Dopo un pò di anni (non dirò quanti: immaginatemi amcora giovane e bello) utilzzati, tra le altre cose, per l'approfondimento (filosofico e teologico) delle varie tradizioni spirituali (e mantenendomi saldo nella tradizione cristiana) provo a dire dove è arrivata la mia comprensione ed il mio livello di coscienza rispetto ai grandi temi del kama e della reincarnazione.
Innanzi tutto non posso accettare lasupposta progressione spirituale tra condizione animale econdizone umana: vi è un salto ontologico connsso alla creazione che non può essere colmato.
Poi rinnego quelle tradizioni orientaliste che associano la reincarnazione alla trasmgazione di un quid indistinto e non più individuabile dopo la morte dal mondo: un semplice assorbimento nell'energia cosmica ove è persa qualsiasi possibilità trasformatrice.
Non oncordo con alcune interpretazioni occidentali (e cristiane quando si accostano all'interpretazione del senso vedico) che identificano la reincarnazione in un "premio"...in un'altra possibilità che ci salva dal buio del mistero: chi si accosta in questi termini al samsara non ha capito di cosa si stia parlando.
Poichè noi siamo un miracolo vivente, insostituibile per l'eternià, la partita del karma la dobbiamo risolvere noi e non demandare: non è questione di "altra possibilità" è questione di risolvere noi stessi in funzione dell'Assoluto.
E poi?
Cosa possiamo, cosa potete dire al riguardo e dalle vostre prospettive?




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