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    Predefinito Nel 2030 compreremo tutto in saldo (e non è una buona notizia)

    Nel 2030 compreremo tutto in saldo (e non è una buona notizia)

    In Europa la polarizzazione tra pochi ricchi e molti poveri diventerà sempre peggiore. I produttori e i distributori non potranno che adeguarsi. Vincerà chi taglierà i costi in modo drastico, grazie alla nuova industria. Mentre per i ricchi ci sarà il boom delle nicchie salutistiche ed ecologiste

    di Fabrizio Patti

    (William Thomas Cain/Getty Images)

    22 Ottobre 2016 - 080








    Pensate che il mondo sia già troppo polarizzato tra ricchi e poveri? Una cattiva notizia per voi: la tendenza continuerà e si rafforzerà nei prossimi anni. La buona notizia, per chi si accontenta, è che i prodotti di consumo saranno a bassissimo costo, a parte le chicche di nicchia per chi potrà permettersele. È il mondo dei beni di consumo nel 2030 immaginato da uno studio di McKinsey. E dato che la società non vive di filosofia ma di consulenza, ecco che arrivano anche i consigli pratici per le aziende dell’Europa occidentale che vorranno vincerete in quello scenario.
    Cominciamo dal cambiamento dell’ambiente in cui si troveranno i consumatori. In Europa i consumi di massa stagneranno, il reddito medio scenderà, così come il potere di acquisto di una consistente fetta della popolazione, che nel frattempo sarà per un quarto abbondante composta da pensionati. I consumatori perciò bocceranno qualsiasi aumento di prezzo da parte di chi vende: per le aziende produttrici per il mass market ci sarà una sola grande strada da seguire, il taglio massiccio dei costi. Sarà il regno dei “no frills player” e degli specialisti dei “private label”. Oggi chi realizza prodotti a marchio lo fa soprattutto in aggiunta alle proprie attività normali, domani potrebbe essere la norma avere giganteschi produttori specializzati, con margini bassissimi ed economia di scala impressionanti.
    E dove compreranno i consumatori impoveriti? I negozi vari, ma con una cosa in comune: la scontistica. Già oggi in Europa i discount alimentari vedono una crescita annuale media delle vendite del 5%, anche se gli altri punti vendita hanno ricavi piatti. Non è più un fenomeno prevalentemente tedesco: anche Italia, Francia, Spagna e Regno Unito i consumatori stanno migrando verso i discount, e continueranno a farlo.


    In Europa i consumi di massa stagneranno, il reddito medio scenderà e i consumatori perciò bocceranno qualsiasi aumento di prezzo da parte di chi vende. Sarà il regno dei discount

    Non andremo però tutti al discount. Come già vediamo oggi, quando il mercato di massa si restringe, si crea lo spazio per le nicchie. Rispetto a ora saranno molte di più, ma le direzioni immaginate dalla società di consulenza sono sempre quelle: cibo salutare, prodotti rispettosi dell’ambiente, personalizzazione e comodità. Però le aziende che vorranno seguire queste micro-tendenze dovranno lasciarsi alle spalle i loro processi di produzione, marketing e distribuzione: troppo lenti. Dovranno inventarsi qualcosa di più innovativo e agile. Soprattutto online. Un esempio, tra tanti: storicamente per tutti i produttori mass market è essenziale avere un buon posizionamento sugli scaffali dei supermercati. Con il crescere delle vendite su internet di alimentari sarà una vera priorità avere una buona visibilità sulle shopping list dei rivenditori online. Anche perché i clienti online sono abitudinari e tendono a comprare sempre gli stessi prodotti, in assenza degli stimoli sugli scaffali. La fetta da spartirsi non sarà piccola, perché gli acquisti online nel 2030 rappresenteranno realisticamente il 15% delle vendite alimentari.


    Se si andrà verso la riduzione dei costi è anche perché sono le dinamiche industriali che vanno in quella direzione. C’entreranno le nuove fabbriche digitalizzate, la spinta degli activist investors e la rivincita delle integrazioni verticali

    Se si andrà verso la riduzione dei costi è anche perché sono le dinamiche industriali che vanno in quella direzione. C’entreranno senza dubbio le la nuove fabbriche digitalizzate (quelle famose dell’Industria 4.0), i cui primi esempi hanno già permesso tagli di costi fino al 30 per cento. Metteranno il zampino gli activist investors, i grandi finanzieri che già oggi spingono sempre per la riduzione delle spese e lo faranno sempre di più. Ci sarà anche una rivincita delle integrazioni verticali, dopo i decenni segnati dalle esternalizzazioni. Già il fenomeno è cominciato e nell’e-commerce tracceranno la strada giganti come Amazon, che espanderanno il loro business ad altre categorie di prodotti e servizl. In questo mondo “verticale”, molti grandi produttori decideranno di vendere direttamente i loro prodotti ai consumatori, superando i retailer tradizionali.
    Poi, certo, ci si metteranno le dinamiche mondiali. Qui l’Europa di McKinsey è a tinte fosche. La minaccia alla globalizzazione (per effetto di maggiori dazi e crisi internazionali) è presa sul serio. Mentre l’evoluzione dei lavoratori sarà più profonda di quanto si pensi. In che direzione non è facilmente prevedibile, se non per una ancora maggiore flessibilità (anche volontaria) e per il maggior lavoro da svolgere da casa. Le istituzioni europee ci saranno ancora e, secondo la società di consulenza, saranno ancora più attente ai diritti dei consumatori. Per entusiasmarsi di questo futuro è un po’ poco.

    Nel 2030 compreremo tutto in saldo (e non è una buona notizia) - Linkiesta.it






  2. #2
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    Predefinito Re: Nel 2030 compreremo tutto in saldo (e non è una buona notizia)

    Pur ci sarà qualcuno che spenderà qualche parola in favore del tradizionalissimo mercato rionale.
    Chi è estremamente ottimista verso il mercato digitalizzato senza regole, la globalizzazione senza regole, la liberalizzazione senza regole... insomma, chi vede tutto rosa per una ristretta categoria di individui (i ricchi), per le tendenze dei vip e di chi li vorrebbe imitare, si è guardato bene intorno?
    E' di ieri la notizia che il web, e di conseguenza tutto ciò che gli ruota intorno, sia stato messo in ginocchio da un attacco informatico. E in caso di guerra con uso di bombe elettromagnetiche a cosa servirà fare la spesa on-line, le app, le carte di credito se tutto ciò che è dipendente dall'elettricità non funzionerà più?
    Ah, come mi divertirò -spero di esserci ancora su questa pazza Terra- vedendo la gente invocare il ritorno degli antichissimi mercati rionali.

  3. #3
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    Predefinito Re: Nel 2030 compreremo tutto in saldo (e non è una buona notizia)

    Citazione Originariamente Scritto da Condor Visualizza Messaggio
    Pur ci sarà qualcuno che spenderà qualche parola in favore del tradizionalissimo mercato rionale.
    Chi è estremamente ottimista verso il mercato digitalizzato senza regole, la globalizzazione senza regole, la liberalizzazione senza regole... .
    Veramente da quasi un decennio si votano leggi protezionistiche una dietro l'altra... E i risultati saranno un progressivo calo del commercio mondiale (o mancata crescita) con conseguente diffusione di povertá. La globalizzazione riduce la povertá, il protezionismo l'aumenta (tranne che per i soggetti protetti)
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

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    Predefinito Re: Nel 2030 compreremo tutto in saldo (e non è una buona notizia)

    Comunque é prevedibile, salvo stravolgimenti oppure violento dirigismo che la produzione veda un crollo verticale dei prezzi di vendita in rapporto agli stipendi odierni.
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

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    Predefinito Re: Nel 2030 compreremo tutto in saldo (e non è una buona notizia)

    Citazione Originariamente Scritto da Razionalista Visualizza Messaggio
    Veramente da quasi un decennio si votano leggi protezionistiche una dietro l'altra... E i risultati saranno un progressivo calo del commercio mondiale (o mancata crescita) con conseguente diffusione di povertá. La globalizzazione riduce la povertá, il protezionismo l'aumenta (tranne che per i soggetti protetti)
    Su quanto evidenziato in colore non ho alcun dubbio, solamente che andrebbe specificato quale mercato viene protetto: quello asiatico senza regole, o quello occidentale oberato da obblighi normativi che in Asia non sono neanche a livello di miraggio?
    Il protezionismo lo vedo verso il mercato asiatico.
    O per te assenza di protezionismo significa avere in Occidente contratti e norme di tipo asiatico? Perché se è così, francamente non ho affatto notato che in dieci anni si siano protetti i mercati occidentali in tal senso, anzi ci stiamo tutti -solamente per certi versi- cinesizzando.
    La globalizzazione riduce la povertà solamente per chi importa a prezzi che permettono poi ricarichi del 300%-500% sui prodotti in vendita nei mercati occidentali.

  6. #6
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    Predefinito Re: Nel 2030 compreremo tutto in saldo (e non è una buona notizia)

    Citazione Originariamente Scritto da Condor Visualizza Messaggio
    Su quanto evidenziato in colore non ho alcun dubbio, solamente che andrebbe specificato quale mercato viene protetto: quello asiatico senza regole, o quello occidentale oberato da obblighi normativi che in Asia non sono neanche a livello di miraggio?
    Il protezionismo lo vedo verso il mercato asiatico.
    O per te assenza di protezionismo significa avere in Occidente contratti e norme di tipo asiatico? Perché se è così, francamente non ho affatto notato che in dieci anni si siano protetti i mercati occidentali in tal senso, anzi ci stiamo tutti -solamente per certi versi- cinesizzando.
    4mila leggi nelle principali economie mondiali.
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

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  7. #7
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    Predefinito Re: Nel 2030 compreremo tutto in saldo (e non è una buona notizia)

    Citazione Originariamente Scritto da Razionalista Visualizza Messaggio
    Veramente da quasi un decennio si votano leggi protezionistiche una dietro l'altra... E i risultati saranno un progressivo calo del commercio mondiale (o mancata crescita) con conseguente diffusione di povertá. La globalizzazione riduce la povertá, il protezionismo l'aumenta (tranne che per i soggetti protetti)
    La minchiata del millennio, ma dove vivi?? in quale tempo parallelo vivi?? Ma hai mai avuto a che fare con una parte della popolazione?? O abiti in una zona elitaria?? Una balla come questa non la si può sentire.

  8. #8
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    Predefinito Re: Nel 2030 compreremo tutto in saldo (e non è una buona notizia)

    Mancando dall'Italia per oltre 30 anni, sono stato sorpreso per aver letto che nel ex Bel Paese i saldi potranno comunicare col 7 gennaio.
    Non e' questa una super regolamentazione e un abuso di potere? Io mi ricordo che quando sono arrivato in Canada ho potuto incorporare una societa', avere le licenze e l'equivalente della partita IVA e aprire i conti in banca IN SOLE 24 ORE.

    Ho anche potuto scegliere liberamente l'orario di apertura, aprire o chiudere quanti giorni volevo in qualunque ora del giorno o della notte. E, nonostante alle volte si parla di crisi, siamo sempre andati avanti. Cosa che non credo si possa dire per l'Italia.


    *pero' un bel dazio sulle merci cinesi ci starebbe bene.

  9. #9
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    Predefinito Re: Nel 2030 compreremo tutto in saldo (e non è una buona notizia)

    Citazione Originariamente Scritto da Pazzoide Visualizza Messaggio
    La minchiata del millennio, ma dove vivi?? in quale tempo parallelo vivi?? Ma hai mai avuto a che fare con una parte della popolazione?? O abiti in una zona elitaria?? Una balla come questa non la si può sentire.
    Veramente vivo in un quartiere popolare, comunuque l'ha ridotta, anche se un pazzoide non ci crede. Sopravviveremo.
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  10. #10
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    Predefinito Re: Nel 2030 compreremo tutto in saldo (e non è una buona notizia)

    Citazione Originariamente Scritto da Razionalista Visualizza Messaggio
    Comunque é prevedibile, salvo stravolgimenti oppure violento dirigismo che la produzione veda un crollo verticale dei prezzi di vendita in rapporto agli stipendi odierni.
    magari, fino ad oggi gli alimentari e in generale tutti i beni ed i servizi di prima necessita' (utenze domestiche) non hanno fatto altro che aumentare di prezzo, alla faccia delle panzane sparate dagli uffici di statistica che hanno l'ardire di parlare di deflazione.

 

 
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