Il mio vicino di casa ha istallato una luce accecante, in confine con il mio giardino.
Allora mi sono informato sulle normative vigenti sull'inquinamento luminoso:
"Le leggi anti inquinamento luminoso in Italia
La storia delle normative anti inquinamento luminoso inizia in Italia nel 1992con la presentazione di un Disegno di legge nazionale dal titolo “Misure urgentiin tema di risparmio energetico da uso di illuminazione esterna e di lottaall’inquinamento luminoso” da parte degli onorevoli Casini, Diana, Fronza, Crepaze Scalia. Questo fu il primo caso a livello mondiale di Disegno di legge nazionalesu questo tema. Purtroppo tale intervento trovò la dura reazione del mondoilluminotecnico che fece naufragare il progetto. Negli anni successivi l’attività sispostò nei Comuni con l’approvazione di alcuni regolamenti comunali in Toscanae nel Lazio. La SAIt (Società Astronomica Italiana) e la UAI (Unione Astrofili Italiani),promotrici di queste iniziative, stavano riscuotendo un enorme successo e la loroazione dal basso stava ottenendo i risultati sperati. Nel 1999 però – dopo anni didiscussioni e confronti – le associazioni di illuminotecnici (AIDI e ASSIL) riuscironoa far approvare (senza il consenso della S.A.It.) una norma, la UNI 10819 chein pratica rappresentò il tentativo di rendere legale l’inquinamento luminoso.Durante i lavori per la redazione di questa norma, nacque la prima legge regionalecontro l’inquinamento luminoso la L.R. 27 giugno 1997 n. 22 “Norme per laprevenzione dell’inquinamento luminoso” della Regione Veneto. Tale legge, seppurpiù restrittiva rispetto alla norma UNI, poneva limiti poco stringenti e non è maistata pienamente applicata. Da questo episodio però iniziò la creazione delle leggiregionali come le conosciamo adesso. Le prime furono la L.R. 28 aprile 2000n. 17 della Valle D’Aosta e la L.R. 24 marzo 2000 n. 31 del Piemonte che fannopienamente riferimento alla UNI 10819 e quindi sono sostanzialmente inutili.Con la L.R. 27 marzo 2000 n. 17 della Lombardia però la lotta all’inquinamentoluminoso segna una svolta fondamentale in Italia e all'estero. Questa infatti è unadelle leggi più restrittive attualmente in vigore, imponendo il limite delle 0 cd/klma 90° ed oltre e il limite di 3,7 nel rapporto tra interdistanza e altezza dei pali.Nello stesso anno nasce anche la L.R. 13 aprile 2000 n. 23 del Lazio che peròprevede dei limiti più blandi per gli arredi urbani fino a 110°. Le leggi della Lombardiae del Lazio, con le dovute eccezioni, rimangono comunque due ottimi esempi.Nello stesso anno nascono la L.R. 21 febbraio 2000 n. 37 della Toscana(che ricalca quella del Veneto) e la L.R. 10 aprile 2000 n. 41 della Basilicata. Neglianni successivi si adeguano via via tutte le Regioni. Casi a parte sono la Provinciadi Trento che ha approvato una legge provinciale e la Regione Sardegna che non si èdotata di una vera e propria legge ma semplicemente di una delibera. L’ultima leggeentrata in vigore è la L.R. 22 gennaio 2010 n. 2 del Molise. Attualmente risultanoscoperte la Sicilia, la Calabria e la Provincia di Bolzano. Particolarmente interessanteil caso della Regione Veneto che con la L.R. 7 agosto 2009 n.17 che ha abrogatola L.R. 27 giugno 1997 n. 22 si è dotata di una norma assolutamente all'avanguardia ed è stato il primo caso in assoluto in cui una legge obsoleta ed inapplicabile(nonché inapplicata) veniva sostituita da una ben più efficace e stringente.La speranza è anche altre Regioni possano seguire questo esempio.Da più parti si preme per riprendere l’iter per la realizzazione di una legge nazionalecontro l’inquinamento luminoso. Realizzare una buona legge nazionale control’inquinamento luminoso sarebbe sicuramente la risposta migliore e più efficace perfronteggiare il problema alla radice. Il rischio è che all'approvazione della legge sifrappongano interessi contrari che potrebbero portare all'approvazione di una leggeinefficace. In questo modo tutti gli sforzi fatti per l’approvazione delle leggi regionalirisulterebbero vani. Probabilmente il tema dell’inquinamento luminoso non è statoancora recepito dalla classe politica con la dovuta attenzione. Per completezzad’informazione, ad oggi risulta in vigore una sola legge nazionale, quella dellaSlovenia, che il 30 agosto 2007 ha approvato una legge molto rigida e che prevedeil limite delle 0 cd/klm su tutto il territorio nazionale.SVILUPPO SOSTENIBILE78.
Al fine di rendere l’illuminazione pubblica veramente eco sostenibile è necessarioprogettare preventivamente l’illuminazione. La maggior parte delle leggi regionaliprevede la realizzazione, da parte di tecnici qualificati, di un PRIC (Piano Regolatoredell’illuminazione comunale). Il PRIC al pari del vecchio Piano Regolatore devecontenere tutte le indicazioni progettuali per la realizzazione dell’illuminazionecomunale futura e per la messa a norma dell’illuminazione esistente."
Ho trovato tutto su questo sito: http://www.pibinko.org/bmp2/wp-conte...-pag-67-80.pdf
A parte il fatto che l'inquinamento luminoso rompe le balle, fa male alla salute eccetera... cercando sul web ho scoperto che le falene vengono enormemente danneggiate dalle luci artificiali !




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