... grandi e piccole ( dalla Costituzione al biglietto del treno). Le riforme consistono in un annuncio (dicono, cioè ciò che fanno). L'annuncio genera psicosi, è pronto a colpire come un cobra. Chi sente l'annuncio così ben sbandierato si identifica con la cosa annunciata, pur volendola evitare, se è un invito a fare pèresto rispetto a una scadenza o stare attenti.
Giorni fa sento, sopra il treno: alcune porta sono guaste, invitiamo i passeggeri a stare attenti e a spostarsi per tempo. Le vedete dall'etichetta gialla. Con una certa indolenza, controllo dopo qualche minuto la porta più vicina, dove si trova in piedi una signora con un bambino in passeggino. Nello spazio vedo due pulsanti gialli accesi, e quindi inietto il mio dubbio alla signora, se per caso quella porta non è utilizzabile tra pochi minuti, quando scenderemo; lei mi risponde che da quella porta all'ultima pfermata sono saliti e scesi, pfui, ma io resto dubbiosoap (mi schiumo di sapone anzichè sollevare un dubbio, sollevando il dubbio in/contro me stesso), quindi vado nella direzione opposta del vagone e vedo una specie di ufficiale, seduto, che mi dice che mi ero preoccupato per nulla perchè l'annuncio diceva etichetta gialla sulle porte guaste, mica luce. Vado a dirlo alla signora, che avrò fatto preoccupare per niente, dico. Se te lo dicono, è vero. Ho fatto mia la riforma facendola accadere nella mia mente, pur nel desiderio disperato ( e sempre più vago...) che non accadesse. Ho ignorato anche le testimonianze degli altri passeggeri/cittadini, nella mia smania di astrazione/confronto con la legge, e desiderio di confermarla, di verificarla, come se da lei, da questa, in forza della su novità potessi ricevere conforto, verità.
Le riforme ci rendono delle persone prive di inibizioni, che come è noto, non sono per nulla le più amate, e neppure le più risparmiate, le più libere.
Ti rendono padrone della sconfinata prateria della nuova osservanza, e i messaggio della riforma diventa occupazione, la forma di evasione di chi, da un momento all'altro, ne è soggetto: "Chi si occupa di buona lena della pulizia della casa in cui abita, dimentica su che base è stata costruita". Le riforme sono sempre ciò che è da credere, in quanto studiate per essere rigide. "Ciò che è rigido è sempre, nello stesso tempo, ciò che si può spostare".
Le riforme ci fanno ancora esclamare: non siamo ancora a Lutero, al 1700. Resta da vedere fino a che punto la nobiltà francese del 1700, prese effettivamente parte con disinvoltura suicida alla diffusione dei lumi e alla preparazione della rivoluzione-riforma, come pretende così volentieri la contro-riforma, il vaticano, l'avversione per i terroristi della virtù.