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Discussione: Renzi: 0,1% non conta, battaglia è sull'Europa.

  1. #161
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    Predefinito Re: Renzi: 0,1% non conta, battaglia è sull'Europa.

    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    L’Italia alla Ue: quote migranti, ecco i Paesi da sanzionare - Corriere.it


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    Le cifre sull’emergenza migratoria testimoniano la violazione delle regole comunitarie a danno dell’Italia. E i numeri sul ricollocamento dei richiedenti asilo smascherano l’ipocrita solidarismo dell’Unione verso Roma. Nei documenti redatti dal Viminale il ministro dell’Interno legge non solo «le ragioni della crisi dell’Europa» ma anche «la minaccia dell’interesse nazionale». Ecco cosa spinge Alfano a prefigurare — in assenza di novità sostanziali — «un passo formale del governo verso la Commissione», perché Bruxelles imponga agli Stati Ue il rispetto degli accordi presi. O li sanzioni in base ai poteri attribuitele dai Trattati. Per l’Italia «non è accettabile» che continuino a restare disattese le «Decisioni» numero 1523 e 1601 con le quali i partner europei si erano impegnati ad accogliere «per quota» una parte di migranti approdati sul territorio nazionale. «Non è accettabile» che su 47.857 richiedenti asilo da trasferire in altri Paesi comunitari ne siano stati finora ricollocati solo 1.392. «Ancor più grave che negare la solidarietà è assicurare la solidarietà e poi negarla», commenta il titolare del Viminale scorrendo la black-list degli inadempienti.


    «Solenne promessa»

    Nell’atto d’accusa sono compresi tutti gli Stati dell’Unione, dato che nessuno ha tenuto fede alla «solenne promessa» fatta nella primavera del 2015, all’indomani dell’ennesima strage di innocenti nel Mediterraneo. Allora i leader europei si strinsero al fianco dell’Italia, «allora — ricorda il ministro dell’Interno — ci venne offerta la solidarietà in cambio di gesti di responsabilità. Dicevano: “Noi ci faremo carico di una parte dei migranti ma voi dovrete organizzare gli hotspot, prendere le impronte digitali, sigillare le frontiere...”. Quanto dovevamo fare, noi l’abbiamo fatto. Loro invece ci hanno voltato le spalle». Di fronte a questi gesti, anche chi — come Alfano — sostiene di essere «cresciuto nell’ideale europeista», vede «messo a dura prova» il proprio credo: «Questa non è l’Europa che sognavamo». Non aleggiava certo lo spirito europeista di Adenauer o di Schumann all’ultimo vertice dove si è parlato di immigrazione, se è vero che l’ungherese Orbán prima ha attaccato violentemente Juncker, poi si è allontanato: «Devo andare in bagno». Malgrado questo clima il governo italiano «non smette di operare», nel salvataggio in mare come nella gestione a terra dei migranti. «Non è un video-game», cerca di far capire il ministro dell’Interno: «Quotidianamente impegniamo uomini e risorse, tra il dramma di chi arriva e le sofferenze dei nostri concittadini».
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    Interesse nazionale

    Il fatto che, per tutta risposta, non solo Roma sia rimasta sotto l’osservazione di occhiuti burocrati di Bruxelles, ma sia stata «persino messa all’indice per lo 0,1 del bilancio», ha provocato la reazione. Così il responsabile del Viminale ha chiesto ai suoi uffici uno studio in tempo reale sul ricollocamento. E siccome ad oggi i partner dell’Unione non hanno accolto «nemmeno il 3%» dei migranti stabiliti dalle quote, si è convinto che «è l’ora di porre un limite»: «Bisogna essere chiari con gli altri Paesi e con Bruxelles. Il problema non è lo sforamento di un decimale nei conti di uno Stato che deve ovviare a un’emergenza. Il problema è il clamoroso e collettivo inadempimento davanti a una emergenza, che lascia presagire l’inaffidabilità dell’Europa». Di qui la decisione di mettere l’Unione dinnanzi alle proprie responsabilità: «L’Italia con il suo impegno sta salvando l’Europa, ma il governo deve e vuole difendere anche l’interesse nazionale». Perciò Alfano ritiene che l’esecutivo debba prepararsi a chiedere formalmente alla Commissione una «verifica sullo stato di attuazione delle Decisioni assunte a livello europeo per il ricollocamento dei richiedenti asilo». Tradotto dal linguaggio tecnico è una mossa che prepara la richiesta di apertura di una procedura d’infrazione per gli Stati inadempienti.


    «Mancano strumenti giuridici»

    Secondo i Trattati, spetta alla Commissione vigilare sul rispetto delle regole. Nel caso la Commissione abbia notizia di una violazione, può procedere d’ufficio. Finora non s’è mossa, ma potrebbe essere «attivata» da un governo nazionale attraverso una «formale segnalazione». A quel punto spetterebbe a Bruxelles avviare la verifica e imporre agli Stati membri di ottemperare all’impegno, pena una successiva sanzione. Ovviamente la Commissione dovrebbe stabilire se c’è stata inadempienza, e sul ricollocamento dei migranti i documenti del Viminale non lasciano adito a dubbi. «Purtroppo mancano gli strumenti giuridici», aggiunge con ironia mista ad amarezza Alfano: «Visto l’andazzo, noi dovremmo chiedere una procedura d’infrazione contro l’Europa. Dato che non si può fare, speriamo almeno che l’Europa si adoperi contro se stessa per mancata vigilanza». La prospettiva di avviare la procedura sulla disattesa applicazione delle Decisioni è un ulteriore (e diverso) strumento di pressione su Bruxelles e sui partner, rispetto all’ipotesi avanzata da Renzi di porre il veto sul bilancio europeo. Ma tanto il premier quanto il ministro dell’Interno si muovono con lo stesso intendimento: «Salvare l’Europa e difendere l’interesse nazionale».
    Se avessero un po' di palle , invece di essere degli eunuchi , avrebbero già bloccato l'immigrazione .
    Invece siamo in mano a degli ometti senza spina dorsale e tutta europa ci deride come dei cretini che sprecano denaro che non abbiamo.
    Stanziano per i terremotati un centesimo di ciò che l'italia spende per palestrati negri tenuti in albergo.
    Questo è oltre la vergogna , è infamità bella e buona.
    Alfano e Renzi sono giovani , arriverà anche per loro il giorno che pagheranno per questo tradimento agli italiani.
    Alfano gia sa che presto sarà sbattuto fuori dalla politica con il suo indecente NCD, mentre Renzi prenderà uno schiaffone gia il 4 dicembre.
    DI ROSSO IN ITALIA C'E' SOLO IL VINO

    L'Italia è una razza, una storia, un orgoglio, una passione, l'Italia è una grandezza del passato.

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  2. #162
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    Predefinito Re: Renzi: 0,1% non conta, battaglia è sull'Europa.

    Nessuna lealtà è dovuta ad un traditore

  3. #163
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    Predefinito Re: Renzi: 0,1% non conta, battaglia è sull'Europa.

    In compenso è prima per pensionati .

    Bisogna pensare a pensionarsi , mica a produrre.
    Conte Oliver and occidentale like this.

  4. #164
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    Predefinito Re: Renzi: 0,1% non conta, battaglia è sull'Europa.

    Renzi e' un venditore di pentole, molto peggiore di Berlusconi.
    Deal with it, pals.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  5. #165
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    Predefinito Re: Renzi: 0,1% non conta, battaglia è sull'Europa.

    Choc a Berlino per l'elezione di Trump.

    Da Berlino parla di «forte choc» la ministra della Difesa tedesca Ursula von der Leyen, intervistata dall’emittente Ard, secondo cui si è trattato di un voto «contro Washington, contro l’establishment».

    ----------------------------------------------------------------------

    Ma la Germania che cosa può fare in Europa contro questa ondata (anche europea) dei populismi che votano
    contro l’establishment?

    Da che cosa nasce questa rabbia che c'è anche a livello europeo e soprattutto nell'europa meridionale, Francia compresa? Dalla voglia di fare più austerità visto che se ne fa troppo poca?

    E come si può fare più crescita ed occupazione in tutta l'eurozona senza per questo far sballare i conti pubblici soprattutto nei paesi ad alto debito?

  6. #166
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    Predefinito Re: Renzi: 0,1% non conta, battaglia è sull'Europa.

    CONTI PUBBLICI


    Manovra, pace tra Bruxelles e Roma
    La telefonata tra Renzi e Juncker


    L’Unione europea sostiene l’Italia sulle spese per migranti e terremoti. La distensione dopo un botta e risposta durato quattro giorni e il celebre «me ne frego»

    di Fausta Chiesa




    Prove di distensione tra Bruxelles e Roma in merito alla manovra e alle spese programmate dal governo. L’Unione europea sostiene l’Italia sulle spese per migranti e terremoti. A tre giorni di distanza dallo strappo, è tornata la pace tra il premier Matteo Renzi e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Mercoledì sera i due si sono sentiti al telefono e Juncker ha rassicurato il premier sul «pieno supporto» di Bruxelles al governo italiano in vista del referendum il 4 dicembre. E in particolare sono arrivate rassicurazioni sulla manovra.


    Quattro giorni di botta e risposta

    Negli ultimi giorni si erano susseguiti i botta e risposta tra il presidente della Commissione europea e il primo ministro sul tema dei conti pubblici e della legge di Bilancio. Tutto è cominciato con il «me ne frego» di Juncker sulle rimostranze dell’Italia pronunciato il 7 novembre e che aveva suscitato scalpore. Dal canto suo, Renzi ha tenuto ferma la barra decretando che «il tempo dei diktat è finito». «Non siamo una banda di tecnocrati e di burocrati», ha poi detto Juncker.


    11 novembre 2016

    http://www.corriere.it/economia/16_novembre_11/manovra-pace-bruxelles-roma-1510e25a-a7e5-11e6-b076-c4200a7222c9.shtml

  7. #167
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    Predefinito Re: Renzi: 0,1% non conta, battaglia è sull'Europa.


  8. #168
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  9. #169
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    Predefinito Re: Renzi: 0,1% non conta, battaglia è sull'Europa.

    Italia blocca revisione bilancio pluriennale Ue.

    Bilancio pluriennale (fatto dai governi precedenti) è troppo a svantaggio del nostro paese.
    A vantaggio di paesi come l'Ungheria che prendono molti più soldi di quel che mettono; e poi rifiutano le quote dei migranti da Italia e Grecia o altri provvedimenti solidaristici.

    Europa il sottosegretario Sandro Gozi: Italia blocca revisione bilancio pluriennale Ue Le priorità devono essere la crescita e la lotta contro la disoccupazione, l'immigrazione, la sicurezza e i programmi per la ricerca". Ha aggiunto poi Gozi Tweet Crisi migranti, Renzi: o aiuto o nel 2017 veto su bilancio Ue Renzi: non è decisivo lo 0,1%. La nostra battaglia è sul bilancio europeo Il ministro Padoan e la manovra: "La legge di bilancio è scritta nel rispetto delle regole europee" 15 novembre 2016 L'Italia ha "confermato la riserva", ovvero ha sostanzialmente posto il veto, alla proposta di compromesso fatta dalla presidenza slovacca per la revisione di mid-term del bilancio pluriennale della Ue e che il governo non considera accettabile perché mancano garanzie per l'aumento di risorse "a favore delle nostre priorità": immigrazione, sicurezza, disoccupazione giovanile o programmi per la ricerca. Lo ha annunciato il sottosegretario Sandro Gozi a margine del Consiglio Affari Generali a Bruxelles. Nel pranzo dei ministri a porte chiuse ("per noi non indigesto, per altri forse sì" sintetizza Gozi con una battuta) l'Italia ha "tenuto con coerenza la sua linea", spiega il sottosegretario agli affari europei. "Quindi - continua Gozi - abbiamo confermato la nostra riserva sull' adozione del riesame del bilancio multiannuale, che senza l'accordo dell'Italia non può essere adottato perché richiede l'unanimità". "Lo abbiamo fatto - spiega Gozi - perché riteniamo che sia una proposta su cui dobbiamo avere ancora molte garanzie sul reale aumento a favore delle nostre priorità: immigrazione, sicurezza, risorse europee per i giovani (siano per la lotta contro la disoccupazione o l'Erasmus), i programmi di successo come Horizon2020 cu cui non possiamo assolutamente accettare dei tagli, e la flessibilità del bilancio europeo per una maggiore capacità di reagire alle crisi. Su tutto questo non ritenevamo che fossimo arrivati ad un compromesso accettabile e quindi abbiamo confermato che l'Italia si oppone al riesame del bilancio multiannuale". Alla domanda se si tratti un veto, Gozi risponde: "Il veto si pone in una votazione formale. Oggi non c'era una votazione formale, quindi la dizione non è 'veto' ma 'riserva' e noi abbiamo posto formalmente la nostra riserva che la presidenza slovacca annuncerà". -

    il sottosegretario Sandro Gozi: Italia blocca revisione bilancio pluriennale Ue - Rai News

 

 
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