prima di Francesco d'Assisi non ci sono tracce di stigmate nella cristianità. E' un fatto: 1200 anni senza tracce, acherotipi o sindoni.
E da ora, che prima d'ora non ci ha pensato nessuno, le elezioni in ogni parte del mondo saranno accompagnate da proteste, strascichi, come da tempo succede nel calcio, nel pugilato e in tutti gli altri sport, col giallo non agonistico, di testate, morsi e offese dello straniero, e lobi di orecchi staccati. Pagheremo per continuare a sentirle. E' la stesa cosa: colma una mancanza facendola colare. Ormai è il modo di prolungare i discorsi su elezioni e campagne elettorali, bel oltre il loro naturale svolgimento/spegnimento, un prolungamento virtuale, artificiale, ma vissuto come vero in modo direttamente proporzionale a quanto fa incazzare.
Non c'è più bisogno di paventare brogli, come ai tempi di Cota, la cui asta/elezione è andata deserta: siamo evoluti.
Sarà tenacemente applicato ad ogni tipo di personaggio ed elezione raggiungendo i suoi scopi prefissi. Non ce ne libereremo più, e anzi dobbiamo chiedere scusa che non ce ne siamo occupati prima, come prima di Francesco. Come il bene senza opere.