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    Predefinito Ma sapete chi vi ha comprato lo smartphone, ragazzi?

    MA SAPETE CHI VI HA COMPRATO LO SMARTPHONE, RAGAZZI? - Blondet & Friends



    MA SAPETE CHI VI HA COMPRATO LO SMARTPHONE, RAGAZZI?

    Maurizio Blondet

    8 ottobre 2016

    Ormai è raro aver bisogno di fiammiferi da cucina. Ieri ne ho comprato una scatola. Dietro, c’è la scritta: “Prodotto da Swedish Match Tidaholm, Svezia”. Dunque non produciamo più nemmeno i fiammiferi. E importiamo – e nemmeno dal Terzo Mondo; dal primissimo mondo degli alti salari, la Svezia.

    Non siamo più competitivi nemmeno in questo. Scusate, ma per uno della mia età, dietro una scatola di fiammiferi c’è sempre stato scritto SAFFA, che stava per Società Anonima Fabbriche Fiammiferi e Affini. La storica SAFFA di Magenta, fra Milano e Novara, che esisteva dall’800, che impiegava centinaia di operai.

    Io me la ricordo perché in anni lontani, quando il Papa dichiarò venerabile Gianna Beretta Molla, la mamma pediatra che morì pur di non abortire il suo terzo bambino, io ci andai per intervistare il marito: l’ingegner Pietro Molla, da tempo immemorabile direttore generale della SAFFA.

    Sapevo di trovare un sant’uomo, scoprii un uomo santo. Un ingegnere e imprenditore la cui santità consisteva nell’escogitare tutti i modi trovare da lavorare per i suoi lavoratori e non licenziare.

    Era una lunga tradizione, alla SAFFA. Già negli anni ’30 alla fabbrica dei fiammiferi aveva affiancato la produzione di compensati di pioppo – il pioppo padano che viene sù veloce e tenero – prima per imballaggi, poi per farne mobili. Incredibile, dalla SAFFA uscì una linea di mobili firmati da Gio Ponti: il Made in Italy ante litteram.

    Nel ’35 la ditta acquisì una impresa torinese da cui apprese il know how (ma allora non si diceva) per la fabbricazione di”acciarini a rotella”, ossia quelli degli accendini. Giunse ad aggiudicarsi un contratto con la Cartier, quella degli accendini d’oro e argento.

    Nel ’54 la SAFFA vinse il Compasso d’Oro, il gran premio italiano per il Design (allora non si chiamava così) per la prima cucina componibile, prodotta dalla SAFFA dall’architetto Augusto Magnaghi Delfino, allora non meno famoso di Gio Ponti (aveva inventato il primo divano-letto per la Busnelli, curato arredi per le navi da crociera Raffaello e Michelangelo).

    Il direttore della SAFFA ci abitava

    Negli anni’60, fu l’ingegner Molla, credo – ben consapevole del ridursi del mercato per fiammiferi e dei cerini, ma anche degli accendini a rotella – che convertì la SAFFA parzialmente per la produzione di accendini a gas e piezoelettici.

    Oggi nei master alla Bocconi si parlerebbe di “riconversione”, di “riposizionamento dell’azienda nei settori alti del consumo”, nel “settore del lusso”; di “Made in Italy” di “eccellenza del design”, della capacità di una ditta vecchissima di “stare sul mercato”. L’ingegner Molla, quello che s’ingegnava per fare stare la SAFFA “sul mercato”, non usava questi termini.

    Per lui si trattava di non licenziare operai. Compensando la fabbrica di fiammiferi, settore “maturo” a basso valore aggiunto, con quelle a valore aggiunto alto. In modo che il reparto che guadagnava di più mantenesse quello che guadagnava meno, o cominciava a perdere.



    L’ingegnere, felice con la moglie Gianna

    Del resto, la SAFFA era una famiglia. La sua famiglia: attorno alla ditta c’erano le case fatte dalla SAFFA per i dipendenti, e lui abitava lì, a Ponte Nuovo, nelle case create per i dirigenti. Lì la moglie Gianna allevò i figli, lì tornava l’ingegnere, sempre tardi la sera. Sotto gli occhi degli operai che vedevano la cilindrata della sua auto, i vestiti dei bambini, il suo stile di vita, tutto.

    E come si ingegnasse per trovare loro sempre nuovi lavori, come il padre di famiglia, responsabile dei suoi.

    I tempi non sono più quelli. Ora fa’ parte del management avanzato licenziare gli operai, per diventare più competitivi. Leggo su Wikipedia che la SAFFA “si avviò verso il proprio termine naturale venendo ufficialmente dichiarata chiusa in ogni sua parte produttiva nel 2002”.

    Contesto il “termine naturale”. Magari si è cessato di lottare, di sentirsi responsabili come pater familias della comunità.
    Non la fare così tragica, direte, per una scatola di fiammiferi Made in Sweden. Siamo nell’epoca della globalizzazione, dell’interscambio mondiale, si vanno a comprare nel mondo le cose che ci servono, laddove vengono fabbricate a prezzi minori da aziende più competitive – è la perfetta razionalità, l’oggettività dell’economia del mercato globale.

    Io continuo a stupirmi della leggerezza con cui si tratta di queste cose. Il punto è che le maestre elementari ci inchiodavano nella mente un concetto economico-base, che evidentemente aveva martellato in loro il Fascismo (erano ancora in servizio, quelle maestre): “L’Italia è un paese privo di materie prime; per comprarle dall’estero dobbiamo spendere una quantità di preziosa valuta estera; essa non deve essere sprecata in acquisti superflui”.

    La valuta serviva per comprare petrolio, minerali di ferro e per cavarne alluminio; essa era sempre scarsa, perché l’industria italiana non esportava abbastanza, e doveva esportare di più – ingegnarsi, sforzarsi, produrre ciò che poteva all’interno della nazione, dove si spendeva in lire nostre, non in dollari o in marchi.

    Ci parlavano delle centrali idroelettriche sulle Alpi, che consentivano di risparmiare sull’import di carbone, e le maestre ci rendevano orgogliosi del fatto che il genio italico (sic) era riuscito a ricavare “carbone bianco”, come lo chiamavano loro.

    Ci dicevano che il turismo era un modo importantissimo per guadagnar valuta, dunque che si doveva esser gentili con i visitatori che venivano a vedere la nostra bella Italia. Bella ma povera di materie prime.



    Insomma ci è stato inchiodato nella mente per sempre che l’economia è, anzitutto, un fatto morale. Di responsabilità . Ci veniva insegnato che eravamo nati in una famiglia povera, e lo Stato italiano era, esattamente come i nostri genitori, preoccupatissimo di non spendere i pochi guadagni se non oculatamente, tirchiamente addirittura.


    Non so. Tutte le volte che vedo uno dei nostri bietoloni, ragazzi e ragazze, fissi a bocca aperta – non troppo intelligenti – sul loro smartphone (Asus, Samsung, Huawei…) da 600 euro, vorrei gridargli: hai presente, bietolone, che questo smartphone non l’hai pagato tu? Che te l ‘ha comprato qualcuno?

    No, non intendo il tuo papà. Te l’ha comprato, dalla Cina o dalla Corea o dal Giappone, un lavoratore italiano che tu nemmeno conosci, che sgobbando nella sua azienda competitiva sul piano mondiale, ha prodotto merci che il mondo desidera e richiede; e con queste ha guadagnato i dollari – diciamo 700-800 – con cui si compra uno smartphone.

    Questo lavoratore, questo estraneo a te sconosciuto, si trova probabilmente nel Nord Italia, fra Piemonte Lombardia e Veneto, o nel centro; molto meno probabilmente è un meridionale. Non te lo dico, bietolone, per suscitare in te un po’ di gratitudine per quegli italiani sconosciuti che magari tu disprezzi come “Polentoni”.

    Ti voglio solo far notare quanti sono gli smartphone che noi in Italia non fabbrichiamo, comprati all’estero: milioni. E milioni di tablet, computer, portatili. Nulla di ciò che interessa voi giovani lo produciamo noi, qui. E nemmeno le vostre Nike, i vostri Lewy-Strauss, i vostri Ray Ban, produciamo. Tutto ciò che volete, che vi fate comprare, non lo sappiamo – non lo sapete – fabbricare.

    E lo comprate dall’estero.

    Più precisamente, lo comprano quei lavoratori che, in ditte moderne e competitive, nel Nord, riescono ancora ad esportare Made in Italy. Ci riescono eroicamente, nonostante uno Stato ormai composto di parassiti incompetenti faccia di tutto per rendere difficile – invece che aiutare – la produzione, a forza di controlli, norme , adempimenti e tassazione – perché il Fancazzista

    Collettivo guarda a quelli che lavorano con sospetto che siano evasori fiscali, che gli nascondono il suo stipendio di fancazzista.


    Pensa solo questo: che sono decine di milioni i tablet cinesi o coreani, milioni gli smartphone che vi hanno comprato quei lavoratori e imprenditori esportatori . E vogliamo parlare della auto? BMW, VW, Toyota, Kia…è raro vederne una italiana, ed è pure giusto perché la Fiat fa’ schifo. Ve le comprano sempre loro.

    E non dimentichiamo la coca e le altre sostanze da discoteca, che l’italiano consuma con entusiasmo: tutta roba importata, per miliardi annui – di dollari che quei lavoratori guadagnano- Loro che già devono guadagnare i dollari che servono per comprare le cose essenziali : il petrolio, il gas, i minerali ferrosi e non ferrosi che le nostre industrie trasformano per poi esportarle: per centinaia di milioni di dollari, miliardi.

    E sono aziende che quando cercano un fabbro, un elettricista, un calderaio non lo trovano, perché voi bietoloni schifate questi mestieri e nemmeno li sapete fare.

    Non pretendo che siate grati a questa gente che vi compra tutto ciò che non sappiamo, non sapete, non volete più fare.

    Voglio solo farvi notare quanti milioni sono gli smartphone e i tablet, milioni – e quanto pochi sono i lavoratori che in Italia riescono ancora ad esportare per comprarvi tutto, dal telefonino al riscaldamento, alle Nike che avete ai piedi. Sono pochissimi. Hanno a carico i Fancazzisti Collettivi di cui devono pagare gli stipendioni.

    Anzi, sono sempre meno, perché l’euro è troppo “forte” e sopravvalutato per l’industria italiana, ed è invece sottovalutato per l’industria tedesca, che esporta di più, e ci ha rubato la clientela estera. Ne stanno morendo giorno per giorno. E i dollari che guadagnavano per voi, per i vostri lussi oltre che per le spese essenziali, sono sempre meno.

    Alla prossima e imminente nuova crisi finanziaria, ne spariranno ancora. Perché siamo nel mercato globale, e un collasso a Wall Street provoca decenni di recessione mondiale.

    Il prossimo smarthpone non potrete comprarvelo, bietoloni.





  2. #2
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    Predefinito Re: Ma sapete chi vi ha comprato lo smartphone, ragazzi?

    Ci riescono eroicamente, nonostante uno Stato ormai composto di parassiti incompetenti faccia di tutto per rendere difficile – invece che aiutare – la produzione, a forza di controlli, norme , adempimenti e tassazione – perché il Fancazzista Collettivo guarda a quelli che lavorano con sospetto che siano evasori fiscali, che gli nascondono il suo stipendio di fancazzista.
    Increbibile... ben tre righe sulle quali concordo con Blondy.. il resto è la solita retorica..
    "I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."

  3. #3
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    Predefinito Re: Ma sapete chi vi ha comprato lo smartphone, ragazzi?

    Citazione Originariamente Scritto da Supermario Visualizza Messaggio
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    Incredibile... ben tre righe sulle quali concordo con Blondy..

    il resto è la solita retorica..

    non è retorica, ma sostanza,
    di cui la realtà odierna è piena
    e che si incarica di smentire le
    teorie liberiste e mondialiste, secondo le
    quali è bene disfarsi della economia
    reale fatta di sostanza e posti di lavoro, per
    abbracciare il nulla della finanza.

  4. #4
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    Predefinito Re: Ma sapete chi vi ha comprato lo smartphone, ragazzi?

    Smartphone Apple? Bisognerebbe chiedere al sindaco 5 Stelle di Livorno, che nonostante il comune pieno di debiti (così dice lui) si fa comprare dal Comune un iphone 6S da 900 euro. Gli altri cellulari non li voleva perchè non fanno figo come l'Iphone....
    L’immigrazione è fenomeno padronale. Chi critica il capitalismo approvando l’immigrazione, di cui la classe operaia è la 1a vittima, farebbe meglio a tacere. Chi critica l’immigrazione restando muto sul capitale, dovrebbe fare altrettanto. De Benoist

  5. #5
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    Predefinito Re: Ma sapete chi vi ha comprato lo smartphone, ragazzi?

    questa classe politica, ha venduto l'industria italiana agli stranieri ma non ha calcolato la forza di esistere delle medie piccole piccolissime industrie
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

  6. #6
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    Predefinito Re: Ma sapete chi vi ha comprato lo smartphone, ragazzi?

    Citazione Originariamente Scritto da italicum Visualizza Messaggio
    Smartphone Apple? Bisognerebbe chiedere al sindaco 5 Stelle di Livorno, che nonostante il comune pieno di debiti (così dice lui) si fa comprare dal Comune un iphone 6S da 900 euro. Gli altri cellulari non li voleva perchè non fanno figo come l'Iphone....
    Diciamo che è l'ultimo di una lunga tradizione ?
    Apple conquista il Parlamento: per i deputati iPad o iPhone per natale | iSpazio

  7. #7
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    Predefinito Re: Ma sapete chi vi ha comprato lo smartphone, ragazzi?

    Blondet l'ho tra i miei preferiti, lo leggo sempre, e in questo articolo che tratta di una realtà produttiva che si va lentamente spegnendo, ha dimenticato, a mio avviso, di riportare qualcosa di cui, probabilmente in lui, già se ne è spento il ricodo. Un qualcosa di non meno importante del lavoro nelle industrie del Nord. Mi riferisco ai tanti emigranti italiani, soprattutto "Terroni", che da terre lontane hanno inviato in Italia fiumi di valuta pregiata per sostenere i propri cari rimasti in Italia e indirettamente anche lo sviluppo delle industrie del Nord Italia.
    Anche quegli emigranti erano "figli" del fascismo, forse ancora più tenaci di chi è rimasto in Italia coccolato dagli affetti della propria famiglia. Emigranti di ieri, emigranti di oggi, con in comune non la scelta desiderosa dell'espatrio, ma di qualcosa di più doloroso: l'essere abbandonati ad incerto destino dalla propria madre: la Patria.

  8. #8
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    Predefinito Re: Ma sapete chi vi ha comprato lo smartphone, ragazzi?

    Citazione Originariamente Scritto da Supermario Visualizza Messaggio
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    Increbibile... ben tre righe sulle quali concordo con Blondy.. il resto è la solita retorica..
    Diciamo che mischia alcune verità (spesso i nostri giovani sono fuori dal mondo e credono di esser perennemente in un reality ) a altre falsità storiche ... le dite hanno chiuso non perchè in Italia non ci fosse mercato ma perchè è molto più facile e economico delocalizzare che fare ricerca e sviluppo, in un paese dove i furbi sono quelli fighi che fanno industria e che (soprattutto ora) sponsorizzano lo sport nazionale è "come ti frego meglio il lavoratore" ... cosa possiamo aspettarci.
    Da un governo che mette il JA , da le decontribuzioni per far finta che funzioni, lascia intonsi tutti i priviligegi delle passate generazioni e dulcis in fundo sponsorizza nel mondo il lavoro italiano con lo slogan "qui gli ingegneri costano meno (ovviamente perchè guadagnam meno) che altrove" cosa possiamo aspettarci ... che uno prenda la FIAT 500 (che peraltro è costruita in Serbia) al posto di una coreana che a parità gli costa il 20 - 30 % in meno .... ??
    Certo poi alla fine non ce ne sarà più per nessuno ... ma dar ai "bietoloni" la colpa di tutto ciò è come dare al termometro la colpa dell'influenza !!!

  9. #9
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    Predefinito Re: Ma sapete chi vi ha comprato lo smartphone, ragazzi?

    Citazione Originariamente Scritto da heint Visualizza Messaggio
    Certo poi alla fine non ce ne sarà più per nessuno ... ma dar ai "bietoloni" la colpa di tutto ciò è come dare al termometro la colpa dell'influenza !!!
    La responsabilità che Blondet attribuisce ai "bietoloni" è l'incapacità di reagire a un sistema che lentamente sta ingabbiando la Libertà dei "bietoloni" stessi, i quali drogati da voluttà spesso anche superflue, finiscono per fare il gioco di una classe politica vendutasi a una squilibrata idendità mondialista.

  10. #10
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    Predefinito Re: Ma sapete chi vi ha comprato lo smartphone, ragazzi?

    Citazione Originariamente Scritto da Condor Visualizza Messaggio
    La responsabilità che Blondet attribuisce ai "bietoloni" è l'incapacità di reagire a un sistema che lentamente sta ingabbiando la Libertà dei "bietoloni" stessi, i quali drogati da voluttà spesso anche superflue, finiscono per fare il gioco di una classe politica vendutasi a una squilibrata idendità mondialista.
    E come dovrebbero reagire ... non comprare più smartphone? ... non andare su facebook o non cercare più informazioni sotto google ... e anche se volessero farlo come farebbero? ... troverebbero ancora i fiammiferi "made in Italy" o se dovessero sciegliere un'auto cosa potrebbero compare??? quelle prodotte in Italia (tralasciando il fatto che ormai FCA di italiano non ha manco più il nome) sono la jeep a Melfi e la Ferrari a Maranello (prese con 2 o 3000 rate ....)
    O meglio ancora non dovrebbero acquistare più nulla ... non male come idea .. nella Corea del Nord la stanno applicndo con ottimi risultati.
    O forse magari dovrebbero smetterla di votare quelli che hanno trasformato il paese un una provincia cinese e che stanno tutt'ora cinesizzando quel poco che resta, questo magari lo stanno già facendo... peccato che i privilegiati son duri a morire e prima che ciò avvenga l'Italia sarà un deserto cosparso di sale ....

 

 
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