L’università dà una sede al collettivo studentesco che aggredì Panebianco
La concessione attraverso un bando. Il rettore: «Assegnata a un’associazione regolarmente riconosciuta». Al professore fu impedito di tenere una lezione
di Riccardo Bruno
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Sei anni fa, sull’onda della protesta contro la riforma Gelmini, occuparono due aule delle facoltà di Lettere. Questa volta gli studenti del Cua, Collettivo autonomo universitario di Bologna, duri e puri del movimento di sinistra, si sono insediati nel loro nuovo spazio, una casetta di 50 metri quadrati che era utilizzato da Zoologia, con il lasciapassare ufficiale delle odiate istituzioni. Hanno costituito per l’occasione un’associazione, ZeropuntoZero, e vinto un bando dell’ateneo, rimasto aperto per tutto il mese di agosto. Così gli attivisti che si erano distinti lo scorso febbraio per l’aggressione al professore Angelo Panebianco, reo di aver espresso la sua opinione sulla cultura della sicurezza in un editoriale sul Corriere della Sera (contestazione bissata il giorno dopo dai ragazzi di Hobo, antagonisti con tutti, pure con i rivali del Cua), o noti per aver tentato nel 2013 di appendere un cartello al collo dell’allora rettore Ivano Dionigi, questa volta hanno accettato norme e cavilli imposti dai vertici dell’Alma Mater.
La sfida degli studenti
Ieri gli studenti hanno convocato una conferenza stampa e annunciato la nascita di «Nautilus, nuovo spazio autogestito», nel frattempo hanno abbandonato le due aule occupate, anche se probabilmente cercheranno un nuovo spazio per la loro assemblea settimanale del martedì. Una svolta di disciplina per coloro che continuano a definirsi «insubordinabili»? Si vedrà. Intanto, dopo l’addio alla loro «sede storica», aggiungono con non poca ambiguità: «Chiariamo: non ce ne andiamo e mai ce ne andremo!». Il nuovo spazio è semmai «un’altra base rossa per i percorsi di autonomia dentro e contro l’università, un altro avamposto ribelle. Un altro scarto in avanti, qualcosa in più che non sostituisce gli spazi liberati dentro le facoltà ma ne va ad incrementare le potenzialità. Uno spazio nato dalla contrapposizione e per la contrapposizione!».
L’«ottimismo» dell’ateneo
Per il rettore Francesco Ubertini non c’è nulla di anomalo: «Abbiamo messo a bando uno spazio nuovo, a noi risulta che sia stato assegnato a un’associazione studentesca regolarmente riconosciuta». Precisa il prorettore Mirko Degli Esposti: «Uno dei nostri obiettivi è fornire sempre maggiori servizi. Si è costituita una nuova associazione con più di 100 studenti, aveva tutte le carte in regola e noi ne siamo felicissimi. Non è nostra usanza fare discriminazioni o controllare la lista dei nomi». Ci tiene a dire che adesso bisogna essere ottimisti, ma con una postilla: «Sia ben chiaro: per tutti ci sono diritti e doveri. Al diritto agli spazi corrisponde il dovere di rispettare le regole».
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certo rettore, come no: abbiamo visto come la feccia che lei coccola RISPETTA LE REGOLE. E QUINDI ,LEI GLI REGALA LA SEDEW, AI POVERI COCCVHI COMUNISTI.
questa è l'Italia delle università prone ai sinistrume più becero ed ignorante.





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