, colui che fa crescere: Aiutateci con la vostra preghiera e la vostra obbedienza, perché troviamo la nostra gioia non tanto nell'essere vostri capi, quanto nell'esservi utili servitori.
    Dalle "Confessioni" di Sant'Agostino.
    Stimolato a rientrare in me stesso, sotto la tua guida, entrai nell'intimità del mio cuore, e lo potei fare perché tu ti sei fatto mio aiuto. Entrai e vidi con l'occhio dell'anima mia, qualunque esso potesse essere, una luce inalterabile sopra il mio stesso sguardo e sopra la mia intelligenza. Non era una luce terrena e visibile che splende dinanzi allo sguardo di ogni uomo. Direi anzi poco se dicessi che era solo una luce più forte del comune, o anche tanto intensa da penetrare ogni cosa. Era un'altra luce, assai diverse da tutte le luci del mondo creato. Non stava al di sopra della mia intelligenza quasi come l'olio che galleggia sull'acqua, né come il cielo che si stende sopra la terra, ma era una luce superiore. Era la luce che mi ha creato. E se mi trovavo sotto di essa, era perché ero stato creato da essa. Chi conosce la verità conosce questa luce. O eterna verità e vera carità e cara eternità! Tu sei il mio Dio, a te sospiro giorno e notte. Cosi la tua Sapienza, per mezzo del quale hai creato ogni cosa, si rendeva alimento della nostra debolezza da bambini. Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo. E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me ed io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature, che, se non fossero in te, neppure esisterebbero. Mi hai chiamato, hai gridato, hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato, mi hai folgorato, e hai finalmente guarito la mia cecità. Hai alitato su di me e ora anelo a te. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace.»
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    https://www.radiospada.org/tag/santagostino/
    "S. Agostino: I re devono servire Dio, difendere la vera religione e punire gli eretici."
    https://www.radiospada.org/2019/08/s...e-gli-eretici/

    "Nella sua festa il Commento di Sant’Agostino di Ippona al salmo 63. Parole dure che abbattono alla radice tutti i discorsi giudaizzanti dei Modernisti a seguito di Nostra Aetate."
    https://www.radiospada.org/2019/04/n...to-s-agostino/




    «28 agosto 2019.
    Ermete, santo, martire a Roma, fu sepolto nel cimitero di Bassilla. Papa Pelagio I (579-590) gli dedicò il cimitero e una basilica poi restaurata da Adriano I (772-795). Il corpo si vuole traslato nell’829 da papa Gregorio IV a S. Marco Evangelista in Campidoglio. Nel XVIII secolo si venerava alcuni resti a S. Alessio e a S. Clemente, un suo braccio si esponeva a S. Maria Maggiore. La reliquia di un dito, traslata in Francia, operò diversi miracoli.
    M.R.: 28 agosto - A Roma il natale di sant'Ermete, uomo illustre, il quale (come si legge negli Atti del beato Alessandro Papa), posto prima in prigione, quindi insieme a moltissimi altri ucciso colla spada, compì il martirio sotto il Giudice Aureliano.
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]»
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    “Il 28 agosto 1718 con la bolla "Pastoralis officii" Papa Clemente XI Albani scomunica i giansenisti appellanti.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...57&oe=5DD701A2






    “Con la bolla "Auctorem fidei" Papa Pio VI Braschi il 28 agosto 1794 condanna infallibilmente il sinodo giansenista e gallicano di Pistoia.”

    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...9b&oe=5E05C3E4










    www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    http://www.agerecontra.it/

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella Chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio"
    http://www.centrosangiorgio.com/


    C.M.R.I. - "Congregatio Mariae Reginae Immacolata" ("Congregation of Mary Immaculate Queen" "Congregazione di Maria Regina Immacolata"):
    http://www.cmri.org/ital-index.html





    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/


    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    "Home | Traditional Latin Mass Resources"
    http://www.traditionalmass.org/

    http://www.traditionalcatholicpriest.com/





    "Como ovejas sin Pastor"
    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com/
    https://moimunanblog.com/2019/08/27/...de-la-oglesia/
    https://moimunanblog.files.wordpress...d-img_9273.jpg







    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://wordpress.catholicapedia.net/





    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la Sainte Messe selon le missel de Saint Pie V.»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    28 août : Saint Augustin, Évêque d'Hippone, Père et Docteur de l'Église (354-430) :: Ligue Saint Amédée
    «28 août : Saint Augustin, Évêque d'Hippone, Père et Docteur de l'Église (354-430).»
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...t_augustin.jpg







    Ad majorem Dei gloriam - Per la maggior gloria di Dio!!! A.M.D.G.
    Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.
    «O Santissima Trinità, vi adoro! Mio Dio, mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento!»
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 

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