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  1. #1
    Bacchettona del forum
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    Predefinito Podemos cancella le corride

    Spagna, bici al posto dei tori: Podemos cancella la corrida


    Da Madrid ad Alicante le città degli indignados tagliano i finanziamenti




    LAPRESSE

    Nel 2013 la corrida è stata dichiarata dal governo di Mariano Rajoy patrimonio culturale spagnolo


















    05/08/2015
    VITTORIO SABADIN




    Nelle elezioni del maggio scorso molte città spagnole hanno eletto sindaci di sinistra. Nel loro programma non c’è solo la solita maggiore attenzione all’economia sociale. C’è anche la fine della più antica tradizione spagnola: la corrida. Il sindaco di Madrid, Manuela Carmena, ha detto che «non un solo euro di soldi pubblici sarà speso nelle arene». Ad Alicante la corsa dei tori estiva è stata sostituita da una corsa in bici e si terrà un referendum per abolire i combattimenti. Saragozza ha finalmente vietato la festa in cui si legavano fuochi d’artificio alle corna dei tori, Valencia ha bloccato i finanziamenti alla Feira de Julio, Gandia ha bandito le corride, Villafranca de los Caballeros ha cancellato il festival di agosto e destinato i soldi all’acquisto di libri scolastici, Denìa ha depennato la festa del «bous a la mar», nella quale un toro veniva costretto dalla folla a entrare in mare. Barcellona aveva già abolito le corride nel 2011, dopo 600 anni di storia.

    Espressione artistica
    Non si può che dire bene del nuovo corso animalista della politica locale spagnola. Nel mondo moderno ci si aspetta che il combattimento tra uomini e tori sia una barbara tradizione che si vede raffigurata su antichi vasi greci e romani, non una pratica ancora diffusa nel centro di una capitale europea. Eppure non saranno pochi gli spagnoli che rimpiangeranno la corrida. Non si tratta di persone rozze e ignoranti: sono uomini e donne di cultura, e quando si parla con loro si resta affascinati dalle argomentazioni con le quali difendono la tauromachia e raccontano del momento in cui, un secolo fa, ha smesso di essere uno scontro selvaggio ed è diventata un’espressione artistica, rinchiusa in una estetica e in una forma.

    I toreri più leggendari
    La popolarità raggiunta dai toreri più leggendari, come Manuel Benitez, Josè Ortega, Joselito, Manolete, non è dovuta a un presunto gusto del sangue dal quale bisogna redimere i barbari spagnoli. È qualcosa di più, un sentimento coinvolgente e impalpabile che molti scrittori, compositori e registi cinematografici hanno cercato di svelare. Ernest Hemingway ha scritto con «Morte nel pomeriggio» il miglior trattato esistente sul combattimento dei tori, ma il libro più rivelatore e coinvolgente è un altro. Molti sono convinti che «Juan Belmonte, matador de toros» di Manuel Chaves Nogales sia il più bel libro spagnolo del XX secolo, e se non è così, poco davvero ci manca.

    Non è necessario amare o odiare la corrida per trovarlo avvincente. Racconta la storia del più grande dei matador, nato povero in un quartiere di Siviglia, che scappava di casa tutte le notti da bambino per andare a toreare di nascosto negli allevamenti vicini. Era malato di una forma di rachitismo alle gambe e non poteva fare come tutti gli altri saltando come un clown davanti al toro; stava invece fermo e aspettava che il toro si avvicinasse e lo sfiorasse con le corna. Belmonte, tra il 1914 e il 1920, gli anni d’oro, trasformò così la corrida in una forma d’arte, che mescolava in modo irresistibile eleganza e pericolo. La gente del quartiere di Triana lo andava a prendere all’arena e lo portava a casa sulle spalle, perché era uno di loro e ce l’aveva fatta ed era diventato ricco solo grazie al suo coraggio.

    Quando il suo amico Hemingway si uccise nel 1961, Belmonte aveva commentato: «Ben fatto». La rivista «Time», che lo aveva messo in copertina nel 1925, raccontò i suoi ultimi giorni. Il medico gli aveva detto che a causa dell’età e delle 24 gravi ferite riportate in carriera, non avrebbe più potuto fumare sigari, bere, cavalcare e amare una donna. Lui prese alcune bottiglie di vino e una manciata di sigari, montò sulla sua cavalla preferita, Marvella, andò in campagna dove lo aspettavano due vecchie amiche e passò con loro la notte. All’alba prese la sua Browning 6.35 e si sparò. Forse non ci mancherà la corrida, ma i maestosi personaggi che ha forgiato sicuramente sì.

    Spagna, bici al posto dei tori: Podemos cancella la corrida - La Stampa


    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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  2. #2
    Supermod Viola
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    Predefinito Re: Podemos cancella le corride

    Finalmente una buona notizia
    Se non hai il coraggio di mordere, non ringhiare.

  3. #3
    ___La Causa del Popolo___
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    Predefinito Re: Podemos cancella le corride

    E' una tradizione per gli spagnoli.
    La trovo personalmente di una stupidità abissale, insieme alle corse coi tori, ma fa parte della loro cultura.
    Perchè vietare agli spagnoli di farsi sbudellare a cornate?
    Ultima modifica di Kavalerists; 06-08-15 alle 23:23
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  4. #4
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    Predefinito Re: Podemos cancella le corride

    Perché rinunciare a una traduzione vecchia di secoli, che ha ispirato Hemingway e Bizet, per amore di una vacca?
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  5. #5
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    Predefinito Re: Podemos cancella le corride

    bravi

    Se pensi che l'istruzione sia cara, prova con l'ignoranza

  6. #6
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    Predefinito Re: Podemos cancella le corride

    [QUOTE=Malandrina;14618272]Spagna, bici al posto dei tori: Podemos cancella la corrida


    La corrida è un fatto folkloristico de contraddisitngue la Spagna, e che per secoli è stata oggetto di fanatismo sfrenato da parte degli spagnoli. Sono stata in Spagna negli anni '70 per quasi un anno, a Siviglia, e durante la "temporada" ovvero la stagione che si apre a Pasqua e temina in autunno. Dappertutto, nei bar, nei ristoranti, alle fermate degli autobus e nella portineria dell'albergo non si sentiva altro parlare di corride e di toreri, esattamente come qui si fa per il calcio. il lunedi si parlava delle corride della domenica, fino a mercoledì e il giovedi si iniziava a parlare di quella della domenica successiva... E poi ancora da capo per settimane e settimane! Alla radio ogni sera, c'erano ore di interviste ai matador, alle loro mogli, ai manger, persino a coloro che ripulivano l'arena... Una vera ossessione. Per fortuna la sensibilità della gente è cominciata a cambiare, negli anni '80, e negli anni '90 la Catalogna decise di bandire le corride dal proprio territorio, probabilmente per la voglia dei catalani di distiguersi dai castigliani.

    Le corride sono qualcosa di crudelmente disgustoso, uno spettacolo di morte che aleggia dalla arena fino all'ulltimo cerchio degli spoalti, La maggior parte gente
    non vede neanche bene di lassù, assiepata in alto sugli spalti, e non ha quindi la percezione precisa di quanto avviene realmente momento per momento nell'arena... A parte il fatto che il toro viene purgato per due giorni prima dello spettacolo e tenuto a digiuno e gli vengono messi alcuni aghi nei testicoli in modo che possa sedersi e resti sempre sulle 4 zampe... Ma ci sono anche i cavalli che fanno parte della quadriglia di ciascun toreno i cui cavalieri si accostano al toro per puinzecchiarlo con la lancia ( i picadores) in maniera che si inferocisca e in questa manovra spesso il toro riesce a incornare il povero cavallo sotto alla bardatuta di cuoio che li riveste e con le corna app come lame,apre la pancia dell'anjmale e sbudella letteralmente la cavalcatura... e chi sta nei posti più vivcni all'erena, vede le interiora del cavallo venigli fuori dal ventre, fino ache il povero animale non stramazza, venendo sostituito da un altro animale, candidato a fare, prima o poi, la la stessa fine. In vita mia sono anada alla corrida solo due volte. La prima volta a Madrid, dove si teneva una "corrida goyesca", cioè in costumi ripodotti da quelli dela fine del 1700/primi1800, veramente spledidi. La parata detta "paseo" (cioè passeggiata") delle "
    cuadrillas" che accompagnano ciascun toreador era uno spettacolo che confesso mi entusiasmò, per la solennità e la magnificenza dei costumi da colori sgargianti, i ìcon i corti gucacchini di seta trapunti di cristalli favillanti al sole detti "trajes de luz" (giacche di luce)... Ero lontana dall'arena, quasi in cima alla balconata e non vidi molto di quelo che avveniva nei particolari, Ero attirata dal comportamento della folla attentissina ad ogni mossa del torero, che incitava il con con gli OLE' a sottelineare le figure più coerografiche e più percolose. Sapevo che la fine del toro era purtroopo quella... ma non ne avevo precisa cognizione. Una seconda volta invece proprio a Siviglia mi convinsero amici spagnoli appassionatissimi, ad andare con loro ad una corriìda. Riluttante, tuttavia accettai. I nostri posti erano i migliori che si potessrro avere, i così detti "sobre-puertas a la sombra" cioè all'ombra, perché il solo picchia duro in piena estate Siviglia, nei posti messi proporio sopra gli ingressi dai quali esce il toro e , quell' altro da cui escono i toreri e le quadrigilie. Fu allora che vidi quello che ho descritto sopra. L'odore del sangue e degli escrementi sia dei dei cavalli che del tori erano nauseanti... Dovetti uscire per non vomitare... Mai più entrai in una arena. La notizia che prima o poi questo spettacolo barbaro verrò soppresso del tutto, non può che riempirmi di gioia. La bellezza dei costumi la maestria e il coraggio del torero non possono compensare lo strazio animale che ogni corrida comporta... solo per fare spettacolo!











    Non bisogna mai farsi ricattare dalla stupidità altrui.
    (Umberto Eco)

  7. #7
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    Predefinito Re: Podemos cancella le corride

    Citazione Originariamente Scritto da Juv Visualizza Messaggio
    Perché rinunciare a una traduzione vecchia di secoli, che ha ispirato Hemingway e Bizet, per amore di una vacca?
    Complimenti per la tua sensibilità!

    Il fatto che la figura del torero abbia in passato ispirato grandi personaggi non significa che non sia comunque una spettacolo inutilmente crudele. I tempi fortunatamente cambiano... Nel medioevo la gente si divertiva ad assistere sulle pubbliche piazze alle esecuzioni dei condannati capitali. Adesso ciò non avviene più, perché la civiltà va avanti... La corrida è uno spettacolo inutile ed incivile e sarebbe ora di abolirlo e guardare ad essa come ad un retaggio del passato. Le opere di Hemigway e di Bizet solo letteratura e musica e per belle che esse siano non giustificano la crudeltà verso un animale, che tu nella tua superba insensibilità chiami volgarmente vacca... Ci sono tante vacche peggiori in giro che pascolano liberamente...

    Si può continuare a leggere Fiesta o ad ascoltare la Carmen anche se le corride verranno abolite

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  8. #8
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    Predefinito Re: Podemos cancella le corride

    Ci sono molte opere cinematografiche, di musica, di poesia e di letteratura che celebrano la corrida come atto di grande coraggio dell'uomo che sfida la potenza e la mole del toro. Credo che si dovrebbe sapere che il toro viene deliberatamente debilitato per un periodo di almeno una settimana in modo che non abbia tutta la forza della sua natura, poi per contro, al momento dello spettacolo viene aizzato il più possibile perché attacchi il torero. Un trattamento crudele e vigliacco da parte di chi si può considerare alla stregua di un qualunque macellaio, con la differenza che il macellaio agisce rapidamente e per procurare nutrimento alla comunità, metre il torero uccide per dimostrasi coraggioso e per divertire la folla.

    Ricordo che da piccolissima ebbi occasione di vedere, in uno di quei cinema di terza visione, ormai spariti, che proiettavano vecchissime pellicole, il famoso film "sangue e arena" con Tyron Power e la fascinosissima Rita Hayworth e ne fui assolutamente conquistata, tanto da andarlo a rivedere più e più volte. La bellezza dei protagonisti, i colori gargianti del folklore andaluso e la drammaticità della trama rapirono la mia fantasia. Più tardi apprezzai le poesie di Garcia Lorca fra cui quella famosissima del lamento per la morte di Ignazio, poesia meravigliosa. A teatro la musica di Carmen mi appassionò fin dalla proima volta. Non pensavo, allora all'animale e a come veniva fatto morire, ne vedevo solo il contorno rutilante di colore locale.

    Una delle ragioni che mi spinse a voler andare in Spagna, appena fui in grado di viaggiare da sola, probabilmente e senza che ne fossi cosciente, fu proprio l'aspetto più tradizionale ed appariscente del folkolre ispanico. Fu comumque un viaggio meraviglioso. Visitai quasi tutta l'Andalusia, Mi innamorai di Granada, di Siviglia, di Cordova e della gente sempre cordiale, allegra, godereccia.... Fino a quel famoso giorno in cui assisettti alla corroda a Siviglia. Dopo il disgusto, per un momento pensai che me ne sarei andata per sempre dalla Spagna e che mai più avrei voluto tornarci. Era un poensiero assurdo. La Spagna è un paese meraviglioso e la sua gente è cordiale, accogliente, generosa... e io mi ci trovo come a casa mia! So di aver preso coscienza di quanto sia orribile lo spettacolo della corrida solo da adulta e soprattutto dopo avere assistito, non tramite la macchina da presa o le pagine di un libro, ad una corrida vera. E vi assicuro che solo chi ha visto ciò che davvero accade nell'arena, e che non sia uno spagnolo fanatico, può non deprecare questo spettacolo mascabro di morte.

    Sono tornata tante volte in Spagna, perché e un paese che amo molto, per la sua cultura, per la sua storia e la sua gente e l'unico neo nei miei soggiorni spagnoli sono sempre state le liti con i portieri d'albergo che insistono regolarmente per vendermi i biglietti per la corrida, che io rifiuto sempre recisamente, il che sembra loro incomprensibile e direi quasi offensivo. Se finissero finalmente le corride la Spagna sarebbe per me un paese perfetto!


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  9. #9
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    Predefinito Re: Podemos cancella le corride

    Citazione Originariamente Scritto da Malandrina Visualizza Messaggio
    Spagna, bici al posto dei tori: Podemos cancella la corrida


    Da Madrid ad Alicante le città degli indignados tagliano i finanziamenti






    05/08/2015
    VITTORIO SABADIN


    Nelle elezioni del maggio scorso molte città spagnole hanno eletto sindaci di sinistra. Nel loro programma non c’è solo la solita maggiore attenzione all’economia sociale. C’è anche la fine della più antica tradizione spagnola: la corrida. Il sindaco di Madrid, Manuela Carmena, ha detto che «non un solo euro di soldi pubblici sarà speso nelle arene». Ad Alicante la corsa dei tori estiva è stata sostituita da una corsa in bici e si terrà un referendum per abolire i combattimenti. Saragozza ha finalmente vietato la festa in cui si legavano fuochi d’artificio alle corna dei tori, Valencia ha bloccato i finanziamenti alla Feira de Julio, Gandia ha bandito le corride, Villafranca de los Caballeros ha cancellato il festival di agosto e destinato i soldi all’acquisto di libri scolastici, Denìa ha depennato la festa del «bous a la mar», nella quale un toro veniva costretto dalla folla a entrare in mare. Barcellona aveva già abolito le corride nel 2011, dopo 600 anni di storia.

    Espressione artistica
    Non si può che dire bene del nuovo corso animalista della politica locale spagnola. Nel mondo moderno ci si aspetta che il combattimento tra uomini e tori sia una barbara tradizione che si vede raffigurata su antichi vasi greci e romani, non una pratica ancora diffusa nel centro di una capitale europea. Eppure non saranno pochi gli spagnoli che rimpiangeranno la corrida. Non si tratta di persone rozze e ignoranti: sono uomini e donne di cultura, e quando si parla con loro si resta affascinati dalle argomentazioni con le quali difendono la tauromachia e raccontano del momento in cui, un secolo fa, ha smesso di essere uno scontro selvaggio ed è diventata un’espressione artistica, rinchiusa in una estetica e in una forma.

    I toreri più leggendari
    La popolarità raggiunta dai toreri più leggendari, come Manuel Benitez, Josè Ortega, Joselito, Manolete, non è dovuta a un presunto gusto del sangue dal quale bisogna redimere i barbari spagnoli. È qualcosa di più, un sentimento coinvolgente e impalpabile che molti scrittori, compositori e registi cinematografici hanno cercato di svelare. Ernest Hemingway ha scritto con «Morte nel pomeriggio» il miglior trattato esistente sul combattimento dei tori, ma il libro più rivelatore e coinvolgente è un altro. Molti sono convinti che «Juan Belmonte, matador de toros» di Manuel Chaves Nogales sia il più bel libro spagnolo del XX secolo, e se non è così, poco davvero ci manca.

    Non è necessario amare o odiare la corrida per trovarlo avvincente. Racconta la storia del più grande dei matador, nato povero in un quartiere di Siviglia, che scappava di casa tutte le notti da bambino per andare a toreare di nascosto negli allevamenti vicini. Era malato di una forma di rachitismo alle gambe e non poteva fare come tutti gli altri saltando come un clown davanti al toro; stava invece fermo e aspettava che il toro si avvicinasse e lo sfiorasse con le corna. Belmonte, tra il 1914 e il 1920, gli anni d’oro, trasformò così la corrida in una forma d’arte, che mescolava in modo irresistibile eleganza e pericolo. La gente del quartiere di Triana lo andava a prendere all’arena e lo portava a casa sulle spalle, perché era uno di loro e ce l’aveva fatta ed era diventato ricco solo grazie al suo coraggio.

    Quando il suo amico Hemingway si uccise nel 1961, Belmonte aveva commentato: «Ben fatto». La rivista «Time», che lo aveva messo in copertina nel 1925, raccontò i suoi ultimi giorni. Il medico gli aveva detto che a causa dell’età e delle 24 gravi ferite riportate in carriera, non avrebbe più potuto fumare sigari, bere, cavalcare e amare una donna. Lui prese alcune bottiglie di vino e una manciata di sigari, montò sulla sua cavalla preferita, Marvella, andò in campagna dove lo aspettavano due vecchie amiche e passò con loro la notte. All’alba prese la sua Browning 6.35 e si sparò. Forse non ci mancherà la corrida, ma i maestosi personaggi che ha forgiato sicuramente sì.

    Spagna, bici al posto dei tori: Podemos cancella la corrida - La Stamp



    Bel pezzo di giornalismo, su questo non c'è che dire, anche se un po' troppo pieno di luoghi comuni! Il divertimento di chi assiste ai tormenti di un essere viviente non viene compensato dalla letteratura, né dall'arte, se così vogliamo chiamarla, del torerare.

    Tra l'altro a proposito dei toreri una volta ricordo una intervista della nostra simpatica attrice Lucia Bosè, che quando le chiesero quale fosse stata la ragione del suo divorzio dal più famoso ed affascinante torero di Spagna degli anni '60, Luis Dominguin, rispose: "perché era un torero e io non sopportavo più né lui né le corride..."

    D'altra parte se scomparisse la tauromachia agli spagnoli resterà sempre "la pelota" ovvero il gioco del calcio, meno coreografico e meno epico, ma comunque coinvolgente e già molto popolare in Spagna, quasi quanto in Italia...
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  10. #10
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    Predefinito Re: Podemos cancella le corride

    STOP DEL PARLAMENTO EUROPEO AI FONDI PER LA CORRIDA
    Il parlamento europeo, con ben 438 voti su 687, ha votato in favore di un emendamento che porrà fine ai finanziamenti, pari a circa 129 milioni di euro, relativi all’allevamento dei tori utilizzati per la corrida. Prima che l’emendamento diventi legge, e che quindi i sussidi vengano finalmente interrotti, dovrà essere approvato dai ministri delle finanze europei. Questa votazione rappresenta un enorme passo in avanti per contrastare il drammatico e vergognoso fenomeno della corrida, una delle tradizioni popolari più sanguinarie e cruente, sia per gli animali sia per gli esseri umani.





    adoro questi momenti....




 

 
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