diciamo che ho atteso questo momento con una certa impazienza, ansioso di sapere cosa sarebbe successo, come sarebbe andata, quali sarebbero state le prime reazioni.. ma prima facciamo un piccolo riassunto esplicativo:
adottare un bambino, oltre che essere un grande atto d'amore (se ne può discutere) è anche un grande atto di coraggio, di responsabilità ed incertezza.
una nostra collaboratrice, dopo anni di tentativi e consulti medici ha deciso di intraprendere questo percorso non poco ostacolato dalla burocrazia e dal suo obiettivo: scucirti soldi per quanto possibile... infatti, di tutto ciò che si aspettava, nulla le è stato risparmiato... l'hanno persino pesata per vedere se il suo peso forma era conforme!!! (si, oltre all'età e allo stato di salute, ti chiedono anche il peso e l'altezza, che deve rientrare entro certi standard, pena la mancata adozione del pargolo... e poi li vogliono dare ai froci!!!) quindi penso sia superfluo perdere altro tempo raccontandovi ulteriori particolari agghiaccianti, in quanto sono abbastanza convinto che questo particolare del peso standard sia sufficiente a darvi la misura dell'agglomerato di cazzate burocratiche che una coppia sana ed etero deve affrontare per portare via un bambino da un istituto del cazzo...
ora: a tutto ciò aggiungiamo anche un colpo di sfiga non indifferente, e cioè, il marito della nostra collaboratrice, non può volare per un caxxo di labirintite, o qualcosa di simile... quindi, se lo sono dovuti beccare qui in europa... nella fattispecie in Polonia...
proprio per Polonia partì all'inizio dell'estate, ed è tornata oggi... inutile dire che metà azienda la circondava manco fosse una rockstar per scucire ogni minimo dettaglio...
tra le varie, che non ho voglia di raccontare, due dettagli, meritano secondo me un minimo di discussione:
1)il "pargolo" ha 8 (otto) anni, anzi, è già nell'anno dei 9... (leggasi, si fa le seghe, e molto probabilmente spierà sua madre adottiva mentre fa la doccia prima di spararsele..)
2)il "pargolo" ha fatto subito una domanda innocente, che solo i pargoli di quell'età riescono a farti, suscitando non imbarazzo, ma divertente tenerezza...: "ma quando voi morirete, tutto questo diventerà mio?"
PS_ lo sapete, io sono sincero ed onesto, forse troppo schietto e diretto, ma spesso non è un difetto, anzi... prima che tutto ciò iniziasse, io glie lo dissi "Sabri, guarda che fai una cazzata, non sono certo un pedagogo, credo che ad un bimbo di 8 anni ci sia ben poco da insegnare, o meglio, da "lasciare"... il bambino è già "formato" (forse anche troppo)"
lei mi rispose che ormai non poteva più tirarsi indietro... che hanno aspettato la chiamata per anni, e che se avessero perso quel treno, non sapevano quando ne sarebbe ripassato un altro...
voi cosa ne pensate?




: "ma quando voi morirete, tutto questo diventerà mio?"
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