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    Predefinito Serbia: accordo di libero scambio e abolizione dei visti con la Turchia

    Serbia, Turkey Abolish Visa Requirements
    Belgrade | 12 July 2010 | Bojana Barlovac


    Turkish PM Erdogan with his Serbian counterpart Mirko Cvetkovic (photo by FoNet)
    Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan and his Serbian counterpart Mirko Cvetkovic have agreed in Belgrade that the Balkans should be a zone of stability and peace, not conflict.

    A solemn reception was prepared in front of the Palace of Serbia in Belgrade for the Turkish PM, who met with Cvetkovic and Serbian President Boris Tadic. Erdogan arrived on an official visit in Belgrade on Monday morning that is aimed at promoting bilateral cooperation between the two countries.

    The premiers told reporters that the talks were constructive and fruitful and that they were related to all forms of bilateral cooperation as well as the situation in the region.

    "Turkey wants to see more prosperity in the Balkans, and this can be achieved only with the participation of Serbia," Erdogan said.

    Erdogan's visit to Belgrade today also brought an agreement on the mutual abolition of visas for citizens of both countries, which was signed by Serbian Foreign Minister Vuk Jeremic and his Turkish countepart Ahmet Davutoglu.

    Erdogan and Tadic will later head to the Serbian town of Novi Pazar as part of today's visit.

    Relations between Turkey and Serbia were strained after Turkey became one of the first countries to recognise Kosovo’s unilaterally declared independence from Serbia in February 2008.

    Ties between the two countries then improved in June 2008 with the signing of a bilateral free trade agreement aimed at encouraging direct investment from Turkey in Serbia and joint projects.

    According to the Web site of the Serbian Ministry of Finance, the Free Trade Agreement between Serbia and Turkey is scheduled to come into effect on September 1.

    Several other agreements which will allow for the participation of Turkish construction companies in the construction of highways in Serbia have since been signed.

    Davatoglu and Serbian Minister for the National Investment Plan Verica Kalanovic signed a Memorandum of Understanding on the construction of sections of the highway Belgrade - South Adriatic (Corridor 11) from the town of Ljig to Cacak and from Cacak to the town of Pozega.

    Erdogan came to Belgrade today after attending the commemoration ceremony for the 15th anniversary of the massacre in Srebrenica, which Tadic and other regional leaders also attended.

    Turkey has recently been investing efforts to normalise relations between Bosnia and Herzegovina and Serbia and as a result of its work it hosted the first trilateral presidential-level meeting of the three countries in Istanbul in April. At the meeting the three leaders signed a joint delaration and pledged to continue to work on improving relations.


    Serbia, Turkey Abolish Visa Requirements :: BalkanInsight.com

  2. #2
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    Predefinito Rif: Serbia: accordo di libero scambio e abolizione dei visti con la Turchia

    Manfredi dillo che hai messo quest'articolo qui solo per leggere il nostro commento. :sofico:

    carlomartello

  3. #3
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    Predefinito Rif: Serbia: accordo di libero scambio e abolizione dei visti con la Turchia

    La Turchia nei Balcani: tra amicizia e Impero ottomano

    di Biljana Vukicevic

    Il Ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, giunge a Sarajevo contemporaneamente all'arrivo del Presidente Adbullah Gul a Belgrado. Due visite che però hanno avuto toni completamente diverse. Gul rinnova l'amicizia dei popoli serbo e turco, mentre Davutoglu si presenta parlando della "nuova ascesa dell'impero ottomano nei Balcani", riportando tutti al medievale XVI secolo.


    Nella sua ultima visita a Belgrado, il Presidente turco Abdullah Gul dichiarato soddisfatto che i rapporti tra Turchia e Serbia sono al massimo livello nella storia delle relazioni diplomatiche dei due Paesi. "Anche se non condividiamo dei confini, viviamo in rapporti di buon vicinato", afferma Gul. Belle parole di cui non si risparmia neanche il Presidente Boris Tadic, dicendo che Belgrado ed Ankara si stanno facendo forza a vicenda nel processo delle integrazioni europee. Allo stesso modo, il fatto che la Turchia abbia riconosciuto l'indipendenza del Kosovo - un po' come se la Serbia avesse riconosciuto l` indipendenza dell'Anatolia - sembra non abbia ostacolato i buoni rapporti tra i due Paesi, che hanno deciso di chiarire ogni disaccordo alla luce dei rapporti di “buon vicinato”. Di fatti, ogni diversa veduta sul Kosovo viene dimenticata con dei bei rapporti commerciali tra aziende turche e serbe. Eppure, i colloqui del Ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu a Sarajevo hanno avuto tutt'altro tenore, facendo sorgere gravi contraddizioni nella politica estera che mettono la Turchia al confronto tra il suo passato remoto e il futuro. Davutoglu, infatti, a Sarajevo dichiarato che lo scopo della politica turca è la nuova ascesa dell'impero ottomano nei Balcani, proprio come nel XVI secolo. "Costruiremo i Balcani, il Caucaso, il Medioriente insieme con la Turchia, come centro della politica mondiale del futuro. Questo è lo scopo della politica estera della Turchia e noi raggiungeremo questo", conferma il Ministro degli Esteri. Su tale dichiarazione ci sarebbe molto da dire, sia da parte dei popoli balcanici colonizzati per 500 anni dall'Impero ottomano ma anche da parte di tutti gli europei, che si sono salvati da anni di dominazione grazie agli stessi popoli balcanici, soprattutto serbi, fermando l'avanzata degli eserciti. “Noi vogliamo una nuova regione balcanica basata sui valori politici, economici e una collaborazione culturale piena di armonia. Questi sono i Balcani dell'Impero ottomano. Noi ricostruiremo i Balcani. I secoli ottomani sono la storia dei Balcani, e ora la dobbiamo rifare” , continua nel suo intervento alla conferenza di Sarajevo dal titolo “La tradizione dell'impero ottomano della Comunità musulmana nei Balcani oggi”.

    Queste dichiarazioni portano la memoria dei popoli indietro secoli, quando l'impero turco abbracciava gran parte dei Paesi che si affacciavano sul Mediterraneo. Un atteggiamento nettamente contraddittorio, visto che invece il Presidente Gul va a cercare in Serbia aziende e cooperazioni per ampliare lo sviluppo economico della Turchia, già centro turistico più evoluto del Mediterraneo e del Mar Egeo, e potenza energetica sul cui territorio passa l'intera rete di oleodotti e gasdotti verso l'estremo oriente e l'Europa Occidentale. Parole che oscurano anche la naturale gentilezza di un popolo democratico e moderno, e così anche gli sforzi ad entrare in Europa allo stesso modo di tutti gli altri popoli. "Per tutte le diverse nazioni dei Balcani, del Medioriente, del Caucaso, la Turchia è il vero nido, la loro patria. Voi siete i benvenuti. L' Anatolia è vostra - continua Davutoglu - e noi siamo sicuri che Sarajevo è nostra, e noi vogliamo che vi sentiate sicuri anche qui come padroni di Sarajevo in Bih. Quello che succede in Bosnia è una nostra responsabilità”, ha dichiarato. Continuando Davutoglu sottolinea che la sicurezza di Sarajevo è importante così come la prosperità di Istanbul, mentre il destino della Turchia e della BiH è lo stesso dell'integrità territoriale turca. “Questo non è solo un interesse dei politici in Turchia, ma di tutto il popolo turco”, aggiunge. Secondo lui la storia dell' impero ottomano coincide con la storia dei Balcani, negando tutte le storie che i popoli balcanici, ma anche le diversità culturali che portano ricchezza in quella regione da secoli. Il Ministro turco ha anche sottolineato che in Turchia vivono più bosniaci che nella Bosnia stessa, più albanesi che in Albania, più ceceni e abkhazi che nella stessa Cecenia, "proprio come nel tradizionale impero ottomano". Ma Davotoglu ha detto anche altre parole, offendendo così il popolo serbo profondamente. “La nostra storia è la stessa e Mehmed Pasa Sokolovic (ndr. personaggio storico serbo convertito all'Islam) , poteva essere solo un contadino se i turchi non lo avessero portato via dalla sua famiglia", spiega Davatoglu, giustificando così l'antica violenza di strappare i bambini dalle loro famiglie per portarli in Turchia e convertirli ad una nuova cultura, senza così sapere più nulla delle proprie origini e dei loro genitori.

    Dobbiamo però ricordare al Ministro degli Esteri turco che ad Istanbul abitano 3 milioni di cittadini di origine serba, ed è uno dei pi grandi comuni della diaspora serba nel mondo. Questa cifra supera i 2,5 milioni di serbi a Belgrado. Si tratta dell'emigrazione che da secoli veniva controllata per l'islamizzazione della regione dei Balcani. L'Associazione serbo –turca ad Istanbul "Inat" (ossia Nonostante) rappresenta 9 milioni di serbi che vivono in Turchia ma sono di religione islamica. Di fatti, parte della popolazione della Turchia europea ha forti parentele con la Serbia. D'altronde, visitando la costa turca e presentandovi come cittadini serbi o della Republika Srpska, sareste accolti come dei veri “cugini”. Infatti risponderanno che siete di Srbistan e mentre sono di Aski Srbistan, che tradotto significa "Vecchia Serbia", mentre un quartiere famoso di Istanbul si chiama la “Foresta di Belgrado”. Ben sapendo questo, il Presidente Gul è arrivato a Belgrado con la buona volontà di rafforzare i rapporti con la Serbia, cosa che non ha fatto il Ministro. I vecchi cugini rappresentano infatti un'interessante lobby pronta ad investire in un Paese con cui condividono tradizioni e storia. Il 95% dei cittadini di Istanbul sono mercanti benestanti e gente potente. Per tale motivo non capiamo perché il Ministro Davutoglu non abbia fatto lo stesso, provocando così anche forti polemiche ed indignazioni tra i politici serbi della Bosnia. Il Vice Ministro degli Esteri in BIH, Ana Trisic Babic, tramite l'ambasciata della BIH ad Ankara, intende inviare una lettera di protesta alla Turchia, in quanto tali dichiarazioni "entrano nel merito delle questioni interne di uno Stato e si nega la sua strada europea". “ Il futuro della Srpska e della Bih è europeo e su di questo decideranno i cittadini di questo paese ma non la politica turca”, afferma Babic. Nella Bosnia degli ottomani ovviamente non ci sarà posto per i serbi, ma neanche per gli europei che fanno parte del mondo cristiano. Una volta salvata l'Europa dai serbi, la prossima volta sarà diverso e sarà fonte di conflitti e di contrasti.

    Rinascita Balcanica


    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 25-10-10 alle 15:31

  4. #4
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    Predefinito Rif: Serbia: accordo di libero scambio e abolizione dei visti con la Turchia

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Manfredi dillo che hai messo quest'articolo qui solo per leggere il nostro commento. :sofico:

    carlomartello
    Ovviamente ! :sofico:

  5. #5
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    Predefinito Rif: Serbia: accordo di libero scambio e abolizione dei visti con la Turchia

    rispondo io vai...che non sono reazionario o turcofobico a

    ma cosa cacchio c'entra questa notizia ?
    come cosa ci incastra la Turchia in Europa ?

    ma non e' + semplice dire:

    LA TURCHIA DEVE ESSERE UN PARTNER STRATEGICO MA SENZA ENTRARE IN EUROPA

    Ovvio che sono anche contrario all'entrata di Israele in Europa...
    e non riapro diatribe da fobie araboidi....

    ma a me questi socialdemocratici figli delle logge cominciano a stufarmi...
    poi uno si chiede perche' vengono fuori i leghisti o amenita' varie...

    oppure dovremmo passare dalle braccia dello Zio Sam a quelle di HuJintao...cosi nuovo servo nuovo padrone...

 

 

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