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Re: Sul comunitarismo
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Originariamente Scritto da
Josef Scveik
Premesso che la tua mi sembra la posizione di chi per comodità non intende prendere posizione, vorrei che tu mi spiegassi come mai nonostante la tua vicinanza alle idee libertarie (come tu affermi) ti ritrovi poi ad essere così tanto affine a kavalerists e lupo sciolto...
a proposito, io sono sempre stato onesto senza fingere idee che non ho, spesso ho litigato con quelli che chiamate "rossobruni", per motivi politici, eppure il tuo amico ha pensato lo stesso di cacciarmi da un forum dove non scrivevo da mesi adducendo pretesti, a puro sfregio e come atto di scherno (dopo aver vomitato su di me ogni falsità).
Almeno questo forum non effettua la censura preventiva di chi non è simpatico al mod, se non fa dei danni.
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Re: Sul comunitarismo
Citazione:
Originariamente Scritto da
Josef Scveik
Premesso che la tua mi sembra la posizione di chi per comodità non intende prendere posizione, vorrei che tu mi spiegassi come mai nonostante la tua vicinanza alle idee libertarie (come tu affermi) ti ritrovi poi ad essere così tanto affine a kavalerists e lupo sciolto...
Come ho già detto l'unica posizione che mi avvicina alla sinistra rizziana è relativa all'immigrazione. mi spiace ma su questo tema non sono allineato a voi progressisti, e per ragioni ben diverse da quelle delle destre, ma su questo basta andarsi a vedere il video che ho postato giorni fa. La mia "vicinanza" a Lupo e Kava, come dici te, deriva semplicemente dal fatto che sulle posizioni comunitariste abbiamo delle affinità, perche' sebbene io sia individualista, ritengo che le radici di un uomo non si possano ignorare ne' svendere come fa il sistema capitalista. Senza per questo sentirmi "ambiguo" perche' qualcuno pensa che si sconfini in discorsi che appaiano razzisti o cose del genere. L'immigrato e' un mio fratello nella lotta agli errori capitalisti e su questo siamo d'accordo, e non troverai in me richiami a identità etniche (che per altro nel caso dell'Italia non esistono) e cose del genere (anche perche' essendo di derivazione nietzschana, sappiamo bene che prima di essere mal-riletto, si espresse contro ogni nazionalismo), ma sul tema immigrazione di enormi masse, mi trovo in linea con Rizzo, Lupo e Kav. E non credo questo intacchi il mio libertarismo
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Re: Sul comunitarismo
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Originariamente Scritto da
Dean M.
mi trovo in linea con Rizzo, Lupo e Kav. E non credo questo intacchi il mio libertarismo
Personalmente ritengo onesta e veritiera l'analisi di Rizzo (ma , in realtà, dovrebbe essere chiara a tutti i marxisti), tuttavia propendo per il blocco dell'immigrazione di massa. Come sostenuto dal KPRF, dal Partito Dei Lavoratori Ungheresi e dai Socialisti olandesi.
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Re: Sul comunitarismo
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Originariamente Scritto da
LupoSciolto°
Personalmente ritengo onesta e veritiera l'analisi di Rizzo (ma , in realtà, dovrebbe essere chiara a tutti i marxisti), tuttavia propendo per il blocco dell'immigrazione di massa. Come sostenuto dal KPRF, dal Partito Dei Lavoratori Ungheresi e dai Socialisti olandesi.
Pur non essendo marxista e comunista, ritengo anche io che l'analisi di Rizzo sia parzialmente giusta, e che ovviamente l'importazione di semi-schiavi farà diminuire i salari anche agli operai autoctoni.
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Re: Sul comunitarismo
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Originariamente Scritto da
LupoSciolto°
Personalmente ritengo onesta e veritiera l'analisi di Rizzo (ma , in realtà, dovrebbe essere chiara a tutti i marxisti), tuttavia propendo per il blocco dell'immigrazione di massa. Come sostenuto dal KPRF, dal Partito Dei Lavoratori Ungheresi e dai Socialisti olandesi.
Ecco, la differenza sta qui, nel senso che da anarchici o libertari non si può essere per il "blocco" di qualcosa, dal momento che non si parteggia per una autorità che lo faccia. Ma certamente superando il capitalismo si fa in modo che scompaia il 'bisogno' di concorrenza fra lavoratori italiani ed immigrati (sia in Italia che tra europei e altri popoli in nome di un mercato globale) e quindi il conseguente bisogno di emigrare (relegato allo sfruttamento capitalistico)
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Re: Sul comunitarismo
Citazione:
Originariamente Scritto da
Dean M.
Ecco, la differenza sta qui, nel senso che da anarchici o libertari non si può essere per il "blocco" di qualcosa, dal momento che non si parteggia per una autorità che lo faccia. Ma certamente superando il capitalismo si fa in modo che scompaia il 'bisogno' di concorrenza fra lavoratori italiani ed immigrati (sia in Italia che tra europei e altri popoli in nome di un mercato globale) e quindi il conseguente bisogno di emigrare (relegato allo sfruttamento capitalistico)
Beh , tutti miriamo a quello. Il punto è un altro: la rivoluzione non è dietro l'angolo.
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Re: Sul comunitarismo
si ma le colpe non sono solo economiche ma anche geopolitiche. L'immigrazione come fenomeno di massa è conseguenza delle guerre capitalistiche prodotte in determinate aree del mondo (basti pensare alla libia come arco di passaggio). Quindi, oltre alle ingiustizie economiche, il problema è anche politico. Se l'occidente continua a fomentare guerre in quelle aree, è ovvio che le genti si ammasseranno ai confini dell'Europa (infatti 30 anni fa questo problema era molto minoritaro)
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Re: Sul comunitarismo
Non esiste solamente la contrapposizione tra la categoria dei "sovranisti" e quella dei "progressisti", quest'ultima talmente fumosa da inglobare, a detta dei detrattori, le posizioni più disparate.
Se voleste, potreste arricchire la discussione "Sull'immigrazione", affrontata in questa sezione qualche tempo fa.
Per quanto mi riguarda, nel quasi monologo "il pharmakos e il risentimento" ho fornito, in maniera forse sbrigativa, sintetica e all'apparenza apodittica, la mia interpretazione del fenomeno.
Alle soglie del nuovo millennio, ai vecchi feticci si sono aggiunti la caccia all'immigrato e la riscoperta di un sentimento nazionale, entrambi cari tanto alla distrazione organizzata quanto alle annaspanti forze radicali in cerca di vie di fuga dalla loro dissoluzione totale.
Sebbene l'accoglienza sia spacciata per fiore all'occhiello dell'Europa e per misura di civiltà, ai poteri occidentali fanno comodo gli agitatori e i demagoghi deputati alla gestione di spinte oclocratiche, altrimenti ingestibili, deviate ad opera d'arte verso bersagli stabiliti.
A me, come già ampiamente ribadito, del destino della "gloriosa Europa" non importa nulla, per cui non farò parte della manovalanza alle dipendenze di chi crea fantasmi per far sfogare i bravi bambini.
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Re: Sul comunitarismo
Citazione:
Originariamente Scritto da
Egomet
Non esiste solamente la contrapposizione tra la categoria dei "sovranisti" e quella dei "progressisti", quest'ultima talmente fumosa da inglobare, a detta dei detrattori, le posizioni più disparate.
Se voleste, potreste arricchire la discussione "Sull'immigrazione", affrontata in questa sezione qualche tempo fa.
Per quanto mi riguarda, nel quasi monologo "il pharmakos e il risentimento" ho fornito, in maniera forse sbrigativa, sintetica e all'apparenza apodittica, la mia interpretazione del fenomeno.
Alle soglie del nuovo millennio, ai vecchi feticci si sono aggiunti la caccia all'immigrato e la riscoperta di un sentimento nazionale, entrambi cari tanto alla distrazione organizzata quanto alle annaspanti forze radicali in cerca di vie di fuga dalla loro dissoluzione totale.
Sebbene l'accoglienza sia spacciata per fiore all'occhiello dell'Europa e per misura di civiltà, ai poteri occidentali fanno comodo gli agitatori e i demagoghi deputati alla gestione di spinte oclocratiche, altrimenti ingestibili, deviate ad opera d'arte verso bersagli stabiliti.
A me, come già ampiamente ribadito, del destino della "gloriosa Europa" non importa nulla, per cui non farò parte della manovalanza alle dipendenze di chi crea fantasmi per far sfogare i bravi bambini.
ecco, qui non mi trovi concorde. esiste nell'attuale paradigma della sinistra, sia moderata che radicale, e intellettuale, una vulgata che vorrebbe, da sempre, certi aspetti della realtà come l'amor patrio e il legame con le tradizioni, come feticci strumentali alle èlite capitalistiche e finanziarie, come elementi utili a creare disgregazione e controllo.
è un paradigma analitico che francamente non condivido, non perche' intenda difenderlo, ma perche' ritengo sia completamente fuorviante.
non v'è dubbio che le èlite finanziare e capitalistiche (e intellettuali) tentino di manipolare le masse lavoratrici e popolari con qualunque mezzo, da secoli, pur di mantenerle nella loro sfera di influenza, ma è un dato antropologico il fatto che gli individui, i popoli, abbiano una matrice e questa matrice, quello che può definirsi il legame con la terra, sia qualcosa che supera l'ardore del tempo.
ora, a me come individuo contestualizzato, non interessa nessuna identità in particolare, difendo solo il principio (da appartenente al proletariato, e ora disoccupato) per il quale, superato il capitalismo si supera la logica della concorrenza, ed ecco che il principio che regola l'emigrazione verrebbe meno (anche per gli italiani che cercano fortuna) e quindi al dentro di un'organizzazione economica non più capitalistica e' necessaria l'armonia generale per far si che i conflitti vadano diminuendo
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Re: Sul comunitarismo
Anche ammesso esista, ed è tutto da dimostrare, questo legame primigenio con la terra non collima necessariamente con il cripto-nazionalismo anti-europeo in cui è facile riconoscere lo specchietto per le allodole dei movimenti radicali morenti.
Quanto all'immigrazione, e più nello specifico il rapporto tra capro espiatorio, distrazione e comunità, rimando alla discussione "il pharmakos e il risentimento".