l'ultima volta che ho votato, non avevo le idee precise a parte il partito: erano le elezioni comunali di Bagheria, apro la lista del Pd-Pds e scelgo quello che mi sembra più simpatico, Pietro, come me, e Tornatore, bello forte, autoctono. Dopo un anno e mezzo di giunta leggo sul giornale locale: Pietro Tornatore passa a Forza Italia (poi è stato nominato, o eletto, non ricordo, in altre giunte, compresa la Lo Meo, in quel partito diciamo acquisito).
E non ho niente da rimproverarmi: Tornatore ha agito così come io l'ho votato, per simpatia, in base a sue sensazioni del momento, le più giuste. Mi ha trattato da pari, non sapendo niente delle mie motivazini casuali di voto per lui.
A proposto di Tornatore, i primi tempi sono andai a Piacenza dissi a un tipino in famiglia, che sapeva della mia provenienza, che a me Tornatore non piace. Non mi dice nulla, ma dopo un anno e mezzo torna a casa tutto festante, che ha visto il film di Tornatore dell'epoca, la Migliore Offerta, e col suo migliore amico, a parte qualche cosina trascurabile, l'ha trovato un capolavoro, di storia (con sorpresa) e di regia: il suo giudizio estasiato si estende alla recitazione.
Questa storia finisce anch'essa con una sorpresa: passano pochi mesi da quella vivida proiezione di gennaio (mi è sembrata di viverla, di esserci) e mia madre spedisce a sorpresa (sua, immagino, che forse mi aveva etichettato come uno che rigetta i suoi doni) il libro, con dedica, della storia tratta da Tornatore stesso dal film la Migliore Offerta, ma non una sceneggiatura, ma una narrazione. Chissà cosa è scattato allora nella mente del tipino abituato e mietere per sè stesso con un sì (anche concesso), a mettere ogni cosa al suo posto, l'invidioso che credeva che io giudicassi Tornatore come il sì adesso per il referendum giudica un no, per invidia. Lui che abitualmente legge tutto, non lesse questa svolta per lui non desiderata. Ma siccome si risponde solo al sì, anche col no, non rispose.