
Originariamente Scritto da
zulux
La proposta di legge del 1987
Nel 1986 nacque la Lega per l'uninominale, un movimento trasversale a tutti gli schieramenti, con l'obiettivo unico di spingere le istituzioni italiane a riforme di stampo anglosassone, in particolare per quanto riguardava la legge elettorale.
Nel luglio del 1987, durante la X Legislatura, i deputati Pannella, Aglietta, D'Amato, Faccio, Mellini, Modugno, Stanzani, Ghedini, Teodori, Vesce e Zevi presentantano una proposta di legge, la cui introduzione è probabilmente una delle più efficaci spiegazioni della proposta radicale sul sistema elettorale, Ne riportiamo qui un estratto:
La proposta che formuliamo è l'adozione di un sistema elettorale basato sul principio del collegio uninominale, cioè sulla regola, considerata fondamentale in paesi di antica democrazia, che ogni collegio elettorale deve avere un solo rappresentante in Parlamento, che la votazione avviene non tra liste concorrenti ma tra singoli candidati, e che l'eletto è colui che nel collegio ha raccolto il maggior numero di consensi.
Ogni comunità ha quindi un unico rappresentante parlamentare e la scelta di questo avviene con un sistema elettorale che valorizza al massimo il rapporto tra eletto ed elettore, diminuendo il peso di intermediazione dei partiti.
Il collegio uninominale nel sancire, infatti, la proclamazione diretta del candidato, sul quale sia confluito il maggior numero dei voti validamente espressi nell'ambito di una circoscrizione, consente a tutti gli iscritti nelle liste delle sezioni della medesima a considerarlo, nel bene e nel male, precipuamente come il loro rappresentante e non solo del contrassegno sotto il quale sia stata espressa la candidatura
Attraverso i referendum promossi dai radicali il popolo italiano, quando è stato messo in condizione di poter scegliere, non ha mai perso un'occasione per esprimersi a favore di una riforma elettorale in senso maggioritario. In particolare nel 1993. Ma il sistema dei partiti ha sempre fatto tutto il possibile per continuare a controllare le istituzioni, trasformandosi sempre più in un vero e proprio regime partitocratico.
Questa continua negazione della volontà dei cittadini è stata documentata nel 10° capitolo della Peste Italiana: "Dalla riforma "americana" possibile alle controriforme partitocratiche"
Per i radicali una riforma elettorale in senso maggioritario sarebbe parte del più complessivo quadro di riforme delle istituzioni europee, statali e dell'ordinamento regionale, così come espresso dal progetto del Professor Mario Patrono. Si tratta di un progetto che vede i cittadini trasformarsi da sudditi a cittadini, liberi di scegliere chi li rappresenta senza affidare questa scelta alle segreterie dei partiti.
Il sistema elettorale radicale: uninominale e maggioritario | Radicali italiani