La Stampa

La giunta Raggi dichiara guerra al gioco d’azzardo. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi su blog di Beppe Grillo. «Il centro storico sarà off limits alle slot machine. Basta all’effetto Las Vegas. Abbiamo depositato una delibera di iniziativa consiliare sul regolamento delle sale slot a Roma. Un’importante iniziativa targata M5S con l’obiettivo di tutelare la salute dei nostri cittadini con conseguenti effetti sulla sicurezza della città, la viabilità, l’inquinamento acustico, il decoro urbano e la quiete pubblica», spiega la sindaca.

Quella di Roma non è l’unica amministrazione che vuole regolamentare le macchinette mangiasoldi. Da Anacapri a Livorno, da Varese a Gallarate sono decine i sindaci preoccupati dei danni sociali provocati dal gioco d’azzardo. Ma acconto alle sale slot, regolabili da parte dei Comuni, ci sono le macchinette poste in tabaccheria, bar, locali pubblici. In quel caso è più difficile regolamentare e, quindi, rendere più difficile il gioco. Del resto il gioco d’azzardo, con i suoi circa 120 mila addetti, è una delle principali aziende italiane. Non solo. Si calcola che le macchinette poste in bar e tabaccherie servano ai titolari per pagare le spese di affitto e gestione, una “fetta” di incassi notevoli per i gestori.

Dal punto di vista economico, però, i costi sociali delle ludopatie sono enormi, molti operatori sanitari sostengono che i costi sono superiori alle entrate che lo Stato incassa dalle società concessionarie.