Seppur esperibile nella vita quotidiana e condivisibile nella sostanza, quanto hai scritto concerne solo un lato del problema: il culto del lavoro, trasversale ed esteso a tutte le classi sociali, permea l'intera impalcatura del teatro della normalità.
Perfino chi avrebbe la possibilità di allentarne la morsa vi si ributta a capofitto, magari per elevata dipendenza da merci o per inseguire una realizzazione espressa nei termini del mito più in voga in quel momento.





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