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  • 1 Post By Iannis

Discussione: Boeri: aumentare le pensioni minime ma in base al reddito familiare.

  1. #1
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    Predefinito Boeri: aumentare le pensioni minime ma in base al reddito familiare.

    Boeri: aumentare le pensioni basse misurando il reddito famigliare - Il Sole 24 ORE

    Boeri dice cose davvero di sinistra e non è molto amato dai sindacati e dalla sinistra più vicina ai sindacati.
    Notevole questa intervista che vorrei riassumere in alcuni punti:

    1) va bene la flessibilità pensionistica con l'Ape ma non deve creare ulteriore debito pensionistico. Quindi solo per chi ha redditi bassi un bonus fiscale dovrebbe ridurre fino ad annullare la penalizzazione di chi sceglie il prepensionamento.

    2) per il 70% degli aventi diritto la quattordicesima esistente tra i pensionati (norma del 2007 con Damiano Ministro del lavoro) va a chi ha redditi familiari medio alti (magari con il marito con vitalizio o pensione d'oro). Quindi sarebbe bene aumentare le minime tenendo conto però del reddito familiare. Inoltre vedrei bene un aumento degli assegni familiari.

    3) Sarebbe opportuno un ricalcolo contributivo delle pensioni in essere retributive se medio alte ( ma qui sarei più cauto perché bisognerebbe prima capire bene quale sarebbe la risposta della Consulta per non peggiorare le cose ed il debito con eventuali restituzioni).

    4) le salvaguardie per gli esodati sono finora costate 11 miliardi ma sono andate in buona parte a chi non ne aveva bisogno; infatti sono andate anche a redditi alti ed utilizzate per lo più come pre pensionamenti. Quasi tutti coloro ultracinquantacinquenni che hanno perso il lavoro senza aver diritto a pensione, non hanno avuto nulla. Non capisco perché ogni anno i sindacati e Damiano insistano per nuove risorse sugli esodati da distribuire in modo completamente iniquo come fatto dal 2012 a parte qualche rara eccezione iniziale. Con questi soldi si potevano finanziare per 10 anni con reddito minimo , tutti quelli che hanno perso il lavoro dai 55 anni ai 65 anni.

    5) Fino a 10 anni fa il reddito medio di un pensionato era il 70% rispetto a quello di un lavoratore dipendente. Adesso siamo arrivati all'80%. Vogliamo continuare a distribuire risorse dal lavoratore al pensionato medio? Peraltro continuando a favorire i pensionati a reddito familiare medio alto e non quelli che ne hanno più bisogno perché con reddito familiare più basso?

    Boeri ci ricorda spesso che le risorse assistenziali Inps sono rivolte in buona parte a redditi medio alti. Evidentemente le norme fatte nei decenni scorsi a questo miravano. Ed anche la previdenza vera e propria come sappiamo distribuisce le risorse in modo completamente iniquo tra pensionati retributivi e contributivi.

    Insomma la vogliamo fare per davvero una sinistra che vuole ridistribuzione ed equità e che non si accontenta di ascoltare la solita retorica solo nei comizi e nei convegni?
    Peraltro la redistribuzione e la lotta alle disuguaglianze sarebbe utile anche dal punto di vista economico ( e quindi occupazionale e di reddito) visto che serve aumentare la domanda interna come il pane. E chi ha meno reddito ha una maggiore propensione marginale al consumo rispetto ai redditi medio alti. Quindi dare di più ai redditi bassi fa aumentare molto di più i consumi.
    Inoltre penso alle famiglie ed alla denatalità. Se continua così l'Italia fallisce o deve fare come la Germania che ha accolto 2 milioni di immigrati negli ultimi 3 anni. Lo potremmo sopportare anche politicamente questo?

    Perché non aumentare le detrazioni fiscali per figli a carico e gli assegni familiari per figli a carico (questi ultimi vanno anche a chi è incipiente) che vanno soprattutto a lavoratori? Ciò aumenta i consumi notevolmente (infatti chi ha figli ha una maggiore propensione al consumo) ma aiuta anche la natalità. Poi c'è tanto altro da fare sulla natalità e so che ci stanno lavorando questa volta seriamente. Anche sui bonus per i nuovi nati e tutto il resto.
    I partiti populisti (diversi dai partiti popolari) sono quelli che alimentano e poi sfruttano rabbia e paura della gente senza riuscire a dare soluzioni (sono solo propaganda). I problemi invece peggioreranno.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Boeri: aumentare le pensioni minime ma in base al reddito familiare.

    Cose giustissime.
    Già con gli esodati si sarebbe dovuto vedere il reddito familiare, quanto prende il coniuge, gli affitti percepiti ecc.
    C'è una redistribuzione a favore degli anziani in Italia, cosa non certo efficiente, perchè per quanto possano aiutare un figlio, non accadrà mai in modo produttivo come sarebbe uno stipendio in più per un 30enne
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  3. #3
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    Predefinito Re: Boeri: aumentare le pensioni minime ma in base al reddito familiare.

    Come era facilmente prevedibile i sindacati stanno spingendo nelle trattative in direzione opposta rispetto a quella auspicata da Boeri.
    Boeri dice che la spesa pensionistica è troppo alta e molto iniqua.
    I sindacati spingono per aumentare molto di più la spesa rispetto agli 1,5 miliardi proposti dal governo. E spingono certamente non per chi più bisogno ma per chi è già garantito dallo stipendio.
    Naturalmente ciò è dovuto al fatto che chi è disoccupato e senza un euro in tasca non fa la tessera. Ma i sindacati da tempo non riescono ad andare oltre al proprio naso. Che accadrebbe anche alle attuali tessere se il loro comportamento suicida portasse come nel 2011/2012 ad una crisi economica e finanziaria senza precedenti?
    Il governo è più debole nella trattativa in quanto la vittoria del No al referendum sarebbe probabilmente deleterio per la crescita futura del paese, l'occupazione, il welfare, le future pensioni (se ciò portasse ad una crisi economico finanziaria simile a quella del 2011/2012 questo accadrebbe).
    E se accetta tutto quanto chiedono i sindacati fa una manovra iniqua e lontana dai valori di equità della sinistra. Ed in questo caso farebbe danno alla crescita futura del paese anche in caso di vittoria del Si.
    I partiti populisti (diversi dai partiti popolari) sono quelli che alimentano e poi sfruttano rabbia e paura della gente senza riuscire a dare soluzioni (sono solo propaganda). I problemi invece peggioreranno.

  4. #4
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    Predefinito Re: Boeri: aumentare le pensioni minime ma in base al reddito familiare.

    POLETTI:"LAVORATORI PRECOCI,COSTI ALTI" Tweet 14 settembre 2016 11.46 Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Poletti, ha invitato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil a un incontro che si svolgerà il 21 settembre nella sede del ministero. Obiettivo della riunione è delineare una sintesi sui risultati degli incontri sui temi della previdenza e delle politiche del lavoro avviato a maggio. In vista dell'incontro, Poletti ha affermato che il problema delle pensioni per i lavoratori precoci è "molto difficile", i costi sono alti e "occorre fare i conti". - See more at: Poletti:"Lavoratori precoci,costi alti" - Rai News

    Per migliorare la situazione dei lavoratori precoci (quelli che hanno lavorato prima dei 18 anni) i costi sono molto alti.
    Inoltre i lavoratori precoci già con il sistema attuale in questi anni vanno in pensione con pensioni quasi
    tutta retributiva se vanno con la pensione di anzianità (quindi molto più alta) ed in età anagrafica molto più bassa (anche 57/58 anni in confronto di chi non è precoce e deve andare in pensione a 66/67 anni).
    Quindi i precoci che già nella situazione attuale (legge Fornero e precedenti) vanno in pensione con età anagrafica molto più bassa se con pensione di anzianità, percepiscono una pensione quasi tutta retributiva, quindi mensilmente molto più alta. Inoltre andando in pensione mediamente 7/8 anni prima degli altri sfortunati lavoratori, percepiscono questa più alta pensione per più anni se consideriamo la stessa speranza di vita fino a 78/80 anni di età.
    I partiti populisti (diversi dai partiti popolari) sono quelli che alimentano e poi sfruttano rabbia e paura della gente senza riuscire a dare soluzioni (sono solo propaganda). I problemi invece peggioreranno.

  5. #5
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    Predefinito Re: Boeri: aumentare le pensioni minime ma in base al reddito familiare.

    Sui 5 punti di Dav. c. G. avrei questi commenti:

    punto 1) capisco e posso anche condividere lo spirito della proposta, ma in questo modo si rischia di legare l'età pensionabile al reddito. Infatti se uno non ci rimette nulla avrebbe tutto l'interesse ad andare in pensione prima e prendere praticamente la stessa pensione.

    punto 3) credo che su un ipotetici ricalcolo ci sarebbero grossi problemi. Però credo che il problema non sarebbe di distinguere tra pensioni alte o basse, ma tra scostamento tra quello calcolato con contributivo e quello calcolato con retributivo.

    punto 4) mi sembra che si vogliano mettere insieme esodati e persone che hanno perso il lavoro. Gli esodati sono persone che hanno dato le dimissioni a seguito di trattative (normalmente gestite dai sindacati) con l'azienda. Prima della Fornero ogni minima modifica delle leggi sulle pensioni aveva un codicillo che faceva salve queste situazioni, con la Fornero questo codicillo non è stato messo, forse solo per dimenticanza.

    punto 5) la percentuale è aumentata in quanto sono state aumentati i requisiti per andare in pensione. Aumentando gli anni di contributi si sono aumentate le pensioni.

    Boeri sostiene che il sistema previdenziale è sostenibile. Quello che crea problemi all'INPS è il sistema assistenziale. Il sistema previdenziale paga le pensioni maturate a fronte di contributi, il sistema assistenziale dovrebbe essere finanziato dalla fiscalità generale, ma ricade sulle spalle dell'INPS causando i buchi che sappiamo. Sarebbe indispensabile separare l'assistenza dalla previdenza.

  6. #6
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    Predefinito Re: Boeri: aumentare le pensioni minime ma in base al reddito familiare.

    Citazione Originariamente Scritto da Ettore Mascellani Visualizza Messaggio
    Sui 5 punti di Dav. c. G. avrei questi commenti:

    punto 1) capisco e posso anche condividere lo spirito della proposta, ma in questo modo si rischia di legare l'età pensionabile al reddito. Infatti se uno non ci rimette nulla avrebbe tutto l'interesse ad andare in pensione prima e prendere praticamente la stessa pensione.

    punto 3) credo che su un ipotetici ricalcolo ci sarebbero grossi problemi. Però credo che il problema non sarebbe di distinguere tra pensioni alte o basse, ma tra scostamento tra quello calcolato con contributivo e quello calcolato con retributivo.

    punto 4) mi sembra che si vogliano mettere insieme esodati e persone che hanno perso il lavoro. Gli esodati sono persone che hanno dato le dimissioni a seguito di trattative (normalmente gestite dai sindacati) con l'azienda. Prima della Fornero ogni minima modifica delle leggi sulle pensioni aveva un codicillo che faceva salve queste situazioni, con la Fornero questo codicillo non è stato messo, forse solo per dimenticanza.

    punto 5) la percentuale è aumentata in quanto sono state aumentati i requisiti per andare in pensione. Aumentando gli anni di contributi si sono aumentate le pensioni.

    Boeri sostiene che il sistema previdenziale è sostenibile. Quello che crea problemi all'INPS è il sistema assistenziale. Il sistema previdenziale paga le pensioni maturate a fronte di contributi, il sistema assistenziale dovrebbe essere finanziato dalla fiscalità generale, ma ricade sulle spalle dell'INPS causando i buchi che sappiamo. Sarebbe indispensabile separare l'assistenza dalla previdenza.
    Parto dal punto 5 e dalla distinzione tra assistenza e previdenza. Boeri dice che il reddito di pensione oggi è all'80% rispetto a quello di un lavoratore. 10 anni fa era il 70%.
    Certo che la pensione aumenta in quanto è aumentata l'età di pensionamento con i contributi versati!
    Ma è anche vero che il reddito da lavoro netto non può aumentare abbastanza in quanto si devono versare sempre più contributi ed imposte per pagare assistenza e previdenza degli attuali pensionai più o meno anziani, più o meno giovani per essere pensionati.
    Mentre quelli che oggi lavorano e pagano tante tasse e contributi (quelli con il contributivo) sono cornuti e mazziati visto che un domani avranno una pensione mensile pari al 50/60% rispetto al reddito di lavoro e la prenderanno solo dai 67/70 anni in poi.. Invece gli attuali pensionati con il retributivo hanno una pensione molto più alta rispetto ai contributi versati.
    Dividere assistenza e previdenza nel bilancio non risolve nulla; già adesso quello che non si riesce a pagare con le entrate contributive si paga con le entrate tributarie (l'inps è sempre in profondo rosso). La situazione che si è venuta a creare dopo 30 anni di leggi sbagliate ed inique è 3 volte iniqua:

    a) in Italia c'è una altissima spesa previdenziale ed una bassissima spesa assistenziale (al contrario dei paesi civili del Nord Europa);
    b) la spesa previdenziale italiana è distribuita in modo totalmente iniquo e verrà a creare negli anni iniquità sempre più alte. Questo perché c'è chi è andato in pensione con il metodo retributivo già molto più favorevole (ed ancora oggi ci va quasi del tutto con il retributivo anche con le miste); per giunta in pensione in età anagrafica spesso molto più bassa; quindi prendono una pensione mensile più alta e per molti più anni di vita.
    c) la spesa assistenziale molto bassa complessivamente rispetto alla spesa previdenziale è distribuita in modo iniquo visto che, come dice Boeri, ne usufruiscono in buona parte i redditi familiari medio alti (in altri paesi civili avviene naturalmente il contrario).


    Riguardo al punto 3 siamo d'accordo sul fatto che ci sarebbero problemi anzi ritengo che è proprio impossibile tecnicamente ricalcolare le pensioni con il metodo contributivo o quasi contributivo. Infatti mancano i dati necessari per poterlo fare.
    Non a caso Boeri non parla di ricalcolo ma vuole usare un metodo che ricalca più o meno una proposte di tagliare le pensioni medio alte senza criteri di metodi di calcolo e contribuzione. E questo (che a me non andrebbe male se fosse l'unica soluzione possibile per redistribuire meglio la spesa pensionistica) credo che sarebbe bocciato al 90% dalla Consulta.

    Non credo che prima della Fornero fossero previsti i prepensionamenti a totale costo dello Stato. Esistevano 20/30 anni fa ma sono stati aboliti perché iniqui nei confronti degli altri e troppo costosi (ricordo quelli immensi delle ferrovie). Ci sono leggi che prevedono la mobilità fino alla pensione ma sono diverse dai vecchi prepensionamenti; e questi ancora sono in vigore.

    La Fornero ha alzato tantissimo l'età di pensione soprattutto per chi ha iniziato a lavorare più tardi. E' accaduto che chi si era fatto dei calcoli per andare in pensione a 63 anni (magari con accordi aziendali o versando i contributi volontari si era licenziato) si era ritrovato dopo la Fornero in evidente difficoltà. Gli esodati nelle iniziali intenzioni doveva riguardare solo queste situazioni: cioè se vi erano già accordi precedenti alla Fornero o situazioni che già prima della Fornero dovevano portare al pensionamento automatico se nulla fosse cambiato.
    In realtà dopo ii primi accordi che favorivano queste situazioni problematiche ed ingiuste per i lavoratori che si erano trovati con la possibilità di rimanere senza stipendio e senza pensione, si è esteso ogni anno la possibilità di usare nuovi e vecchi fondi degli esodati per veri e propri prepensionamenti (come quelli di 20 o 30 anni fa): è accaduto per i dipendenti Inps, per quelli Iren, par tanti altri dipendenti e forse anche per i dipendenti delle province. In tutti questi casi non si avevano situazioni di bisogno economico.
    Mentre sono sempre stati tralasciati i bisogni di chi magari era stato licenziato o è stato licenziato prima e dopo la Fornero o ha perso il lavoro in quanto lavoro autonomo.

    A mio avviso prima che stanziare fondi per finanziare nuovi prepensionamenti (che adesso vogliono chiamare esodati) sarebbe stato più opportuno ed equo utilizzare un fondo per i disoccupati oltre una certa età (55/60 anni) per i quali, come sappiamo, è complicato trovare un nuovo lavoro.
    I partiti populisti (diversi dai partiti popolari) sono quelli che alimentano e poi sfruttano rabbia e paura della gente senza riuscire a dare soluzioni (sono solo propaganda). I problemi invece peggioreranno.

 

 
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