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Re: Il peccato originale
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Originariamente Scritto da
Ucci Do
Se non vi fosse problematicità o se semplicemente si prendesse atto della stessa in maniera neutral, non si capirebbe l'innata tensione dell'essere umano alla trascendenza e/o alla ricerca della Verità: evidentemente una sorta di "distacco" (se non ci piace parlare di caduta) è indissolubilmente legata al nostro concepimento.
E' il discorso che fa Xunzi: se l'uomo non fosse problematico di natura e non avvertisse la sua problematicità non avrebbe senso la sua ricerca etica e spirituale. Però lui dice che tale tensione al superamento, in quanto atto pratico e non semplice possibilità teorica, non è innata/tipica dell'uomo in quanto tale, ma solo di alcuni individui speciali che poi col loro esempio influenzano gli altri e stabiliscono regole e modelli; ma lasciata a sè stessa la massa seguirebbe i suoi impulsi problematici. Per questo è necessario lo studio e la disciplina.
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Re: Il peccato originale
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Originariamente Scritto da
Ucci Do
Stavo pensando che anche in questi lidi (quindi tralasciando il cristianesimo) si può parlare e ragionare sul peccato originale.
Cosa ne pensate?
Il peccato è un termine morale che attiene alla teologia..presentemente cristiana..ma può declinarsi al livello metafisico o principiale..col termine di caduta..o incorporazione del sottile nello spesso..e sottile che è già un'identificazione al riguardo del Principio che è oltre a tutte queste determinazioni..
Detto questo..e trascendendo il piano morale..che è quello del bene e del male...si può dire che tutto ciò che esiste è frutto del desiderio di possedere esistenza..che è l'essere identificato nel mondo..o nella materia o nel principio sostanziale dell'esistenza che è prakriti..
Insomma..siamo qui perché volevamo esserci..ma come il matrimonio..dove chi è dentro vuole uscire e chi è fuori vuole entrarvi..anche questa incorporazione nell'esistenza ha effetti collaterali..che sono ..col tempo..una gran rottura di coglioni..da qui il desiderio di tornare da dove eravamo venuti..ma finché desideriamo è chiaro che non ci ritorniamo..perché desiderare equivale a possedere..poiché nel terzo occhio..o nell'eternità..i desideri si realizzano..
Naturalmente.. prima di rassegnarci al voler tornare da dove siamo venuti ci ingegniamo all'impossibile..che è vivere in modo eterno.. felice..e nel mondo..e ciò perché dobbiamo esplorare le nostre possibilità prima di cambiare direzione e prendere il toro per le corna che sarebbe ..l'origine e la fine di tutto (ciò che esiste)..ovverosia..la natura del desiderio che ci porta lontani dal Principio..ma che non può nullificarsi per non impoverire il Tutto..
Insomma..è legittimo desiderare..ma guai a chi lo fa..Universo compreso..poiché si caccia in un sacco di guai..e solo una risata ci può condurre oltre..non nel Principio così arcigno alle nostre sensazioni..ma a un livello diverso di esistenza..che poi è il Paradiso..o la gioia di vivere senza gli acciacchi corporali..o la gloria del corpo astrale liberato dalla pesantezza che lo trae al basso...
La vita è una scala..e come viene detto..è necessario aspirare a una buona reincarnazione..magari in un altro mondo..dove avremo meno limitazioni..
Una volta ho sognato che il mio corpo gigantesco stava dormendo in una caverna di un mondo in orbita alla Stella Rigel ..che sappiamo essere molto più luminosa del Sole..stava aspettando che compissi la mia missione di purificazione qui..per svegliarsi ed apparire in un altro cielo..più vicino alla meta finale...ma ovviamente è solo un sogno..anche se può avere un certo messaggio ben reale..