Inutile girarci intorno: il nostro nemico sono gli Stati Uniti. Questo lo affermava anche Che Guevara e credo che sia dovere di ogni vero anti-imperialista e sovranista ribadire la propria opposizione allo strapotere yankee.
Ipotizziamo, però, che un giorno l'ormai sputtanato impero U$A dovesse collassare o , almeno, ridimensionare di molto le sue infami pretese. Quale sarà , allora, il referente dei paesi europei? Il blocco sino-russo?
Il "modo di produzione" di questi paesi, ad essere sinceri, non si discosta molto da quello statunitense.
Ho parlato con russi che , pur stimando Putin, ammettono candidamente l'operato tiepidamente riformista di Vladimiro. I lavoratori, per capirci, non se la passano bene.
Sulla Cina, invece, potrebbe dirci qualcosa @RibelleInEsilio . Eppure non credo ci sia molto da aggiungere in tal senso. Paese nominalmente socialista ma nei fatti capitalista.
Il blocco sino-russo e , più in generale , il complesso dei BRICS , riveste per noi un valore meramente geostrategico o anche politico? Un proletario statunitense vive tanto diversamente da uno cinese?




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