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  1. #1
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    Predefinito Sulla rielaborazione di un'idea

    Questo thread l'avrei potuto aprire anche in CeC, ma ho pensato che qui renderebbe meglio per una serie di ragioni. Se però @Lupo Sciolto o Kavalerists o altri volessero contribuire, andrebbe benissimo ugualmente.

    dunque, riflettevo tempo fa sulla questione del "rielaborare" o "riformulare" un pensiero o un'idea in base alla propria identità, visione e gusto, della realtà. Qui prendiamo in esame l'idea libertaria (essendo un forum schierato), ma vale anche per la Democrazia, il Socialismo e il Comunismo e altre idee. Quanti sono spesso portati a rielaborare e riprodurre un'ideologia o una dottrina e 'rimodellarla' secondo la propria visione? Sappiamo che esistono idee e teorie che sono dogmatiche o che comunque lo diventano per chi le difende (non voglio entrare in vecchia polemica che altrove ho già affrontato), ma quanto un'idea, una teoria, può diventare ad uso e consumo di un individuo che forma la propria visione del mondo (weltaanschaung)? io prendo ad esempio la mia visione della vita e del mondo, che si ispira ai principi dell'individualismo, del socialismo, del municipalismo libertario ("Un socialismo che evolve in democrazia diretta") e dannunziano. Qualcuno potrà obiettare che non è ne' socialismo, ne' anarchismo, ne' municipalismo, perche' non rispetta la formula di un'idea ufficiale. Ma quanto un dottrinario e un dogmatico possono intervenire sulla rielaborazione di un'idea che comunque resta patrimonio della personalità e dell'individualità (quand'anche ha scopi collettivi)?
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  2. #2
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    Predefinito Re: Sulla rielaborazione di un'idea

    Definisci i principi dannunziani.

  3. #3
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    Predefinito Re: Sulla rielaborazione di un'idea

    Citazione Originariamente Scritto da Josef Scveik Visualizza Messaggio
    Definisci i principi dannunziani.
    Logicamente mi definisco al D'Annunzio dell'esperienza fiumana, contrapposto, letterariamente, a quello della fase detta "superomistica", cioè giovanile, in cui sognava la restaurazione dei principi romani-aristocratici.

    Il Dannunzianesimo fiumano - ed è ormai stato detto tanto, qui, non solo da me - porta avanti i principi non solo estetici (già contenuti nella Carta del Carnaro), come elevazione dello spirito, ma anche quelli avanguardistici e socialisteggianti (nella Carta si parla di tutele previdenziali, assicurative, diritto di voto alle donne, divorzio e si generano i postulati per il passaggio verso una democrazia diretta). Inoltre a Fiume vengono siglate alleanze internazionali coi nord irlandesi e con delegazioni del Medio Oriente in funzione antimperialista.
    D'annunzio dichiarerà, a un giornale anarchico dell'epoca, che vuole che Fiume sia il ponte di lancio di una rivoluzione mondiale che riscatti le nazioni oppresse dal capitalismo e che dopo l'URSS (unica nazione a riconoscere la sua impresa) vi sia un'aspirazione a estenderne i principi altrove.
    Ti basta? Per me (e ripeto, per me) il fiumanesimo (così viene definito) va accostato a tutte le altre correnti del socialismo non scientifico, e rivoluzionario, seppur, in questo caso, condito di richiami al mondo antico (greco) e all'arte (che ovviamente è assente nei socialismi scientifici e anche utopici del XIX secolo)
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  4. #4
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    Predefinito Re: Sulla rielaborazione di un'idea

    Citazione Originariamente Scritto da Dean M. Visualizza Messaggio
    Qualcuno potrà obiettare che non è ne' socialismo, ne' anarchismo, ne' municipalismo, perche' non rispetta la formula di un'idea ufficiale. Ma quanto un dottrinario e un dogmatico possono intervenire sulla rielaborazione di un'idea che comunque resta patrimonio della personalità e dell'individualità (quand'anche ha scopi collettivi)?
    La commistione di idee, la fusione di dottrine aventi origine diversa, il sincretismo culturale esistono da sempre in quanto diritto inalienabile di chi pensa, parla e agisce.
    Nel contempo tuttavia -punto su cui siamo tornati in numerose occasioni- dietro a ogni termine si nascondono una storia, una produzione di testi, un bagaglio di avvenimenti e di simboli di cui non è possibile ignorare i rimandi.
    Pertanto, ciascuno è libero di miscelare qualsiasi categoria di pensiero con altre di diversa radice, ma, nel caso in cui chi aderisce con fermezza a un'idea muovesse critiche, non ci si dovrebbe schermire né esimere dal controbattere alle critiche, possibilmente senza accuse o espedienti retorici.
    Sebbene non mi importi nulla delle incongruenze e delle contraddizioni, posso capire un socialista che, posto di fronte a dichiarazioni come " nel mio socialismo è giusta l'esistenza di aristocrazie politiche ed economiche", si chieda quanto vi sia di socialista in un programma del genere.
    Lo comprendo, ben inteso, non in virtù della sacralità delle idee -per me solo trappole- ma perché non mi stupisce la volontà di far chiarezza intorno all'area semantica di una parola per lui preziosa.
    Siamo sempre alla giostra delle definizioni: affinché non si creino equivoci, è meglio rinunciare al vocabolario ereditato e illustrare attraverso lemmi differenti le proprie concezioni.
    Ultima modifica di Egomet; 05-12-16 alle 15:52
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  5. #5
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    Predefinito Re: Sulla rielaborazione di un'idea

    Citazione Originariamente Scritto da Egomet Visualizza Messaggio
    La commistione di idee, la fusione di dottrine aventi origine diversa, il sincretismo culturale esistono da sempre in quanto diritto inalienabile di chi pensa, parla e agisce.
    Pero' io non mi riferivo al sincretismo (forse influenzati da cio' che abbiamo detto mesi fa sui nazional-anarchici), bensì proprio al fatto che un individuo possa prendere spunto da un ideale formulato da un pensatore (es: socialismo) e svilupparne una propria visione.
    Mi spiego meglio.
    Marx non ha inventato il socialismo, lo ha rielaborato. Il socialismo (e comunismo) esistevano già in varie formulazioni e tonalità ai tempi di Platone e Aristotele e si e' sviluppato dal '500 in poi, con More, Campanella ed altri filosofi, per arrivare fino a Marx, Engels, Saint-Simon, Fourier ecc.
    Ecco che un'ideologia non e' proprieta' di ciascuno, ma chiunque, a modo suo, puo' essere riformulatore.
    Lo stesso fascismo (e nazional socialismo) e' un'invenzione di Mussolini, che ha sincretizzato idee socialiste, sindacaliste, nazionaliste e imperialiste.
    Diverso e' il discorso dei comunismi reali, che si sono, comunque, attenuti alle formulazioni marxiane.

    Ciò che intendevo dire io e', non credo che noi siamo in grado di formulare una dottrina o una filosofia, pari a ciò che hanno fatto i personaggi da me chiamati in causa, ma possiamo, in quanto individui, postulare una nostra visione del mondo che non debba per forza seguire i dettami delle ideologie sopra menzionate.
    Se tu fossi individualista, magari ti ispirerai a Palante e Stirner, ma avrai sempre la tua visione che non e' identica alla loro.
    E via così.
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  6. #6
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    Predefinito Re: Sulla rielaborazione di un'idea

    Citazione Originariamente Scritto da Dean M. Visualizza Messaggio
    Pero' io non mi riferivo al sincretismo (forse influenzati da cio' che abbiamo detto mesi fa sui nazional-anarchici), bensì proprio al fatto che un individuo possa prendere spunto da un ideale formulato da un pensatore (es: socialismo) e svilupparne una propria visione.
    Avevo inteso, ma si tratta sempre di favorire in una certa misura l'incontro tra idee, perché, per quanto ci si sforzi di trovare soluzioni inedite, dopo più di due millenni di elucubrazioni filosofiche e produzioni artistiche, lo spazio lasciato all'invenzione è assai limitato.
    Tutt'al più si possono ricombinare o fondere in modo personale gli elementi di dottrine differenti, e allora riecco il sincretismo, oppure fornirne una chiave di lettura parzialmente nuova (spesso reinterpretando parti di una teoria alla luce di risultati o metri di giudizio mutuati da un'altra, quindi lambendo ancora il sincretismo).


    Ecco che un'ideologia non e' proprieta' di ciascuno, ma chiunque, a modo suo, puo' essere riformulatore.
    .
    Certamente (per me. lo sai, qualsiasi operazione intellettuale è lecita), però non scandalizzarti se qualche simpatizzante di un'idea dovesse inalberarsi.
    Poiché l'identità di un sistema ideologico è il frutto di una lenta crescita in cui la componente mitico-simbolica, vero fondamento, si è cristallizzata nel lessico scelto, qualsiasi tentativo di sovvertire il senso di una parola potrebbe trovare forti resistenze.
    Se esprimessi il tuo personale modo di vedere il mondo con termini neutri, perifrasi o coniando il tuo vocabolario, non dovresti scontrarti con nessuno.






    Diverso e' il discorso dei comunismi reali, che si sono, comunque, attenuti alle formulazioni marxiane
    .

    Non direi.
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  7. #7
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    Predefinito Re: Sulla rielaborazione di un'idea

    Citazione Originariamente Scritto da Egomet Visualizza Messaggio
    Avevo inteso, ma si tratta sempre di favorire in una certa misura l'incontro tra idee, perché, per quanto ci si sforzi di trovare soluzioni inedite, dopo più di due millenni di elucubrazioni filosofiche e produzioni artistiche, lo spazio lasciato all'invenzione è assai limitato.
    Tutt'al più si possono ricombinare o fondere in modo personale gli elementi di dottrine differenti, e allora riecco il sincretismo, oppure fornirne una chiave di lettura parzialmente nuova (spesso reinterpretando parti di una teoria alla luce di risultati o metri di giudizio mutuati da un'altra, quindi lambendo ancora il sincretismo).




    Certamente (per me. lo sai, qualsiasi operazione intellettuale è lecita), però non scandalizzarti se qualche simpatizzante di un'idea dovesse inalberarsi.
    Poiché l'identità di un sistema ideologico è il frutto di una lenta crescita in cui la componente mitico-simbolica, vero fondamento, si è cristallizzata nel lessico scelto, qualsiasi tentativo di sovvertire il senso di una parola potrebbe trovare forti resistenze.
    Se esprimessi il tuo personale modo di vedere il mondo con termini neutri, perifrasi o coniando il tuo vocabolario, non dovresti scontrarti con nessuno.
    cercavo di dire una cosa molto semplice: io ad esempio mi considero Socialista (mettendo da parte i richiami dannunziani, che non sono prioritari e appartengono per lo più a una dimensione "iconica"), ma anche individualista, libertario, patriottico, romantico e tante altre cose, non credo di non potermi ascrivere alla corrente suddetta solo perche' non abdico ai dettami marxisti-leninisti, pur prendendo in conto alcuni aspetti di esso, ma non aderendo precipuamente a quella ideologia? E così, come me, tante altre persone. Un'idea, una dottrina, è una fonte immensa a cui attingere, alla quale ognuno modella la propria esistenza a seconda delle proprie necessità.




    .

    Non direi.
    Beh, tutti i regimi a socialismo reale si sono richiamati al marxismo-leninismo, precisamente nella sua variante della 'dittatura del proletariato' (che poi - e io ne sono certo - l'abbiano male interpretata, questa teoria, non significa che non abbiano preso spunto da lì).
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    Predefinito Re: Sulla rielaborazione di un'idea

    Citazione Originariamente Scritto da Dean M. Visualizza Messaggio
    cercavo di dire una cosa molto semplice: io ad esempio mi considero Socialista (mettendo da parte i richiami dannunziani, che non sono prioritari e appartengono per lo più a una dimensione "iconica"), ma anche individualista, libertario, patriottico, romantico e tante altre cose, non credo di non potermi ascrivere alla corrente suddetta solo perche' non abdico ai dettami marxisti-leninisti, pur prendendo in conto alcuni aspetti di esso, ma non aderendo precipuamente a quella ideologia? E così, come me, tante altre persone. Un'idea, una dottrina, è una fonte immensa a cui attingere, alla quale ognuno modella la propria esistenza a seconda delle proprie necessità.

    Forse non riesco a essere chiaro, perché ci stiamo rincorrendo verbalmente in un vortice: già dalla mia prima replica avevo compreso la tua esigenza e insistevo solo sul processo di codificazione, strettamente correlato allo sviluppo del sistema ideologico di riferimento, a cui inevitabilmente sono sottoposte le parole dopo due secoli di utilizzo.
    Si può sempre contare sull'elasticità di contenitori semantici come "socialismo" o "patriottismo", ma senza forzarne troppo i contorni, a meno di non voler stravolgerne completamente il senso.
    Accostando, per esempio, il socialismo alla presenza di aristocrazie economiche, non si violano elementari regole del principio di non contraddizione?
    Dopodiché, per me chiunque può sentirsi qualunque cosa o rielaborare qualunque teoria, però le critiche di chi aderisce a un'idea arriveranno puntuali.

    Beh, tutti i regimi a socialismo reale si sono richiamati al marxismo-leninismo, precisamente nella sua variante della 'dittatura del proletariato' (che poi - e io ne sono certo - l'abbiano male interpretata, questa teoria, non significa che non abbiano preso spunto da lì)
    Così è formulato in modo più preciso (cosa ben diversa dall'essersi "attenuti alle formulazioni marxiane").
    "Una salus victis, nullam sperare salutem"

  9. #9
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    Predefinito Re: Sulla rielaborazione di un'idea

    Citazione Originariamente Scritto da Egomet Visualizza Messaggio
    Forse non riesco a essere chiaro, perché ci stiamo rincorrendo verbalmente in un vortice: già dalla mia prima replica avevo compreso la tua esigenza e insistevo solo sul processo di codificazione, strettamente correlato allo sviluppo del sistema ideologico di riferimento, a cui inevitabilmente sono sottoposte le parole dopo due secoli di utilizzo.
    Si può sempre contare sull'elasticità di contenitori semantici come "socialismo" o "patriottismo", ma senza forzarne troppo i contorni, a meno di non voler stravolgerne completamente il senso.
    Accostando, per esempio, il socialismo alla presenza di aristocrazie economiche, non si violano elementari regole del principio di non contraddizione?
    Certamente. Infatti io ritengo che chi si ritiene socialista debba avere come principio base quello di osteggiare qualsiasi aristocrazia economica e finanziaria, e credere in una redistribuzione delle risorse/ricchezze. Il patriottismo viene di conseguenza (vedasi: Cuba) in quanto e' impossible pensare a una stratificazione e affermazione del socialismo, senza discendere da un principio di sovranità nazionale.


    Così è formulato in modo più preciso (cosa ben diversa dall'essersi "attenuti alle formulazioni marxiane").
    Loro dicono di esservisi attenuti. almeno, la totalità dei comunisti e socialisti
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  10. #10
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    Predefinito Re: Sulla rielaborazione di un'idea

    Citazione Originariamente Scritto da Dean M. Visualizza Messaggio
    Infatti io ritengo che chi si ritiene socialista debba avere come principio base quello di osteggiare qualsiasi aristocrazia economica e' impossible pensare a una stratificazione e affermazione del socialismo, senza discendere da un principio di sovranità nazionale.
    Era un esempio, non mi riferivo a te.

    Loro dicono di esservisi attenuti. almeno, la totalità dei comunisti e socialisti
    Si sono attenuti alla variante leninista del marxismo, frequentemente adattata alle specifiche condizioni di partenza del singolo paese.
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