ho letto ieri un libriccino allegato di Micromega. Un confronto tra Davigo, Ferrara e Micromega sstesso sul tema di Tangentopoli e dei presunti abusi di quel pool di magistrati di MIlano nel cancellare un'intera classe politica a livello nazionale, oltre che indirettamente, sul ruolo dei magistrati e sui processi. Davigo parlava di ciò che c'era negli atti processuali, oltre che delle vicende in cui furono scritti, Ferrara parlava esclusivamente degli arbitri dei magistrati, compreso il famoso avviso di garanzia a Berlusconi del 1994 mentre era a Roma, oltre che della convocazione del pool della stampa dopo che un agente della guardia di finanza denunciava una tangente pagata da Mediaset ( latore della notizia: il corriere della sera)
Mi son fatto l'idea che abbiamo seri problemi in Italia. Mi son fatto l'idea che titoli aveva Ferrara ( a che titolo invitarlo) a parlare di ciò. Feerara insisteva che distrussero un'intera classe politica e fa la parte che ha sempre fatto, quella del rammaricato. Davigo gli risponde che le lezioni del 1994 dopo il clamore giustizialista le vinse Berlusconi, ma Ferrara dice che avendo le inchieste dia llora decimato la classe politica della prima repubblica, si preparava il terreno per le vittorie di Prodi del 1996 e per i cosiddetti ribaltoni ( stessa tecnica usata da tutti da quel momento in poi, dentro e fuori le colazioni di riferimento, fino ad arrivare a Renzi, ma questo Ferrara non lo dice). Allora seguendo il "ragionamento" di Ferrara, le inchieste di Mani Pulite prepararono il terreno per il maggior impegno politico di Berlusconi. Davvero io credo che si volesse "cambiare" in quel modo e che lo si sia fatto intenzinalmente.
Meglio credere a questo che alle serie come "1992" prodotta da Sky che usa le stese tecniche manageriali e induitriali di Berlusconi (sono stati soci con Murdoch, no?)
"Lo stato sono io" può dirlo, ancora oggi, Berlusconi, non solo Totò Riina, a cui la frase si attribuisce in una fiction prodotta e andata in onda sulle reti di Berlusconi, il Capo dei Capi, che tanti proseliti attirò a sè. Oltretutto Berlusconi pagava 600 milioni di lire annue a titolo di messa a posto ai corleonesi di Riina.




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