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Discussione: L'insegnamento di Pio XII sul totalitarismo e sull'autoritarismo

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    Mistica Fascista
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    Predefinito L'insegnamento di Pio XII sul totalitarismo e sull'autoritarismo

    L’insegnamento di Pio XII sul totalitarismo e sull’autoritarismo



    Una lettura disattenta e decontestualizzata del Magistero di Pio XII, soprattutto a partire dal 1944 in poi, potrebbe far credere che la critica cattolica al totalitarismo e all’autoritarismo si incontri con quella liberale sul terreno del rispetto della democrazia, della libertà, della fraternità e dell’uguaglianza o eventualmente su quello dell’antifascismo (sic), dell’antinazismo e dell’anticomunismo. Occorre quindi sottolineare quali sono le significative e radicali differenze tra le due posizioni.
    L’insegnamento di Pio XII in materia va letto in continuità con gli insegnamenti dei suoi predecessori, siano essi di carattere definitivo ed infallibile o di carattere meramente autentico.
    La critica al totalitarismo e all’autoritarismo va inserita in una radicale condanna dell’idolatria dello Stato, cioè di quella concezione teorica e pratica che disconosce le norme morali della legge divina e della legge naturale, sottomettendole all’unilaterale volontà del legislatore umano, la quale risulterebbe così completamente priva di limiti che non siano quelli che, arbitrariamente, decide di darsi.
    Lo Stato, in questo senso, sarebbe creatore ex nihilo di un’etica che negherebbe, come fonte prima ed ultima sia della moralità che dell’autorità dello Stato, Dio medesimo. La conseguenza esiziale è quella di ridurre il cittadino esclusivamente a mezzo di realizzazione degli scopi politici del gruppo di potere o del singolo statista che gestiscono in quel momento la “cosa pubblica”, pervertendo così l’autentico significato dell’ordinazione del bene del singolo individuo al bene comune della società. Si introduce così un dinamismo legislativo eccessivo, secondo il quale nessuna norma positiva è realmente stabile perché dipendente dalla volontà di chi detiene il potere sulla base di criteri puramente utilitaristici anziché dalla legge naturale e divina. Lo Stato diviene “libero” di mutare le proprie norme in modo illimitato, senza alcun dovere etico esterno da rispettare. Ne consegue l’estensione indebita del potere civile (potenziale o in atto) su ambiti che invece, ordinariamente, dovrebbero essere regolati o dai singoli individui o dai corpi intermedi, pur nel rispetto necessario del bene comune e fermo restando il diritto-dovere dell’autorità dello Stato di intervenire direttamente laddove necessario.
    Tutto questo può trovare una (falsa) giustificazione nella nazione, nella razza, nella classe e nel popolo o semplicemente nell’esaltazione dello Stato stesso, senz’altro aggiungere, ma, per quanto differenti, le varie concezioni autoritarie e totalitarie convergeranno verso questa impostazione generale fondamentale. Ne consegue anche una compressione, quando non addirittura una negazione, dei diritti della Chiesa nel suo ambito di competenza: la salvezza delle anime. I confini stessi di questo ambito di competenza vengono messi in discussione o spostati in senso ristrettivo, soprattutto riguardo all’educazione della gioventù, secondo gli scopi di chi è al potere. Nei casi più estremi, si arriva a violare apertamente la libertà di culto e a promuovere esplicitamente l’ateismo pratico o teorico. In quelli meno gravi, si tende a rispettare esteriormente la libertà di culto, cercando però di divinizzare realtà terrene e puramente umane, che svolgono il ruolo di fonte di legittimazione del regime imperante, attraverso una propaganda più o meno spinta con la finalità – almeno remota – o l’effetto di sostituire la religiosità vigente.
    Autoritarismo e totalitarismo, così intesi, sono una faccia del positivismo giuridico e dell’assolutismo di Stato. Più precisamente, lo Stato totalitario d’impronta anticristiana è la conseguenza ultima sia dell’uno che dell’altro. L’errore tanto del giuspositivismo quanto dell’assolutismo di Stato, che sono interdipendenti, è stato quello di vedere nel criterio del semplice fatto ciò che definisce il diritto, purché emanato dal potere legislativo. Quest’errore, pur venendo da lontano, viene fatto risalire alle dottrine giuridiche e filosofiche diffusesi nel diciannovesimo secolo, i cui effetti nefasti hanno tardato a farsi sentire solo ed esclusivamente per l’influsso, all’epoca maggiormente incisivo, dei principi della religione cattolica rispetto a quanto avvenuto successivamente. La causa di tutto viene individuata da Pio XII, in continuità con i suoi predecessori, nel tentativo attuato dal liberalismo di creare un’unità culturale mediante un umanesimo secolarizzato o indifferente o contrario alla Chiesa Cattolica e, soprattutto nel campo della filosofia del diritto, nella costruzione di un sistema dei diritti umani che ha preteso di considerare l’uomo come un ente a se stante, disconoscendo la sua necessaria connessione ontologica con un Essere superiore (Dio), dal quale ne dipendono l’essenza e l’azione.
    Il giuspositivismo è stato quindi l’inevitabile sviluppo di quelle correnti del giusnaturalismo moderno, a sfondo contrattualista, che hanno fatto dell’uomo l’esclusiva ed autoreferenziale fonte del diritto.
    I veri colpevoli dell’autoritarismo e del totalitarismo sono quindi i liberali e tutti coloro che hanno propugnato una concezione del diritto e dello Stato che, in un modo o nell’altro, negava Dio e i suoi diritti sovrani. Pio XII vede anche in regimi apparentemente democratici, se fondati su quest’ordine di idee nefaste, chiare forme di assolutismo di Stato. Implicitamente, ma coerentemente, si sostiene che il regime democratico, quando non riconosce con decisione i principi della legge divina e naturale e non persegue il bene comune della società, è totalitario quanto può esserlo un regime dittatoriale o, come minimo, apre le porte alla possibilità del totalitarismo di Stato.
    Alle diverse dichiarazioni dei diritti umani di stampo profano Pacelli contrappone il mistero del Santo Natale come vera ed inappellabile fonte dell’inviolabilità della dignità umana.
    Nei suoi discorsi e messaggi, Pio XII tende a non menzionare esplicitamente i diversi regimi e le varie ideologie che ricadono sotto le due categorie del totalitarismo e dell’autoritarismo. Le volte in cui ciò avviene il chiaro riferimento è al nazionalsocialismo e, soprattutto, al comunismo. Più raramente si parla di razzismo e di nazionalismo esagerato. Il fascismo, ad esempio, non viene mai menzionato. Si potrebbe dire che è nell’avversione a nazionalsocialismo e comunismo che avviene l’incontro tra l’insegnamento pacelliano e le posizioni liberali in materia. Ma tale avversione, come si è detto, nel caso del Magistero di Pio XII è dettata da motivi radicalmente differenti da quelli liberali ed anzi, al contrario, è al liberalismo che viene attribuita la responsabilità delle degenerazioni totalitarie ed autoritarie. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, l’invito dell’allora Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica non è ad una ripresa vigorosa delle dottrine politiche liberali sui diritti umani e ad una loro applicazione in funzione anti-totalitaria, ma è la piena restaurazione dell’ordine nella libertà e della libertà nell’ordine secondo una coerente adesione alla religione cattolica e ad una promozione integrale dei suoi principi nell’ambito etico, politico e giuridico, uniche vere garanzie per il rispetto di quei diritti che scaturiscono dalla natura umana in quanto creata da Dio ed ordinata alla salvezza eterna.
    Plausibilmente, si può presumere che nei discorsi genericamente contrari al totalitarismo un riferimento allusivo e tangenziale al fascismo vi fosse, ma proprio l’assenza di qualsiasi chiara esplicitazione in questo senso vieta di forzare ulteriormente il pensiero espresso dal Pontefice. Nel mirino pontificio è probabile che vi fossero taluni aspetti – teorici o pratici - del passato regime italiano, ma proprio questa considerazione, se verosimile, non può comportare un’inclusione del fascismo in una condanna integrale, che del resto è assente.
    Resta da capire se l’insegnamento di Pio XII esclude la possibilità che totalitarismo ed autoritarismo assumano una connotazione positiva. Non si può negare che, in merito, Pacelli non abbia mai parlato direttamente di un totalitarismo o di un autoritarismo “sani” nei suoi atti di Magistero. Tuttavia, nel caso del totalitarismo, è d’uopo ricordare che il suo predecessore Pio XI, in una lettera pubblica al cardinale Schuster del 1931 in difesa dell’Azione Cattolica, distinse tra un totalitarismo “soggettivo” che, in quanto rivendicava per tutto ciò che è di competenza dello Stato la dipendenza dei cittadini, poteva raccordarsi con il Cattolicesimo ed un totalitarismo “oggettivo”, che invece solo la Chiesa Cattolica poteva legittimamente rivendicare. Ad essere preso di mira da Pio XII è quindi, implicitamente, la pretesa dello Stato ad un totalitarismo “oggettivo”, usurpatore di quello ecclesiastico. Lo stesso tenore delle parole utilizzate da Papa Pacelli in un discorso come quello tenuto davanti alla Sacra Rota il 2 ottobre 1945 o il Radiomessaggio natalizio del 1945 suggerisce che il riferimento è ad una certa tipologia di totalitarismo: parlare di “siffatto” (cioè “fatto in questa maniera”) o “cosiddetto” totalitarismo è indicativo. Ancor più indicativo è affermare che una certa concezione del potere civile (negativa) può essere designata con il termine “autoritarismo”: ciò che può accadere, può anche non accadere.
    Per riassumere in poche parole la questione, si può dire che, se autoritarismo e totalitarismo sono il salutare e necessario “colpo di frusta” per restaurare l’ordine e l’autorità dello Stato, a beneficio della religione, della patria e della famiglia, l’insegnamento della Chiesa Cattolica, pur con la dovuta e necessaria prudenza, non vi si oppone. La prudenza di cui si parla non è dettata da calcoli utilitaristici di convenienza politica, ma dalla necessità morale di difendere i diritti della persona umana ed i diritti della Chiesa stessa da qualsiasi abuso d’autorità.
    Se invece autoritarismo e totalitarismo esprimono un’aspirazione anticristiana o globalmente o in qualche specifico aspetto, la Chiesa non può che opporvisi decisamente. La creazione di un’unità e di una coesione sociale in modo artificiale, con il ricorso a falsi idoli terreni, non è un vero rimedio all’atomizzazione e alla disgregazione della società attuata dall’individualismo liberale: la risposta è solo ed esclusivamente nel ritorno integrale degli Stati, dei popoli e degli individui a Cristo.
    Chiunque si adoperi apertamente per questo fine o chiunque favorisca quest’azione è sulla buona strada.
    Questo il messaggio finale dell’insegnamento di Pio XII. E su questa strada certamente non possono dire di essere stati e di essere i liberali di ogni risma, così come tutti coloro che, per citare le Sacre Scritture, non hanno riposto e non ripongono in Dio il loro sostegno.

    RIFERIMENTI AL MAGISTERO:

    Ubi Arcano Dei Consilio (23 dicembre 1922) | PIO XI

    Chirografo al Cardinale Presbitero Alfredo Ildefonso Schuster, Arcivescovo di Milano, in difesa dell'Azione Cattolica Italiana (26 aprile 1931) | PIO XI

    Summi Pontificatus (20 ottobre 1939) | PIO XII

    Radiomessaggio natalizio ai popoli del mondo intero (24 dicembre 1944) | PIO XII

    Ai cattolici un invito a comportarsi nella società e nella famiglia secondo gli insegnamenti della Chiesa (18 marzo 1945) | PIO XII

    A fronte della pace raggiunta vengono richiamati i doveri fondamentali della Chiesa (2 giugno 1945) | PIO XII

    To members of the United Nations Relief and Rehabilitation Administration (U.N.R.R.A.) (July 8, 1945) | PIUS XII

    Al Tribunale della Sacra Romana Rota (2 ottobre 1945) | PIO XII

    Sui principi a cui dovranno ispirasi i futuri accordi internazionali per una pace duratura (24 dicembre 1945) | PIO XII

    Ai membri del Tribunale della Sacra Romana Rota (6 ottobre 1946) | PIO XII

    Ai membri del Tribunale della Sacra Romana Rota (29 ottobre 1947) | PIO XII

    Ai lavoratori degli Stabilimenti FIAT di Torino (31 ottobre 1948) | PIO XII

    Ai rappresentanti del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede (16 febbraio 1949) | PIO XII

    Ai partecipanti al I Congresso nazionale dell'Unione Giuristi cattolici Italiani (6 novembre 1949) | PIO XII

    Al Tribunale della Sacra Romana Rota (13 novembre 1949) | PIO XII

    Per l'inaugurazione del monumento al Sommo Pontefice Pio XI, nella Basilica Vaticana (18 dicembre 1949) | PIO XII

    Ai fedeli (20 febbraio 1949) | PIO XII

    Ai giornalisti cattolici convenuti a Roma per il loro III Congresso Internazionale (17 febbraio 1950) | PIO XII

    Lettera ai Rev. Padri della «Compagnia di Gesù», redattori del periodico «La Civiltà Cattolica» (12 marzo 1950) | PIO XII

    Exsul famila, Constitutio apostolica Pii XXII de spirituali emigrantium cura, d. 1 m. Augusti a. 1952 | PIUS XII
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  2. #2
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    Predefinito Re: L'insegnamento di Pio XII sul totalitarismo e sull'autoritarismo

    dallo stile sembra proprio scritto da te.
    Complimenti
    Nel merito ragionando in astratto il discorso non fa una grinza, bisogna vedere la declinazione pratica e l'opportunità politica visto
    Il cambio di sensibilità che si è avuto e di cui si deve prendere atto.
    ϟ qualis vibrans


  3. #3
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    Predefinito Re: L'insegnamento di Pio XII sul totalitarismo e sull'autoritarismo

    bel pezzo , chiaro e lineare. la mutata sensibilita' di cui parla Parsifal comporta la necessita' di ulteriori riflessioni. Oggi sarebbe piu' difficile far credere che una legge dello Stato c'e' perche' Dio l'ha voluta e che quindi contestare una legge signofichi contestare il Padreterno .


    Inviato da Anthos
    Ada De Santis likes this.

  4. #4
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    Predefinito Re: L'insegnamento di Pio XII sul totalitarismo e sull'autoritarismo

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    Oggi sarebbe piu' difficile far credere che una legge dello Stato c'e' perche' Dio l'ha voluta e che quindi contestare una legge signofichi contestare il Padreterno .
    Il problema , tutto interno al discorso del giuspositivismo è prima di tutto vedere se una legge ha fondamento su una Verità oggettiva in cui è riconoscibile il fondamento anche solo con l'uso della retta ragione , e non per il mero desiderio di mettere d'accordo il partito X, il giornale Y ed il gruppo di pressione Z.

    Ringrazio @Giò per il suo contributo al forum, un'autentica colonna portante di tutta questa baracca.
    Preferisco di no.

  5. #5
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    Predefinito Re: L'insegnamento di Pio XII sul totalitarismo e sull'autoritarismo

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Il problema , tutto interno al discorso del giuspositivismo è prima di tutto vedere se una legge ha fondamento su una Verità oggettiva in cui è riconoscibile il fondamento anche solo con l'uso della retta ragione , e non per il mero desiderio di mettere d'accordo il partito X, il giornale Y ed il gruppo di pressione Z.

    Ringrazio @Giò per il suo contributo al forum, un'autentica colonna portante di tutta questa baracca.
    Troppo generoso, @Miles. Quanto ho scritto spero aiuti molti cattolici a chiarirsi le idee onde evitare di associarsi a cattive compagnie (ideologicamente parlando). Ahimé, è invalsa la tendenza anche nel mondo cattolico di fare di Pio XII una specie di Papa "democratico" o "liberale", dai tratti solo un po' conservatori, per eccesso di reazione alla vulgata denigratoria partorita dai laicisti e, soprattutto, dai comunisti, nonché da una parte consistente della comunità ebraica dimentica dell'aiuto prestato ai loro correligionari ai tempi delle persecuzioni.
    In questo modo si potrà comprendere come la Chiesa guidata da Papa Pacelli, pur senza rinunciare al diritto di intervenire su qualsiasi questione riguardante direttamente o indirettamente la salvezza delle anime, abbia sempre mantenuto nelle sue posizioni quell'equità, quella saggezza e quell'equilibrio che le hanno permesso di emergere, con la fine della seconda guerra mondiale, come l'unica forza veramente "stabile" e non scalfita dagli sconvolgimenti del terribile conflitto bellico; ma soprattutto come l'unica in grado di dare la luce al mondo, analogamente a quanto accaduto nei secoli passati.
    Perciò, Pio XII nelle sue prese di posizione riguardo a comunismo, nazionalsocialismo, nazionalismo esagerato, liberalismo et similia non ha mai voluto osservare un contegno dettato dalla mera opportunità politica e seguendo tattiche puramente diplomatiche bensì ha adempiuto il suo dovere di "Pastor Angelicus", condannando ciò che era meritevole di condanna, discernendo - separandolo - il grano dal loglio e ribadendo le eterne verità della Chiesa di Roma ogni qualvolta fosse necessario.
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  6. #6
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    Predefinito Re: L'insegnamento di Pio XII sul totalitarismo e sull'autoritarismo

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Il problema , tutto interno al discorso del giuspositivismo è prima di tutto vedere se una legge ha fondamento su una Verità oggettiva in cui è riconoscibile il fondamento anche solo con l'uso della retta ragione , e non per il mero desiderio di mettere d'accordo il partito X, il giornale Y ed il gruppo di pressione Z.

    Ringrazio @Giò per il suo contributo al forum, un'autentica colonna portante di tutta questa baracca.
    certamente ma vi sono tanti che si dicono portatori di una Verita' oggettiva . Il punto e' qui. Per un musulmano , ad esempio, la Verita' Oggettiva e' il Corano.


    Inviato da Anthos

  7. #7
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    Predefinito Re: L'insegnamento di Pio XII sul totalitarismo e sull'autoritarismo

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    certamente ma vi sono tanti che si dicono portatori di una Verita' oggettiva . Il punto e' qui. Per un musulmano , ad esempio, la Verita' Oggettiva e' il Corano.


    Inviato da Anthos
    Anche il relativismo è portatore di una presunta ed autocertificata verità oggettiva, ovvero che non esistono verità oggettive.
    Ergo?
    Parsifal Corda likes this.
    Preferisco di no.

  8. #8
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    Predefinito Re: L'insegnamento di Pio XII sul totalitarismo e sull'autoritarismo

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    certamente ma vi sono tanti che si dicono portatori di una Verita' oggettiva . Il punto e' qui. Per un musulmano , ad esempio, la Verita' Oggettiva e' il Corano.


    Inviato da Anthos
    Tu dovresti essere cattolico e il problema nemmeno dovresti portelo, di conseguenza.
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  9. #9
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    Predefinito Re: L'insegnamento di Pio XII sul totalitarismo e sull'autoritarismo

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Tu dovresti essere cattolico e il problema nemmeno dovresti portelo, di conseguenza.
    perche'? io vedo che gli islamici cercano di affermare e imporre il loro modello di relazioni sociali appellandosi al Corano e dovrei essere indifferente ?


    Inviato da Anthos

  10. #10
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    Predefinito Re: L'insegnamento di Pio XII sul totalitarismo e sull'autoritarismo

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    perche'? io vedo che gli islamici cercano di affermare e imporre il loro modello di relazioni sociali appellandosi al Corano e dovrei essere indifferente ?


    Inviato da Anthos
    Gli islamici non si inculano le capre per un qualche divieto coranico, devo darmi alla zoofilia per non essere accumulato a loro? @Anthos, scusa la beceraggine, ma un certo modo di argomentare (il tuo) più che distacco dall'islam dimostra una specie di sottomissione culturale allo stesso ben maggiore di un tizio nato a Forlimpopoli da genitori forlimpopolesi che si unisce all'Isis.
    "siccome loro fanno così, io devo fare il contrario sennò sono uguale a loro".
    Ma che discorso è?
    Giò likes this.
    Preferisco di no.

 

 
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